Un ricordo di lusso dell’estate

Con l’arrivo dei primi freddi e l’inverno alle porte ne approfittiamo per pubblicare un’edizione straordinaria: un #throwback dedicato alle vacanze di quest’estate.

Ore 5.45. E’ un sabato mattina uggioso ed è ancora buio quando suona la sveglia, ahimè molto prima del dovuto dopo aver trascorso una serata con amici fino a tarda notte sorseggiando Ginmare e ridendo come pazzi. Non è una giornata qualunque perché oggi vado funghi con mio papà. Con gli occhi ancora gonfi cerco l’outfit più consono per un’umida giornata all’apparenza settembrina.

Ore 6.30. Carichiamo la macchina con tutti gli accessori da veri montanari e ci dirigiamo verso la montagna. Il cielo inizia a schiarirsi e un bagliore di sole spunta tra le montagne. La radio suona Bitterweet simphony dei Verve e l’atmosfera diventa molto soave e rilassante. Mio papà con una faccia molto stanca inizia a raccontarmi della sua notte insonne passata a pensare alle difficoltà che il mercato della moda sta affrontando per quanto riguarda i multibrand nel settore bambino e alle strategie aziendali più corrette da implementare per incrementare i fatturati.

Ore 7.15 Arriviamo in montagna, ci vestiamo di tutto punto e carico la cesta a tracolla e uno zainetto camouflage all’interno del quale avevo preparato dei panini per un break di metà mattinata. Improvvisamente alzando la testa verso il cielo si presenta davanti a me uno spettacolo della natura: le montagne verdi rigogliose disegnano un panorama geometrico emozionante, il cielo si tinge di un colore molto intenso e caldo, irradiato dal sole che in sordina spunta da dietro una cima ancora innevata. Guardando mio papà ci fermiamo per qualche minuto a osservare il paesaggio e consapevoli della bellezza di quell’alba e di quel momento passato insieme ci sorridiamo a vicenda.

Ore 15.00 Torniamo dalla nostra scampagnata con 2.5 kg di porcini. Mi tuffo subito in piscina, rinfrescandomi dopo la faticaccia mentre mia mamma con santa pazienza e entusiasmo inizia a preparare la cena perché sta sera abbiamo 12 persone ospiti a cena : la mia famiglia.

Ore 21.00 Arrivano tutti i commensali e iniziamo una cena fantastica: pasta fresca fatta in casa con sugo ai funghi porcini, porcini al burro alla piemontese, albese e porcini tagliati sottili e per concludere pesche ripiene con una fantastica farcitura all’amaretto.

Il lusso è sentirmi veramente libero nel bel mezzo di un paesaggio quasi incantato, un luogo dove non si deve rendere conto di niente a nessuno, accompagnato da una persona da me amata e stimata: mio padre. Il lusso è gustare le prelibatezze di una pasta fatta in casa che proprio come un prodotto artigianale viene realizzato con amore e passione dalle mani esperte e attente di mia mamma, utilizzando le materie prime più pregiate ovvero quelle donate dalla terra. Il lusso è sentire il calore dell’abbraccio di un famigliare e dimenticarsi per un secondo di tutte le difficoltà o problematiche che si stanno affrontando.

Oggi è stata una giornata lunga e impegnativa ma ho vissuto tutti questi momenti unici ed esclusivi che hanno fatto si che una semplice giornata estiva si tramutasse in un’ esperienza di lusso.

Mattia Serafino

Parlando di casa…ricordando l ‘estate !!

Primo Agosto ore 22.00 stazione di Napoli Centrale, sono stanca e con una montagna di bagagli, scendo dal treno chiudo gli occhi e ascolto il rumore del mare, sento il profumo del sale, ricevo un abbraccio commosso di mia madre che non mi vede da mesi respiro a pieni polmoni l’aria della mia Napoli, di casa mia e penso ora si che sono in vacanza ! I giorni sono passati così, tra cene organizzate da amici per il mio rientro in città,partenze verso i luoghi di sempre, chiacchere e confidenze sulla sabbia in riva al mare, scherzi d’acqua, tramonti mozzafiato, milioni di pagine lette, albe selvagge…Canzoni urlate a squarciagola e momenti di solitudine a godersi quegli attimi infinitidi libertà da tutto, qui, sulla mia isola. Sarebbe bello se tutti avessero un luogo che gli faccia da sottofondo per tutta la vita,un luogo dove potersi rifugiare quando se ne ha bisogno, un luogo dove non importa cosa fare, un luogo magico dove ogni giorno è un’esperienza di libertà e lusso, io la ho, è quest’ isola che si chiama Ischia.

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1 Settembre ore 18.23, sono in treno direzione Milano, oggi guardo da un finestrino la mia città sparirmi alle spalle, il Vesuvio farsi piccino piccino, i tetti delle case dove sono cresciuta diventare puntini quasi invisibili e, come ogni volta che vado via, non importa se poi tornerò tra un giorno, un mese, un anno o in un’altra era, mi si fa sempre il cuoricino piccolino andando via e nonostante la dolce malinconia penso,tutta questa estate è stata un lusso, perché non importa dove vai, chi diventi, quanto cresci e quanto si cambia tutti abbiamo bisogno di un posto da chiamare casa!

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Carla Recupito

Il paradiso all’improvviso

Milano. Ore 8:00 di una domenica di Luglio. Sole, caldo e nostalgia di un bagno al mare.
Una telefonata dei miei parenti milanesi “Dai vieni al lago con noi!”.
Ore 9:30 siamo per strada verso il fiume Ticino, e nella mia mente già la parola fiume non è vicina a quella bagno, immagino già come sarà: acqua scura e paludosa, tanta gente che cerca di rinfrescarsi al meglio, e tante zanzare.
Abbandono la mia mente, cullata dal verde degli alberi e dei boschi che incontriamo sul tragitto (quasi mi addormento), e abbandono anche questi miei pensieri sul “come sarà”, penso solo che mi allontano dall’afa della città.
Arriviamo a destinazione, parcheggiamo, mi volto e…dove siamo?! Non ci credo..Verde, acqua cheta, profumi, sole, luci riflesse..Le mie aspettative erano sbagliate!
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Come può in un posto immerso nel verde, dove nel mio immaginario c’è solo freddo e nebbia, esserci questo paradiso?
Per la precisione siamo a Golasecca. C’è poca gente, il sole è caldo ma non insopportabile, un chioschetto, due cigni alla riva, l’acqua del fiume è pulita e fresca (le uniche aspettative confermate sono le zanzare, ma a quelle si passa oltre).
Lo ammetto, mi sono innamorata di questo posto. E per una che è vissuta tutta la vita in una città sul mare, che ha imparato prima a nuotare e poi a parlare, che vede la spiaggia come unico posto dove tuffarsi…bè credo sia proprio una grande scoperta.
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Ovvio, non sarà il mio mare (Monopoli) e non avrà quel senso di libertà e freschezza che mi dona, ma è di certo il mio angolo di calma e relax qui a Milano.

Ilaria Muolo

A cena con la storia

Tra le viette antiche del paese di Tivoli è custodito il ristorante Sibilla.

Il patio esterno, dove sono collocati i tavoli da pranzo, si affaccia da un lato sull’orrido del fiume Aniene, e dall’altro si prostra ai piedi del tempio di Vesta.

Specialmente a cena, l’atmosfera è ricca di suggestioni: il tempio finemente decorato con le classiche colonne circolari risale a più di 2000 anni fa e la luna che dai monti di fronte lentamente appare, diventa una vera e propria lampada naturale.

Il tempio così si colora di un bianco acceso che dona luce a tutta l’area circostante. Verso le 10 di sera inoltre si alza una brezza che muove le luci e amplifica i rumori della campagna, facendo sembrare il tempio animato da antiche presenze.

Nonostante la cucina sia ottima, il solo fatto di poter toccare con mano un monumento così pregiato e antico rende l’esperienza ancora più mistica e indimenticabile.

Giulia Saccardi

A-Abbronzatissimi

Settimana di Ferragosto. C’è chi parte per le vacanze e chi è già tornato. Per tutti, però, è tempo di fare i conti con Lei. Lei, il ‘must have'(?) per eccellenza, croce per il popolo dalla pelle di luna, delizia per tutti gli altri. Lei: l’Abbronzatura. Desiderata ed esibita -anche con scelte di stile non propriamente chic-, nel bene o nel male è la vera protagonista di ogni estate che si rispetti.
Da fedelissima adepta del club della pelle alabastro, non trovo particolarmente attraente la tintarella sui toni del cioccolato; però, come si suol dire, ‘de gustibus’…
Vorrei solamente dare il consiglio (anzi…facciamo quelli ‘avanti’: il tip) più scontato -ma più saggio- che ci sia: mettere la protezione solare. Sempre. Anche quando si ha già un bel colorito ambrato. Perchè, collaborando con un dermatologo e con un medico estetico, ho imparato che la pelle presenta il conto. E non è mai generosa.
Non ci costa niente riservarle qualche attenzione in più. C’è solo l’imbarazzo della scelta del prodotto più adatto alle nostre esigenze: creme ricche o dalla texture leggera, oli con Spf, solari in versione spray…It’s so easy! Davvero!
Bè, direi che per oggi ho fatto la ‘nonna’ a sufficienza. Non mi resta che augurarvi delle fantastiche vacanze.
Alessandra

L’isola di LeccoCity

Giovedì 26/07, ultimo giorno di lezione al Master: “Ragazzi, sarebbe bello arricchire il blog con un post sulle mete delle vostre vacanze”. Fantastico! Io, però, questo mese rimango a LeccoCity (mi sono trasferita esattamente tre anni fa). E quindi? Quindi, scartata l’opzione ‘DatoCheNonVadoInVacanzaNonFaccioIlCompito’, presenterò la new entry dei luoghi del cuore lecchesi: l’Isola Viscontea.

Situata nei pressi del c.d ‘Ponte Vecchio’, semi-nascosta dalle fronde degli alberi, è stata a lungo una prerogativa dei pescatori. Recentemente ‘rinata’ ed aperta al pubblico grazie all’impegno di alcune associazioni locali (I Giovani di Appello per Lecco in primis) e dei volontari, ha ospitato con successo varie iniziative della stagione, tra cui cineforum e aperitivi musicali.

L’Isola Viscontea ha il fascino discreto della semplicità. Vedere per credere…

…Penso che vi siano luoghi speciali – diversi dalle tradizionali mete turistiche –  in tutte le nostre città; il problema è che, assorbiti dalla routine quotidiana (iltrenolametrolamacchinalelezioniillavorolaspesalacasa: corri!), troppo spesso non ce ne accorgiamo. Durante le vacanze, proviamo a fermarci un attimo e ad aprire veramente gli occhi. Alla fine, anche questo è Lusso.

Alessandra

le mie amiche ed io sull’Isola. (I love jeans)

Alla ricerca dell’Aleph

Stefano Faravelli coltiva da sempre una passione per l’Oriente. Oltre a questa, l’amore per l’arte e la letteratura lo spingono a documentare tramite carnet di viaggio le sue “spedizioni”. Ho avuto il piacere di incontrarlo un anno fà durante la presentazione del carnet sull’Egitto e adesso che è estate lo consiglio a chi cerca spunti di viaggio o per chi ha voglia di sognare tramite i capolavori di Faravelli.

Stefano Faravelli all’opera

Amante dell’Egitto, non ho potuto fare a meno di acquistare la sua opera “Egitto: cercando l’Aleph”. Il libro è completamente composto da immagini e annotazioni che per tutto il viaggio, l’autore riporta sulle moleskine. Seguendo la corrente discendente del Nilo, Faravelli parte da Abu Simbel, passando per i principali siti archeologici come Kom Ombo e Luxor, per arrivare ad Alessandria. Il viaggio è a bordo di un “sandalo”, una grande feluca a due alberi, il modo più elegante per compiere lo stesso viaggio che nel 1800 artisti e scrittori prediligevano.

La scelta dell’Egitto gli è stata suggerita da Jorge Luis Borges nel racconto L’Aleph, dove si narra che in una Colonna del portico della moschea di ‘Amr al Cairo, sia racchiuso l’universo. Appoggiando infatti l’orecchio sulla superfice di pietra dopo un po’ si dovrebbe percepisce un forte brusio, l’Aleph appunto, un occhio di Dio in questo mondo. Se il Cairo viene rappresentato nei disegni di Faravelli con colori tendenti all’ocra e al giallo, tipici del deserto, le pagine dedicate ad Alessandria sono di un azzurro acceso, per ricordare la vita marina e l’abbondanza d’acqua.

Il carnet è un vero e proprio viaggio visivo più che una comune lettura, che tramite scene di vita quotidiana e raffigurazioni di templi, moschee e animali, funge da guida alla scoperta di un paese dal passato glorioso e dalla tradizione affascinante come l’Egitto.

Giulia Saccardi