Bahama Mama: un cocktail di puro benessere

Alla scoperta del primo Beauty Concept Store italiano

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Gli esperti e gli appassionati di beverage si staranno molto probabilmente chiedendo quali proprietà benefiche siano state recentemente scoperte nel Rum per farmi definire il drink Bahama Mama “Un cocktail di puro benessere”.

Per evitare fraintendimenti, è meglio chiarire subito che qui non parlerò del dolce drink a base di Rum, bensì di un posto, chiamato appunto Bahama Mama, che si trova a Milano, e, precisamente, all’interno dell’affascinante ed eclettico quartiere dei Navigli.

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Nello specifico, Bahama Mama è il primo Beauty Concept Store italiano. Il centro, localizzato in Viale Col di Lana numero 1, è stato inaugurato in data 20 ottobre 2011 e, dal momento della sua apertura fino ad oggi, ha saputo conquistare la stima e la fiducia della clientela femminile più in e raffinata.

Nel battezzare la propria creazione, Gaia, la proprietaria del Concept Store, ha voluto, da un lato, riferirsi proprio al nome della famosa bevanda – drink particolarmente apprezzato dalle donne – e, dall’altro, ad una nuance di smalto – chiamata appunto Bahama Mama – firmata dal super trendy marchio americano Essie.

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Bahama Mama è un Concept Store perché, lungi dal focalizzarsi esclusivamente su un tipo di servizio o prodotto, propone alla propria clientela un’esperienza di benessere a tutto tondo: da Bahama Mama, non solo ci si può concedere manicure, pedicure, ed altri rituali mirati alla cura del viso e del corpo (famosissimi e ricercatissimi i trattamenti a base di olio d’oliva e vino rosso) ma è anche possibile dedicarsi al vintage shopping presso il piccolo angolo-boutique allestito all’interno del centro (dove talvolta è possibile trovare vere e proprie eccellenze del passato), assaggiare e sorseggiare prelibatezze biologiche Made in Tuscany, assaporare deliziose tisane ed elisir di benessere (tra cui la mitica Kabbalah Water, l’acqua “culto” preferita da Madonna) e, infine, ascoltare buona musica o sfogliare famose riviste internazionali.

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A far di Bahama Mama un Concept Store, però, non è unicamente la varietà di servizi offerti: anche a livello architettonico e cromatico si è voluta trasmettere la sensazione di trovarsi in un rilassante tempio del benessere, un’oasi di pace e relax dove ritrovare se stessi, sfuggendo momentaneamente al caos cittadino. I colori protagonisti dell’ambiente sono, infatti, il bianco, il grigio e il beige, tinte che esprimono eleganza, equilibrio, purezza e sofisticata armonia; per quanto riguarda i materiali utilizzati per l’arredamento del centro, spicca poi l’efficace accostamento del legno all’acciaio patinato, quasi a celebrare la virtuosa sintesi tra natura ed innovazione.

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Bahama Mama è nato dall’idea di creare un luogo dove tutte le componenti del benessere al femminile possano incontrarsi, dando origine ad un tutto armonico, ad una coinvolgente ed inebriante esperienza totale di equilibrio e bellezza.

Se è vero che un cocktail è buono quando tutti i sapori sono ben amalgamati tra loro, allora perché non recarsi in Viale Col di Lana 1, per provare Bahama Mama, e vivere in prima persona il virtuoso incontro tra gli ingredienti del benessere?

Silvia Vecchione

L’armonia perfetta

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Vi sono molte definizioni di lusso “contemporaneo”: il lusso come artigianalità, come autenticità, come esperienza a 5 stelle o semplicemente come bene prezioso. In realtà mi piacerebbe descrivere qui il lusso come qualcosa di diverso.

Il lusso infatti per me è magia, quella magia impalpabile, emozionante e fiabesca che avvolge alcuni beni ed esperienze e li rende ineguagliabili. Il lusso non è qualcosa che si tocca, si vede o si sente, ma è l’armonia perfetta che rende uniche le cose, che le eleva al di sopra della banalità e della prevedibilità.

Per rappresentare questa idea ho scelto l’immagine di un cielo stellato perché il lusso non ha spazio né tempo ma è raffinatezza, cura ed amore.

Alessandra Caruso

LUSSO… OLTRE I CONFINI DELLO “STATUS”.

Il lusso è un’ambizione, è qualcosa che va oltre la materia, la possibilità di spesa, la classe di appartenenza. Il lusso è la facoltà di dire NO, o di dire SI, senza condizionamento alcuno. Il lusso è possibilità di decidere quando, come e soprattutto se, fare qualcosa. Lusso per me è decidere di non andare al lavoro per stare con la mia famiglia, è comprare un vestito senza guardare il cartellino, è scegliere la città in cui vivere e partire domani, è decidere con chi e come condividere il mio tempo. Il denaro è fondamentale perché permette di non fare una rinuncia dettata dalla sua mancanza e il potere è imprescindibile perché consente di non dover rispondere ad altri. Ho la percezione che i fini ultimi spesso siano il potere e il denaro in se stessi, la mia concezione mi porta a considerarli il mezzo per raggiungere la condizione di privilegio che consente di scegliere la vita che si desidera.

Per me il lusso è LIBERTA’ DI SCELTA.

Francesca Cantarutti

La mia concezione di lusso

Settimana scorsa è capitato che un giorno abbiamo finito le lezioni pomeridiane del master con una mezz’oretta d’anticipo rispetto all’orario previsto, per cui mi sono precipitata a prendere la metropolitana pensando di poter riuscire a fare il corso che mi piace in palestra. Neanche a dirlo, non ho fatto in tempo. Come non ho fatto in tempo ad andare al cinema con una mia amica perché le lezioni sono finite tardi, o a fare la carta d’identità sabato mattina perché mi sono messa a cercare degli spunti per il lavoro di gruppo. È in questo modo che ho capito cos’è il lusso per me: il tempo.

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E’ una concezione molto esperienziale, ma se per lusso intendiamo qualcosa di unico e irripetibile, per me è assolutamente il tempo.

Non dico solo avere il tempo per poter coltivare i propri interessi o le proprie passioni, ma tante volte anche il tempo materiale per fare piccole  indispensabili cose. Viviamo in una società piena di scadenze, di ritmi frenetici, di caos e dentro questa confusione il nostro tempo viene assorbito da quello che deve essere fatto in modo prioritario. Molto meno ne dedichiamo a quello che è veramente importante, perché non abbiamo il lusso di potercelo permettere. Concedersi non tanto un weekend fuori porta, ma una semplice manicure o un taglio di capelli dal parrucchiere è diventato un lusso, non per i soldi, ma perché non si ha tempo.

Tante persone con cui ho parlato, senza sapere cosa pensassi mi hanno confermato che anche per loro il tempo è il lusso della nuova società. Perché per rilassarsi, staccare la spina, prendersi cura della propria mente e del proprio corpo, per evitare di collassare a causa dello stress, serve tempo.

“Il vero lusso, che nessuno pensa più di offrirsi, è prendersi il proprio tempo”: scriveva così Paul Morand nel 1937. Mi viene da pensare, quindi, che il tempo non sia il lusso solo della “nuova” società…più probabilmente, lo è stato quasi di tutte.

Giulia Riccardi

Lusso: tra un bicchiere di vino & libertà !

Cercare di definire il lusso con una precisa definizione si rischierebbe di fargli perdere quel carattere di mistero e unicità intrinseco già nella sua parola, di fargli perdere il suo allure che è anche molto psicologico, credo che comunque ognuno ne abbia la propria visione…

Per me esprimere il lusso è sempre stato complesso, è un mondo che ho studiato e provato a conoscere in più parti e in vari aspetti; da quando ero piccola è sempre stato un qualcosa che mi portavo dentro e che non avendo le parole per esprimerlo lo facevo in altre forme ed in ognuna ho sempre cercato di riempirlo di quel lusso che ad oggi definirei “esperienzale”…con un abbraccio sincero, una lunga passeggiata al tramonto dopo lavoro sul lungomare della mia Napoli

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dal lusso di avere il tempo di passare un week end con la mia famiglia riunita, da una conversazione profonda con un bicchiere di vino e un’amica…

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…e diciamolo anche dall’ acquisto di un capo di abbigliamento o accessorio  che mi facesse sentire avvolta da quell’aurea di fascino che ha il lusso materiale, insomma da quella voglia di vivere a 360° e dall’avere una passione che mi ha portato sempre ad andare dove precisamente volevo andare, un vero lusso al giorno d’oggi dove la possibilità di seguire se stessi diventa sempre più difficile.

La parole per definire il mio lusso mi sono arrivate una domenica mattina da mia mamma: “Non sono un uccello; e non c’è rete che possa intrappolarmi: sono una creatura umana libera, con una libera volontà, che ora esercito lasciandovi” si avvicina mi dà un bacio sulla guancia mi regala il libro e mi dice “somiglia proprio a te…” ecco credo che sia questo il vero lusso, essere liberi !

JaneEyre

Carla Recupito

Per mettere la testa a posto

Chi mi conosce sa che ho un rapporto complicato con i miei capelli, o meglio, non ho un rapporto – cosa che tutti mi rimproverano. Sta di fatto che proprio perché li lascio sempre molto ‘selvaggi’, quando ci faccio qualcosa si nota –  soprattutto lo noto io perché mi sembra di avere sembianze più umane. Per questo motivo, se sto vivendo un periodo in cui è da un po’ che litigo con lo specchio e non ho il conto in banca in rosso, cerco di risollevarmi il morale concedendomi il lusso di andare da un parrucchiere particolarmente bravo.

Così è stato quando sono andata da di luca; parrucchiere milanese che conoscevo di vista dai tempi dell’università. Qualche mese fa mi sono finalmente decisa ad andarci perché, visionando il sito, sposava in toto la mia filosofia del capello: no ai tagli alla moda, sì allo studio fisiognomico e tricologico. Risultato? Nonostante non abbia mai pagato così tanto per una maschera, un taglio e una piega (circa €110) ne è decisamente valsa la pena.

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Mai mi sono mai state dedicate così tante cure ed attenzioni in un hair salon. Entri in una sorta di dimensione irreale, diventi parte di un rituale in cui le tue esigenze vengono davvero ascoltate – cosa da non sottovalutare (quante volte l’hair stylist di turno fa di testa propria, ignorando completamente le parole che gli sono state appena dette?)! L’esperienza, in questo contesto, conta davvero.

Le  acconciatrici, gentilissime, non sono avide del loro sapere, lo dispensano per poter aiutare i clienti a replicare al meglio a casa il risultato che si raggiunge a fine percorso, nel salone. Seguendo i piccoli accorgimenti consigliati si prolungano nel tempo i benefici estetici desiderati.

Ciò che più mi ha colpita è stata l’internazionalità di questo brand. È l’unico marchio italiano ad essere stato scelto dal department store giapponese di alta gamma Sun Motoyama per la sua linea di prodotti per i capelli. Vorrà pur dire qualcosa, no?

Italia Independent un mondo a sè

Martedì pomeriggio abbiamo avuto la possibilità di incontrare e confrontarci con un marchio giovane; Italia Independent. Società che nasce nel 2007, realtà moto giovane, che riesce a rivoluzionare, almeno in parte, il mondo della moda. Un intervento di spunto per il lavoro e per la vita, una filosofia che sento parte di me in ogni sua cosa. L’idea di partenza è quella di unire il valore del made in italy a quello dell’essere indipendenti e quindi poter cambiare qualcosa di sè attraverso un gadget.

Fonte: Google Immagini

Un occhiale, un modo di vivere e un’ idea innovativa. Capitani nel campo dei brevetti con l’utilizzo di materiali nuovi e la contaminazioni da altri mondi, italia indipendent diventa un occhiale nuovo che non solo si differenzia dal resto dell’offerta ma differenzia dagli altri anche chi lo indossa.

Contaminazione, innovazione, creatività e rigore sono alla base del pensiero di chi gestisce questo mondo, un mondo che si sta evolvendo e che in pochi riescono a seguire passando dall’essere una sola e semplice idea a una realtà vera e propria in men che non si dica.

L’evoluzione è anche nel modo di vendere, nel modo di concepire quel trend che viene seguito da tutti quasi come se fosse legge, ma invece….rischiare ogni tanto fa bene.

Quindi create e pensate sempre a nuove idee perchè a volte da una semplice idea può nascere una grande realtà.

EBIT: non sempre è ciò che sembra

Inizialmente, formato il gruppo hotellerie e ristorazione non sapevamo come muoverci. Ci accomunava l’interesse per il buon cibo e per l’ospitalità di qualità, ma l’idea di scrivere sul blog ed essere letti da tutti ci frenava.

In questi mesi di frenesia, un turbinio di stimoli continui ci ha galvanizzati e arricchiti.

Le testimonianze, le lezioni di marketing e di economia ci hanno fatto riflettere sul fatto che EBIT è molto più di un acronimo finanziario: per noi racchiude tutte quelle parole che il nostro gruppo rappresenta.

E come esclusività, in particolare quella dei luoghi che abbiamo conosciuto in questi mesi, primo fra tutti l’Hotel Bulgari di Milano;

B come bellezza, di tutti quei prodotti genuini che Eataly promuove nel mondo;

I  come innovazione, che le giovani aziende italiane come T’a Sentimento Italiano, applicano ai procedimenti produttivi per sostenere l’ambiente;

T come tradizione vinicola, quella dello spumante italiano del Metodo Classico che contraddistingue la famiglia Ferrari.

Esclusività. È la prima sensazione che si prova quando si percorre Via Fratelli Gabba, quella stradina del centro di Milano che porta al Bulgari Hotels & Resorst. Immerso in un’atmosfera onirica, quasi atemporale, il Bulgari non è solo un hotel dove pernottare: offre ai suoi visitatori un’esperienza a tutto tondo, dal pranzo in giardino all’aperitivo, dalla rilassante SPA alle lussuose suite, tutto merito di un personale attento e qualificato.

Fonte: http://www.bulgarihotels.com/it-IT/

L’hotellerie è il settore dove si può vivere quell’“esperienza” ricercata e “pretesa” da quei consumatori che, buon per loro, vantano redditi da capogiro. Agli hotel, e Bulgari in questo ne è un esempio magistrale, fanno capo molti altri comparti collaterali dell’alto di gamma: dal design ai gioielli, dal wellness alla moda. Tuttavia raccontare in poche righe questo tipo di esperienza è riduttivo: il modo migliore è viverla, anche concedendosi soltanto un aperitivo alla lounge. Nell’attesa, godetevi il video ufficiale di presentazione dei Bulgari Hotels & Resorts che non potrà altro che lasciarvi senza fiato!

Video ripreso dalla testimonianza di Attilio Marro, General Manager Bulgari Hotels & Resorts.

Bellezza. Una parola che raramente associamo al cibo ma che ha ispirato l’imprenditore Oscar Farinetti a creare il suo ultimo capolavoro: Eataly a Roma. Uno spazio in cui ci si perde, non con il corpo ma con i sensi.

Un luogo in cui l’olfatto ed il gusto possono sempre esser soddisfatti da odori e sapori di cibi  genuini e che “sanno di casa”. Un luogo in cui la vista è appagata nel vedere la birra fermentare, la mozzarella cagliare e le mani esperte degli chef creare. Un luogo dove l’udito è stimolato dal tintinnio dei piatti e dal brusio della gente. Un luogo in cui il tatto potrà finalmente tastare i prodotti di qualità ed i loro packaging esclusivi.

Questo paradiso della bellezza, dove il cibo non è solo buono ma vero e sano, è il più grande tempio del cibo del mondo e testimonia la sempre più costante attenzione del consumatore alla qualità.

Insomma, un’oasi di bellezza gastronomica nella città più bella del mondo.

Fonte: http://www.eataly.it

Innovazione. Produrre in Italia non vuol dire solo rispettare tecniche antiche come la tradizione culinaria che questa terra conserva. Vuol dire anche sapersi evolvere, portandosi la tradizione sulle spalle. Visitare lo stabilimento produttivo del cioccolato T’a Sentimento Italiano ne è stata la dimostrazione.

L’azienda è stata fondata dai giovani Tancredi e Alberto Alemagna, che dal celebre nonno hanno ereditato non solo la passione per il cioccolato e l’alta pasticceria, ma anche la cura per le confezioni in cui conservare le proprie prelibatezze. Nel 2008  il packaging del cioccolato T’a ha vinto il Premio “Best Quality Packaging Design”, esattamente 50 anni dopo l’Oscar dell’Imballaggio assegnato alla celebre cappelliera da panettone del nonno Alberto. Le premiate confezioni T’a, oltre ad essere coloratissime, sono eco compatibili, biodegradabili e compostabili: per T’a innovare vuol dire salvaguardare l’ambiente.

Fonte: http://www.tamilano.com
Fonte: http://www.tamilano.com

Tcome tradizione, ultima lettera del nostro EBIT, non sicuramente per importanza. Sono stati tanti i brand che ci hanno parlato di tradizione ma tra tutti abbiamo scelto le cantine Ferrari. Una testimonianza importante è stata quella di Camilla Lunelli, pronipote del fondatore, una dei tre giovani appartenenti alla terza generazione e ora alla guida del brand. È una passione la loro, grande quanto l’impegno che i loro avi misero nel portare avanti una piccola azienda di bollicine. Ed è così che ancora oggi si riscoprono essere un brand di grande successo e un ambasciatore di prodotti di eccellenza del Made in Italy all’estero. Gli imprenditori di oggi sono particolarmente attaccati al passato, fedeli al Metodo Classico ma allo stesso tempo perfettamente consapevoli di dover guardare al futuro. Ed è questa la ricetta perfetta per portare avanti un marchio di successo, una realtà familiare, emblema della tradizione vinicola italiana.

Abbiamo voluto racchiudere in un simpatico paroliere tutti i vocaboli che abbiamo incontrato in questi mesi e che sono legati alle esperienze più significative nell’ambito dell’hotellerie e della ristorazione.

Ovviamente il nostro viaggio non si conclude qui, anzi con maggior consapevolezza rispetto al passato, sapremo godere appieno di tutto ciò che il futuro riserva per noi.
Martina Corsi
Maria Laura Franco
Riccardo Menoia
Valentina Piras
Giulia Saccardi

Salone Nautico: Lifestyle e/o Lusso?

Giornata soleggiata a Genova venerdì al Salone Nautico nella sua cinquataduesima edizione.Meno gente, meno barche ma lì con il lusso e il lifestyle non si scherza davvero.

Fonte: Google Immagini

Presenti come sempre i colossi come Azimut e Ferretti in stand organizzati ad opera d’arte con barche esposte in tutta la loro bellezza. Si può notare come i due target di riferimento in questo contesto siano diversi anche nel modo di apparire e non si sbaglia quasi mai. Il velista per eccelenza è ovviamente quello in abbigliamento tecnico colui che il mare lo vive realmente, con le mani consumate dalle corde il volto abbronzato da quella traversata che gli ha fatto vivere quel mondo meraviglioso che è il mare. Colui che invece va lì per una barca a motore molto spesso è quelo tutto “pettinato” che del mare gli interessa, ma gli può anche esser indifferente, perchè quando ti trovi su 35 metri di scafo non sei in mare ma sei a casa. L’arredamento diventa parte predominante del vivere il mare e la propria barca, e rendere quel posto così speciale che la barca diventa una casa galleggiante per le semplici vacanze. Trovo brutta l’idea di dire ho la passione per la barca se poi in barca “non” ci stai perchè la si usa solo per 15 giorni l’anno.
Barche che comunque hanno dell’incredibile.
Ma meglio lasciar giudicare a voi. Lifestyle o lusso?

Fonte: Google Immagini
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