Il “Wallis Annenberg Center for Performing Arts” ospita Salvatore Ferragamo per i suoi cent’anni

Los Angeles, 17 ottobre – In occasione del Gala inaugurale del Wallis Annenberg Center for Performing Arts, polo culturale di primaria importanza per la città di Los Angeles, la maison Ferragamo festeggia un importante anniversario: nel 2014 ricorreranno i cent’anni dall’arrivo di Salvatore Ferragamo in America, dove ebbe inizio la sua storia ormai leggendaria, fu proprio a Los Angeles che Ferragamo aprì il suo primo negozio di pelletteria.

Per celebrare il prestigioso evento, il direttore creativo Massimiliano Giornetti decide di far sfilare la collezione di Salvatore Ferragamo per l’estate 2014, sulla musica di alcune delle più note arie del melodramma italiano.

Hanno partecipato all’evento oltre alla famiglia Ferragamo, al direttore creativo Massimiliano Giornetti e all’amministratore delegato Michele Norsa, numerosi altri ospiti e celebrities internazionali tra cui Charlize Theron, Demi Moore, Frieda Pinto, i quali, durante la cena sono stati allietati dalla splendida voce del tenore italiano Vittorio Grigolo.

Salvatore Ferragamo

Infine per omaggiare ancor più la città di Los Angeles, la maison decide di aprire fino al 15 Novembre un Pop-up Shop all’interno del Wallis Annenberg Center, dove sarà disponibile una linea esclusiva di accessori (scarpe, borse e gioielli) disegnati dal direttore creativo del brand appositamente per il mercato di Los Angeles.

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Anna Ferrini     

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Qualche impressione sulla Vogue Fashion’s Night Out 2013 Milano

È cominciata ufficialmente la Fashion Week a Milano, e ieri sera moltissime persone hanno inaugurato questi giorni di visibilità per la capitale italiana della moda partecipando alla Vogue Fashion’s Night Out. Eventi, vip, cocktail e boutique di lusso. Ecco cosa mi ha colpito di più.

Etro offriva Campari e ottimi, piccoli, saporiti panini, oltre a un personale sorridente e gioviale. E poi il negozio è pieno di bei quadri, e scusate se è poco. Ferragamo distribuiva ai visitatori calici di eccellenti bollicine, e degli adorabili cioccolatini creati ad hoc. A forma di scarpetta, ça va sans dire. Larusmiani esibiva capi splendidi in vetrina, e fin qui nulla di nuovo, senonché i manichini erano due modelli in carne ed ossa. Purtroppo non sono riuscita ad entrare, ma comprensibilmente, visto che c’era la signora Sozzani in persona! Re Giorgio riceveva degli ospiti all’ingresso del suo store, e noi lo vedremo con ancora maggiore agio questo venerdì alla sfilata Emporio dove andremo con la classe del Master (stay tuned!). Infine drink dolci e musica in stile con il brand a casa Westwood, dove si è bevuto fino a tardi.

Sbavatura della serata: telefoni pressoché inutili a causa delle linee sovraccariche. Tutti connessi e ansiosi di condividere la loro esperienza alla #VFNO2013?

G. Bovi

Salvatore Ferragamo: storia di un’azienda, storia di una famiglia

Un turista cinese a Milano potrebbe magari non riuscire a pronunciarlo in modo corretto oppure potrebbe non distinguere il nome dal cognome ma di certo sa bene quale sia il valore di un prodotto e del brand Salvatore Ferragamo.

Uno dei marchi di lusso più conosciuti al mondo, un nome simbolo del savoir faire italiano, un esempio di eleganza e di passione rigorosamente “made in Italy”.

Ferruccio Ferragamo, Presidente della Salvatore Ferragamo SpA, non ci racconta solo la storia di un’azienda ma condivide con noi la storia della sua famiglia. “La Ferragamo è più di un business” ci dice, è decisamente qualcosa di più, è un’unione di forze e di passione condivisa che ha permesso all’azienda di diventare quello che è oggi. Salvatore Ferragamo, il padre, fu un uomo tenace e determinato che non perse mai di vista il suo obiettivo, amava il suo lavoro e ne fece una vocazione. I prototipi delle sue calzature prendevano forma dalle sue abili mani anche durante una chiacchierata con uno dei collaboratori, la sua creatività seppe dare vita a delle vere e proprie opere d’arte. Come non ricordare la zeppa in sughero creata proprio dal suo genio: vista la carenza di acciaio importato dalla Germania negli anni Venti dovette inventarsi una nuova struttura che andasse a sostenere l’arco del piede ed ecco che “Cominciai a lavorare con pezzi di sughero sardo– scrive Ferragamo- pressando, incollando, fissando e rifinendo finchè lo spazio tra la suola e il tacco non fu riempito”. La sperimentazione e la creatività erano il suo vero mestiere.

Già agli inizi degli anni Venti il suo nome e le sue creazioni erano conosciuti nei migliori ambienti cinematografici di Hollywood, geniale ed eclettico conferì alle sue calzature uno stile inconfondibile proprio a Santa Barbara in California. Nel 1923 però decise di tornare in Italia e di trasferirsi a Firenze dove era possibile trovare la manodopera e l’artigianalità di altissimo livello di cui aveva bisogno. Avviò così il suo primo vero laboratorio italiano e… il seguito lo conosciamo tutti!

Audrey Hepburn e Salvatore Ferragamo
Sofia Loren e Salvatore Ferragamo

Un’azienda sana creata e sostenuta da una famiglia unita e solida che negli anni ha allargato l’offerta dei prodotti e la distribuzione con ottimi risultati gestendo altrettanto egregiamente il passaggio generazionale. Il ricordo del padre e la presenza di una figura femminile forte qual’è quella della madre Wanda hanno fatto da colonna portante all’intera famiglia e il “lavoro di squadra” fa ancora brillare da ormai più di ottant’anni questo nome sinonimo di classe e di eccellenza.

Ferruccio Ferragamo trasmette con naturalezza ognuno di questi valori e ci ricorda che è importante studiare, approfondire, essere curiosi, tenaci e poliedrici ma soprattutto che certi valori sono più importanti dei numeri.

Francesca Battaglia

 

 

Il Made in Italy arriva anche in Uzbekistan

Sapete quale e’ il cantante italiano piu’ famoso tra i tassisti uzbeki? Non indovinereste mai…Toto Cutugno…ebbene sì appena dite ad un tassista uzbeko che siete italiani, loro vi risponderanno con un grande sorriso:”Toto Cutugno!”. Al secondo posto troviamo Albano, seguito da Eros Ramazzotti. Forse si dovrebbero un po’ aggiornare, anche se a Sanremo troviamo ancora questi nomi. La musica italiana arriva dappertutto nel mondo, ed e’ il primo prodotto Made in Italy che esportiamo e ci riconoscono. Dopo la musica arriva un altro grande nome…Ferrari.

Maranello

Mi ha stupito un ragazzo della reception di un ostello, in mezzo al nulla, che sapeva tutto della Ferrari e mi ha confessato che il suo sogno e’ di andare a visitare Maranello. Anche i marchi italiani di moda arrivano fin qui, a Tashkent nella capitale moderna, troviamo grandi magazzini (ad esempio Podium Italia) che vendono le ultime collezioni di Gucci, Dolce e Gabbana, Ferragamo, Versace, Valentino e le scarpe di Sergio Rossi e Santoni.

Valentino Salvatore Ferragamo D&G
Podium Italia Tashkent
Marchi Podium Italia Tashkent

Negozi vuoti, forse per il caldo, o forse perche’ hanno prezzi irraggiungibili per la maggior parte della popolazione uzbeka. Se ci si sposta in centri commerciali meno lussuosi, troviamo molte marche, soprattutto di scarpe, dal nome italiano, ma sconosciute nel nostro Paese, eppure il commesso ci assicura che sono Made in Italy!

Antonella Vagaggini

Musa, Diva, Dea et..?

Cade oggi il 50esimo anniversario della morte di Marilyn Monroe.

Sicuramente è, e resta unico l’impatto mediatico che lei ha avuto sul mondo occidentale, soprattutto se consideriamo che stiamo parlando di una showgirl.

Eppure, se pensiamo all’influenza che ha avuto sulla società non possiamo non ricordare le sue suggestioni:

  • sull’arte (un esempio per tutti è il quadro pop-art di Andy Wharol, di cui lei è musa),
  • sul cinema (con film propri e anche con innumerevoli storie ispirate alla sua vita di cui: “La mia settimana con Marilyn” è solo l’ultima),
  • e persino sulla musica (innumerevoli le cover dei suoi pochi brani e nonostante ciò è stata d’ispirazione per la stessa Madonna). Eccone un esempio:

Ma quali sono i suoi rapporti con il mondo del lusso?

Innazitutto, resta indimenticabile la sua dichiarazione ad un giornalista in cui affermava di andare a letto “solo con due gocce di profumo Chanel N° 5”. Infatti con Marilyn questa fragranza, creata da Ernest Beaux per Mademoiselle nel 1921, ebbe nuovo slancio nelle vendite.

D’altro canto, Marilyn non ha legato particolarmente il suo nome a nessun big della moda europea, infatti anche fuori dal set ha spesso affidato il suo look a Travilla suo costumista cinematografico : eccezion fatta per Salvatore Ferragamo che creò numerose calzature appositamente per lei. Infatti, proprio per celebrarne il ricordo in questi giorni la diva viene raccontata tramite scarpe ed abiti indossati nella mostra intitolata “Marilyn” che ne ripercorre la vita ed il mito, al museo Ferragamo a Palazzo Spini Feroni, Firenze, fino al 28 gennaio 2013. Non perdetela!

Imitato, copiato, sognato, resta iconico il suo stile anno dopo anno: larghi boccoli platino, labbra rosse e eyeliner nero, con una una pelle di porcellana. Questo look è stato fonte di ispirazione in numerose occasioni ed ai giorni d’oggi lo vediamo magistralmente reinterpretato da Scarlett Johansson per la nuova campagna pubblicitaria di cosmetici Dolce & Gabbana S/S 2012.

 

Infine, come dimenticare il motto: “Diamonds are a girl’s best friends”?  Se i diamanti sono una delle poche cose che resta immutata nel tempo, a differenza della bellezza o di “relazioni effimere”, cos’altro rimane? Questo potrebbe essere stato lo spunto per la bellissima campagna pubblicitaria con Beyoncé Knowles per il profumo Emporio Armani Diamonds, sulle note dell’omonima canzone. Enjoy!

Insomma, piaccia o meno,  Marilyn è stata “la prima istituzione” al mondo a configurarsi come un brand globale, un brand del lusso in effetti, ciò che toccava diventava “diamante”. Ed ha un’identità tanto forte che resiste a 50 anni di innovazioni, svolte epocali e cambi generazionali. Tanto che ancora oggi risulta una fonte d’ispirazione per il lusso.

Chissà, dalla sua eredità potremo avere ancora altre sorprese???

Roberto

Arte Stile Energia Colore

Non abbiam potuto partecipare alla bellissima sfilata di Salvatore Ferragamo del 24 giugno.  Una sfilata dedicata ad un uomo appassionato del bello e della tecnologia, classico ma estremamente dinamico.

Ci sono citazioni alla tenuta sportiva dei ragazzi di Los Angeles ma anche riferimenti ai colori accesi, mantra delle ultime collezioni. In particolare viene usato un color-blockig maturo che accosta i colori saturi in gradazione, per contrasto od in analogia per posizione sulla ruota dei colori.

Il risultato è sofisticato nell’accostare abiti sartoriali ed inappuntabili a sneakers coloratissime. Molto belli anche i cardigan ed i pull trasparenti come veli, che lasciano trasparire la cravatta.

Quindi, Massimiliano Giornetti pensa ad un uomo in equilibrio tra il casual e l’ eleganza innata, con abiti di qualità ma indossati con nonchalance per essere notati.

E’ la contemporaneità di un’estetica intessuta di arte e di stile, enegia e colore: la collezione primavera-estate 2013 di Ferragamo.

http://www.youtube.com/watch?v=4gCD3vzmaMg

Eccovi ora le immagini ed un estratto del comunicato stampa ricevuti dall’azienda.

La sfilata per la collezione Primavera Estate 2013 di Salvatore Ferragamo si apre con flash di colore negli spazi di una galleria d’arte. Un uomo che respira l’energetica vitalità di L.A. e il suo sincretismo culturale: appassionato estimatore del bello, vive la metropoli con solare dinamismo. Con sottile eccentricità indossa abiti intrisi dei colori di una tela di David Hockney, come un asciutto blazer in tela di cotone iperlight sagomato da profili a contrasto. Sotto, lascia intravedere una camicia stampata a effetto pittorico dai volumi loose, e una cravatta jacquard in cotone, su un pantalone a carota. Ai piedi, una pop running incolor block o microdisegni cravatteria. Contemporaneità è associare, in modo unico, tailoring e registro sportswear, soluzioni design e lusso esclusivo.

Ricercato anche nel suo dinamismo, per la Primavera Estate 2013 l’uomo che veste Salvatore Ferragamo inforca occhiali a specchio dalle lenti full colour e attraversa la città in sella a una bicicletta hi-tech, il polso fasciato da un orologio popmonocromatico con cinturino in gros-grain. Sulle spalle, un trench in tessuto accoppiato, bicolore e profilato di termonastrature. Oppure un capospalla dalle forme pure all’esterno, ipersofisticato all’interno, che prende vita in un sorprendente gioco di layering e sovrapposizioni.
Una maglieria dai punti finissimi e dalle trame trasparenti si sovrappone con i suoi intarsi e jacquard al candore della camicia e ha il suo contrappunto negli effetti pittorici dei pattern, nei decori delle cravatte, nei dettagli delle scarpe, in un continuo effetto trompe l’oeil.
La passione per l’arte scopre un mondo popolato di pennellate vibranti dalla tavolozza degli azzurri e dei verdi – Pacific, Curaçao, Spearmint, Pastel Blue, Pastel Green – oppure dei rossi accesi e dei gialli – Granatina, Pink Pepper, Summer Sun e Limoncello – in un dialogo serrato con la purezza dell’Optic White e dei neutri Pearl e Rope.
Cosmopolita, perfettamente in sincrono con i tempi frenetici della città, l’uomo della collezione Primavera Estate 2013 diSalvatore Ferragamo sceglie borse piatte dalle linee essenziali progettate per il business o per viaggiare sempre connessi, che fondono i confini tra artigianato e tecnologia. La tote reinventata nelle sue proporzioni – un ufficio portatile, multitasca e multifunzione – il portfolio ripiegabile, il porta iPad in pelle gommata con zip e profili bianchi a contrasto
.”

Roberto & Natalia

             

A lezione con Ferruccio Ferragamo

Qualche mese fa una mia amica mi disse: “Non voglio che il mio fidanzato mi regali diamanti, io preferisco le scarpe!” Punti di vista! Vero è che noi donne amiamo vestire i nostri piedi, meglio se con tacchi vertiginosi, consce del loro forte potere seduttivo.
Il primo ad avere pensato alle calzature femminili non più come un anonimo accessorio dell’abito ma come un’espressione alta di moda è stato Salvatore Ferragamo, conosciuto anche come il calzolaio delle star, per avere creato scarpe per artisti come Mary Pickford, Rodolfo Valentino, John Barrymore jr, Douglas Fairbanks, Gloria Swanson.

“Ho sempre avuto le idee chiare: nobilitare un mestiere considerato umile e farne una forma di artigianato attraverso la ricerca della perfezione funzionale ed estetica”

Inutile descrivere, quindi, il nostro entusiasmo all’arrivo in aula di Ferruccio Ferragamo! Intervistato dalla dott.ssa Bottelli, Ferragamo ha raccontato non solo la storia di una celebre azienda, ma anche quella di una famiglia che, grazie alla determinazione di sua madre, Wanda Ferragamo Miletti, e alla collaborazione di tutti i sei figli, è riuscita a rendere l’azienda una delle maggiori protagoniste del made in Italy, diversificando nel settore dell’abbigliamento ed accessori e realizzando così il sogno di Salvatore.

Dal 1995 le calzature più celebri delle sue collezioni e indossate da grandi dive come Ava Gardner, Sophia Loren, Anna Magnani, Audrey Hepburn, Marylin Monroe, Madonna, Angiolina Joile sono esposte nel Museo Salvatore Ferragamo a Firenze, città simbolo della sua arte.

La Ferragamo è sintesi di tradizione e modernità, attenta al patrimonio artigianale italiano, fatto delle piccole e medie imprese con cui collabora, ma al tempo stesso protesa al futuro, come ha recentemente dimostrato con l’apertura di nuovi punti vendita in Oriente e con il suo ingresso in piazza Affari a giugno, dove sta registrando ottime performance.

Ferruccio Ferragamo ricorda la passione di suo padre per il proprio mestiere, “Fate quello che desiderate” è il suo consiglio: ne faremo tesoro!

Valentina Licastro

La mia Luna è sempre caprese…




Volevo postarlo direttamente da Capri quest’articolo, ma quando ha realizzato il numero di foto che avrebbe dovuto caricare, il mio iPhone mi ha guardato con aria minacciosa, e ho dovuto desistere.

Sì, perché è anche con un po’di foto che voglio raccontarvi la mia Capri. Chiariamo subito, “mia” non perché io ci sia nata, o perché possa in qualche modo vantare un diritto di proprietà su un qualsiasi immobile dell’isola (magari…); Capri è “mia” perché ci sono cresciuta, perché sento un legame con lei che non ho con nessun altro posto al mondo. Forse perché qui, secondo me, è tutto diverso: l’acqua ha un colore più blu, il cibo ha un sapore migliore, persino l’aria ha un profumo diverso, come di magia.



Quest’anno, complice il cervello un po’ “deformato” dagli ultimi mesi, ho deciso di aprire un po’gli occhietti su quanto di lusso ci sia nel mio piccolo pezzetto di paradiso. Che poi, a ben vedere, come ricorda il buon Polatti, lusso non è una definizione univoca, un qualcosa “che va quest’anno”… il lusso va declinato su ogni persona e su ogni specifica situazione (“lusso è anche mangiare un panino al salame con gli amici di una vita…”).

Perciò, ecco qual è il “lusso” che io ho individuato.

Il lusso dei ragazzi, della mia età ma anche più piccoli, intenti a fare casino sulla spiaggia, a fotografarsi abbracciati, a giocare a pallone nell’acqua… Il tutto rigorosamente dietro occhialoni di Chanel e qualche diamante qua e là..

Il lusso delle persone “grandi”, magari veterane dell’isola, rilassate all’ombra sotto un cappellone di paglia a leggere un libro di Agatha Christie accanto alla loro Bottega Veneta color fumé. Ogni tanto distrattamente litigando con un cellulare, chiedendosi perché cavolo non abbia i tasti…

Il lusso dei turisti, sempre a migliaia sull’Isola Azzurra, che si riflette nei loro sguardi affascinati e a volte increduli allo spettacolo che gli si posa davanti… Ragazzi e ragazze che si improvvisano fotografi perché proprio non possono tornare a casa senza quello scatto dei Faraglioni… che diventano maniaci dello shopping, perché da  Via Camerelle è letteralmente impossibile andare via senza due/tre sacchetti in mano. Cavolo, i profumi di Carthusia Capri non sono forse conosciuti in tutto il mondo? E da qualche parte hanno anche sentito che Gucci ha prodotto delle limited editions solo per Capri, Cannes, Marbella e Montecarlo, mentre Tod’s,  oltre ad aver dedicato una mostra fotografica a Jackie Kennedy proprio a Capri, ha prodotto una limited edition ispirandosi all’Isola.


E infine, il mio lusso, quello di una persona che conosce questo posto come le sue tasche ma ogni volta che lo vede trova sempre un nuovo motivo per trovarlo diverso dall’anno precedente e per innamorarsene ancora di più (se possibile).  Quest’anno sono state due le cose che mi hanno fatto drizzare le antenne: la prima, l’apertura di Atelier Fixdesign. Sì, confesso la mia debolezza, adoro questo marchio, e vederlo esposto in un bel negozio monomarca in Via Camerelle dà proprio una bella sensazione!! A quanto pare, l’apertura risale a poco meno di un anno fa, pubblicizzata tra l’altro questa primavera da una serie di spot girati proprio sull’Isola Azzurra.La seconda, l’apertura ad Anacapri di un nuovo luxury design hotel, il Blu Capri Relais, 5 stelle, gourmet restaurant, SPA e una serie di servizi che sembrano davvero interessanti.. Per il resto, il mio lusso è stato quello di tutti gli anni: lunghe passeggiate per i mini sentieri di Anacapri con la mia Daria al seguito, bagni lunghi ore intere in un’acqua che è capace di assumere tutte le sfumature del blu in pochi metri, cene a base di pesce (i calamaretti fritti di Edodé  sono sempre i migliori!!).

Quest’anno, poi, un motivo in più ha reso speciale la mia vacanza: la mia piccola Daria ha trovato finalmente l’amore!!!



Maura

Luxury is…everywhere

Stufa dell’incessante pioggia di Milano, mi sono concessa una gitarella fuori porta.  Passeggiando per le viuzze di Sirmione, non ho potuto non notare questo fantastico negozietto “luxury vintage”, Inga.

Questa è solo una delle fantastiche (Gucci Bamboo) rarità presenti all’interno del negozio. Si passa dalle borse di Salvatore Ferragamo ad abiti di Emilio Pucci, dai bijoux di Chanel ai foulard di Hermès. 

Ho cercato di far capire al “fidanzato” che una Chanel è per sempre, ma non ha colto…

Silvia

http://www.ingasirmione.com/index.php?lingua=it