Let’s share Eat!

Avete mai provato l’esperienza unica di una cena a casa di sconosciuti? Noi sì, e il tema di cui vogliamo parlarvi oggi è quello dello sharing food!

Questa è l’occasione in cui cuochi non professionisti organizzano cene a casa propria ospitando vecchi e nuovi amici conosciuti su community web e portali.

La socializzazione è l’obiettivo principale della serata.

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Come funziona?

Il cuoco si iscrive al portale, fissa il menù, il prezzo, il numero di participanti e il termine per le prenotazioni; il  portale trattiene una parte dell’incasso come corrispettivo per l’utilizzo del servizio offerto al cuoco. Ecco la lista degli ingredienti:

  • Passione per la cucina
  • Socializzazione
  • Curiosità
  • Predisposizione alla socializzazione

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\Vivere un’esperienza simile ci ha posto davanti al lusso della vera unicità del momento: conoscere Alessandro, chef amatoriale e artista, ha consentito a noi di immergerci nella sua vita più intima, il suo atelier, e di poter respirare attraverso lui quanto amore e passione ci sia nel prepararsi ad occasioni di incontro come quelle delle sue cene.

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Quindi buon appetito e… Let’s share Eat!

Valeria Brazzoli

Carlo Cirillo

Anna Maria Kinsky Dal Borgo

Francesca Pollastro

Erica Renzoni

Camilla Titomanlio

In diretta da Vogue Barbara presenta: Philippe Starck

Questa settimana riportiamo qui una voce dal master finita dritta su Vogue, per la precisione nel blog del direttore: Barbara Capone e il suo articolo su Philippe Starck. L’idea è nata durante la Design Week: un evento di portata internazionale che rende Milano famosa nel mondo, non solo per la moda. Barbara, da sempre amante dell’architettura essenziale, minimalista, quasi invisibile, ci parla di Philippe Starck, maestro delle linee pulite. Le collaborazioni di Barbara con Vogue risalgono ormai a quattro anni fa, quando tutto nacque per caso partecipando a bandi online per scrivere articoli…e da allora non ha più smesso!

“Difficile raccogliere in breve tutti i progetti e lavori che spaziano dall’architettura al design, dalle moto alla moda, del noto designer francese. Ma sicuramente il suo stile caratteristico è conosciuto ai più e definibile in breve: ironico, sorprendente, divertente ed eco

Nato a Parigi il 18 gennaio 1949, la sua fama di architetto francese lo precede in tutto il mondo. Il padre era un ingegnere aeronautico, professione che ha sempre ispirato il designer a creare e ad inventare oggetti dei più svariati tipi. Allievo dell’Ecole Nissim de Camondo a Parigi, ha dapprima dimostrato interesse per i mobili gonfiabili, idea che gli è valsa la stima di Pierre Cardin il quale gli ha offerto un lavoro come direttore artistico per la sua casa editrice. Qualche anno più tardi si è occupato dell’arredamento del Le Main Bleue a Montreuil e del leggendario nightclub parigino Les Bains Douches. Nel 1979 ha fondato il suo studio, la Starck Product, più tardi rinominato Ubik come il romanzo di Dick, headquarter da cui sono iniziate le sue collaborazioni più importanti a livello mondiale: Driade, Alessi, Kartell, Drimmer, Vitra e Disform.

Nel 1983 Starck è diventato famoso per aver decorato gli appartamenti privati dell’Eliseo e l’anno successivo è arrivato all’apice della sua fama con il progetto del Café Costes, considerato il caffè parigino per eccellenza, facendogli ricevere nel 1985 un riconoscimento onorario da parte dello stato francese. Nel 1989 ha cominciato a progettare palazzi in Giappone studiando nuove forme: Nani Nani, il primo dei suoi esperimenti nipponici, è un edificio antropomorfico ricoperto di materiali che mutano nel tempo. L’idea nasce dal fatto che l’architettura debba avere un impatto positivo sull’ambiente, coesistendo con esso senza contaminarlo. Un anno dopo, a Osaka, ha ricevuto l’incarico per la progettazione di Le Baron Vert, anche conosciuto come l’Asahi Beer Hall, sempre basato su un’idea di design eco-friendly. Il lavoro di Starck non è solo progettazione, è soprattutto ideologia: ogni prospetto racchiude in sé una sua allegoria. È il caso dei ristoranti Teatron in Messico, Teatriz a Madrid, La Cigale a Parigi e il Felix a Hong Kong.

Come un regista, il designer reinventa lo spazio teatrale dove si intrecciano storie, atti e colpi di scena. Segno immortale del suo gusto contemporaneo sono i numerosi hotel che ha progettato nel mondo: dal Royalton di New York, a Delano di Miami, dal The Clift in San Francisco all’hotel Fana in Buenos Aires, per finire con il Fasano di Rio de Janeiro. Questi alberghi di lusso, seguiti nel 2012 dalla progettazione per lo yatch di Steve Jobs, si distaccano dal concetto iniziato negli anni ’90 e dedicato alla democratizzazione dell’architettura: ha inizio così la costruzione del Paramount hotel a New York che offre stanze a 100 dollari e a Parigi del Mama Shelter, un posto dedicato alla condivisione di valori fondamentali quali onestà, umorismo e intelligenza. Un progetto che il designer pensa di proseguire anche in altre città quali Lione, Bordeaux e Istanbul. Un altro progetto originale è lo “YOO”, cominciato a Londra nel 2001, si è poi diffuso anche a Santa Fe nel 2008 e propone un lifestyle made-to-measure unendo in un unico spazio libertà, semplicità e flessibilità di visione architettonica, e solo nel 2009 ha registrato la costruzione di 50 palazzi in giro per il mondo. Per Starck l’architettura e il design non sono arti elitarie destinate a pochi: crede fortemente nella sincera e moderna eleganza che viene dalla moltiplicazione di un oggetto.

Spesso le sue creazioni nascono dall’idea di rivoluzionare un oggetto ordinario, come il celebre spremiagrumi Juicy Salif disegnato nel ’90 per Alessi. I suoi lavori hanno coinvolto anche il mondo della moda progettando scarpe per Puma, creando la linea di underwear “Starck Naked”, disegnando una collezione in cashmere per Ballantyne, e infine realizzando occhiali da vista ergonomici e bionici che si adattano al corpo umano. Sovversivo, etico, ecologico, politico e divertente: così continua ad essere il genio di Starck sotto l’egida ispiratrice di Jasmine Abdellatif, sua moglie, ma soprattutto sua musa.”

Segnaliamo qui sotto il link dell’articolo su Vogue:

http://www.vogue.it/magazine/blog-del-direttore/2015/09/4-settembre#sthash.hHCwwcW7.dpuf

Milano &…Loves eating

Quali sono i trend di oggi sul food a Milano? Di certo non solo EXPO! Il nostro team di 7 ragazze ha cercato di dare una risposta a questa domanda girando per Milano e intervistando turisti e locals. Godetevi il video di cosa ne è uscito e diteci cosa ne pensate nei commenti!

Enjoy!

 

Effetto Domino

Falling Domino Pieces Arranged in a LineMi ha sempre affascinato il gioco del domino, fin da bambino.                        Quelle tessere bianche e nere, tutte uguali e tutte diverse, che inanellandosi una dopo l’altra vanno a formare una serpentina e a decretare un vincitore. Ogni partita è differente dalla precedente, ogni serpentina prende la sua “strada”. Attraverso le tue decisioni ne influenzi la direzione, ma non sai mai come si svilupperà prima della fine.                                                       Quotidianamente siamo posti difronte a delle scelte che influenzeranno il nostro futuro. Inevitabilmente faremo le nostre scelte, apporremo una tessera in più che andrà a determinare il serpentone della vita. Mi ha sempre affascinato il gioco del domino, forse perché da sempre l’ho accostato al “gioco” della vita. Dove per gioco non intendo essere irrispettoso o superficiale, ma profondamente leggero. Ed eccoci qui, l’ entusiasmante avventura del master sta volgendo al termine, è tempo di colloqui.                                                                                                                  I colloqui si susseguono in un vortice travolgente di emozioni e speranze, ambizioni e paure.                                                                                                        Ancora una volta noi, sì, siamo artefici del nostro destino; con le nostre azioni e decisioni determiniamo oggi chi saremo domani. Tuttavia manca la certezza di quello che effettivamente sarà, lo scopriremo solo a fine partita. E, forse, è proprio per questa incertezza che vale la pena di giocare.                                Passione, scaltrezza, lungimiranza e un pizzico di fortuna: ecco come si ha successo nel domino…e nella vita.

Giacomo Bartolacelli

Dal carcere a Broadway: un caso di successo “Made in Italy”

E’ stata inaugurata ieri, al Teatro Arcimboldi di Milano, la nuova tournée di Siddhartha, il musical tratto dall’omonimo libro di Herman Hesse ed ispirato al film Piccolo Buddha di Bertolucci.

Un cammino spirituale verso l’illuminazione, alla scoperta della vera essenza della vita e delle ragioni della sofferenza.

La novità di quest’anno è che presto lo spettacolo uscirà dai confini nostrani, divenendo il primo musical interamente italiano ad approdare sui palchi di Broadway: da gennaio 2014, infatti, “Siddhartha the Musical” sarà rappresentato al Lincoln Center di New York, e dopo il tour negli Stati Uniti a febbraio approderà anche in Asia, grazie al nuovo contratto siglato con la Broadway Asia Company.

Un trionfo che trova le sue radici all’interno del carcere di Milano Opera, grazie al laboratorio di Musical che la cantautrice e regista Isabella Biffi, in arte IsaBeau, porta avanti da 7 anni con passione e professionalità. L’incoraggiamento arriva dai detenuti stessi, che hanno spinto affinchè lo spettacolo venisse rappresentato prima esternamente con una compagnia di professionisti: troppo bello per rimanere nelle sole mura del carcere!

Ma intanto lì, tra quelle mura, ci si prepara al primo debutto, che avverrà la prossima settimana all’interno del penitenziario stesso. Tre date: 27, 29 e 30 novembre per mettere in scena non soltanto la storia di Siddhartha ma il percorso stesso dei 20 detenuti del circuito di alta sicurezza, un percorso fatto di sfide quotidiane, di scoperte di nuove abilità e possibilità relazionali, di nuove emozioni e sentimenti.

L ‘obiettivo, dichiara la regista, è quello di creare, attraverso l’arte, gioia ed una prospettiva verso il futuro. E per alcuni di loro, che hanno avuto la possibilità di lavorare anche alla produzione del Musical esterno, uscendo fuori dalle mura del carcere, è stato raggiunto appieno.

Due mondi totalmente diversi, due energie completamente diverse: da un lato i professionisti, dall’altro i detenuti. Ma il messaggio è lo stesso ed è uguale per tutti: “si può rendere migliore il mondo in cui si vive iniziando a rendere migliore il cuore con cui si vive”.

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Rossella Scotto di Vetta.

Magnum Temporary Store

La crisi finanziaria costringe le aziende a concentrare gli investimenti su progetti mirati di grande impatto comunicativo. Non è da meno Algida, che dopo il successo in alcune importanti città europee – ne sono un esempio Parigi, Londra e Amburgo – e oltreoceano a San Paolo, ha aperto i battenti a Milano.

Magnum T.S.

Anche nel capoluogo meneghino l’iniziativa è stata premiata da moltissime visite, grazie alle numerose combinazioni disponibili per personalizzare il proprio gelato e al fatto che l’esperimento aveva durata limitata. Un difetto era tuttavia dato dal prezzo, giudicato dai più troppo elevato soprattutto a causa dell’attesa che spesso si protraeva per diversi minuti. Ma d’altra parte, si può dare un prezzo al gelato dei desideri?

Michael Cantoni

Hat-ology. Il tributo di Milano ad Anna Piaggi.

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“Il mio cappello è qualcosa di personale. Contiene l’anima, il sentimento e le sensazioni che muovono questo nostro piccolo mondo.”

Allestita nelle stanze di Palazzo Morando, nel cuore del quadrilatero della moda, la mostra dedicata alla giornalista Anna Piaggi, scomparsa a 81 anni, il 7 agosto 2012. Famosa per gli articoli pubblicati sulla rivista Vogue, nella rubrica “D.P. Doppie pagine di Anna Piaggi”, divenne un’icona fashion grazie all’applicazione del concetto del “vintage” prima ancora che esistesse una parola per descriverlo. “Hat-ology, Anna Piaggi e suoi cappelli” è un’esposizione che racconta la grande passione della scrittrice per la moda e per l’arte.  La mostra vuole rendere omaggio ad una mente fuori dall’ordinario,  a colei che personalizzò il concetto di accessorio rendendo il proprio capo un palcoscenico per la creatività. Anna fu fonte d’ispirazione per molti, ma musa di uno, Karl Lagerfeld, che le dedicò il libro “Anna cronique”. La famiglia, insieme alla Camera della Moda, al Comune di Milano e all’amico, nonché curatore della mostra e creatore di numerosi dei suoi cappelli, Stephen Jones, hanno deciso per un percorso ideale in quella che rappresenta la dimora di Anna, ricreando l’ambiente in cui la giornalista scriveva. Delle varie stanze il salotto è stato l’unico ambiente ad essere ricostruito con il mobilio originale: il tavolo, la lampada e la macchina da scrivere Olivetti “Valentina” con cui fu scritto ogni articolo dal 1969. Dell’intera collezione, che si compone di oltre 800 cappelli e vanta firme del calibro di Chanel e Prada, a Palazzo Morando troviamo solamente 140 esemplari, tra cui alcuni pezzi iconici. Il copricapo era il punto di partenza per i look stravaganti di Anna, la quale sosteneva di non essere mai uscita senza.  Nei corridoi dell’esposizione ci si può imbattere in Alberto Piaggi, fratello della scrittrice, il quale con infinita disponibilità e un pizzico di orgoglio, coinvolge il passante e racconta momenti di vita inediti di un’insolita sorella.

Francesca Cantarutti

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L’ultima creazione Dsquared2

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E’ stato inaugurato da poco Ceresio 7 Pools & Restaurant, la terrazza ristorante Dsquared. E’ una delle terrazze più belle della città con una vista mozzafiato sullo skyline di Milano, due piscine gemelle all’aperto, uno spazio lounge interno e un bar esterno.

Dallo stile dell’originario Palazzo Enel su cui sorge la maison del marchio dsquared ne deriva un ambiente estremamente raffinato e minimal, con un’attenzione estrema per i dettagli, che denota lo stile inconfondibile dei due stilisti, abili a coniugare la classe di altri tempi con un’eleganza moderna.

Un luogo che gioca con il dentro e il fuori e che guarda dall’alto la metropoli che cambia con i nuovi profili .

Elio Sironi è l’executive chef che propone una cucina semplice ma esigente con insoliti accostamenti di ingredienti e materie prime di alta qualità.

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Il ristorante è aperto al pubblico a partire dal mattino, con un brunch in terrazza affacciati sulle due piscine che rendono l’ambiente molto suggestivo.

Non manca ovviamente l’aperitivo all’american bar, che serve drinks di influenza classica, ma rivisitati con un tocco orientale; fino ad arrivare alla tradizionale cena.

Insomma un luogo del relax e del gusto dove anche l’autunno milanese sembra ancora più bello!

 

Alessandra Radice

Una Spa La Prairie nel cuore di Milano

Dal primo al sette ottobre, al quinto piano de La Rinascente di Piazza Duomo è stata istallata la Temporary Caviar Spa di La Prairie per celebrare i 35 anni del marchio leader nella cosmetica di lusso. Un oasi di eccellenza, eleganza e benessere, dotata di quattro cabine, nella quale le clienti della casa svizzera potranno esperimentare l’efficacia dei suoi iconici trattamenti attraverso massaggi effettuati dalle esperte ambasciatrici di bellezza del marchio. Con questa iniziativa La Prairie intende premiare e coccolare le sue più fedeli adepte, presentando loro le due nuove specialità della già universalmente apprezzata linea al caviale: Skin Caviar Luxe Sleep Mask e Skin Caviar Luxe Soufflé Body Cream. All’interno di questo paradiso di bellezza è stato allestito un Caviar Bar, ciliegina sulla torta pensata per completare nel modo migliore l’esperienza luxury per le “La Prairie addicted”. Un appuntamento da non perdere!

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Ludovico Santagata

Inissia: l’ultima arrivata Nespresso

Il 10 luglio al Boscolo Hotel di Milano ha avuto luogo uno swap party molto particolare organizzato da Nespresso della nuova macchina da caffè Inissia. La scelta dello swap party è stata molto apprezzata dai blogger presenti che si sono scambiati e hanno condiviso oggetti legati alle proprie passioni, oltre a quella del caffè, protagonista della serata.

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Dolcissima accoglienza per i partecipanti che si sono ritrovati sommersi da caramelle di ogni tipo e forma e che hanno contribuito a rendere l’atmosfera ancora più gustosa.

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Inissia è l’ultima arrivata in casa Nespresso e grazie al suo design moderno e alla sua compattezza andrà sicuramente a ruba in tutti i punti vendita grazie al prezzo assolutamente accessibile. Sarà in vendita a partire da Novembre.

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Serena Caserta