QUESTA SÌ CHE È NICCHIA

Moyant, dal 1849.

Louis Vuitton, dal 1854.

Valigiai in Parigi.

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Paragonabile per core business (per Vuitton, inizialmente) alle precedenti, non sorprende prendere atto che Goyard, una maison privée tra le ultime nel mondo, sia nata ben prima.

Goyard è, dal 1792, un esempio lampante di quanto autenticità ed eccellenza di savoir-faire possano permettere ad un’azienda di sopravvivere, di generazione in generazione, non solo accrescendo la propria fama, ma anche rimanendo fedele agli stilemi che l’hanno da subito contraddistinta.

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Quella di Goyard è abilità artistica: dalla pelletteria prêt-à-porter alle valigie e i bauli su misura la cura è maniacale, così come la maestria dei pellettieri è manifesta in ogni minimo dettaglio.

Nel laboratorio di Rue Saint-Honoré, in Parigi, nascono pezzi unici, museali, che incarnano le specifiche scelte con il cliente (tra gli altri, Marajah, reali, artisti…): la personalizzazione non si limita alla scelta della forma, misura del bagaglio e del colore del monogramma, ma si estende anche alla pittura a mano, da parte di un artigiano esperto, di iniziali, disegni d’ogni genere, strisce, bandiere, stemmi araldici…

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La gestione del retail è ben ponderata.

I prodotti sono disponibili solo in boutique a Parigi e da poche altre nel mondo.

Poca diluizione, rarità: desiderio alle stelle.

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La conseguente fortuna di Goyard è quella di avere un monogramma (una Y formata da segmenti di puntini) sobrio e immediatamente riconoscibile, che tuttavia non soffre della quasi massificazione che affligge il concorrente Vuitton – massificazione che porta a disaffezione da parte del consumatore understated ma conoscitore esperto ed affamato di qualità autentica.

Il prodotto di Goyard incarna eleganza sgargiante, sontuosità squisita e attenzioni tali da renderlo un masterpiece capace di meravigliare oggi come negli anni a venire.

Carlo F. M. Invernizzi

È tutta una questione di centimetri!

Ormai il braccialetto è diventato un accessorio quasi d’obbligo sia per l’uomo sia per la donna: basti pensare al fenomeno dei “braccialetti low cost” come il Mexican Rosary o il Cruciani: chi di noi non ne ha comprato almeno uno? Fonte di entrate consistenti per le aziende, simbolo di riconoscimento per i clienti e prezzi accessibili sono le caratteristiche di questi accessori – moda che molte volte sono causa di code chilometriche fuori dai negozi.

Tuttavia, quello di cui voglio parlare in questo post è di un bracciale semplice ma particolare, casual ma allo stesso tempo originale, il Centimetro. Il marchio nasce dall’idea dell’imprenditore marchigiano Giordano Torresi: è la passione per la produzione artigianale e l’unicità delle creazioni hand-made a dare lo stimolo per il lancio di questo nuovo progetto.

Fonte: Google Images

Ciò che differenzia il Centimetro dai suoi concorrenti è l’unicità: ogni pezzo è fatto interamente a mano, con materiali di prima qualità e una lavorazione rigorosamente artigianale. L’accessorio è realizzato in vera pelle invecchiata attraverso trattamenti che le conferiscono un perfetto effetto vintage. Il tutto Made in Italy.

Fonte Google Images

Il bracciale è distribuito in tutta Italia e nel sito ufficiale è possibile vedere l’elenco dei rivenditori. Nel futuro sembra venga allargata la gamma dei prodotti ad altri accessori: non ci resta che aspettare cos’altro ci verrà proposto!

Stay tuned!

A-Abbronzatissimi

Settimana di Ferragosto. C’è chi parte per le vacanze e chi è già tornato. Per tutti, però, è tempo di fare i conti con Lei. Lei, il ‘must have'(?) per eccellenza, croce per il popolo dalla pelle di luna, delizia per tutti gli altri. Lei: l’Abbronzatura. Desiderata ed esibita -anche con scelte di stile non propriamente chic-, nel bene o nel male è la vera protagonista di ogni estate che si rispetti.
Da fedelissima adepta del club della pelle alabastro, non trovo particolarmente attraente la tintarella sui toni del cioccolato; però, come si suol dire, ‘de gustibus’…
Vorrei solamente dare il consiglio (anzi…facciamo quelli ‘avanti’: il tip) più scontato -ma più saggio- che ci sia: mettere la protezione solare. Sempre. Anche quando si ha già un bel colorito ambrato. Perchè, collaborando con un dermatologo e con un medico estetico, ho imparato che la pelle presenta il conto. E non è mai generosa.
Non ci costa niente riservarle qualche attenzione in più. C’è solo l’imbarazzo della scelta del prodotto più adatto alle nostre esigenze: creme ricche o dalla texture leggera, oli con Spf, solari in versione spray…It’s so easy! Davvero!
Bè, direi che per oggi ho fatto la ‘nonna’ a sufficienza. Non mi resta che augurarvi delle fantastiche vacanze.
Alessandra

Se dico mazzetta voi a cosa pensate?

Io penso ai colori.

Chi conosce la PANTONE® sa che quest’azienda grafica statunitense ha messo a punto negli anni 50 un sistema per poter catalogare i colori secondo un classificazione standard divenuta internazionale (grazie ad un codice i colori vengono tradotti in un sistema di stampa evoluto, detto esacromia).

Emilie Guelp

L’oggetto che più desideravo da bambina era la mazzetta dei colori; quel caleidoscopico insieme di variopinte tinte era per me fonte di grande ispirazione emozionale, mi raccontava storie dai colori più sensibili, passando per le sfumature più profumate fino a vedere gli accenti cromatici più densi.

Dire semplicemente rosso può  non significare nulla, il rosso Ferrari non è il rosso Valentino, altro invece è parlare del cremisi, del magenta o del terra di Siena. Ogni cosa nel mondo ha un suo proprio colore ed ogni sfumatura racconta qualcosa di unico ed irripetibile, noi stessi siamo parte di questa natura e come individui ognuno di noi ha una sua peculiarità, un suo proprio colore.

Esistono molti progetti artistici che hanno come fil rouge la scala cromatica PANTONE®, tazze, sedie, custodie e altro, non ultima la mazzetta realizzata in onore della Regina Elisabetta che riporta le sfumature dei suoi famosi tailleurs indossati durante i 60 anni di regno.

Ma un’idea più di tutte mi ha affascinato. La fotografa e designer brasiliana Angelica Dass (Pantone 7522 C), con il suo ambizioso progetto HUMANAE, ha voluto catalogare le sfumature dell’umanità. Ha raccolto in scatti numerosi volti di differenti culture ed etnie ed ha assegnato alle diverse tonalità della pelle il codice identificativo della relativa nuance Pantone®.

fonte google- Foto di Angelica Dass
fonte google – Foto di Angelica Dass

Geniale il risultato, un punto di vista puro per comprendere l’essenza della diversità a confronto, per godere del cambio cromatico di ogni individuo, per assaporare quel colore, che spesso ha diviso, quale ricchezza di ciò siamo. Una emozionale mazzetta della cromaticità vivente, dove il colore si perde per lasciare il posto all’anima.

fonte google – Foto di Angelica Dass
fonte google – Foto di Angelica Dass

Il colore della mia pelle è il PANTONE® 722 C.

E tu di che colore sei?

 

 

 

 

 

 

 

 

Marialba Consoli

 

Quando l’impossibile diventa possibile

Immagine

Chi avrebbe mai pensato che si potesse rivestire in pelle la carrozzeria di una Ferrari?

Questo esemplare di F430 rivestita totalmente in pelle nera è stato notato in Costa Azzurra ed è di proprietà di un ricco signore francese.

L’azienda alla quale ha commissionato il lavoro è la Dartz, azienda specializzata nelle personalizzazioni estreme di supercar, che in questo caso ha creato un modello innovativo a  dimostrazione di quanto sia possibile personalizzare un grande classico del Made in Italy, seguendo le esigenze a volte folli dei clienti.

Lo stesso proprietario della Dartz ha affermato come la maggior parte dei loro clienti siano spinti da desideri particolari di personalizzazione estrema delle loro auto, a tal punto che non ci si stupisce più di nulla, ma l’importante è renderli felici, effettuare un lavoro eccellente che venga riconosciuto come tale.

FFF or Fendi Fast Forward

Lunedì sera, non stanchi di tutti gli eventi della fw, ci rechiamo al Pirellone per partecipare all’evento Fendi.

Questo evento è in realtà un mix tra sfilata e presentazione.

All’ultimo piano del Pirellone, che gode di una vista straordinaria su tutta Milano, in particolare al tramonto, ci sono due passerelle sinuose su cui “sfilano” manichini Fendi.

Il contesto è futuristico e per certi versi straniante: allestimenti bianchi, musica elettronica e maxi schermi che proiettano ossessivamente accessori ed indumenti  autonomi od indossati (http://www.youtube.com/watch?v=ozhG8BS7oaY&feature=player_embedded#!). Si può anche provare il nuovo profumo Fan di Fendi.

Semplicità, linearità e motivi grafici uniti a materiali di più alto pregio sono quello che caratterizza quest’ultima collezione di Silvia Venturini Fendi. Per la storica maison, gli elementi principali riguardano ovviamente la pelletteria ed i capi in pelle, infatti protagonisti sono: il pitone, l’anguilla, il coccodrillo ed il camoscio accostati con motivi semplici ma molto visuali. Le calzature sono un dettaglio lezioso con il pitone colorato su suole trasparenti in contrasto con le tonalità piatte dei capi. Zaini, borse e borselli con cartelle squadrate e di varie dimensioni risultano irresistibili e sono pensati per contenere i dispositivi di un uomo tecnologico.

Tra una degustazione ed un’altra riusciamo a notare Joe Squillo, che però ci scappa prima di riuscirle a chiedere un parere sulla collezione. Sono Inoltre presenti una buona dose di personalità molto importanti del settore, ed una grandissima fetta di trend setter e grandi personalità asiatiche.

Anche questa esperienza è stata totalmente diversa dalle altre, ed è quindi meraviglioso vedere sul campo come l’identità di brand si concretizzi sul campo in modi diversi.

Quello che resta molto forte di questa esperienza è il concetto del brand Fendi inteso come un lifestyle che coinvolge appieno tutti quanti i sensi, con un indirizzo sul futuro.

Roberto & Natalia

http://www.marieclaire.it/Moda/Video-Fendi-Uomo-primavera-estate-2013

  

          

      

    

La salute passa anche dal vestito

Lo yogurt che abbassa il livello di colesterolo, il chewing gum con azione sbiancante, l’acqua che combatte l’invecchiamento precoce della pelle. Ormai essere belli e in forma non è più un diritto, ma un dovere! Ecco che anche la moda si adegua a questo nuovo lifestyle.

Il Calzificio di Parabiago, con il lancio del nuovo brand Red, ha compreso appieno le esigenze della propria clientela di élite, sempre più pretenziosa, attraverso la proposta delle sue innovative calze. “Red Hot”, contenente estratti al peperoncino per riscaldare il piede;  “Red Ice”, con xilitolo in grado di trasmettere una sensazione di freschezza; “Red Travel-Sox”,  per favorire la circolazione sanguigna tramite un sistema di compressione graduata.

Mott 50 produce abbigliamento sportwear con tessuti Spf 50 per proteggere la pelle dai raggi UVA. I capi sono ottenuti utilizzando fibre naturali, speciali lavaggi e particolari trattamenti di colore che hanno permesso all’azienda di ricevere la certificazione dell’International UV Testing Laboratory.

E per il peggiore dei mali di noi ragazze ci ha pensato Eve Cosmetic di LeRock con il primo jeans cosmetico anticellulite. Indossandolo per 28 giorni si ha una riduzione del giro coscia fino a 1,6 cm grazie alle sue tre componenti, caffeina, escina e vitamina E. Il jeans può essere tranquillamente lavato a 25°C, ma dopo il quarto lavaggio è necessario “ricaricarlo” con l’apposito kit da 50ml.In questo caso, è veramente un lusso non averlo!

Chiara Signoretto