Magnum Temporary Store

La crisi finanziaria costringe le aziende a concentrare gli investimenti su progetti mirati di grande impatto comunicativo. Non è da meno Algida, che dopo il successo in alcune importanti città europee – ne sono un esempio Parigi, Londra e Amburgo – e oltreoceano a San Paolo, ha aperto i battenti a Milano.

Magnum T.S.

Anche nel capoluogo meneghino l’iniziativa è stata premiata da moltissime visite, grazie alle numerose combinazioni disponibili per personalizzare il proprio gelato e al fatto che l’esperimento aveva durata limitata. Un difetto era tuttavia dato dal prezzo, giudicato dai più troppo elevato soprattutto a causa dell’attesa che spesso si protraeva per diversi minuti. Ma d’altra parte, si può dare un prezzo al gelato dei desideri?

Michael Cantoni

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OSSERVATORIO ALTAGAMMA 2013

Oggi, lunedì 28 ottobre a Milano si è tenuto l’osservatorio Altagamma. Voglio concentrarmi sulla seconda parte ed in particolare sull’ intervento di Claudia D’ Arpizio  Director Bain & Company. D’Arpizio offre una carrellata sui vari settori partendo dal settore delle automobili di lusso che è cresciuto e sta crescendo nel 2013 del 6% grazie a due fattori: la riduzione del ciclo di vita delle automobili e un trend di eco friendly; l’automobile diventa sempre più digitalizzata e quindi si connette con tutti gli altri strumenti tecnologici della persona.

Il settore wine and spirits è cresciuto dell’ 8% con due trend opposti: da una parte per i vini si ha una polarizzazione su prezzi più bassi soprattutto nei mercati maturi mentre per gli spirits aumentano i prezzi e il consumatore diventa sempre più sofisticato nella scelta.

Il settore alberghiero cresce del 9%, il turismo importante è quello del” business”.

Il food ha una decrescita, soprattutto per quanto riguarda i ristoranti, andare a cena fuori è considerato dispendioso e poco salutare.

Il settore dei mobili di design cresce poco, l’illuminazione è il segmento che cresce di più anche grazie allo sviluppo  in corso circa  la trasformazione al led.

Il settore degli yatch non cresce ma dopo anni di decrescita sembra rimanere stabile.

Il retail è il canale che performa meglio di tutti, quest’anno nel settore lusso ci sono state circa 600 aperture, non tutte in Asia anzi c’è una riscoperta degli Stati Uniti. I department store stanno andando abbastanza bene in tutti i Paesi perché investono sul servizio on line.foto (2)

Il canale on line sta crescendo del 28%, questo è un dato importantissimo poiché c’è il rischio di una possibile cannibalizzazione del canale retail. Si vendono on line molti accessori, abbigliamento e cosmetici, la categoria meno rappresentata su questo canale sono orologi e gioielli.

E-commerce

Laura Carmenini

IL FUTURO DEL RETAIL

Fino a qualche tempo fa l’unico modo per comprare era recarsi in negozio e acquistare ciò di cui si aveva bisogno. Internet e l’e-commerce hanno cambiato il modo di comprare, permettendo di farlo da casa e a qualsiasi ora. I dispositivi mobili sono ormai di uso quotidiano e rendono disponibile in ogni momento tutto ciò che un individuo desidera fare dallo svago al lavoro fino ad arrivare agli acquisti. Per molti retailer, i dispositivi mobili sono un canale nuovo, quello che ben presto potrebbe dominare tutti i canali di vendita. Per questo motivo lo spazio dedicato all’ attività di acquisto, il negozio,  sta diventando sempre più un luogo capace di offrire un’ esperienza che stimoli i sensi. Ecco alcuni esempi di come i negozi si stanno evolvendo.

In Brasile la catena di abbigliamento C&A ha usato un nuovo sistema per promuovere i suoi prodotti e far sapere ai suoi clienti quanto sono apprezzati. C&A ha caricato sul suo profilo facebook le immagini di alcuni capi che possono essere votati e commentati. I like vengono poi mostrati sulle grucce degli stessi abiti.

grucce

Top Shop invece ha introdotto un camerino virtuale, tramite una videocamera riconosce la forma del corpo umano e sovrappone il modello 3D di un indumento. Questo sistema può essere interessante per chi è di fretta, ma se ci si trova in negozio è difficile sostituire del tutto la prova vera e propria.

camerino virtuale

Nelle boutique di New York e Los Angeles la catena di abbigliamento americana Pink’n Tell per rendere più divertente lo shopping solitario ha iniziato a sperimentare il camerino interattivo legato alla rete. Nei due negozi infatti è presente uno specchio su cui è installata una webcam che consente di inviare foto e video delle prove dell’ abito ai principali social network, dando così la possibilità di chiedere un giudizio in tempo reale ai propri amici.

Laura Carmenini

Hybrid shop: la nuova shopping experience di Pinko

Il brand Pinko, da sempre attento ai meccanismi del fashion business e alle esigenze dei consumatori contemporanei, ha creato un nuovo modo di fare shopping: l’hybrid shop. L’hybrid shop rappresenta l’evoluzione dei tradizionali store Pinko: all’esposizione podium su manichini si aggiungono una serie di schermi digitali attraverso cui è possibile sfogliare online l’intera collezione, vedere le altre varianti di prodotto esistenti, scoprire tutti gli abbinamenti possibili, acquistare i capi disponibili in negozio e ordinare i capi ‘virtuali’ che verranno recapitati direttamente a casa entro 48 ore.

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L’obiettivo di Pietro Negra, presidente e fondatore del marchio, è quello di migliorare il business dei negozi attraverso un innovativo modello di retail in grado di unire l’immediatezza e la velocità del linguaggio digitale e del canale e-commerce all’indiscutibile potere seduttivo che abiti e accessori hanno dal vivo. L’esperienza di shopping si carica così di contenuti nuovi e rivoluzionari per il cliente finale consentendo al punto vendita una frequente rotazione del prodotto senza incidere sul budget dei retail. Il progetto, partito da Milano nella settimana della moda, è pronto per essere applicato negli altri punti vendita  in Italia e all’estero in caso di riscontri positivi.

Serena Caserta

Tutti pazzi per il retail

Durante la mfw sono state numerose le aperture di nuovi flagship store o il restyling di quelli già esistenti nella capitale della moda. Lo scenario di questi interventi architettonici è via Montenapoleone in cui si mostra il new opening di Fendi, il restyling di Ferragamo e quello di Prada Uomo e via Sant’Andrea con la presenza di Bottega Veneta.

Fendi decide di replicare il concept già adottato a Parigi strutturando l’ambiente con elementi romani e le opere di Gio Ponti, Agostino Bonalumi e Fontana arte. I materiali utilizzati sono molteplici e il contrasto è il punto di forza del nuovo concept store. La Maison decide di puntare sulle iconiche borse baguette (esposte al primo piano in una parete con 40 mila chiodi), sul made to order e sulle pellicce che contraddistinguono la storia di Fendi.

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Ferragamo, per ospitare le proprie collezioni, decide di ristrutturare il flagship di 450 mq in un’ottica di estrema eleganza e raffinatezza, scegliendo materiali naturali e freschi.

Lo stile ricercato è il barocco, enfatizzato dalle colonne presenti all’interno di una sala, gli specchi e gli elementi in marmo.

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Anche Prada opta per un restyling del flagship di via Montenapoleone dedicato al mondo maschile. Lo store ricopre 860 mq su tre piani e riflette il carattere maschile del cliente. L’iconico pavimento a scacchi in marmo bianco e nero è posto in contrasto con le pareti rivestite da pannelli in lamiera ondulata (riferimento agli anni ’50). Predomina dunque l’alluminio, accostato al marmo, al legno di ebano ed al cristallo.

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Bottega Veneta sceglie Milano come sede della sua prima Maison al mondo, questa scelta è frutto dell’amore del brand per il proprio paese d’origine e per l’architettura che lo contraddistingue. Lo store, disposto su due livelli, occupa 1060 mq ed offre l’intera gamma di prodotti. La cura per i dettagli del brand si riflette anche nel flagship  con gli interni disegnati dallo stesso direttore creativo Tomas Maier che riprendono il concetto di luminosità attraverso ampie finestre, arcate in vetro e balconi.

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Alessandra Caruso

Le Prime Volte di Massimo Giorgetti

Settembre 2013 è un mese di “prime volte” per Massimo Giorgetti, direttore creativo di MSGM: esordio nel retail e prima passerella durante Milano Moda Donna collezioni S|S 2014.

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Lo scorso giovedì ha infatti inaugurato, in zona Brera a Milano, il suo primo flagship store. DJ set di Silvia Bergomi, addetti ai lavori e VIP tra cui Victoria Cabello e Viviana Volpicella.

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Ma Giorgetti si prepara ad un secondo debutto: quello sulla pedana di Via Maiocchi, domenica 22 alle ore 15. La sfilata del giovane designer, inserita nel calendario ufficiale della Camera Nazionale della Moda Italiana, è l’ulteriore segnale del tanto atteso progetto di rinnovamento del nostro Sistema Moda.

Fresco, vivace e contemporaneo: MSGM è un brand sempre più amato. Credo che questi siano solo i primi passi della sua crescita. Chissà quali altre sorprese ci riserverà.

MSGM

Andrea Serafini

Future concept lab: le nuove tendenze nel retail 2/2

Non è più sufficiente affascinare il cliente, ma si si parla sempre di più conquistarne la fiducia.

Non più attraverso le pubblicità, ma attraverso l’uso dello spazio del retail.

I grandi brand interpretano il retail come un luogo dove poter creare un rapporto di confidenza con il cliente, un luogo dove poterlo emozionare ed educare allo stesso tempo.

I negozi si stanno evolvendo, da semplici contenitori di prodotti a contenitori di valori e storie uniche, dove la persona, e non la merce, viene messa al centro di tutto.

E’ il caso di una cioccolateria danese “Anthon Berg” che ha voluto provare ad aprire “The Generous Store” per un solo giorno.

Un temporary store, dove la gente poteva comprare le scatole di cioccolatini senza l’uso di soldi o carte di credito, ma con la promessa di una buona azione.

Sempre di più vengono adottate strategie creative, mini eventi, effetti sorpresa per conquistare il cliente, per meravigliarlo e sottrarlo dalla noia quotidiana.

Ecco alcuni esempi di brand che sono riusciti molto bene in questo intento.

Un esempio di catena della grande distribuzione, che sta facendo esperimenti interessanti nell’area vendita, è quella di Tesco, che ha provato a vendere i suoi prodotti nelle metropolitane in Korea utilizzando i QR code.

L’obiettivo della catena Tesco è di rendere la vita più semplice e comoda ai suoi clienti, utilizzando la tecnologia.

Ad esempio nell’aeroporto di Gatwick a Londra, ha installato dei display all’interno di finti frigo, dove le persone potevano prenotare in anticipo la loro spesa, per il loro ritorno.

Soluzioni intelligenti, veloci e creative che il consumatore contemporaneo apprezza.

Lo spazio del retail si sta aprendo a nuove sperimentazioni, è pronto a rinegoziare le sue vecchie regole e a diventare sempre più social per stare al passo con i tempi.

Antonella Vagaggini

Future concept lab: le nuove tendenze nel retail 1/2

Si è concluso giovedì il ciclo di seminari di Future Concept Lab dal titolo “La fine di un mondo… e le mappe per costruire il nuovo mercato globale”, quattro incontri che hanno avuto inizio ad aprile e con i quali è stato presentato un vero e proprio viaggio tra le tendenze del futuro in tema di estetiche, consumi, comunicazione e retail.

Tanti gli ospiti in sala che hanno presentato di volta in volta casi aziendali dal sapore innovativo, come esempio e testimonianza del nuovo mondo che si delinea.

Molto interessante anche la modalità di analisi delle diverse tendenze, arricchita da case histories provenienti da città di tutto il mondo, grazie alla collaborazione dei corrispondenti di Future Concept Lab.

Nell’ultimo incontro di giovedì sul tema del retail, Francesco Morace e i suoi collaboratori hanno presentato un vero e proprio viaggio dalla fascinazione alla conquista, dalla ripresa di un passato nostalgico riproposto però in chiave contemporanea, alla vera e propria conquista di nuovi spazi e nuovi territori.

Tra i temi trattati lo sviluppo delle nuove tecnologie a lato dell’immortale importanza della fisicità, l’integrazione delle componenti online e offline, incarnata molto bene dal caso Burberry e dal suo store in Regent Street a Londra.

A tal proposito l’intervento di Luigi Rubinelli, giornalista e direttore di RetailWatch che ha mostrato nella sua introduzione al workshop, l’importanza dell’online e delle nuove tecnologie, di come esse non siano qualcosa di opposto al mondo retail ma anzi un ponte, un continuo rimando reciproco come nel caso dell’applicazione sviluppata da Westfield.

Spesso le iniziative improntate sull’uso delle nuove tecnologie non portano a risultati economici sorprendenti ma si rivelano vere e proprie azioni di comunicazione, che mettono in risalto il marchio e provocano un fortissimo eco mediatico.

Come già accennato, durante il seminario il tema del passato è stato centrale. Lo storytelling, il raccontarsi della marca con tutti i suoi valori chiave crea quel di più intangibile che attrae il consumatore. Un racconto però che non si ferma al richiamo nostalgico del passato e della storia, ma che viene riproposto in chiave contemporanea e che sposa perfettamente la necessità dell’uomo moderno di narrare se stesso e la propria vita.

Ludovica

Scatta il tuo stile!

Vetrina Tru Trussardi Milano

I retail dei brand di lusso sempre più svolgono il ruolo di ospitare eventi particolari, che servono a rafforzare l’immagine della marca e ad attirare gente dentro.

Trussardi in collaborazione con Vanity Fair ha organizzato una serie di appuntamenti nelle principali città italiane (Milano, Napoli e Roma) presso le sue boutique di Tru Trussardi.

Qui gli stylist e i fotografi di Vanity Fair accoglieranno le persone, consigliandogli il look Trussardi  adatto ad ognuno di loro e diventeranno protagoniste del set fotografico allestito all’interno del negozio.

Stylist di Vanity Fair

Naturalmente prima di andare sotto i riflettori si può passare dalla postazione trucco per farsi fare una ritoccatina prima delle foto.

Angolo Make Up

Un’idea simpatica per attrarre un target di persone che altrimenti non si sarebbe avvicinato al mondo di True Trussardi. Unico aspetto negativo: la coda!!

Le informazioni riguardanti i prossimi appuntamenti si trovano sul sito di Vanity Fair o sul profilo Facebook di Trussardi.

Ecco alcune foto dalla boutique di Milano!!

Set fotografico
Boutique Tru Trussardi Milano

Boutique Tru Trussardi Milano

 

Antonella Vagaggini