53° Salone nautico di Genova: spiraglio di luce per la nautica italiana?

Dopo le fiere di Cannes e Montecarlo, domenica è calato il sipario anche sulla 53° edizione del Salone nautico di Genova dove il leitmotiv della manifestazione è stato “Dove iniziano le storie di mare”. E’ proprio al mare, elemento essenziale e imprescindibile  della nautica, che la manifestazione ha voluto dedicare più spazio quest’anno esponendo un maggior numero di imbarcazioni in acqua, consentendo così ai visitatori di vivere in maniera più autentica questa esperienza.

Rispetto alle edizioni precedenti, si è trattato di un salone più “snello” sia in termini di tempo (infatti è durato solo 5 giorni, anziché nove), sia di espositori, un dato che riflette la fase di stallo che il settore della nautica sta attraversando per via della crisi (c’è stato un calo del fatturato del 60%!) e di un sistema politico che di certo non ha aiutato in questi ultimi anni.

photo 1                                                     salone 1

Per molti questa nuova formula adottata è risultata vincente e rappresenta un nuovo inizio da cui ripartire, ma in qualità di visitatrice l’ho trovata alquanto deludente. Sono arrivata  a Genova carica di aspettative che però in parte non sono state soddisfatte. Mi immaginavo di entrare nel “paese dei balocchi” vedendo yacht da sogno e di lusso vero e proprio ovunque, ma così non è stato, anzi. Ad eccezione del Chopi Chopi del gruppo Ferretti e della Stella Maris di Viareggio Super Yacht , ho riscontrato una presenza massiccia della cosiddetta piccola nautica accessibile e una mancanza dei superyacht.

youfeed-speciale-nautico-2013-a-bordo-dell-80-metri-chopi-chopi-video-e-foto                                                 

Ho avuto la possibilità di visitare un SD92 di San Lorenzo, uno degli storici cantieri nautici più importanti che hanno fatto la storia della nautica italiana che mi ha colpito per l’estrema cura al dettaglio di ogni singola componente mirata a soddisfare su misura le esigenze di ogni armatore.

                                                       

Questo è solo un esempio delle numerose aziende italiane che andrebbero maggiormente supportate allo sviluppo e alla ripresa. La nautica possiede tutte le potenzialità per contribuire alla ripresa dell’economia del nostro paese, è un’eccellenza del Made in Italy e come tale va tutelata e incentivata.

Anna Uva

Annunci

Parlando di casa…ricordando l ‘estate !!

Primo Agosto ore 22.00 stazione di Napoli Centrale, sono stanca e con una montagna di bagagli, scendo dal treno chiudo gli occhi e ascolto il rumore del mare, sento il profumo del sale, ricevo un abbraccio commosso di mia madre che non mi vede da mesi respiro a pieni polmoni l’aria della mia Napoli, di casa mia e penso ora si che sono in vacanza ! I giorni sono passati così, tra cene organizzate da amici per il mio rientro in città,partenze verso i luoghi di sempre, chiacchere e confidenze sulla sabbia in riva al mare, scherzi d’acqua, tramonti mozzafiato, milioni di pagine lette, albe selvagge…Canzoni urlate a squarciagola e momenti di solitudine a godersi quegli attimi infinitidi libertà da tutto, qui, sulla mia isola. Sarebbe bello se tutti avessero un luogo che gli faccia da sottofondo per tutta la vita,un luogo dove potersi rifugiare quando se ne ha bisogno, un luogo dove non importa cosa fare, un luogo magico dove ogni giorno è un’esperienza di libertà e lusso, io la ho, è quest’ isola che si chiama Ischia.

photo

1 Settembre ore 18.23, sono in treno direzione Milano, oggi guardo da un finestrino la mia città sparirmi alle spalle, il Vesuvio farsi piccino piccino, i tetti delle case dove sono cresciuta diventare puntini quasi invisibili e, come ogni volta che vado via, non importa se poi tornerò tra un giorno, un mese, un anno o in un’altra era, mi si fa sempre il cuoricino piccolino andando via e nonostante la dolce malinconia penso,tutta questa estate è stata un lusso, perché non importa dove vai, chi diventi, quanto cresci e quanto si cambia tutti abbiamo bisogno di un posto da chiamare casa!

napoli-vista-da-vico-al-tramonto

Carla Recupito

Il giro del mondo in 30 giorni

cocktail e spiaggia

Viaggiare e scoprire spazi nuovi e sconosciuti è sempre stato uno dei più grandi desideri dell’uomo, fa parte di ognuno di noi quel brivido lungo la schiena mentre si guardano orizzonti mai visti e si respirano profumi di terre nuove.
E anche io sono affetta da questa “malattia del viaggiatore sognatore”.
Di solito le mie vacanze durano al massimo un paio di settimane, ma quest’anno mi sono concessa il lusso di un intero mese. Strano! Eppure in tempo di crisi, per 30 giorni ho visto luoghi che non avevo mai visto, e soprattutto ne ho visti di diversi.
Atmosfera numero uno: quattro amiche sedute ad un tavolo in legno bianco, un pergolato con piante rampicanti, un anziano cane bianco che controlla il territorio, il mare a due passi, tzatziki, moussaka, pita e feta, una lingua che conosco e tante risate. Eravamo in Grecia.
Atmosfera numero due: mattina presto, mare calmo, sabbia bianca, acqua cristallina, una bibita fresca in mano, relax, poca gente, al tramonto un bel cocktail con le persone giuste. Eravamo alle Maldive.
Atmosfera numero tre: una strada molto larga piena di gente, nessuna automobile, solo passaggio pedonale, bicchieri pieni di birra e tanti giovani che ridono e scherzano a voce alta, parlano una lingua che conosco stavolta, ci conosciamo, e le nostre culture si mescolano. Eravamo in Inghilterra.
Atmosfera numero quattro: una comitiva di amici, musica ad alto volume, gente in costume che balla le hit del momento, spiaggia, mare e divertimento. Eravamo a Ibiza.
Quante emozioni e quanti luoghi, eppure ho fatto tutto in 30 giorni, qualche euro e senza fusi orari.
Come? Restando in Puglia, la mia regione.
Ebbene sì, le stesse atmosfere che altri ritrovano in luoghi lontani, io ho il privilegio di averle vicino casa. E ogni anno scopro qualcosa di nuovo, che non ha nulla da invidiare ai paesaggi esteri.
Grazie Puglia!
Grazie, perché questo è il lusso che mi dai, sentirmi in giro per il mondo, poter assorbire emozioni, tradizioni e multiculturalità, anche se non mi voglio spostare!
taverna di santos
Copyright - Piero Maraca
???????
Ilaria Muolo

Il lusso per me

Il lusso è spreco, possesso eccezionale, eccesso, eccezionalità, unicità, rarità, opulenza, ozio, viaggio. Il lusso rivive nella moda, nella pubblicità ma anche nelle isole a forma di palma nell’oceano di fronte a Dubai, vere duplicazioni della natura che solo il lusso rende possibili. Per me il vero lusso è rilassarsi in barca in mezzo al mare circondata da tutte le sfumature possibili di azzurro tentando di scoprire declinazioni di blu sempre nuove. A rendere il tutto ancora più esclusivo, perché no, un cielo stellato: uno di quegli spettacoli che solo l’esperienza di stare in mezzo all’oceano è in grado di regalarci.

foto mare

Ecco cos’è il lusso per me: osservare il mare in tutta la sua immensità, l’oceano mare di cui parla Alessandro Baricco e magari per qualche istante provare l’emozione di sentirsi come Plasson, il personaggio di Baricco che passava il tempo a “dipingere il mare con l’acqua di mare” o Bartleboom, che cercava di capire dove finisse il mare.

Rolex a Saint-Tropez

Rolex sarà lo sponsor delle regate “Les Voiles de Saint-Tropez” per il 7° anno consecutivo, che si terranno dall’1 al 7 di Ottobre, nell’omonima cittadina mediterranea. Le regate vedranno partecipare ogni tipo di veliero, tradizionale o moderno, da ogni angolo del mondo.

Tutto iniziò nel 1981 quando due barche, Pride ed Ikra, si sfidarono per gioco. Il percorso prevedeva la partenza dalla Torre del Portalet (Saint-Tropez) per raggiungere il Club 55 (spiaggia privata nella baia di Pampelonne) dove Patrice de Colmont consegnava al vincitore una coppa improvvisata: la Club 55 Cup.
L’anno seguente i partecipanti decisero di replicare la regata, invitando altri amici alla settimana che prenderà il nome di “Nioulargue”.

Un tragico incidente, dove morì un velista nel 1995, bloccò ” Nioulargue” per alcuni anni fino a che nel 1999 l’adunata di ottobre ritrovò il suo posto a Saint-Tropez.
L’evento oramai chiamato “Les Voiles de Saint-Tropez” ha ripreso cosi la tradizione di un tempo, custodendone l’autenticità.
Rolex è stata la prima casa d’orologeria al mondo a creare nel 1926 un orologio impermeabile, e continua a sviluppare la propria passione per il mondo acquatico sancita anche dai nomi dei propri modelli, primo fra tutti, il Submariner.

Il trofeo Rolex sarà assegnato al vincitore della Classic Division, sopra i 16 metri.
Per la seconda stagione consecutiva sarà possibile ammirare anche Manitou: la barca di 64 piedi appartenuta al presidente Kennedy.

Non ci resta che attendere per gustarci le regate in tutta la loro bellezza e le spettacolari barche che ne faranno parte, alte anche più di 30 metri.

Giulia Saccardi

Le mie Seychelles

Malpensa-Dubai. Dubai-Mahe. 10 ore di attesa. 5 ore di sosta “nell’intimo e sobrio” aereoporto di Dubai e voila’  le Seychelles.  E Pole Pole-Hakuna Matata, piano piano-nessun problema, diviene la filosofia e la regola di questo pezzo di paradiso. L’ho percepito dal primo istante in cui sono atterrata; lì il tempo è scandito dalle azioni e non dalle lancette di un orologio; così il bus parte quando è necessario partire, i supermarket chiudono al tramonto, i bar all’ultimo sorso di Tamkamaka.  Credetemi, per me e forse per voi abituata e abituati a rincorrerlo, il tempo intendo può essere psicologicamente devastante.

Potrei scrivere e non fermarmi sui tanti i luoghi visti ma la descrizione asettica di un luogo la si legge ovunque e sicuramente sarebbe molto più attendibile della mia; vorrei invece parlarvi del mio viaggio, dei miei occhi che hanno esplorato e del mio cuore che ha provato; cercherò  allora di scrivere le mie Seychelles.

In ogni viaggio ho cercato di partire senza immaginare…credo sia rischioso farlo! Ho sognato e aspettato di vederle queste Seychelles ma mai con un preconcetto, un aspettativa.

Un aereo taxi da 12 posti, utilizzato per il trasporto tra le isole, ci porta in 15 minuti all’isola di Praslin, la seconda isola più grande per estensione dopo Mahe. 15 minuti da togliere il fiato; voliamo sopra, davvero poco sopra, l’oceano Indiano interrotto da microscopici atolli. Poi un taxi guidato da un uomo con un sorriso da togliere il fiato ci conduce al porto. Canticchiano una canzone reggae, lui  e un bambino che cambia le marce al papà. Il taxi si ferma ad ogni persona che incontra, si ferma nel vero senso della parola: un saluto, un sorriso e il ritorno di ognuno alla propria quotidianità. I visi… e io quelli non posso non raccontarveli. Occhi grandi che raccontano storie, denti bianchissimi, color cioccolato, dreads lunghi una vita raccolti in berretti giamaicani. Tutti vogliono sapere chi sei ma soprattutto come stai, come stai nel loro paese e cosa ami del loro paese: amano parlare del loro mare, del loro pesce, delle loro palme, del loro tramonto, della loro terra e della loro vita che amano, amano da morire. Si vive bene alle Seychelles, tanto turismo e tanta pesca, tanta tanta pesca. Il lavoro c’è per tutti e tutti cercano di inventarsi, dare a chi visita questa terra scorci diversi, intimi, autentici. I loro scorci.

Il nostro hotel è su un isoletta a cinque minuti dal porto. Isolati è riduttivo. Tartarughe giganti nel giardino scandiscono il tempo di noi vacanzieri. Non ho mai amato tanto il silenzio: giorno dopo giorno ogni rumore diventava inconcepibile. Ogni giorno una nuova isola e nuove spiagge, interminabili, bianchissime.

La Digue, terza isola per estensione, è a detta dei locali il ritratto delle vere Seychelles, quelle  ancora del tutto incontaminate. I bambini vanno a scuola su carretti trainati da buoi, pescatori assopiti pescano chili di pesce dopo ore ed ore di attesa sotto il sole o l’ombra delle palme. Zero macchine, solo biciclette e allora pedali e pedali attraverso giardini con zone segrete dove fra le pareti granitiche crescono felci giganti, valli verdissime punteggiate di orchidee, mastodontici alberi fruscianti, fiori notturni, specie rare di uccelli, frutti squisiti fino ad arrivare ad un’altra spiaggia, che per l’ennesima volta ti sa meravigliare.

La miscela Africa, Francia ed Inghilterra è la caratteristica che contraddistingue ogni ambito della vita locale, dalle tradizioni ai costumi e alla cucina che, credetemi, è stata una sopresa continua:  si fondono suggestioni diverse, conservatrici, eclettiche e creative a un tempo. Un menu-tipo raffinatissimo: si può iniziare con due uova bollite di sterna, seguite da ostriche con uno spruzzo di lime, all’ “insalta del miliardario” di cuore di palma, cosidetta perché per ottenerla bisogna abbattere un albero intero, poi un piatto squisito di carne di pipistrello stufata con verdure cotte, per finire con gelatina di coco-de-mar affogata nel Drambuie. Profumi di erbe aromatiche e di spezie esotiche come la cannella, i chiodi di garofano, l’aglio, la menta, lo zenzero, il peperoncino, il curry e la noce moscata ovunque.

“Le Seychelles sono diventate un faro di armonia, tolleranza e innovazione nello sviluppo sociale e ambientale”: queste le parole del presidente Michel al momento del ritiro del premio “Most innovative people award (Natural innovation)”, premio che dimostra quanto le Seychelles siano riuscite a rinnovarsi e a crescere senza mai perdere di vista la natura e la sua salvaguardia.

Ho ascoltato il rumore del mare, ho letto libri e aspettato tramonti, conosciuto gente pazzesca  e ascoltato storie incredibili. Questo il mio viaggio, questo il mio lusso.

New Emerald Cove
Grand Anse
Anse Lazio-votata come miglior spiaggia al mondo nel 2004
Mercato Mahe
Riserva naturale di la Digue
Cena creola al Cafè des Arts

Un piccolo castello sul mare della mia Sicilia

Mondello, Palermo.

Una strada poco illuminata e sulla destra, tra vari cancelli e muri enormi dai quali è impossibile vedere oltre, una porta più piccola quasi anonima in alluminio bianco.

Non avevo idea del luogo in cui stavo andando ma oltrepassata la porta si è creata un’immagine quasi paradisiaca: alcune piattaforme in legno a mo’ di scala si susseguono una dopo l’altra giù fino ad arrivare al livello del mare e lì si erge una torre in pietra … sul mare. Spettacolo!

Image

Stile semplice, molto sobrio ed elegante; musica soffusa che si mescola con il rumore delle onde del mare che si infrangono sulle rocce e la giusta brezza che scompiglia i capelli senza disturbare.

Guardandomi intorno facevo ancora fatica ad individuare il posto, doveva essere una sorpresa ed in effetti la posizione quasi segreta di questo locale la rendeva possibile.

Piattaforme in legno dove si trovano tavoli, divani e lampade rigorosamente in bianco, una torre e poi? L’odore e il rumore del mare era evidente ma il buio non rendeva nitida l’immagine.

I signori hanno prenotato sulla terrazza in cima alla torre! Prego, da questa parte!”

Dopo una decina di scalini eccomi in cima e tutto mi è più chiaro: ci troviamo esattamente in una cala, sotto i miei occhi le rocce e davanti a me il mare blu… nero, solo il riflesso delle luci della città e della luna.

ImageImageImageImage

Siamo in Sicilia e a volte me ne dimentico, i paesaggi e i profumi sono inconfondibili e unici, come non amare questa terra!

I miei occhi, le mie orecchie e il mio spirito erano soddisfatti, bisognava adesso però deliziare anche il palato in modo da poter dare a questo posto un bel 10 e lode. Beh non avevo dubbi: piatti tradizionali a base di pesce reinventati in chiave moderna, accostamenti sublimi di sapori provenienti dal mare e dalla terra e il tutto accompagnato da una vasta scelta di vini, siciliani chiaramente.

Tra le varie portate ne menziono una, la migliore: filetto di salmone marinato agli agrumi e pepe rosa…

Non aggiungerei altro, andate e provate!

Bon Appétit!

Image

Francesca Battaglia

THAILANDIA: (ALTRI) “CONSIGLI PER L’USO”

Siamo quasi alla fine dell’estate, aimè, ma non è ancora troppo tardi per parlare di questo magico Paese.

Image

Image

A quanti di voi è venuta voglia di partire?! Beh, non è difficile se si guardano queste immagini.

Acqua cristallina, sabbia vellutata, paesaggio che sembra disegnato.

Image

Image

Potrebbe essere abbastanza, ma non è tutto.

Ci sono i thailandesi, un popolo garbato e accogliente, fiero di una storia ricca di magia, e di una vecchia arte, quella dei guerrieri. La Muay Thai, fino ai primi anni del secolo scorso, era materia obbligatoria nelle scuole. Col passare degli anni è stata resa più “sportiva” e ha preso piede nel resto del mondo.

Image

Image

Ma è ancora qui che appassionati e campioni vengono ad affinare tecnica, allenamento e strategie di combattimento.

Insieme a qualche lividino si portano a casa spirito di sacrificio, forza fisica, pazienza, esplosività e, a volte, qualche tattoo (i veri patiti si fanno incidere simboli o vecchie preghiere degli antichi guerrieri).

Image

Tutte le immagini sono state fornite dalla mia “amica-guerriera” Sara, che attualmente si trova in questo paradiso. Buone vacanze a te Sara, a tutti gli amanti della Muay Thai e, naturalmente, a voi lettori.

Francesca

Sapore di mare….ma anche…

Primo giorno di vacanza: vado al mare.

Secondo giorno di vacanza: vado al mare.

Terzo giorno di vacanza: vado al mare.

Quarto giorno di vacanza: ibidem.

Quinto giorno di vacanza: ibidem.

E la sequenza degli ibidem potrebbe continuare a scorrere così per più di tre settimane, tra giornate di sole nel solito lido e qualche escursione nelle spiaggiette più isolate come quelle delle riserve naturali di Punta Aderci e Mottagrossa (tanto distano solo dieci chilometri da casa!!!). E se una nuotata vicino ai trabocchi non può mai mancare durante la mia estate, lo stesso vale per il falò di Ferragosto e la maratona di arrosticini a casa in campagna di amici.

 http://www.flickr.com/photos/erima/5073221108/ 

 

Ma dopo tante giornate in spiaggia, non mi sono affatto pentita di essere partita per la montagna. Sul Gran Sasso ho camminato lungo i percorsi che attraverso i boschi portano alle cascate e al parco della camosciara, ma soprattutto, la montagna mi ha permesso di sfuggire qualche giorno al vento di scirocco che per più di una settimana ha reso le spiagge abruzzesi davvero troppo afose!! (anche per me!!!).

E dopo aver salutato il mare, il ritorno a Milano sembrerebbe quasi insopportabile…se non fosse per il biglietto aereo per Santander già prenotato per il 28 ottobre!!

Almeno una consolazione ragazzi!!!!

Elsa Baccile

www.costadeitrabocchi.eu; http://www.parcoabruzzo.it/paesi.php;