Emporio Le Sirenuse di Positano, da Locale a Globale

Le Sirenuse è stato il primo grande albergo di lusso a Positano, oggi tra i migliori al mondo. La sua struttura alberghiera è situata in uno splendido palazzo del diciottesimo secolo appartenente alla famiglia dei Marchesi Sersale sin dal 1951. Dal 1970, Le Sirenuse fa parte del circuito Leading Hotels of the World ed è stato reputato Best European Hotel Service di Travel and Leisure nel 2001 e Gold List di Condé Nast Traveller nel 1999 e 2000.

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È proprio in questo contesto di eccellenza e professionalità che nel 1990 viene aperta la prima boutique Emporio Le Sirenuse, buotique gestita da Carla Sersale, moglie del Direttore d’albergo Antonio Sersale. L’intento iniziale è stato quello di non creare un semplice negozio d’albergo, ma qualcosa di diverso, infatti la boutique non è nemmeno collocata all’interno dell’hotel. Più di vent’anni dopo, l’Emporio Le Sirenuse si estende con altri due punti vendita in Via Cristoforo Colombo a Positano, diventando un vero e proprio punto di riferimento per la moda locale. Nella gamma di prodotti offerti troviamo caftani di cotone e abitini di seta da donna; costumi e camicie in lino da uomo; cuscini ricamati a mano e portacandele in ferro battuto per la casa.

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Oggi la boutique Emporio Le Sirenuse diventa una realtà globale, infatti, attraverso il negozio online del nuovo sito internet, si potrà acquistare da qualsiasi parte del mondo.

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Su questo nuovo canale di distribuzione si potranno trovare gli oggetti più ricercati, tra cui i capi di Allegra Hicks; la collezione di camicie di seta e pantaloni palazzo creati a Mumbai dalla nipote della signora Sersale, Viola Parrocchetti, il cui lavoro si ispira alle tradizioni tessili indiane; i cuscini e le trapunte lavorate con tessuti suzani; gli intramontabili bicchieri di Murano di Carlo Moretti; e Eau D’Italie, una collezione di fragranze e prodotti per la cura del corpo che racconta l’essenza stessa dell’Italia e in particolar modo della Costiera Amalfitana.

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Tutti questi oggetti sono stati selezionati direttamente da Carla Sersale, in modo da rendere l’Emporio Le Sirenuse qualcosa di innovativo e singolare.

Anna Ferrini

La carta di credito più costosa al mondo

La filiale Kazaka della banca russa Sberbank ha prodotto solo 100 esemplari della “Visa Infinite Exclusive”, una carta di credito in oro purissimo, madreperla e 26 diamanti incastonati da 0,17 carati.
La carta che pesa circa 50 grammi ha un costo di 100 mila dollari, di cui 65 mila solo per il valore e i restanti per il fortunato possessore.

I 100 clienti della Visa Infinite Exclusive avranno inoltre in omaggio un Iphone 5, una custodia per la carta di Montblanc e svariati accessi e sconti in lussuose lounge aeroportuali, hotel e ristoranti e un’assicurazione sulla vita del valore di 265 mila dollari.
Il costo mensile è di circa 2.000 dollari e la carta, dotata di chip, è utilizzabile su tutti i circuiti Visa.
Ovviamente ad essa è affiancata anche una carta in plastica, per i meno temerari che potrebbero non fidarsi a lasciare il gioiellino in mano al cameriere di turno.

La carta, nei prossimi anni, sarà anche disponibile in Medio Oriente, in alcune zone del Pacifico e dell’Europa centrale.
Nell’attesa di scorgerne qualcuna per le boutique più lussuose del mondo, non ci resta che sognare sulle vite dei fortunati titolari.

Giulia Saccardi

بطاقة الائتمان الأغلى في العالم

وقد خلق سبيربنك كازاخستان بطاقة ائتمان جديدة في طبعة محدودة مصنوعة من الذهب، أم اللؤلؤ و26 الماس. سعر هذه البطاقة 100،000 دولار. هناك فقط 100 ​​بطاقة. ويمكن استخدامه في المحلات التجارية والمطاعم في فيزا. سيصدر هذه البطاقة في الأسواق الأخرى في منطقة المحيط الهادئ والشرق الأوسط وأوروبا الوسطى خلال السنوات القادمة.

Il digitale arriva in ostello

Fusion Hotel è un piccolo hotel di lusso ma ad un prezzo accessibile. La caratteristica principale di questo hotel a 4 stelle, che si trova nel cuore della città di Praga, è di essere giovane e informale.
I titolari, stanchi delle formule tradizionali troppo patinate, hanno voluto offrire “una nuova alternativa per il soggiorno in centro città, un posto dove divertirsi, sentirsi a proprio agio e, soprattutto, dove incontrare persone interessanti”.
Tutto basato sul “fusion”, pratico e attuale al tempo stesso. “Siamo fermamente convinti che il design possa avere un prezzo accessibile, e offriamo quindi al turista urbano una nuova alternativa per il soggiorno in centro città”. In tutti gli ambienti troviamo opere esposte da giovani artisti cechi. Il cibo e le bevande servite in hotel nascono dalla fusione di ispirazioni diverse, per dare vita ad un nuovo concetto interculturale, unico ed eccitante.
A Praga il fusion hotel è già noto come hotel 2.0. La promozione viaggia esclusivamente sui social network. Le zone living dell’albergo offrono connessione wi-fi gratuita e postazioni computer con iTunes DJ per essere sempre connessi e ascoltare musica. Ogni camera è dotata di Apple TV e per le telefonate (e le video-chiamate) nella zona relax vicino alla hall sono state allestite delle apposite cabine Skype.

Il fusion hotel sorge in un palazzo dei primi del Novecento.                                        
La cultura fusion è lo spirito che anima l’hotel.                                                            
Uno snack bar per spuntini veloci con menù di minestre e zuppe tradizionali o     derivate dalla cucina asiatica.                                                                                             
Gli apartment studios sono camere spaziose.                                                               

 

 

Un castello delle fiabe nel centro di Milano

Affacciato su Piazza Tricolore a Milano, si alza imponente l’edificio progettato agli inizi del Novecento dall’architetto Paolo Mezzanotte, che oggi ospita lo spettacolare Château Monfort.
Se nelle fiabe la mezzanotte indica il momento di cambiamento, per Planetaria Hotels (Catena alberghiera della quale Château Monfort fa parte), l’architetto Mezzanotte ha dato l’occasione per un progetto unico.

La sofisticata ristrutturazione curata personalmente dall’Ammininstratore delegato di Planetaria Hotels, nonchè architetto Sofia Gioia Vedani, in collaborazione con lo studio FZI-Interiors, ha mantenuto lo charme dello storico edificio, integrandolo però con i migliori confort high-tech.

Lounge Mezzanotte

Il richiamo alle fiabe e al teatro è chiaro: varcata la porta d’entrata di questo Urban Château il visitatore si ritrova in un’altra dimensione e le suggestioni si susseguono frenetiche. Il pavimento è stato mantenuto, ove possibile, originale, come dimostra la scritta “Salve” all’entrata, o ricreato appositamente identico per non snaturare l’ambiente, come il logo dell’hotel.

Il personale, squisitamente gentile e disponibile, ti accoglie indossando delle divise di tonalità pastello che evocano gli abiti dei maggiordomi dei film di Walt Disney. Le pareti della hall sono arricchite da eleganti ed autentici affreschi monocromatici che rappresentano vari paesaggi sempre ideati dall’architetto Mezzanotte.

L’antica scala che porta alle stanze, con le suggestive lanterne

La musica a filodiffusione che si propaga dai soffitti decorati da stucchi e riccioli colorati, ti guida al Lounge Bar Mezzanotte, sovrastato da una cupola di vetro, creata appositamente per trasformare l’antico cortile in un giardino d’inverno da fiaba.

Particolare delle sedie nella sala da pranzo

Tutti gli arredi sono stati disegnati e creati unicamente per Château Monfort in stile fantasy: le sedie dallo schienale a forma di cuore, i pouf a forma di macaron e gli armadi in legno, con serratura over-size, dai quali civette dagli occhi gialli sembrano spiare gli ospiti.

Particolare dell’armadio in una delle camere

Le pareti dell’antica scala che porta ai piani, sono state arricchite da tapezzerie dai toni dorati con disegni di rami e foglie. Le porte delle stanze sono incorniciate da LED bianchi, per creare una sensazione di magia nell’ospite che vi accede. L’ala dell’hotel che ospita il Ristorante Rubacuori, aperto anche ai visitatori, incanta per la sua armonia: i lampadari composti da tazzine e cucchiaini trovano la collocazione perfetta tra specchiere decorate e abat-jour a forma di coniglio.

Particolare della specchiera nella Sala del Risveglio

La Sala della Caccia rievoca un casino di caccia grazie ai torfei in ceramica bianca che arricchiscono le pareti.

Sala della Caccia

Ciò che più mi ha colpito è però la Cella di Bacco: una piccola saletta dal soffitto a volta in mattoni rossi originali degli inizi del Novecento, che racchiude le migliori bottiglie mantenendone intatto il gusto. Se ad accogliere gli ospiti nella Cella svetta una cancellata originale dell’Ottocento, ciò che salta subito all’occhio è la statua/fontana di Bacco dalla quale sgorga il vino per i fortunati ospiti.

Cella di Bacco

Visitare Château Monfort è stato davvero un viaggio in un luogo incantato dove il cliente viene coccolato e si diverte, grazie ad un personale di ottima qualità e ad un ambiente unico nel suo genere.

Giulia Saccardi

Un aperitivo a 5 stelle

Venezia. Città senza tempo in cui ancor oggi si respira quel lusso aristocratico, legato più alla storia, alla cultura e a un modo di vivere, che ad un’ostentazione di denaro. Tolte le boutique dei nostri amati negozi di alta gamma, Venezia riesce sempre a trasmettere ai suoi visitatori una vera e propria esperienza “di lusso”, con i suoi monumenti, i suoi scorci, i suoi rumori… E come dimenticare gli alberghi? Il Danieli in Riva degli Schiavoni, il Grand Hotel Excelsior al Lido, l’Hotel Cipriani sono alcuni nomi degli hotel più famosi della città.

Tra questi non si può dimenticare il Molino Stucky Hilton, situato all’estremità occidentale dell’isola della Giudecca, accanto all’antico stabilimento tessile Fortuny.

Courtesy of Google Images

Fu proprio l’imprenditore veneziano Giovanni Stucky a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento a capire l’importanza per l’attività industriale dell’accesso via mare, tanto da scegliere l’isola della Giudecca come sede per un nuovo complesso produttivo. Fondamentale per l’economia veneziana del tempo fu la costruzione del Molino appunto. Tuttavia con i due conflitti mondiali e l’acuirsi della concorrenza proveniente dalla terraferma, nel 1955 il Molino cessò definitivamente la sua attività economica.

Solo nel 1998 il Ministero dei Beni Culturali approvò l’inizio dei lavori per la sua ristrutturazione e trasformazione nel complesso alberghiero, residenziale e culturale che oggi conosciamo. L’albergo offre un’ampia scelta di camere, dalle semplici stanze localizzate negli edifici centrali del complesso alberghiero a sei tipi diversi di suites, un centro benessere, una palestra, una piscina situata all’ultimo piano dell’edificio dell’Arsenale ad un’altezza di “soli” 35 metri sul livello del mare e sei diversi bar e ristoranti che propongono menù per i palati più esigenti e raffinati.

 

Tra questi c’è l’esclusivo Skyline Rooftop Bar, dove sorseggiare un cocktail diventa un’esperienza unica e impagabile grazie alla spettacolare vista dall’alto di Venezia e della laguna. Proprio ieri ho avuto la fortuna di salire su quel tetto per un aperitivo e credetemi se vi dico che è da rimanere senza fiato!

 

Per la cena poi c’è l’imbarazzo della scelta: data la piacevole serata di fine agosto io ho scelto Bacaromi, la nuova cicchetteria veneziana, in cui è possibile assaporare la cucina tipica locale assieme ad un buon bicchiere di vino nell’atmosfera rilassante e informale della terrazza, grazie al personale cordiale e alla splendida vista sul canale della Giudecca. Una serata riuscita alla perfezione!


Quindi per il prossimo viaggio a Venezia, se non lo avete già fatto, l’isola della Giudecca e il Molino Stucky sono una tappa obbligatoria!

Quando la realtà supera la fantasia

Il costruttore del Dubai World, Drydocks World, e la compagnia svizzera Big InvestConsult hanno siglato il contratto per la costruzione del primo hotel sottomarino al mondo: il Water Discus Hotel.

La struttura sarà composta da due grandi dischi, uno sommerso e l’altro in superficie, collegati tra loro da ascensori e scale mobili.

Il disco sommerso conterrà 21 suites dotate di grandi vetrate e un’illuminazione adeguata per gustarsi la spettacolare biodiversità marina.

 

Il Water Duscus Hotel cercherà di non pesare sull’ambiente circostante, cercando di sfruttare l’energia solare e quella del mare.

Nell’attesa di scoprire come realmente apparirà una volta ultimato, sono sicura che eguaglierà per bellezza le altre costruzioni avanguardistiche di Dubai come Palm Islands e The World.

Giulia Saccardi

Ristorazione e Hotellerie: the concept

Hotel di lusso. Arredamento esclusivo. Terrazza. Tramonto. Nell’aria aleggia il profumo dei piatti che si preparano a dar pregio alla cena. Intanto l’aperitivo offre del buon vino e un’ottima compagnia…

…Che goduria, eh? Ma diciamolo, quando il lusso diventa esperienza, nulla sa ispirarlo meglio del nostro (italianissimo) gusto per la vita.

Attraverso il genio e la passione che zampilleranno dai nostri post vi racconteremo cosa avviene quando un hotel diventa il luogo in cui ogni capriccio trova ascolto.

Assaporeremo con voi l’eccellenza della cucina italiana.

Vi aggiorneremo sui principali eventi del settore e stimoleremo i vostri sensi con le ultime tendenze in fatto di cibo e hotellérie di lusso.

Preparate la valigia e lucidate forchetta e coltello: il viaggio nel piacere inizia ora!”

Corsi Martina

Franco Maria Laura

Menoia Riccardo

Piras Valentina

Saccardi Giulia

LUXUROLOGY: Il ristrutturato Mariott Marquis

Chi come me ama New York non può non conoscere il mitico Mariott Marquis a Times Square. Hotel bellissimo ma ahimè un po’ antiquato, il mio primo viaggio a NY risale a 13 anni fa e il mio ultimo a 3 e l’albergo era sempre uguale. Finalmente i capoccioni della catena alberghiera hanno deciso di rinnovare questa bellezza ed ecco un bel restyling da 25 milioni di dollari!

Godetevi qualche immagine e poi tutti in pista per una bella cenetta nel ristorante girevole all’ultimo piano.

Giulio Santrolli

 

The Hotel with a soul

 

Ovvero, l’hotel con l’anima.

La riflessione è nata da uno spunto propostomi oggi in aula. Davvero in futuro scomparirà il sistema delle “stelle” dalle valutazioni degli hotel? Ma allora su cosa potrà basarsi un ignaro cliente per la cernita del magico angolino dove passare la sua vacanza? Beh, se non saranno le stelle allora sarà qualcos’altro a fargli da guida. E cosa?

Ma il marchio ovviamente. O meglio, il brand.

Se io penso al Four Seasons non c’è bisogno che mi chieda quante stelle possa avere, lo immagino; lo stesso dicasi per un hotel della catena Hyatt, o uno della catena Bulgari. Perché all’interno di quel nome è racchiuso un piccolo mondo, un’esperienza, qualcosa di cui so di voler fare parte, seppure per un brevissimo periodo della mia vita. E allora scelgo a occhi chiusi, noncurante delle “stelle”.

In altre parole, fa fede il brand.

Va da sé che nel momento in cui il brand acquisisce un’importanza così notevole, il Brand Manager  (ossia colui che si occupa di gestire tutte le vicende legate all’utilizzo del marchio) arriva a ricoprire un ruolo di vitale significatività.

“…Hotel companies are not selling heads in the beds and anonymous service –they are priding themselves on selling high levels of customized or even bespoke service. Consumers in the 21st. century want a hotel with a soul and a character; they want personality and not residing in a box. Brand management is a very time consuming and expensive effort. It costs money to communicate the values a brand conveys to a larger audience; it is an evolutionary process. […] Successful product branding is more than just the sum of its logo and name, it is the intrinsic values that the brand conveys that counts – it is the values and benefits that the consumer remembers not only the functional purpose. Hotels are moving away from generic advertising campaigns and focusing increasingly on their target markets evoking strong emotional feelings by being deliberately subliminal. They realize the importance of selling memories and emotions that, partially, elicit childhood memories of a time long gone – the baby boomer generation is particular susceptible to this form of marketing…

(Dietmar Kielnhofer, General Manager, Le Meridien Nirwana Golf and Spa Resort, Bali)

L’Hotel Brand Manager, quindi, considerate le premesse, ha tutta l’aria di essere una professione emergente da tenere sott’occhio.

Maura