L’addio di Ann Demeulemeester a Demeulemeester

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Una lettera scritta a mano come nelle più belle storie d’amore. Ann Demeulemeester lascia così il suo marchio e dice addio alla moda scrivendo: “Sta per cominciare un nuovo capitolo. Sia per la mia vita privata che per il brand Ann Demeulemeester”  .

Cominciò giovanissima la sua avventura nel magico mondo della moda. Dopo essersi diplomata presso la scuola d’arte di Brugge, Ann Demeuleester studia design della moda presso la Royal Academy of Fine Arts di Antwerp dal 1978 al 1981. Nel 1981 si laurea insieme alla classe che diverrà conosciuta come la “Antwerp Six”, ovvero un gruppo di sei stilisti diventati particolarmente influenti nel campo della moda: Walter Van Beirendonck, Dries van Noten, Dirk Van Saene, Dirk Bikkembergs e Marina Yee.

Dal 1981 la stilista lavora come freelance per diverse case di moda internazionali, sino al 1985, anno in cui insieme al marito, il fotografo Patrick Robyn, fonda il proprio marchio. La Demeuleester presenta la sua prima collezione femminile a Parigi nel 1992, a cui affianca quella maschile nel 1996. Il marchio Ann Demeuleester diventa celebre per lo stile minimalista ed androgino, che unisce elementi della moda maschile con quelli dei guardaroba femminili,  contaminata dal gothic, dal punk e dallo stile giapponese Ann Demeulemeester è stata definita una delle figure chiave dell’era della decostruzione della moda per le sue creazioni volutamente incomplete che prediligono i colori come il bianco e nero.

«Fin da quando ero ragazza», scrive, «ho sempre desiderato avere voce in capitolo nel mondo della moda. Ho lavorato duro per riuscirci ed ho sempre seguito la mia strada. Adesso si apre una nuova stagione, sia per me che per il brand, sento che è arrivato il momento di separare le nostre strade. Il marchio adesso è un adulto con la propria identità ed eredità, ed è pronto per camminare sulle sue gambe.»

Ancora non si sa chi prenderà il suo posto .

Il 27 Gennaio a Parigi avrà luogo l’ultima attesa sfilata che vedrà in passerella le sue ultime collezioni uomo e donna.

QUESTA SÌ CHE È NICCHIA

Moyant, dal 1849.

Louis Vuitton, dal 1854.

Valigiai in Parigi.

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Paragonabile per core business (per Vuitton, inizialmente) alle precedenti, non sorprende prendere atto che Goyard, una maison privée tra le ultime nel mondo, sia nata ben prima.

Goyard è, dal 1792, un esempio lampante di quanto autenticità ed eccellenza di savoir-faire possano permettere ad un’azienda di sopravvivere, di generazione in generazione, non solo accrescendo la propria fama, ma anche rimanendo fedele agli stilemi che l’hanno da subito contraddistinta.

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Quella di Goyard è abilità artistica: dalla pelletteria prêt-à-porter alle valigie e i bauli su misura la cura è maniacale, così come la maestria dei pellettieri è manifesta in ogni minimo dettaglio.

Nel laboratorio di Rue Saint-Honoré, in Parigi, nascono pezzi unici, museali, che incarnano le specifiche scelte con il cliente (tra gli altri, Marajah, reali, artisti…): la personalizzazione non si limita alla scelta della forma, misura del bagaglio e del colore del monogramma, ma si estende anche alla pittura a mano, da parte di un artigiano esperto, di iniziali, disegni d’ogni genere, strisce, bandiere, stemmi araldici…

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La gestione del retail è ben ponderata.

I prodotti sono disponibili solo in boutique a Parigi e da poche altre nel mondo.

Poca diluizione, rarità: desiderio alle stelle.

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La conseguente fortuna di Goyard è quella di avere un monogramma (una Y formata da segmenti di puntini) sobrio e immediatamente riconoscibile, che tuttavia non soffre della quasi massificazione che affligge il concorrente Vuitton – massificazione che porta a disaffezione da parte del consumatore understated ma conoscitore esperto ed affamato di qualità autentica.

Il prodotto di Goyard incarna eleganza sgargiante, sontuosità squisita e attenzioni tali da renderlo un masterpiece capace di meravigliare oggi come negli anni a venire.

Carlo F. M. Invernizzi

Who’s Next Pret-a-Porter


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Parigi, 6-9 Luglio 2013

Who’s Next, salone di Pret-a-Porter e accessori leader del settore europeo presenta 1000 marchi di accessori e 1000 di abbigliamento. Nasce, nel ’94 con solo 200 espositori e 10 anni dopo si fonde con Premier Class, avvicinandosi al concetto di fiera di trend setting che rappresenta oggi. Ogni stagione accoglie 60 nuovi designer con una sezione dedicata chiamata” Fresh”.

Continua a leggere “Who’s Next Pret-a-Porter”

Fausto Puglisi, the next star

Giunti a fine master, nonostante le tante testimonianze e le realtà incontrate negli ultimi mesi, Fausto Puglisi è un personaggio che sicuramente ha lasciato un segno nelle nostre menti.

Siciliano per nascita è espatriato appena maggiorenne negli Stati Uniti. Le sue creazioni “one of a kind” lo hanno subito reso noto negli Usa essendo indossate da star come: Jennifer Lopez, Britney Spears, Madonna, Nicki Minaj, Beyoncè Knowles, Katy Perry e tante altre. E la sua successiva “scoperta” in Italia la si deve a Dolce & Gabbana, che per primi gli hanno fatto esporre le sue creazioni a Spiga2. Suo inoltre l’abito “farfallina” indossato da Belen lo scorso festival di Sanremo.

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Oggi, possiede una griffe eponima ed in marzo 2013 vedremo la sua prima sfilata a Parigi, grazie anche ad Aeffe, per la storica maison parigina Ungaro.

Un personaggio con questo tipo di profilo non poteva certamente deludere le nostre aspettative, ma ha fatto anche di meglio.

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Si è presentato subito come una persona piena di energie, che non stacca dal lavoro prima delle 3 di notte, perché ama la moda più di qualunque altra cosa, e di un amore intenso, intimo. Ma la cosa che probabilmente più ci ha stupito è il suo sapere perfettamente di essere in controtendenza. Fausto Puglisi produce esclusivamente abiti per la donna sexy e sicura di sé. Non gli interessa concentrarsi nella ricerca di accessori.

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Lui stesso ci ha detto: “Voglio fare lo spacciatore della bellezza” perché non vuole creare un brand mondiale, perlomeno non subito, ma rispondere all’ esigenza di distinguersi della donna femminile contemporanea. In tal senso confessa di avere grandi maestri di sexyness come: Gianni Versace, Yves Saint Laurent, Tom Ford ed Halston.

Esuberante eppure estremamente concreto ha una visione del lusso fatto di abiti iper sartoriali; e tutto è fondamentale che sia realizzato rigorosamente ed esclusivamente in Italia.

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Che dire, Fausto Puglisi sicuramente farà onore al Made in Italy!

Roberto

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Eccovi alcuni link utili:

http://www.faustopuglisi.com/

http://www.ungaro.com/

http://www.moda24.ilsole24ore.com/art/industria-finanza/2012-12-06/fausto-puglisi-cosi-creo-185817.php?uuid=AbFRPp9G

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Luxury Department Store

Se ripenso alle mie ultime vacanze vedo un inconsapevole fil rouge che lega le esperienze degli ultimi viaggi.

È la shopping experience in department store del lusso. Ovviamente mi concentro sui luoghi che mi hanno più colpito e non sulla totalità delle capitali europee.

Parigi, è ben noto, è la capitale per eccellenza dell’alta moda ed i suoi luoghi di culto dello shopping restano Rue de le Champs Elyseè e tra i department store Les Galeries Lafayette. Rinomate in tutta Europa in qualità di faro dello stile possono invece risultare vagamente deludenti se confrontate ad altri mall europei, l’alta selezione c’è, ma lo spazio espositivo resta un po’ esiguo per una tale città.

   

Londra, col suo stile metropolitano, ha invece le sue principali mete dello shopping in Bond street,  Harrods e Camden Town. Harrods, vera perla di questa città, vende, come si diceva in una vecchia pubblicità: ”Dallo spillo all’elefante”. Infatti, nessuna meraviglia nel trovare un intero settore dedicato al Natale 365 giorni l’anno.

Inoltre, per questa holiday season, è stata prevista una collaborazione tra la Disney e le più note case di moda e di gioielleria mondiali  per celebrare il Natale con le reinterpretazioni delle principesse delle favole.  Ecco un link:

http://www.vogue.co.uk/news/2012/10/23/harrods-disney-princess-designer-dresses—christmas-window-display/gallery/3

  

Berlino, veste se possibile un ruolo ancora più alternativo in cui si contrappongono grandi poli del lusso, come  Kadewe e Friedrichstrasse a zone assolutamente underground. Pur non essendo la mia città preferita in Europa, è di certo quella che propone una tra le più ampie offerte commerciali. In essa nel lusso spicca KaDeWe, department prima riservato alla sola parte occidentale della città come recita lo stesso nome: Kaufhaus des Westens.

  

Amsterdam, resta probabilmente la più trasgressiva tra le capitali europee, la strada del lusso principale è Hooftstraat e De Bijenkorf è il principale department store di lusso olandese. Situato in piazza Dam, della quale gode di un’ottima vista, ha come competitor il vicinissimo Magna Plaza  per l’acquisizione dei marchi del lusso. Nonostante ciò, l’ offerta risulta differente poiché Magna Plaza è un insieme di shop in shop chiusi mentre De Bijenkorf è uno spazio più fluido con shop in shop ma anche con la classica disposizione in corner espositivi immediatamente fruibili.

  

 

In conclusione: per queste vacanze natalizie viaggiate, godetevi la splendida Europa, e soprattutto, buon shopping!

Roberto

http://www.galerieslafayette.com/

http://www.harrods.com/

http://www.kadewe.de/

http://www.debijenkorf.nl/

http://www.magnaplaza.nl/nl/

Maison Martin Margiela for H&M

Maison Martin Margiela for H&M

Possiamo cominciare col conto alla rovescia: tra un mese esatto, in 230 selezionati store H&M, sarà finalmente disponibile la nuova collezione firmata dalla Maison Martin Margiela. Ultima di una lunga serie di fortunatissime collaborazioni (Karl Lagerfeld, Roberto Cavalli, Lanvin, Versace, Jimmy Choo, ecc.) , la collezione arriverà tra le nostre braccia il 15 Novembre ed è pronta a provocare attacchi di follia collettiva e veglie notturne all’ombra dei neon rossi del colosso svedese aspettando di poter accaparrarsi almeno uno dei pezzi cult dell’archivio di Rue Saint Maur riprodotti fedelmente in nome di una democratizzazione della moda tanto cara alla maison, nonostante il suo spiccato anticonformismo. C’è tutto il mondo Margiela: le giacche destrutturate, gli abiti femminili dalle forme androgine e i cappotti maschili super fitted, i piumini cocoon, il bianco, il nero e il cammello declinati in volumi inconsueti.

Di questi giorni i primi scatti in anteprima della campagna realizzata questa estate a Parigi dal talento di Sam Taylor Johnson, fotografa e visual-artist britannica, che sotto la direzione artistica di Markus Kiersztan e il mirabile styling di Sabina Schreder, ha saputo dar forma all’anima minimal e concettuale di “una delle case di moda più influenti degli ultimi tre decenni” come è stata definita la Maison Margiela da Margareta van den Bosch, creative advisor di H&M.

Annalisa

Lanvin&Ladurée

Non appena ho letto la notizia di questo nuovo progetto non ho potuto fare a meno di condividerla con voi!
Alber Elbaz, stilista di Lanvin, ha annunciato la collaborazione con Ladurée attraverso la creazione di un nuovo marcaron al gusto di amaretto, presentato in eleganti confezioni da otto pezzi  decorate con volti di donne belle e giocose, in perfetto stile del brand.
Fonte: Google Images
È la Francia ad avere l’onore di assaggiare per prima queste prelibatezze che saranno messe in vendita a partire dal 25 settembre di quest’anno in occasione della Fashion Week di Parigi.
Ci auguriamo di poterle trovare anche in Italia al più presto!

A shocking return

Parigi, 21 Place Vendome: risorge un mito, riapre Elsa Schiaparelli, storica maison fondata nel 1934 a Roma dall’omonima artista, che nel 1954 chiuse i battenti, ritirandosi dalla ribalta.

Maison Schiaparelli, 21 Place Vendome, Parigi (salotto surrealista)

Ottocento metri quadri tra l’appartemento storico, nel quale la temeraria e  illuminata antagonista di Coco Chanel soggiornava in compagnia di nomi del calibro di Salvador Dalì, Jean Cocteau, Man Ray o Marcel Duchamp; il nuovo show-room e il quinto piano, dove sorgerà lo studio del futuro stilista. Proprio sull’identità di quest’ ultimo si rincorrono numerosi rumors, che danno però come preferiti da un lato John Galliano, momentaneamente disoccupato dopo la sospensione dalla carica di direttore creativo di Dior per lo spiacevole filmato che lo ritrae impegnato a lanciare insulti razziali in una caffetteria di Parigi; dall’altro Rodolfo Paglialunga, ex stilista del marchio Vionnet, famoso per il suo stile estremamente sofisticato e molto attento alla tradizione.

Fautori di questa incredibile rinascita sono certamente il nostro imprenditore Diego Della Valle, che ha acquistato il brand nel 2006, e la favolosa Farida Khelfa, ambasciatrice del marchio.

Diego Della Valle e Farida Khelfa

Una ribalta questa (non a caso) preceduta dall’incredibile mostra ospitata nel tempio newyorchese dell’arte MET, nella quale lo storico marchio si interfaccia, in delle impossible conversations, con uno dei capisaldi dell’italianità: Prada e la sua regina Miuccia.

Schiaparelli and Prada: impossible conversations

La madre del rosa shocking, o rosa schiap, come lo appellò Yves Saint Laurent, delle spalline imbottite, delle cerniere all-over, dei maglioni con disegni trompe d’oeil, delle gonne pantalone e degli inserti in plexiglass e in pelliccia di scimmia, rifiorirà anzitutto con una collezione di abiti pret-a-couture, della quale avremo il piacere di ammirare un flash già a gennaio 2013, seguita poi da profumi, cosmesi, accessori, oggetti per la casa.

Se volete saperne di più, fate un giro sul sito (http://www.schiaparelli.com/) per entrare nel fantastico mondo della maison e respirare la straordinaria magia che solo la geniale sregolatezza può regalare.

Ricordate: il venti per cento delle donne ha un complesso di inferiorità. Il settanta per cento coltiva illusioni. (E.S.)

Annalisa

Versailles: un luogo senza tempo

Fino al 30 di Settembre lo straordinario Palazzo di Versailles ospiterà la mostra d’arte contemporanea di Joana Vasconcelos.

L’artista di origine portoghese nata in Francia, ha creato le opere espressamente per Versailles, grazie alle suggestioni che il luogo le ha dato durante le passeggiate negli immensi giardini e attraverso i maestosi corridoi.

Joana parte dal presupposto che il mondo è un’opera d’arte e Versailles rappresenta il luogo per eccellenza dove osare non è mai abbastanza.

Qui sogno e realtà si fondono a tal punto da riprodurre nella mente dell’artista il rumore dei passi di Maria Antonietta negli spazi dove espone le sue opere: motivo per il quale l’energia del luogo la ispira profondamente. Ammirando le gigantesche creazioni dell’artista sembra quasi di sentire la musica che animava le stanze signorili e vivere l’atmosfera di festa che sovente arricchiva il Palazzo.

Arte contemporanea e fasti dei tempi passati si fondono così in una mostra unica e affascinante nel suo genere che lascia gli spettatori a bocca aperta.

Giulia Saccardi

La guerra civile non ferma il lusso della First Lady

Oggi ovunque sentiamo parlare di Siria ed ogni racconto che proviene da quella terra bellissima parla di guerra, massacri, esecuzioni sommarie in strada, morte di innocenti e fuga dal proprio paese, dalla propria città, dalla vita che non esiste più; l’hanno definita  Estate Araba, Primavera allungata o semplicemente Guerra Civile ma in qualunque modo la si voglia soprannominare oggi Siria significa genocidio (Kofi Annan – Presidente ONU).E intanto, la First Lady Asmā Al-Asad fa shopping nel quartiere più chic di Londra, spendendo l’equivalente di oltre 300mila euro in mobili di lusso. Tavoli, divani, tappeti, candelabri e pouf sono stati acquistati in uno dei negozi di design del quartiere Chelsea a Londra per arredare la sua residenza estiva a 200 miglia da Damasco. A luglio «Alia» (uno degli pseudonimi usati da Asma) ha fatto ulteriori ordini per oltre 12 mila euro c/o un designer di Parigi, da consegnarsi a Dubai. E nello stesso mese e sempre a Parigi, l’incontentabile moglie di Assad ha chiesto a un cugino di ordinare quattro collane tempestate di diamanti per un valore di 250 mila euro.

Tutto questo fa da contraltare alla situazione politica ed umanitaria che si vive a Damasco ed in tutta la Siria e che, a Luglio, mese degli ultimi acquisti della First Lady – ha registrato il momento più cruento con le battaglie di Aleppo e l’attentato durante una riunione del Consiglio in cui sono morte alcune persone fedelissime di Assad.

Un  atteggiamento un tantino leggero per una donna che da sempre si è distinta per le sue posizioni progressiste sui diritti e l’educazione delle donne, una donna dall’immagine pubblica importante; un atteggiamento non proprio all’altezza dell’altisonante definizione attribuitale da Vogue “la rosa nel deserto”.

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