Tv Luxury

Lontano da Milano, e dallo sfavillante mondo del lusso, come posso fare per alimentare questo mio interesse?

Nel dubbio, accendo la tv.

Ed ecco che, meraviglia delle meraviglie, ci sono una lunga serie di canali satellitari e di programmi, dedicati all’argomento che più ci interessa…

Infatti, ci sono canali satellitari, spesso monotematici in cui viene affrontato con differenti sfumature l’ambito di pertinenza dell’emittente, sono quindi abbastanza elitari e seguiti perlopiù da intenditori del settore. Eccone un breve esempio nella programmazione di Sky: Fashion Tv, Class Tv Moda, Gambero Rosso, Leonardo, Yacht & Sail, ecc..

Ci sono poi sono una serie di trasmissioni televisive in onda su canali più generalisti, e che quindi per questo mischiano maggiormente cultori e neofiti dei vari settori, in particolare, ce ne sono molte di moda e cercherò  di illustrarne brevemente qualcuna:

Innanzitutto ci sono una serie di trasmissioni per trovare gli indossatori del futuro.

In principio c’era America’s Next Top Model (con spin-off in moltissime nazioni tra cui l’Italia e con vari competitors, una delle quali Make me a Supermodel) nato del 2003 dall’idea di Tyra Banks e seguito in tutto il mondo, è un programma basato sull’ idea di formare le top model del futuro. Nelle sue 18 edizioni hanno partecipato personalità di primo piano, ad esempio: Twiggy, Andrè Leon Talley, Bryanboy, Rachel Zoe,Patrick Demarchelier, Patricia Field, Zac Posen  ma anche: Franca Sozzani, Margherita Missoni, Roberto Cavalli, Dean and Dan Caten ecc… In questo programma statunitense il legame tra l’Italia e la moda è avvertito potentemente al punto che oggi, trai premi, il più ambito risulta il servizio fotografico per Vogue Italia, oltre la partecipazione alla passerella finale (ad esempio ce sono state per Dsquared2, Versace, Roberto Cavalli ecc). Tra pochi giorni partirà la 19esima edizione. Esistono inoltre una serie di format più di tipo stilistico.

Project runway è un programma, sempre americano, che offriva nelle prime edizioni ai designers la possibilità di partecipare alla Mercedes Fashion Week, ed anche in questo caso le personalità coinvolte sono state  di primo piano: Heidi Klum, Micheal Kors, Nina Garcia, Ken Downing, Georgina Chapman, Diane Von Furstenberg, Tommy Hilfiger,  ecc… Fashion Academy è invece italiano ed è andato in onda su Sky dallo scorso autunno. È  ambientato all’Istituto Marangoni ed ha per protagonisti gli apprendisti-stilista; premio per il vincitore del programma era di vedere la propria collezione di moda commercializzata. Stilista in 24 ore è un nuovo programma in cui in ogni episodio quattro aspiranti stilisti si misurano con le proprie capacità, per riuscire a confezionare in sole 24 ore tre capi da portare in passerella. Ci sono poi, altri programmi che si mantengono più a cavallo tra questo mondo e la dimensione di relazioni umane nello stesso, e dunque tra fiction e reality.

Ad esempio, The Hills, con le sue sei stagioni, è un programma andato in onda su MTV. La serie inizia quando Lauren Conrad, una delle protagoniste di Laguna Beach (di cui questo è uno spin-off), si trasferisce a Los Angeles per frequentare l’istituto di moda Fashion Institute for Design and Merchandising e lavorare come stagista presso la redazione di Teen Vogue, iniziando così una nuova vita all’interno del fashion business americano.

Sicuramente questi programmi possono generare confusione se non si ha una solida cultura nel settore, e talvolta possono anche esserci risvolti un po’ trash, dati dal voler mantenere alto l’audience con liti vere o programmate trai partecipanti alla trasmissione.  Nonostante ciò, un merito che si può attribuire loro è che offrono un primo “approccio” alla moda, un mondo spesso ammantato da una fitta nube di mistero.

Ed inoltre, a mio parere, se anche all’inizio questo è stato un canale mediatico tralasciato dalle grandi aziende del settore, è stato evidentemente dimostrato che il ritorno in visibilità e comunicazione verso fashionisti e neofiti è enorme.

Dunque, se da alcuni anni a questa parte c’è un exploit di programmi e reality sul settore, vuol dire che il lusso sta diventando più vicino al cliente oppure che risulta sempre più un sogno, tanto da entrare a far parte dell’ intrattenimento?

Roberto

The TRASH CAN: Dinosauri giocattolo

 

E’ un periodo in cui i dinosauri stanno tornando di moda: tra nuovi telefilm e strani disegni, i nostri lucertoloni stanno tornando a farsi vivi di prepotenza. Visto che averne uno è praticamente impossibile, perché non fare un bel pupazzo costoso per qualche bambino fortunato ? Sono certo che questa domanda se l’è fatta anche Jesse Jo Starck, figlia del fondatore della Chrome Hearts quando ha deciso di produrre questa bellezza. Pelle, spuntoni d’argento e occhi di argento ma a forma di diamante, tutto al prezzo di 7600$.

Anche io da piccolo avevo un pupazzo dinosauro poi il cane me l’ha distrutto in un raptus di rabbia, voleva azzannarmi ma il dinosauro si è lanciato in mezzo facendomi da scudo. Mi manchi.

 

Giulio Santrolli

 

 

 

The TRASH CAN: Bruce Lee’s coat sold for $77,000


Everyone remembers Bruce Lee and his martial arts skills, after decades from his death fans are still clamoring to get a piece of his memorabilia.

At a recent auction in Hong Kong his fur-lined coat worn on the set of his last movie was sold for $77,000, way above all estimates.

Does it still smell of chinese food too?

Giulio

LUXUROGRAPHY: “Zeppa. Quando la moda osa con stile.”

Must have dell’attuale stagione estiva, tra i protagonisti delle passerelle della primavera/estate 2011, alle volte eccentrica, alle volte più sobria, la zeppa non ha mai smesso di emozionare. Ma a chi oggi si sente precursore di tendenze, ecco che la storia è pronta a smentire.

La zeppa nasce nel XV secolo , ma il primo interprete che le dona una meritata visibilità è lo stilista Salvatore Ferragamo, che nel 1938 crea il tanto chiaccherato zatterone arcobaleno per l’attrice Judy Garland. Gli anni ’40 hanno decretato l’ascesa non sempre costante della zeppa, da allora declinata nelle più particolari varianti in legno, in sughero, o anche in rafia.

Viene anche chiamata Miranda in onore della attrice Carmen Miranda che vanta una collezione di oltre cento zeppe. Il successo viene raggiunto alla fine del 1960 e trova conferma a metà degli anni’90, quando molte celebrities fanno le loro apparizioni svettando su altezze ardite, ma al contempo connotate di un confort tanto invidiato dalle classiche décolleté.

Tra le celebri testimonial, anche Madonna nel film Evita si trova a sfoggiare questa calzatura che punta sul confort, ma gioca con il design, sempre più ricercato e innovativo.

Ed eccoci arrivare ai giorni nostri: pochi gli stilisti che non ne hanno sfruttato l’elevato potenziale, donando un tocco di personalità e grinta alle loro collezioni. I più visionari? Certo Rodarte, Raphael Young, Prada ed Hermes a mio parere.

Per un’estate 2011 che si preannuncia ultraccessoriata, concediamoci ogni lusso. Via libera agli eccessi allora: colori sgargianti per l’abbigliamento, brillantissimi gioielli e naturalmente…un bel paio di zeppe. Chic or trash!

G.