Esprit si lancia nel “Wellness”

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Il marchio internazionale di moda e lifestyle, Esprit, lancia a novembre 2012 la sua prima collezione “wellness“. La caratteristica di questa linea di articoli per lo sport e il relax  è l’utilizzo di materiali sostenibili e della tecnologia “E-dry” che permette di ottenere capi traspiranti, anti-odore e dal tempo di asciugatura rapido.

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L’offerta è poi completata da accessori sportivi abbinati, come diverse borse, una bottiglia per l’acqua e un tappetino per lo yoga. Con questa collezione, Esprit intende sensibilizzare il pubblico ad uno stile di vita sano, traendo ispirazione dal mantra “Vivi onestamente. Ama con passione. Sii infinitamente premuroso. Parla con gentilezza abitualmente“.

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La campagna ha il volto della modella Christy Turlington Burns, fotografata da David Sims e la stylist è Camille Bidault-Waddington.

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Christy ha fondato inoltre l’associazione Every Mother Counts che ha come obiettivo la riduzione delle morti delle donne per parto. Esprit per sostenere questo progetto produrrà in edizione limitata la T-shirt Count Me In!, i cui proventi saranno devoluti all’associazione.

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Luisa

Deborah porta in Italia Rouge Baiser Paris

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Deborah Group , l’azienda di Milano che ha fatturato nel 2011 103 milioni di euro per un Ebitda del 12%, porta in Italia uno dei brand cosmetici francesi più celebri: Rouge Baiser Paris, acquisito dal gruppo italiano nel 1994.
La “Femme au Bandeau” disegnata dal ritrattista pubblicitario Renato Zavagli Ricciardelli ( in arte René Gruau) nel 1949, è il simbolo di questo celebre marchio che, per primo, ha sviluppato la formula long lasting per i rossetti in stick.
Oggi il brand Rouge Baiser Paris, che vanta una storia di 80 anni, è pronto a entrare in 1.200 farmacie italiane con una nuova linea di 12 prodotti che comprendono dai rossetti cremosi, ipoallergenici e anti- aging in 6 tonalità ai delineatori per occhi e labbra, passando per il mascara arricchito con carbon black, ombretti, matite kajal, fondotinta compatti, correttori e smalti a lunga durata, disponibili in una palette di 41 colori.

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Il brand si è affermato all’estero innanzitutto nei Paesi dell’area del Magreb, in un secondo momento in Medio Oriente e adesso valuta di avviare partnership di distribuzione diretta in esclusiva con alcuni importanti retailer internazionali.

Luisa

L’importanza del settore lusso per l’economia europea

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“Settori culturali e creativi per la crescita creativa nell’Unione europea”, questo è il nome del nuovo piano d’azione politica che la Commissione europea ha adottato.
Proprio il Commissario per l’istruzione e la cultura, Androulla Vassiliou, ha definito il settore del lusso, come un ‘industria capace di dare un contributo allo sviluppo culturale e creativo dell’ Unione europea.

Androulla Vassiliou
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Anche a proposito della creazione e della crescita di nuovi posti di lavoro in Europa, il Commissario ha indicato il mondo dell’alto di gamma come propulsore di un forte impatto in tal senso.
Un riferimento particolare è stato fatto al gruppo LVMH,
guidato da Bernard Arnault, come esempio della realizzazione, a livello internazionale, di un trasferimento dknow-how, grazie alla passione creativa.

Bernard Arnault
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Il nuovo piano d’azione politica, pubblicato l’altro ieri dal Commissario Vassiliou, mette anche in luce le tendenze e i nuovi mercati che interessano il settore lusso in quanto importante esportatore (con esportazioni di 260 miliardi di euro all’anno) e peraltro, destinato a crescere sostanzialmente nel prossimo decennio, con stime di crescita tra il 7% e il 9% all’anno.
I mercati, in cui questa crescita più probabilmente avverrà, saranno quelli dei Paesi BRIC e per questo si ritiene fondamentale per il modello di business di lusso, un continuo progresso in tema di riduzione delle barriere commerciali ed una crescente integrazione commerciale in questi mercati.   

Luisa                                            

 

fonte dati: http://www.finanzaemercati.it; “Settori culturali e creativi per la crescita creativa nell’Unione europea”

“Hanatsubaki + Hinomaru” : tra camelie rosse e dischi solari

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Shiseido festeggia i suoi 140 anni e per farlo lancerà a novembre un nuovo prodotto che sarà allo stesso tempo cipria, fard e ombretto.
Nell’attesa del prodotto in edizione limitata, possiamo ammirare il wall delle Colonne di San Lorenzo, a Milano: 360 metri quadrati ricoperti di celebrative camelie rosse (Hanatsubaki) che si sovrappongono al cerchio rosso (Hinomaru) che da più di 1600 anni rappresenta, sulla bandiera del Giappone, il Sol Levante.

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L’artista ventitreenne Maki Kobayashi, ha intitolato la sua opera “Japonica”, proprio come il nome botanico della camelia rossa, decorazione floreale molto utilizzata in Giappone come simbolo di “omotenashi” , l’arte dell’accoglienza giapponese.

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La camelia rappresenta la Shiseido sin dal 1915, quando il suo primo Presidente Shinzo Fukuhara, la disegnò per la prima volta e lo stesso fiore dava anche il nome ad un “club di bellezza” dell’ azienda giapponese che già nel 1934 riuniva le donne dell’epoca, organizzando feste in tutta la nazione, durante le quali venivano forniti consigli e tecniche di bellezza, anche con dimostrazioni pratiche.

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Un fiore dalla lunga storia che per tantissimi anni ha portato fortuna ad un’azienda che è riuscita a far sposare l’Oriente e l’Occidente in un successo mondiale, ma che attualmente vede un calo del fatturato dovuto alla situazione di difficoltà del mercato giapponese.

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Infatti il colosso del beauty ha archiviato il primo trimestre 2012 con ricavi pari a 149,4 miliardi di yen in calo del 5% rispetto ai 157, 3 miliardi del primo quarter 2011.
Ma se il mercato giapponese ha segnato un decremento delle vendite del 9,6% a 75,5 miliardi di yen, il business globale ha invece raggiunto i 71,7 miliardi segnando un +4,1%.
Dopo questi risultati, Shiseido ha tagliato le stime per l’intero esercizio e si aspetta un fatturato in crescita del 4% a 710 miliardi di yen, da una precedente previsione di 720 miliardi. La società si aspetta anche un utile netto per il 2012 in aumento del 51,6% a 22 miliardi di yen ed un utile operativo in crescita dell’11,2% a 43,5 miliardi di yen.

Luisa

fonte dati: http://www.pambianconews.com

I numeri della Milano Fashion week

 

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Quindicimila presenze, 146 collezioni, 71 sfilate, duemila giornalisti accreditati: questi ho scoperto essere i numeri della Milano moda donna appena conclusasi, mentre ancora sognante pensavo ai fiori dalle emozioni orientali di Prada, al bianco e nero di Moschino, ai pizzi di Roberto Cavalli, ai pupi e alle ceramiche siciliane di Dolce & Gabbana e alla collezione in fuchsia, corallo, verde kiwi, giallo e blu di Gucci.

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Tra la soddisfazione del Presidente della Camera nazionale della moda italiana, Mario Boselli e del Presidente della Camera italiana dei buyer moda, Beppe Angiolini per l’esito delle collezioni della prossima primavera estate, l’intero sistema punta a raggiungere 60,2 miliardi di euro di fatturato per il 2012, con 70 mila imprese le cui unità sono dislocate nel territorio italiano.

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Luisa

Fonte dati: www.pambianconews.com

Stufe di Nerone: tra storia e acque termali

fonte: http://www.termestufedinerone.it

Qual è il modo migliore per salutare l’estate se non un’intera giornata alle terme? Armata di costume e telo, affronto 45 minuti di traffico e sole per giungere in un piccolo paradiso terrestre, incastonato nello splendido scenario dei Campi Flegrei.Qui sorgono le antiche terme romane Stufe di Nerone, che godono delle naturali acque termali e della ricchezza del paesaggio che la zona di Baia offre già da duemila anni.

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Si dice che le terme siano state inventate proprio qui ed è a questa terra che Orazio si riferisce quando scrive: ” Nessun golfo del mondo risplende più dell’amena Baia“.

Luogo di villeggiatura per personaggi come Giulio Cesare, Pompeo Magno, Marco Antonio, il poeta Lucullo e Cicerone, raccoglie nella storia numerosi riferimenti, essendo per Ennio luogo di “divertimenti e giochi“, di “piaceri, amori e tradimenti” per Cicerone, di “vizio” per Seneca e di “dannazione” per Properzio, il quale,supplicando l’amata Cynthia di abbandonare le corrotte acque di Baia, le definisce come “un delitto contro l’amore“.

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Naturalmente, date le frequentazioni, Baia diventa un importante centro culturale e ricreativo e tale rimane fino al XV secolo d.C. momento in cui, a seguito dei terremoti che colpirono Pozzuoli e Baia, le terme vengono dimenticate ed il termalismo non entra neanche a far parte dei piani di ricostruzione.

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E’ solo negli anni ‘ 60 che i fratelli Colutta reinventano il termalismo baiano, riportando alla luce lo stabilimento ormai seminascosto e riconoscendo  a quelle stufe naturali (fino ad allora utilizzate per raccogliere creta) ed ai laghetti sorgivi (utilizzati per lavare i cavalli!) quei poteri curativi che, in realtà, gli sono sempre stati propri.

Se Plinio sosteneva che le proprietà benefiche di queste acque sono dovute al favore delle divinità e delle ninfe, oggi (con maggior certezza, direi) sappiamo che gli incredibili effetti di queste terme sono dati dalle acque salso-bromo-iodiche ipertermali, che sgorgano alla temperatura di circa 74°C e grazie alle caratteristiche organolettiche, oltre ad esercitare un’azione anti-stress e di rilassamento muscolare, donano anche una piacevole sensazione di pelle rinnovata, dovuta alla ri-mineralizzazione del tessuto cutaneo ed all’eliminazione delle impurità.

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Insomma, tra storia, laghetti, stufe e acque termali naturali, giardini e piccoli sentieri all’ombra degli ulivi, non si può che condividere il motto delle Terme Stufe di Nerone: ” Qui se ipsum amat, in hunc locum venit” ,ossia: ” Chi ama se stesso, viene in questo luogo”.

Luisa

The sound of beauty

E’ in una New York dei primi anni del ‘900, che dietro una porta rossa sulla Fifth Avenue, nasce il precursore dei moderni beauty tutorial.Red Door 5th avenue New York

Ovviamente parlo della Red Door di Elizabeth Arden, dove un secolo fa prende vita l’idea, non solo di creare un kit per riprodurre a casa i trattamenti wellness offerti nel salone, ma anche di accompagnarli da consigli di bellezza.

fonte: http://www.discogs.com

Questi vengono incisi su un disco in vinile rosa, che ha come titolo “The sound of beauty with Elizabeth Arden”.

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Tredici tracce, ognuna con un consiglio….tutti ancora validi!

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I luoghi del lusso

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Sono Luisa e ho ventisette anni.
Come si fa a spiegare cos’è il lusso? Per me non se ne può dare una definizione, senza che lo stesso perda parte del suo mistero. Io il lusso credo sia più una sensazione che non un qualcosa di materiale e tangibile. Sì certo, mi chiederete “Allora una Ferrari da 570 CV o una Birkin di Hermes cosa sono?” Bene, per me sono oggetti perfetti, preziosi ed irraggiungibili per la maggior parte di noi. Il vero lusso, invece, è la magia che sta attorno a oggetti come questi, è la sensazione di assoluta perfezione che questi prodotti regalano, è il desiderio di ottenere l’impossibile o il pungente piacere nell’averlo ottenuto.
Poi mi sono chiesta cosa ci fosse “dietro le quinte” dei beni di lusso e ho capito che tutto nasce da un’intuizione geniale, che prende vita e che cresce grazie all’unione di rigore, dedizione e creatività. Ecco, questa è la cosa più simile ad una definizione di lusso che per ora riesco a darvi.
Ma se vi devo dire io cosa intendo e dove vivo il lusso, allora si fa tutto più semplice; il lusso è a Mergellina, dove bevi una birra fredda con i tuoi amici in una sera d’estate, guardando il Golfo di Napoli; è nell’angolo di Via Orefici, nel preciso momento in cui guardando davanti a te, si staglia il Duomo di Milano e non importa se stai andando di fretta, perchè un istante per alzare lo sguardo e ammirarlo lo trovi comunque; è in quella stanza di un piccolo ostello di Parigi, illuminata nella notte dalle luci della Tour Eiffel che filtrano dalla finestra aperta; è in quel bar a Vienna, davanti alla Cattedrale di Santo Stefano quando ti siedi ed ordini una fetta di Torta Sacher e mentre l’assaggi la cioccolata calda si fonde con la crema fredda che l’accompagna; è a Lisbona, quando su un terrazzo del Castello S
ão Jorge scopri esserci una vecchia signora che canta il fado; e ancora è a casa tua, quando torni stanco da lavoro la sera e trovi chi, magari anche più stanco di te, ha ancora voglia di sentire com’è andata la tua giornata.
Per me questi sono momenti di lusso, quello vero e quello che tutti possono permettersi.

Palazzo Isimbardi; splendida cornice per i new fashion talents.

L’iniziativa BEE MAN ISSUE new fashion talents , inaugurata lo scorso 22 Giugno a Milano è stato un evento dedicato ai giovani stilisti emergenti.

ImageL’evento ha dato infatti spazio alle piccole aziende distribuite sul territorio italiano, che contribuiscono a portare avanti l’artigianalità e di conseguenza il nostro “prezioso” made in Italy.

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 Il tutto allestito nel “magico” scenario di Palazzo Isimbardi, come definito dal padrino d’eccezione dell’evento, Elio Fiorucci, al quale siamo riusciti a rubare un parere sulla mostra. (alla fine del post troverete l’intervista).

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I prodotti esposti sono molteplici, si passa dai tessuti utilizzati da Vitussi, tipici dell’arredamento d’interni, con cappotti e borse che sembrano provenire direttamente dai salotti siciliani dell’ 800.

Per poi arrivare alla collezione molto più spiritosa di Nati con la camicia, il cui prodotto rappresentativo è il portafoglio a forma di polsino…

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…che richiama i due punti cardine dell’azienda: la camicia e il bi-tessuto.

Altro brand è Alyki, produttore di capi in cashmere ispirati alla semplicità e allo stile contemporaneo,

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…mentre [S A M E] è sponsorizzata dalla dj che indossa un loro collier, realizzato in materiale riciclato.

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Dopo aver visionato l’intera esposizione e aver fatto il nostro “dovere” da reporter improvvisati, ci siamo goduti l’open bar allestito per l’occasione…

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…vi lasciamo alla nostra intervista ad Elio Fiorucci.

Volevamo sapere qual è la sua opinione su questo evento e quali sono le prospettive…

“io trovo che le prospettive siano buone, perché questi palazzi, questi luoghi magici…con una storia incredibile, sono messi a disposizione della creatività dei giovani che alla fine sta dando lustro all’Italia in questo momento; perchè se la Francia, mette a disposizione i suoi grandi palazzi, l’Italia non può restare così a guardare.

Oggi la creatività è un risarcimento di ricchezza per ogni paese, l’Italia sta guadagnando terreno anche nei confronti della Francia, nel senso che, mentre prima il lusso era francese, adesso sta diventando italiano, il buon gusto sta diventando italiano.

Dagli anni ’70 si è spostato come modello culturale mondiale dalla Francia all’Italia, allora il cibo italiano è buono, l’arte italiana è buona, la vacanza fatta in Italia è buona e così via dicendo, è una cosa positiva,bisogna che questi grandi palazzi si aprano e che questi grandi palazzi siano messi a disposizione, appunto, della creatività che li può solo abbellire ed aprire alla conoscenza. Per cui per me è il massimo.