UNO SPUNTO PER PENSARE !

Guardare YouTube è spesso la possibilità di navigare nel mondo della cinematografia passando dalle prime pellicole in bianco & nero arrivando a quelli più attuali…spesso gli spunti di riflessione che anche solo qualche minuto di un film può darti lascia stupiti, questo in particolare è se vogliamo una riflessione sulla crisi economica, ma anche dei valori di oggi, spiegati da una voce di un bambino che regala sempre un sapore di speranza…”Bisogna pensare..non abituarsi alle cose così come sono e non bisogna arrendersi altrimenti tutti ci perdono…”

 Carla Recupito

Fausto Puglisi, the next star

Giunti a fine master, nonostante le tante testimonianze e le realtà incontrate negli ultimi mesi, Fausto Puglisi è un personaggio che sicuramente ha lasciato un segno nelle nostre menti.

Siciliano per nascita è espatriato appena maggiorenne negli Stati Uniti. Le sue creazioni “one of a kind” lo hanno subito reso noto negli Usa essendo indossate da star come: Jennifer Lopez, Britney Spears, Madonna, Nicki Minaj, Beyoncè Knowles, Katy Perry e tante altre. E la sua successiva “scoperta” in Italia la si deve a Dolce & Gabbana, che per primi gli hanno fatto esporre le sue creazioni a Spiga2. Suo inoltre l’abito “farfallina” indossato da Belen lo scorso festival di Sanremo.

belen_fausto_puglisi

Oggi, possiede una griffe eponima ed in marzo 2013 vedremo la sua prima sfilata a Parigi, grazie anche ad Aeffe, per la storica maison parigina Ungaro.

Un personaggio con questo tipo di profilo non poteva certamente deludere le nostre aspettative, ma ha fatto anche di meglio.

beyonce¦Ç in fausto puglisi x factor 4

Si è presentato subito come una persona piena di energie, che non stacca dal lavoro prima delle 3 di notte, perché ama la moda più di qualunque altra cosa, e di un amore intenso, intimo. Ma la cosa che probabilmente più ci ha stupito è il suo sapere perfettamente di essere in controtendenza. Fausto Puglisi produce esclusivamente abiti per la donna sexy e sicura di sé. Non gli interessa concentrarsi nella ricerca di accessori.

Madonna superbowl

Lui stesso ci ha detto: “Voglio fare lo spacciatore della bellezza” perché non vuole creare un brand mondiale, perlomeno non subito, ma rispondere all’ esigenza di distinguersi della donna femminile contemporanea. In tal senso confessa di avere grandi maestri di sexyness come: Gianni Versace, Yves Saint Laurent, Tom Ford ed Halston.

Esuberante eppure estremamente concreto ha una visione del lusso fatto di abiti iper sartoriali; e tutto è fondamentale che sia realizzato rigorosamente ed esclusivamente in Italia.

Fausto_Puglisi--638x366

Che dire, Fausto Puglisi sicuramente farà onore al Made in Italy!

Roberto

.

Eccovi alcuni link utili:

http://www.faustopuglisi.com/

http://www.ungaro.com/

http://www.moda24.ilsole24ore.com/art/industria-finanza/2012-12-06/fausto-puglisi-cosi-creo-185817.php?uuid=AbFRPp9G

.

L’architetto della moda

Gianfranco Ferrè come molti altri stilisti, ad esempio anche Roberto Capucci e Tom Ford, ha seguito un percorso personale a cavallo tra la moda e l’architettura.

Laureatosi nel 1969 in Architettura al Politecnico di Milano è da sempre stato attratto dal mondo degli accessori ed ha presto avuto la possibilità di collaborare con Walter Albini e Christane Baily. A tutto ciò è seguita la pregnante esperienza di vita in India, dopo la quale nel 1978 fonda la sua maison e dal 1989 parte l’ esperienza nel nome Christian Dior.

La “progettazione” delle sue creazioni partiva spesso da forme molto semplici che venivano poi accostate in modo complesso od inusuale, un po’ come gli origami giapponesi. Così ebbe vita la sua ricerca sulla camicia bianca, un capo preso dal guardaroba maschile e reinterpretato per divenire assolutamente nuovo e femminile.

Una delle sue doti più grandi risiedeva poi nella conoscenza profonda della materia, riusciva a lavorarla e reinterpretarla tanto da riuscire a  nobilitare il nylon al livello di alta moda e viceversa utilizzando tessuti di pregio come il cammello come rivestimento interno.

Le sue creazioni erano in armonia tra vari mondi: design, arte e cultura. Ed in questo la moda restava il mezzo espressivo preferito in quanto sempre a cavallo tra rigore e fantasia era dunque anche fonte inesauribile per le sue creazioni.

      

Il suo essere architetto è poi una parte fondamentale della sua personalità e torna nella ricerca continua di suggestioni ed emozioni, in un linguaggio di segni e forme, di colori e materiali da esplorare continuamente.

Come ha affermato lo stesso stilista :

«L’abito è uno straordinario mezzo espressivo, uno strumento formidabile per la manifestazione della propria personalità, del proprio carattere, persino del proprio umore. In tempi di globalizzazione e massificazione, l’abito è anche e soprattutto un oggetto del desiderio, uno strumento per essere individui, per piacere e piacersi. Per essere se stessi».

L’abito dunque è espressione di sé per esprimersi e rapportarsi agli altri, un po’ come gli elementi di una città devono comunicare con ciò che li circonda.  Così l’intento era quello di comunicare un messaggio unitario, traendo i molteplici spunti che si presentavano al suo occhio da creativo e “demiurgo della moda” per renderli in una sintesi unitaria.

       

Penso sia apprezzabile il suo aver corso il rischio, l’essere uscito dalla prospettiva di una professione ed una vita più ovvia, per dedicarsi invece a ciò che lo appassionava di più, ma sempre usando gli schemi mentali ed il modo di pensare che solo una solida formazione può dare.

Questa è la “progettazione della moda”.

Roberto

Lana Del Rey: «I don’t feel any pressure from the media. All that could be said, has been said»

Datemi della banale, datemi dell’alternativa ma sono da mesi nel tunnel Del Rey. Volevo che lo sapeste, faccio ufficialmente outing!

Argute strategie di marketing? Fenomeno effimero? Merito della voce vellutata o della sensualità da Lolita? Io non so spiegarlo ma se vi state chiedendo chi ascolti questa bella statunitense senza particolarmente notevoli doti canore (il live al Letterman Show le ha permesso di competere con Gerardo di Amici per il titolo Campana Rotta 2012) io sono tra quelli.
Sono tra quelli irrecuperabilmente folgorati sulla via di Damasco che impazziscono per gli abiti lunghi e le atmosfere da “Caccia al ladro”, tra quelli ipnotizzati senza via di scampo, sensibili agli amori tragici le cui lacrime si versano sui sedili di una limousine, per dirla alla Marylin Monroe. Tra quelli che, nelle domeniche di cui si amano principalmente l’acqua e la lentezza, hanno bisogno di rilassarsi e ascoltare in loop qualcosa di delicato.


Ad ogni modo non sono qui per convincervi delle sue proprietà terapeutiche: credo sia già stata idolatrata e/o criticata a sufficienza da permettere ad ognuno di farsi un’opinione e ritengo sia altrettanto evidente che si tratti (NdA: finalmente) di un’icona nuova, nettamente differente dalle regine della chart a cui eravamo abituati, vedi Ladies e Madonne varie.
Lana con il suo allure da diva d’antan c’è e se ne parla: prendere o lasciare, amala o odiala!
E come se non fosse abbastanza sulle bocche per canzoni, parodie, apparizioni e tributi (Mulberry Del Rey bag), anche Vogue le rende omaggio con il bellissimo servizio fotografico di Ellen Von Unwerth che troviamo sul numero di Agosto.

Lana Del Rey by Ellen Von Unwerth, Vogue

Lascio a voi e ai posteri l’ardua sentenza circa il successo di questa ammaliante stella nascente e chi vivrà vedrà, io torno nel tunnel e come dice Geppi Cucciari, visto che ci sono cerco di arredarlo!

ICONS: Lo spazzino con la scopa d’oro

Guglielmo Miani presidente dell’ Associazione di Via Montenapoleone e CEO di Larusmiani azienda tessile fondata dal nonno nel 1922.

Via Montenapoleone è il simbolo dello shopping mondiale e dell’eccellenza del Made in Italy e non solo e con il maggior numero di marchi di gioielli. Quindi no alla pedonalizzazione considerando che i clienti si muovono con auto e autista mentre solo fino alle 10 del mattino i camion che scaricano la merce e probabile apertura store serale per permettere di fare shopping fino alle 22 e in progetto moltissimi eventi socio-culturali.

E intanto cresce sempre di più il numero di clienti stranieri, in particolare i Russi che coprono la percentuale più alta del totale delle vendite della Via e a seguire Cinesi, Americani e Brasiliani secondo recenti statistiche Premier Tax Free.

Lo spazzino con la scopa d’oro riuscirà a mantenere “pulita” la sua via? e soprattutto, farà alzare le quote dei consumatori viziati stranieri?

Guglielmo Miani is the President of  Via Montenapoleone Assotiation and CEO of Larusmiani, a textile company founded by his Grandfather in 1922.

Via Montenapoleone  is the symbol of excellence and global shopping and not only for Made in Italy but also for a great number of jewerly brands, so no pedestrian area for the street: because the customers go shopping by car or with a driver. The street will be accesible only until 10am to unload the goods, and the stores will probably be open to shop until 22 and he is also planning to make many social and cultural events.

In these years there is a growing number of foreign customers, particularly the Russians, that cover the highest percentage of total sales of the street , followed by the Chinese, Americans and Brazilians, according to recent statistics of Premier Tax Free.

The street- sweeper with a gold broom will be able to maintain “clean” his way and especially, will he be able to raise the number of spoiled  foreign customers?

Micol Galleno

ICONS: Paul Poiret, le visionnaire..

Considerato uno degli stilisti più innovativi nella storia della haute couture, ha il merito di esser stato il primo ad aver eliminato l’uso del corsetto –che diciamoci la verità, sarà tanto bello avere il vitino alla ‘barbie’ ma in quanto a comodità è paragonabile a una tortura cinese- nell’abbigliamento femminile preferendo capi drappeggiati e asimmetrici, tuniche, pantaloni alla turca, cappotti con maniche a kimono, turbanti. Fu anche il primo ad aver fiuto per il marketing promuovendo in giro per l’Europa le sue creazioni, pubblicando i bozzetti e completando la maison con profumi ed arredamento. Attuale come pochi anche per la sua attitudine a PR, famosissimo infatti anche per i suoi party eccentrici, Poiret dovette abbandonare l’attività durante la prima guerra mondiale per realizzare le uniformi dei soldati e al suo ritorno non rimase più nulla del suo enorme successo e si trovò in bancarotta. Morì nel ’44 dimenticato da tutti ma noi lo ricordiamo come icona della haute couture, che ha dato vita alla moda ‘moderna’. E pensare che lo definivano visionario..

Francesca Savio