5 motivi per vivere la MFW con il Sole 24Ore

C1

1) Condividere un’esperienza di gruppo insieme agli insider del settore.

Assistere ad alcuni degli esclusivi eventi della Milano Fashion Week in compagnia della giornalista Paola Bottelli e Angelo Flaccavento.

2) Poter confrontare gli stili più disparati. Pitti, Canali, Versace e Diesel: un percorso tra diversi modi di interpretare l’uomo.

IMG_7108

La 90° edizione di Pitti, quest’anno a tema Lucky Numbers, inteso come unione di estetica grafica e simbolismo, si è conclusa con la partecipazione di 1219 brand, di cui 536 esteri. Osservando l’outfit dei buyers presenti, Europei e Asiatici, stupisce la crescente importanza dell’accessorio maschile, nelle sue diverse declinazioni.

IMG_7090

FullSizeRender

Canali ha reinterpretato lo stile classico maschile in chiave più disinvolta, tenendo ben saldo il timone del proprio corebusiness e si è contraddistinto per la qualità dal Made in Italy. Si assiste ad un matrimonio tra i classico e il contemporaneo: dalle  tradizionali lavorazioni hand made fino a più complessi intrecci di fili colorati. I toni del grigio, il beige, l’azzurro, il marrone fino al verde salvia e infine il rosso, si legano alle linee morbide e fluide delle giacche informali. Passando agli accessori, svariate sono le proposte: monkstrap in pelle, sciarpine leggere, mocassini in suede con nappine, borse a mano in pelle contraddistinguono lo stile del outwear relaxed del brand.

IMG_7133

Schermata 2016-06-29 alle 13.48.34

E’ l’uomo contemporaneo l’ideale estetico della collezione SS 2017 di Versace. Una passerella influenzata dai dettami delle vendite, in cui traspaiono i concetti chiave dell’ utilitywear, caratterizzati da nylon e sete che spaziano dai toni scuri dei neri fino a colori cerulei e rosa. L’urban, in sfumatura rock, appare come la chiave di lettura della runway, mentre l’activewear moderno è lo spirito della clip realizzata da Bruce Weber. Giacche senza camicia, pantaloni superskinny e larghi parka colorati sono i must have per l’estate 2017. Notevole importanza è attribuita ai gioielli, presenti in ogni look. Infine, a dare ritmo alla sfilata, le canzoni di Prince dedicate a Donatella.

Schermata 2016-06-29 alle 13.49.36
C2

Diesel, in chiusura della nostra Fashion Week, ha reinterpretato il suo must, la tela jeans, declinandolo in una palette di colori che varia dal nero al rosa cipria, passando per il blu china e il color crema. L’uomo proposto indossa capi dalle forme ampie: maglie e giacche dallo stile pratico su pantaloni larghi e stropicciati. È un uomo contemporaneo che vive la città, capace di mixare abiti in tela tecnica con il denim, pelle con cotoni stampati a righe.

Schermata 2016-06-29 alle 13.46.45.png
3) Sperimentare in prima persona la frenesia della Milano Fashion Week.

La sfilata inizia prima della passerella. Fotografi, influencer e addetti del settore a caccia degli outfit migliori da fotografare.

4) Scoprire in anteprima le nuove tendenze e trend emergenti.

Denim, asimmetrie, ciabatte, sandali, polo,maglie e… colori!

5) Vivere il backstage.

Avere l’opportunità di vedere in prima persona ogni aspetto della sfilata, dalla preparazione dei modelli al disallestimento della location per far posto a un nuovo fashion show.

Corinne Capurso
Valentina Drago
Mariacarla Sala

Biblioteca della Moda

Centro di ricerca e fonte d’ispirazione creativa, nel cuore del quartiere più avant-garde di Milano

biblioteca_della_moda

La moda a Milano, si sa, è elegantemente rappresentata dalle celebri vie del Quadrilatero. Da qualche anno, però, la moda milanese ha assunto anche un altro volto: oggi è soprattutto nel quartiere dei Navigli che essa si crea e prende vita, secondo stili e forme sempre nuovi.

I Navigli sono il luogo dei temporary store, dei mercatini vintage e delle piccole boutique di nicchia. Sono il luogo dove si formano nuove tendenze, e dove convergono spunti creativi provenienti da diverse parti del mondo. Il quartiere dei Navigli, giovane ed un po’ ribelle, è il territorio della sperimentazione, del coraggio, della ricerca e della creatività.

Non a caso, si trova qui la Biblioteca della Moda, che rappresenta in Europa lo spazio più importante per la ricerca di settore.

Biblioteca_della_Moda_area_Libri

Nata da un grande archivio privato, oggi la Biblioteca della Moda offre circa 50 000 titoli in consultazione, profilati per settori specifici. Si tratta, in particolare, di riviste, stampe e libri sulla storia della moda e del costume dal 1860 ad oggi. Il materiale è consultabile da studenti, uffici stile e da chiunque sia appassionato di moda vintage e contemporanea. In più, oltre al servizio di consultazione, la biblioteca offre la possibilità di acquistare libri, riviste, quaderni, stampe e cataloghi, sia vintage sia nuovi.

La Biblioteca della Moda, offrendo la possibilità di affittare i propri spazi, si trasforma anche in originalissima location per eventi come presentazioni, esposizioni o piccole mostre, oltre che aperitivi e colazioni.

La Biblioteca della Moda si trova all’interno del Milano Fashion Apartment (Via Alessandria 8), spazio poliedrico che si sviluppa su una superficie complessiva di oltre 1600 mq, e che ospita, oltre alla biblioteca, anche la casa editrice Edizioni La Mode Illustrée e la Camera Italiana Buyer Moda.

2-BDM-Riviste

Perciò, si può certamente dire che lo spirito creativo e sperimentale caratterizzante il quartiere milanese dei Navigli passi e si respiri tra le vie, ma è importante tenere presente che esso si sviluppa e si articola a livello concettuale all’interno di uno spazio ad esso esclusivamente dedicato: la Biblioteca della Moda, per eccellenza luogo di ricerca e fonte d’ispirazione creativa.

Bahama Mama: un cocktail di puro benessere

Alla scoperta del primo Beauty Concept Store italiano

bahama2

Gli esperti e gli appassionati di beverage si staranno molto probabilmente chiedendo quali proprietà benefiche siano state recentemente scoperte nel Rum per farmi definire il drink Bahama Mama “Un cocktail di puro benessere”.

Per evitare fraintendimenti, è meglio chiarire subito che qui non parlerò del dolce drink a base di Rum, bensì di un posto, chiamato appunto Bahama Mama, che si trova a Milano, e, precisamente, all’interno dell’affascinante ed eclettico quartiere dei Navigli.

bahama5

Nello specifico, Bahama Mama è il primo Beauty Concept Store italiano. Il centro, localizzato in Viale Col di Lana numero 1, è stato inaugurato in data 20 ottobre 2011 e, dal momento della sua apertura fino ad oggi, ha saputo conquistare la stima e la fiducia della clientela femminile più in e raffinata.

Nel battezzare la propria creazione, Gaia, la proprietaria del Concept Store, ha voluto, da un lato, riferirsi proprio al nome della famosa bevanda – drink particolarmente apprezzato dalle donne – e, dall’altro, ad una nuance di smalto – chiamata appunto Bahama Mama – firmata dal super trendy marchio americano Essie.

 bahama4

Bahama Mama è un Concept Store perché, lungi dal focalizzarsi esclusivamente su un tipo di servizio o prodotto, propone alla propria clientela un’esperienza di benessere a tutto tondo: da Bahama Mama, non solo ci si può concedere manicure, pedicure, ed altri rituali mirati alla cura del viso e del corpo (famosissimi e ricercatissimi i trattamenti a base di olio d’oliva e vino rosso) ma è anche possibile dedicarsi al vintage shopping presso il piccolo angolo-boutique allestito all’interno del centro (dove talvolta è possibile trovare vere e proprie eccellenze del passato), assaggiare e sorseggiare prelibatezze biologiche Made in Tuscany, assaporare deliziose tisane ed elisir di benessere (tra cui la mitica Kabbalah Water, l’acqua “culto” preferita da Madonna) e, infine, ascoltare buona musica o sfogliare famose riviste internazionali.

bahama3

A far di Bahama Mama un Concept Store, però, non è unicamente la varietà di servizi offerti: anche a livello architettonico e cromatico si è voluta trasmettere la sensazione di trovarsi in un rilassante tempio del benessere, un’oasi di pace e relax dove ritrovare se stessi, sfuggendo momentaneamente al caos cittadino. I colori protagonisti dell’ambiente sono, infatti, il bianco, il grigio e il beige, tinte che esprimono eleganza, equilibrio, purezza e sofisticata armonia; per quanto riguarda i materiali utilizzati per l’arredamento del centro, spicca poi l’efficace accostamento del legno all’acciaio patinato, quasi a celebrare la virtuosa sintesi tra natura ed innovazione.

bahama1

Bahama Mama è nato dall’idea di creare un luogo dove tutte le componenti del benessere al femminile possano incontrarsi, dando origine ad un tutto armonico, ad una coinvolgente ed inebriante esperienza totale di equilibrio e bellezza.

Se è vero che un cocktail è buono quando tutti i sapori sono ben amalgamati tra loro, allora perché non recarsi in Viale Col di Lana 1, per provare Bahama Mama, e vivere in prima persona il virtuoso incontro tra gli ingredienti del benessere?

Silvia Vecchione

L’addio di Ann Demeulemeester a Demeulemeester

ImmagineImmagine

Una lettera scritta a mano come nelle più belle storie d’amore. Ann Demeulemeester lascia così il suo marchio e dice addio alla moda scrivendo: “Sta per cominciare un nuovo capitolo. Sia per la mia vita privata che per il brand Ann Demeulemeester”  .

Cominciò giovanissima la sua avventura nel magico mondo della moda. Dopo essersi diplomata presso la scuola d’arte di Brugge, Ann Demeuleester studia design della moda presso la Royal Academy of Fine Arts di Antwerp dal 1978 al 1981. Nel 1981 si laurea insieme alla classe che diverrà conosciuta come la “Antwerp Six”, ovvero un gruppo di sei stilisti diventati particolarmente influenti nel campo della moda: Walter Van Beirendonck, Dries van Noten, Dirk Van Saene, Dirk Bikkembergs e Marina Yee.

Dal 1981 la stilista lavora come freelance per diverse case di moda internazionali, sino al 1985, anno in cui insieme al marito, il fotografo Patrick Robyn, fonda il proprio marchio. La Demeuleester presenta la sua prima collezione femminile a Parigi nel 1992, a cui affianca quella maschile nel 1996. Il marchio Ann Demeuleester diventa celebre per lo stile minimalista ed androgino, che unisce elementi della moda maschile con quelli dei guardaroba femminili,  contaminata dal gothic, dal punk e dallo stile giapponese Ann Demeulemeester è stata definita una delle figure chiave dell’era della decostruzione della moda per le sue creazioni volutamente incomplete che prediligono i colori come il bianco e nero.

«Fin da quando ero ragazza», scrive, «ho sempre desiderato avere voce in capitolo nel mondo della moda. Ho lavorato duro per riuscirci ed ho sempre seguito la mia strada. Adesso si apre una nuova stagione, sia per me che per il brand, sento che è arrivato il momento di separare le nostre strade. Il marchio adesso è un adulto con la propria identità ed eredità, ed è pronto per camminare sulle sue gambe.»

Ancora non si sa chi prenderà il suo posto .

Il 27 Gennaio a Parigi avrà luogo l’ultima attesa sfilata che vedrà in passerella le sue ultime collezioni uomo e donna.

Jessica Minh Anh: un nuovo modo di sfilare

“Jessica Minh Anh è una ragazza di origini vietnamite che lavora come modella da quando aveva 17 anni, si è laureata con un Master in Marketing e Comunicazione all’università di Birmingham e ha lavorato per varie multinazionali, per poi fondare la J Model Management”; questa la biografia che si trova online sulla giovane organizzatrice di fashionshow.  Può sembrare una storia estremamente regolare, ma la giovane modella è velocemente diventata un’icona nel mondo della moda per aver stravolto gli schemi attraverso la scelta delle location per le proprie sfilate: il London Towers Bridge, le Petronas Twin Towers, la Costa Atlantica ormeggiata a Dubai, sulle rive della Siena e in mezzo al Grand Canyon nel 2013. Mai prima nella storia della moda sono state prese decisioni tanto peculiari ed ogni scatto è strettamente legato alla natura che circonda la passerelle, natura che non sarà mai riproducibile. Aspettando la prossima, ecco alcune immagini dei precedenti fashionshow.

Image

Image

Image

Matilde De Bernardis

Le Prime Volte di Massimo Giorgetti

Settembre 2013 è un mese di “prime volte” per Massimo Giorgetti, direttore creativo di MSGM: esordio nel retail e prima passerella durante Milano Moda Donna collezioni S|S 2014.

foto5

Lo scorso giovedì ha infatti inaugurato, in zona Brera a Milano, il suo primo flagship store. DJ set di Silvia Bergomi, addetti ai lavori e VIP tra cui Victoria Cabello e Viviana Volpicella.

foto3 foto1 foto4

Ma Giorgetti si prepara ad un secondo debutto: quello sulla pedana di Via Maiocchi, domenica 22 alle ore 15. La sfilata del giovane designer, inserita nel calendario ufficiale della Camera Nazionale della Moda Italiana, è l’ulteriore segnale del tanto atteso progetto di rinnovamento del nostro Sistema Moda.

Fresco, vivace e contemporaneo: MSGM è un brand sempre più amato. Credo che questi siano solo i primi passi della sua crescita. Chissà quali altre sorprese ci riserverà.

MSGM

Andrea Serafini

Lusso: tra un bicchiere di vino & libertà !

Cercare di definire il lusso con una precisa definizione si rischierebbe di fargli perdere quel carattere di mistero e unicità intrinseco già nella sua parola, di fargli perdere il suo allure che è anche molto psicologico, credo che comunque ognuno ne abbia la propria visione…

Per me esprimere il lusso è sempre stato complesso, è un mondo che ho studiato e provato a conoscere in più parti e in vari aspetti; da quando ero piccola è sempre stato un qualcosa che mi portavo dentro e che non avendo le parole per esprimerlo lo facevo in altre forme ed in ognuna ho sempre cercato di riempirlo di quel lusso che ad oggi definirei “esperienzale”…con un abbraccio sincero, una lunga passeggiata al tramonto dopo lavoro sul lungomare della mia Napoli

il-lungomare-di-napoli

dal lusso di avere il tempo di passare un week end con la mia famiglia riunita, da una conversazione profonda con un bicchiere di vino e un’amica…

bicchieri_di_vino

…e diciamolo anche dall’ acquisto di un capo di abbigliamento o accessorio  che mi facesse sentire avvolta da quell’aurea di fascino che ha il lusso materiale, insomma da quella voglia di vivere a 360° e dall’avere una passione che mi ha portato sempre ad andare dove precisamente volevo andare, un vero lusso al giorno d’oggi dove la possibilità di seguire se stessi diventa sempre più difficile.

La parole per definire il mio lusso mi sono arrivate una domenica mattina da mia mamma: “Non sono un uccello; e non c’è rete che possa intrappolarmi: sono una creatura umana libera, con una libera volontà, che ora esercito lasciandovi” si avvicina mi dà un bacio sulla guancia mi regala il libro e mi dice “somiglia proprio a te…” ecco credo che sia questo il vero lusso, essere liberi !

JaneEyre

Carla Recupito

Moda Milano? La duplice natura della moda sul territorio milanese

Alla richiesta di analizzare il concetto di “moda milano” siamo partite da una definizione del termine stesso secondo la quale per moda si intende “un comportamento variabile nel tempo che riguarda i modi del vivere, le usanze, l’abbigliamento; modello di comportamento imposto da individui o gruppi di prestigio o da creatori di stile”.
slide n 2

Influenzate dalle diverse provenienze geografiche e tenendo in considerazione la definizione di cui sopra, abbiamo declinato il concetto in due categorie: Moda Milano e Moda Milanese.

Image

Intervistando addetti ai lavori e clienti di entrambe le fattispecie è emerso che le due idee di moda risultano essere quanto mai distinte, sia dal punto di vista geografico che da quello estetico ma, allo stesso tempo, convivono e si influenzano vicendevolmente integrandosi, così, nel territorio della città.
Analizzando i diversi aspetti della “moda” (fashion, make up, tattoo e

jewellery) abbiamo notato come nella prima declinazione “Moda Milano”

rientrino tutti i grandi marchi conosciuti a livello  internazionale, mentre nella seconda “Moda Milanese” si trovino le piccole realtà di nicchia che hanno come principale clientela i milanesi stessi.

Grazie alle interviste abbiamo avuto modo di reinventarci “giornaliste” e di entrare in contatto diretto con i veri attori di questo mondo, esplorando entrambi i punti di vista: retailer e customer.
Inoltre abbiamo notato una certa attinenza tra le nostre conclusioni e i contenuti del gruppo “Il Milanese Imbruttito” che descrive al meglio la personalità, talvolta comica, del milanese tipico, di seguito vi lasciamo il link di facebook.
Di:
Matilde De Bernardis
Chiara Pierro
Alice Del Pin
Alessandra Radice
Giulia Riccaridi

Moda Milano? La duplice natura della moda sul territorio milanese

Alla richiesta di analizzare il concetto di “moda milano”, abbiamo deciso di partire da una definizione autorevole di moda secondo la quale si tratta di “un comportamento variabile nel tempo che riguarda i modi del vivere, le usanze, l’abbigliamento; modello di comportamento imposto da individui o gruppi di prestigio o da creatori di stile”.

Influenzate dalle diverse provenienze geografiche degli elementi del nostro gruppo e tenendo in considerazione la definizione di cui sopra, abbiamo declinato il concetto in due categorie: Moda Milano e Moda Milanese.

Image

 

Image

Intervistando addetti ai lavori e clienti di entrambe le fattispecie è emerso che le due idee di moda risultano essere quanto mai distinte sia dal punto di vista geografico che da quello estetico ma, allo stesso tempo, convivono e si influenzano vicendevolmente integrandosi, così, nel territorio.

Dividendo in categorie la moda (fashion e make up, tattoo e jewellery) abbiamo notato come nella prima fattispecie rientrino tutti grandi marchi conosciuti a livello internazionale, mentre invece nella seconda si trovino piccole entità di nicchia che hanno come principale clientela i milanesi.

Image

Grazie alle interviste abbiamo avuto modo di reinventarci “giornaliste” e di entrare in contatto diretto con i veri attori del mondo moda da entrambi i punti di vista: retailer e costumer.