Milano & il Trendsetting

Gucci, Temakinho, MiuMiu, LùBarCeresio 7.

Se leggi questi nomi a che cosa pensi? Cos’è un trend per te?

Ecco come siamo arrivate ad una risposta: chiedendo a ragazze, incontrate nel quadrilatero della moda milanese, quali fossero i luoghi e i prodotti più visti del momento. Per un pomeriggio ci siamo improvvisate giornaliste, portando ”alto” il nome de Il Sole 24 Ore…peccato però che solo pochi si siano lasciati intervistare. Tra modelle, fashioniste e studenti, abbiamo notato come tutti siano ”addicted” ai mondi del food e del fashion.

#FOODMANIA_ Sono tantissime ormai le persone che postano continuamente foto dei propri piatti, in particolare il sushi.

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Temakinho è nella top ten tra i giovani milanesi, famoso per il suo mix tra cucina brasiliana e giapponese, culture così dista
nti tra loro e vincenti sotto il punto di vista gastronomico. Ormai ciò che fa tendenza sono i vari accostamenti culinari con la cucina nipponica, ma non riferiti esclusivamente alle culture vicine come quella cinese o thailandese, quanto piuttosto alle nuove cucine emergenti quali peruviana, hawaiana, messicana. Sono molti i ristoranti che stanno riprendendo questo concetto.

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Infatti, tra le vie di Milano, spuntano locali con cucina Nikkei, fusion nippo-peruviano, o un mix tra Hawaii e Vietnam. Ormai più è fusion, più è cool.

Certamente i trend vengono lanciati dagli stilisti, attualmente sono però gli influencer ad orientare le tendenze.

Prima che Chiara Ferragni postasse su Instagram una foto al LùBar, ne avevate mai sentito parlare? Questo è il tipico esempio di come un luogo acquisisca notorietà e diventi popolare in una città come Milano, polo da cui tutto ciò che è fashion e trendy ha inizio.

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#BAGHAOLIC_ Questa è la hit bag del momento, e noi decise a chiedere informazioni ci siamo recate nello Store di Gucci in via Montenapoleone.

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E’ stato più difficile del previsto: sono trascorsi diversi minuti prima che qualcuno ci desse retta. Nessuno poteva rilasciare particolari informazioni, tuttavia lo Store Manager, tra le righe, ci ha confermato che è proprio la Dyonisus ad essere la borsa più venduta dell’ultimo periodo.

Non avendoci potuto fornire il motivo dietro ad un tale aumento dei volumi di vendita, abbiamo cercato di rispondere noi a questa domanda, prendendo come esempio ciò che vediamo tutti i giorni sui social. Una delle ragioni di questa #GUCCIMANIA è sicuramente l’avvento del nuovo direttore creativo, Alessandro Michele, designer eclettico e 6visionario. Ha saputo infatti rilanciare lo storico marchio fiorentino riprendendo la classicità della maison, reinterpretandola in chiave innovativa e più attraente. Il marchio Gucci, per queste ragioni, e per le altre iniziative artistiche intraprese, è riuscito così a creare intorno a sé quel fervore mediatico tale da renderlo il brand iconico del momento.7

Non sono solamente le ondate creative dello stilista ad innalzare gli acquisti, ma è soprattutto la potenza mediatica delle immagini, postate dalle influencer che li orientano. Attualmente queste hanno la capacità di provocare una reazione, positiva o negativa che sia, nelle persone intorno a loro, influenzandone i gusti e i comportamenti d’acquisto.

Quindi negli anni la diffusione dei trend si è evoluta con la rivoluzione del digitale. In passato si attendevano le campagne pubblicitarie dei brand o alcuni spezzoni di sfilate, pubblicate ogni sei mesi sulle riviste del settore, per conoscere cosa sarebbe andato nella prossima stagione. Ora basta un click!

Non ci sono più attese, né intermediari. Tutto è immediato, e questa costante sintonizzazione ci permette di partecipare in prima persona alla vita del brand.

In un mondo in cui la gran parte delle decisioni d’acquisto vengono prese online (le stime parlano infatti di 17 milioni di italiani al mese connessi), ci si potrebbe orientare verso sistemi digitai negli e-commerce moda più evoluti. Ad esempio se tutti noi avessimo la possibilità di selezionare un prodotto e poi customizzarlo secondo il nostro modo di essere, chi sarebbe più disposto a recarsi in negozio quando potrebbe bastare un semplice click per godere di una vera e propria esperienza sensoriale digitale?

A cura di

Lodovica Bergamini – Livia Maulucci – Edna Ottavi – Paola Balsamo – Sofia Lombardo

 

 

 

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Milano & Il Design

Milano è considerata la capitale del design grazie anche all’evento che è espressione a livello internazionale del talento creativo: Il Salone Internazionale del Mobile, che quest’anno è arrivato alla sua 55° edizione e che ha raggiunto un afflusso record di visitatori, con quota 372mila.

Salone del mobile

Il Salone Internazionale del Mobile non è la sola ragione per la quale Milano è considerata capitale del design, sono diverse, infatti, le iniziative promosse dalla città a favore degli artisti affermati, ma anche emergenti. La presenza di numerosi showroom garantisce anche ai nuovi talenti di poter esporre il proprio lavoro, la Triennale Design Museum, primo museo del design italiano, ospita sempre una serie di rappresentazioni che mettono in evidenza il design italiano, e non dimentichiamoci l’evento Expo dello scorso anno!

Milano è design e soprattutto opportunità per i designer:

“È un centro nevralgico che, in particolare durante il salone del mobile, diventa un incontro per il mondo del design a livello mondiale. […] Per un giovane designer diventa importantissimo poterci essere ed emergere con i propri progetti.”

“Milano resta la culla del design, per noi è un luogo fondamentale nonché il punto di partenza del nostro percorso professionale.”

Queste sono alcune delle riflessioni emerse dall’intervista che ci è stata rilasciata da Daniele Bortotto dello Studio Zanellato/Bortotto, studio di design fondato a Treviso da Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto. Il loro percorso inizia nel 2013 con il progetto Acqua Alta presentato al Salone Satellite di Milano, una manifestazione ormai storica, nata in fiera e dedicata ai più giovani per far emergere i loro progetti.

Acqua Alta

In questo evento i due designer hanno intrecciato alcuni dei rapporti per loro più importanti, che conservano ancora oggi, e che hanno dato stimolo a molti dei progetti successivi e collaborazioni importanti.

Ci siamo lasciate ispirare andando insieme in giro per la città e scoprendo come il design combini ogni forma creativa, ed è per questo che abbiamo scelto di interpretarlo e collegarlo a tre diverse aree tematiche :

  • Il Design & la Moda

Durante la settimana del mobile, le vie più fashion di Milano si trasformano in vere e proprie location esclusive dove si tengono vari eventi dedicati al Fuorisalone. Grazie alla collaborazione con i marchi di design, i negozi del quadrilatero allestiscono le vetrine con le ultime opere create dai designer.

Molteni

Un esempio di successo è stata la collaborazione tra il brand La Perla e il designer Walter Terruso che é riuscito a creare un prodotto che rappresenta pienamente l’eleganza del marchio. Si tratta di Mia / Vanity Table, il mobile toeletta che continua a rimanere esposto nella vetrina della boutique di Via Montenapoleone, destando la curiosità di molti turisti e appassionati di design.

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Il connubio tra design e moda in questa settimana permette una maggiore visibilità per i marchi di design, poiché le loro opere vengono esposte nelle vie più famose dello shopping milanese. Anche le boutique e i negozi traggono vantaggi di tipo redditivo, grazie all’alta affluenza di collaboratori da tutto il mondo.

  • Il Design & l’Hotellerie

L’Hotellerie ben rappresenta Milano & il Design perché diversi hotel hanno ospitato molti eventi e  installazioni di numerosi artisti durante lo scorso Salone del Mobile. All’interno del giardino del Bulgari Hotel è stata posizionata un’opera realizzata dallo studio londinese NaNa, che con i suoi 18 cerchi in acciaio celebrava l’anello BZero1, gioiello divenuto ormai simbolo del brand.

Bulgari Garden

Anche l’Hotel Magna Pars Suites Milano, il primo Hotel à Parfume al mondo, ha ospitato diverse opere di design di artisti italiani e stranieri.

Al Magna Pars Suites Milano  il Made in Italy e l’eccellenza italiana trovano la loro massima valorizzazione.Magna Pars .png

L’ eccellenza artigianale degli arredi e l’alta tecnologia che compongono gli spazi comuni hanno fatto del Made in Italy e della sostenibilità ambientale il loro stile identitario.

Le 39 suites sono ispirate a note olfattive fiorite, fruttate o legnose, in linea con la storia del luogo e arricchite dalle opere d’arte degli studenti dell’Accademia di Brera.

  • Il Design & l’Urbanistica

Per quanto riguarda l’applicazione del design all’urbanistica milanese, ne è un esempio perfetto Piazza Gae Aulenti. Una piazza di forma circolare ubicata nel Centro Direzionale di Milano, utilizzata come scenografia di innumerevoli spot e servizi fotografici, nonché come ambientazione di eventi musicali e sociali.

Piazza Gae Aulenti

E’ considerata emblema della Milano contemporanea per il suo aspetto futuristico, reso tale dalla presenza di opere di design come il Solar Tree, le fontane a sfioro e le voci della città di Alberto Garutti (una scultura di 23 tubi simili a delle trombe che si diramano e collegano i vari piani sottostanti la piazza). Anche gli edifici che si affacciano sulla piazza tra cui la torre Unicredit con la sua guglia “a spire”, l’Unicredit Pavillon, le torri B e C, gli edifici E1-E2, contribuiscono a renderne l’aspetto molto moderno.

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Proprio nelle vicinanze di Piazza Gae Aulenti sorge il Bosco Verticale: un complesso residenziale costituito da due palazzi, progettato da Boeri Studio (2014) ed eletto nel 2015 “grattacielo più bello e innovativo del mondo”. Questo riconoscimento gli è stato attribuito grazie alla presenza di più di duemila piante collocate sui balconi, apportatrici di diversi benefici alla zona urbana circostante, ma anzitutto fonte di un suggestivo spettacolo visivo.

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Infine, sempre a due passi da Piazza Gae Aulenti, ma dalla parte opposta rispetto al “Bosco Verticale”, si trova 10 Corso Como: uno spazio multiculturale progettato nel 1991 e frutto dell’estro delle sorelle Sozzani

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Consiste in una location fashion e glamour, che attualmente vanta una galleria d’arte, un cafè immerso nel verde, un bookshop ed un negozio di moda e di design, primo concept store in Italia.

Sara Andrean

Nicole Beretta

Eleonora Bondioli

Elisabetta D’Affinito

Elisabetta Fumagalli

Giada Graziano

Serenella Venditti

 

 

FONDAZIONE PRADA: QUANDO L’ARTE E IL DESIGN RIDANNO VITA ALLA PERIFERIA URBANA

La Fondazione Prada si erige in una di quelle zone di Milano dove il passato si rigenera, una periferia a sud dello scalo ferroviario di Porta Romana caratterizzata da binari, fabbriche e torri dell’acqua. Si tratta, a tutta evidenza, di una culla della tradizione e della storia milanese che mostra di sé una possibilità di rinnovamento, un futuro da governare, un fascino potente, ma anche qualche rimpianto dei tempi che furono.

Il progetto curato dallo studio di architettura OMA di Rem Koolhaas, star olandese dell’architettura, concerne la trasformazione dell’area territoriale un tempo occupata dalla Sis, distilleria degli anni  ’10 del Novecento dedicata alla produzione del brandy Cavallino Rosso. Quasi 19mila metri quadri completamente ripensati e reinventati al fine di donare alla città meneghina un aureo aspetto che di incantevole conserva il fascino di una rinnovata offerta culturale. Sette edifici preesistenti sono stati recuperati (magazzini, laboratori, silos) e tre sono invece le strutture nuove (uno spazio espositivo per mostre temporanee, un cinema e una torre). La pregevole caratteristica architettonica della sede, sorta da un mix di ideazione e conservazione, è di avere ambienti diversissimi che coabitano: vecchio e nuovo, largo e stretto, aperto e chiuso, orizzontale e verticale. Non un sola grande fabbrica, ma una complessità di spazi, tematiche e valori. Anche i colori sono diversi, ma sapientemente armonizzati: il grigio del vecchio intonaco industriale incontra il nero, il bianco, e poi l’oro della palazzina “Haunted House” (in italiano casa degli spiriti).

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Sul muro grigio accanto al cancello, solo una scritta in neon sottile: è un po’ emblematica del sottotono che caratterizza il progetto.

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Subito dentro al cortile, a sinistra, un’altra piccola oasi bizzarra e colorata è il Bar Luce, progettato dal visionario regista americano Wes Anderson citando i vecchi bar milanesi degli anni Cinquanta: pavimento di graniglia, bancone di legno e formica verde, sedie in finta pelle a tinte vivaci, due flipper e un jukebox e, sui muri, una tappezzeria che riproduce le decorazioni della Galleria Vittorio Emanuele. Qui é possibile degustare e apprezzare anche solo visivamente file di sifoni del selz e bottiglie di liquori d’epoca.

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I cortili, pavimentati in gran parte come le officine di una volta ( tronchetti quadrati di legno accostati come sanpietrini)  conducono ad un grande nuovo edificio chiamato Podium, ospitante la “Serial Classic”’, curata da Salvatore Settis e Anna Anguissola con la finalità di insegnare che la classicità romana e greca viveva anche di serialitàà e di ripetizione di un originale. Nella stessa galleria è possibile visitare anche lamostra “In Part” a cura di Nicholas Cullinan, una raccolta di opere che illustrano l’idea del frammento corporeo: Cattelan, Fontana, David Hockney, Vezzoli, Pistoletto, Klein, Picabia e, ancora, Rauschenberg, Charles Atlas, Richard Serra e Bruce Nauman. E, ancora, é stata realizzata la mostra “An Introduction”, un intenso accenno espositivo a un percorso tra istituzionale e personale sul modo di ricercare e collezionare, nato da un dialogo tra Miuccia Prada e Germano Celant.

Si inizia con una riflessione sul sé che si sviluppa in una scelta di territorio visuale, legato alle vicende artistiche degli anni Sessanta, dal New Dada alla Minimal Art. Una quadreria che indica un oscillare aperto e curioso verso l’arte e le sue manifestazioni. Nel Deposito (un enorme capannone) dove ci sono ‘veicoli d’artista’: Cadillac, furgoni, auto. La fondazione si pregia, poi, di essere caratterizzata dal cinema Arlecchino con un fregio in ceramica policroma di Lucio Fontana.Uno spazio sotterraneo ospita l’installazione permanente ‘Processo grottesco’ di Thomas Demand: la ricostruzione di una grotta, a migliaia di strati di cartoncino sottile.A ben vedere, la collezione è notevolissima, ma rinfranca anche la cura maniacale dei dettagli tipica del fashion system di cui il brand Prada è protagonista della scena mondiale.

In conclusione, la sede della Fondazione Prada è un regalo per Milano, a buon diritto definibile come una nuova forma di mecenatismo milanese resa possibile da un investimento economicamente molto cospicuo ,ma finalizzato alla realizzazione di una nobile causa: la riqualificazione del passato del capoluogo lombardo!

Serena Campisi

Alessia Farsetta

Paolo Ferri

Domenico Miranda

Mariangela Romanelli Grimaldi

Domenico Miranda

SPAZIO ROSSANA ORLANDI

Chi mai penserebbe che dietro un portone di un palazzo antico, sia celato uno spazio che raccoglie opere d’arte di designer contemporanei, opere vintage ed una galleria dedicata a edizioni limitate e a pezzi unici?

Tutto questo è lo “Spazio Rossana Orlandi” a Milano.

Si è accolti in un cortile, coperto da un filare di uva rossa, con alcuni dei classici oggetti da giardino, resi però unici grazie al loro design particolare ed innovativo.

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Per poi entrare nelle diverse sale che contengono mobili, soprammobili, tappeti, sedie.

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Al piano superiore c’è un archivio di piccoli e particolari oggetti, che io personalmente non ho mai visto, ma che sono molto affascinanti ed introvabili.

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Alice Accatino.

The Haas Brothers for Versace

Che Donatella Versace ami gli stimoli creativi più eterogenei e le collaborazioni, soprattutto nella moda, non è un segreto. L’ultima novità è la limited edition sviluppata da Nikolai e Simon Haas, più noti come Haas Brothers, con i quali la maison della Medusa dà vita al secondo curator project dopo quello per Versace Home presentato allo scorso Salone del Mobile a Milano, questa volta per apparel ed accessori.

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La capsule prevede t-shirt, clutch, iPhone case e altri accessori caratterizzati da abbondante uso di oro e motivi iconici Versace, ovviamente. Acquistabile solo nelle boutique di Soho a New York, Parigi, Shanghai, Pechino Sanlitun e online.

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«Adoro il modo in cui catturano i codici Versace e li rinnovano, spingendola verso un mondo completamente diverso» dichiara Donatella. Simon Haas tremava la prima volta che la incontrò, ma evidentemente la soggezione ha liberato una creatività ancora maggiore. Come l’innovativa stilista, i due designer californiani non sono nuovi ad eclettiche cooperazioni, essendosi occupati tra le altre di un video della band indie rock TV On The Radio e di quello di una cara amica di Donatella, Lady Gaga.

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Simon Haas descrive la signora Versace come una persona che non fa mancare mai il suo sostegno, e la più visionaria di sempre. E noi, dopo il fortunato incontro qui al Master lo scorso settembre, gli crediamo.

Giulia Bovi

MADE in MAGE: quando la passione diventa lavoro

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Poco fuori Milano, all’interno di un ex capannone industriale nella periferia di Sesto San Giovanni, i sogni prendono realtà. MADE in MAGE, incubatore della moda e del design sostenibile, è un progetto sperimentale di riuso temporaneo promosso nell’ambito della ricerca-azione “TEMPO RIUSO” e gestito da Arci Milano.

In questo capannone giovani start-up con una buona manualità, creatività e tanta passione lavorano ed espongono le loro creazioni in piccoli stand l’uno accanto all’altro.

Osservando i ragazzi lavorare e talvolta fermandomi a chiacchierare con alcuni di loro, mi sono resa conto che l’opportunità offertagli ha un importante valore di crescita tanto professionale quanto individuale. Qui fra tanti giovani pieni di speranza incontro Iury, un ventenne alto e smilzo che avvicinandosi mi inizia a parlare della sua passione ora diventata anche il suo lavoro. Lui ha iniziato, quasi per gioco, riutilizzando le cassette di legno della frutta e verdura, recuperate dai mercati rionali, per realizzare complementi d’arredo e piccoli accessori per la casa. Poi man mano che perfezionava la tecnica iniziava ad avere risconti positivi da parte di amici e parenti. “Ora è il mio lavoro! Salvo le cassette di legno dal destino del rifiuto per dare loro un’altra possibilità, una seconda vita” mi dice orgogliosamente, spiegandomi anche che diversamente sarebbero un vero e proprio scarto, dato che per come vengono trattate non sono riciclabili.

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Ecco che nascono veri e propri oggetti di design, colorati ed ironici dallo stile pop-art; curati nei dettagli e pronti per essere esposti in casa o regalati agli amici.

Iury mi confida che non sa se questo suo lavoro potrà realmente dargli un futuro, ma per adesso è ancora molto giovane e può permettersi di sognare… e noi glie lo auguriamo!

Maria Chiara Di Nuzzo

Solamente Giovedì

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<<Enrica, Carla e Alessandro Saibene ti aspettano in un magazzino un pò speciale (aperto solo giovedì o su appuntamento) dove potrai trovare tante idee per arredamenti e divani e poltroncine, lampade e lampadari, cuscini di vecchi tessuti e lini tinti. L’idea è di aprire le porte alla fantasia, al colore, alle novità di un’epoca sobria ma non di meno sorprendente>>.

E’ con questo invito su Facebook che nel marzo 2012 si aprono le porte di Solamente giovedì, un luogo magico e di grande fascino dove poter curiosare alla ricerca di oggetti dal tono french style e ricercato. Non a caso tutti gli oggetti presenti al suo interno sono stati scovati nei più intriganti mercatini francesi e da lì sono stati letteralmente catapultati nel cortile di una vecchia fabbrica di pentole, perchè è proprio questa la location di Solamente giovedì.

Frutto di una riunione di famiglia fra la mamma Enrica (fondatrice dello storico negozio L’ utile e il dilettevole) e i suoi figli Carla, patita di tessuti antichi, e Alessandro, restauratore, Solamente giovedì si ispira all’esprit parisien e lascia in estasi i suoi ospiti per via della bellezza decadente e retrò degli oggetti in mostra.

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Se volte essere in sintonia con il nome e siete curiosi di vedere con i vostri occhi questo “giardino segreto” di Milano, Solamente giovedì si trova nel cortile di via C.M. Maggi, 6. Altrimenti basta chiamare al numero di telefono 02 34536086 per un eventuale appuntamento.

 

Giulia Pititto

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Design a Milano: Guida in Pillole

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Il design è la vostra passione? Sfatiamo i luoghi comuni, Milano non è solo la città della moda! I suoi quartieri e i suoi negozi parlano la lingua dei creativi più famosi. Menti del calibro di Gio Ponti e Vico Magistretti hanno dato forma alle loro idee proprio in questa città.

Design a Milano, Guida in Pillole ha lo scopo di accompagnarvi in una passeggiata cittadina, di farvi scoprire i luoghi più nascosti e anche quelli che pensavate di conoscere bene.

Tra i vari luoghi di interesse vi riportiamo quelli che per noi rappresentano al meglio il design milanese che va dall’architettura al complemento d’arredo, dall’opera d’arte all’artigianato, cercando di stuzzicare la vostra curiosità. Pronti? Si Parte!

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 – Design Architettonico – 

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 L.O.V.E.

  • Libertà Odio Vendetta Eternità

  • M. Cattelan

  • Piazza Affari

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 – Interior Design
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DILMOS
  •Brera
  •Poetica dell’oggetto
  •Comunicazione
 Senza nome
 – Fashion Design
Senza nome
    VERSACE CASA
   •Via Borgo Spesso
   •Brand extension Line
Senza nome
Design Artigianale
Senza nome
TAPPETI CONTEMPORANEI
•Lilli Moro & Ezio Grassi
•Via San Carpoforo
Senza nome
Design Luoghi & Eventi
Senza nome
Salone del Mobile
IED
Triennale di Milano
Fuori Salone
Luoghi, persone, esperienze, Milano ha mille volti da scoprire.. .
Non solo negozi o musei ma poli di interesse, manifestazioni, incontri da vivere.
Gruppo Cocktail 
Senza nome
•Alessandra Baiardi
•M. Chiara Di Nuzzo
•Giuliano Galiano
•Carlo Invernizzi
•Federica Nuti
•Giulia Pititto
•Andrea Serafini

Artigianalità nero su bianco

Per tutti gli appassionati del marchio, dell’artigianalità e del Made in Italy, per i collezionisti, per chi ama il lusso discreto, la tradizione e l’eccellenza, Bottega Veneta si racconta per la prima volta in una monografia edita da Rizzoli curata dal direttore creativo Tomas Maier. Al suo fianco, il book designer Sam Shahid e innumerevoli giornalisti di moda si sono fatti portavoce dello slogan della maison “When your own initials are enough”.

In ogni capitolo si possono trovare dettagli su una precisa categoria di prodotto. Alla base di tutto, tre elementi imprescindibili: artigianalità, design e materiali straordinari.

Tradotto in inglese, italiano, francese e tedesco, il libro è disponibile da circa un mese in tutti i negozi Bottega Veneta e nelle migliori librerie di tutto il mondo. Esclusivamente nelle boutiques Bottega Veneta, sarà disponibile una luxury edition, caratterizzata da una copertina che riporta il celebre motivo in pelle intrecciato.

EBIT: non sempre è ciò che sembra

Inizialmente, formato il gruppo hotellerie e ristorazione non sapevamo come muoverci. Ci accomunava l’interesse per il buon cibo e per l’ospitalità di qualità, ma l’idea di scrivere sul blog ed essere letti da tutti ci frenava.

In questi mesi di frenesia, un turbinio di stimoli continui ci ha galvanizzati e arricchiti.

Le testimonianze, le lezioni di marketing e di economia ci hanno fatto riflettere sul fatto che EBIT è molto più di un acronimo finanziario: per noi racchiude tutte quelle parole che il nostro gruppo rappresenta.

E come esclusività, in particolare quella dei luoghi che abbiamo conosciuto in questi mesi, primo fra tutti l’Hotel Bulgari di Milano;

B come bellezza, di tutti quei prodotti genuini che Eataly promuove nel mondo;

I  come innovazione, che le giovani aziende italiane come T’a Sentimento Italiano, applicano ai procedimenti produttivi per sostenere l’ambiente;

T come tradizione vinicola, quella dello spumante italiano del Metodo Classico che contraddistingue la famiglia Ferrari.

Esclusività. È la prima sensazione che si prova quando si percorre Via Fratelli Gabba, quella stradina del centro di Milano che porta al Bulgari Hotels & Resorst. Immerso in un’atmosfera onirica, quasi atemporale, il Bulgari non è solo un hotel dove pernottare: offre ai suoi visitatori un’esperienza a tutto tondo, dal pranzo in giardino all’aperitivo, dalla rilassante SPA alle lussuose suite, tutto merito di un personale attento e qualificato.

Fonte: http://www.bulgarihotels.com/it-IT/

L’hotellerie è il settore dove si può vivere quell’“esperienza” ricercata e “pretesa” da quei consumatori che, buon per loro, vantano redditi da capogiro. Agli hotel, e Bulgari in questo ne è un esempio magistrale, fanno capo molti altri comparti collaterali dell’alto di gamma: dal design ai gioielli, dal wellness alla moda. Tuttavia raccontare in poche righe questo tipo di esperienza è riduttivo: il modo migliore è viverla, anche concedendosi soltanto un aperitivo alla lounge. Nell’attesa, godetevi il video ufficiale di presentazione dei Bulgari Hotels & Resorts che non potrà altro che lasciarvi senza fiato!

Video ripreso dalla testimonianza di Attilio Marro, General Manager Bulgari Hotels & Resorts.

Bellezza. Una parola che raramente associamo al cibo ma che ha ispirato l’imprenditore Oscar Farinetti a creare il suo ultimo capolavoro: Eataly a Roma. Uno spazio in cui ci si perde, non con il corpo ma con i sensi.

Un luogo in cui l’olfatto ed il gusto possono sempre esser soddisfatti da odori e sapori di cibi  genuini e che “sanno di casa”. Un luogo in cui la vista è appagata nel vedere la birra fermentare, la mozzarella cagliare e le mani esperte degli chef creare. Un luogo dove l’udito è stimolato dal tintinnio dei piatti e dal brusio della gente. Un luogo in cui il tatto potrà finalmente tastare i prodotti di qualità ed i loro packaging esclusivi.

Questo paradiso della bellezza, dove il cibo non è solo buono ma vero e sano, è il più grande tempio del cibo del mondo e testimonia la sempre più costante attenzione del consumatore alla qualità.

Insomma, un’oasi di bellezza gastronomica nella città più bella del mondo.

Fonte: http://www.eataly.it

Innovazione. Produrre in Italia non vuol dire solo rispettare tecniche antiche come la tradizione culinaria che questa terra conserva. Vuol dire anche sapersi evolvere, portandosi la tradizione sulle spalle. Visitare lo stabilimento produttivo del cioccolato T’a Sentimento Italiano ne è stata la dimostrazione.

L’azienda è stata fondata dai giovani Tancredi e Alberto Alemagna, che dal celebre nonno hanno ereditato non solo la passione per il cioccolato e l’alta pasticceria, ma anche la cura per le confezioni in cui conservare le proprie prelibatezze. Nel 2008  il packaging del cioccolato T’a ha vinto il Premio “Best Quality Packaging Design”, esattamente 50 anni dopo l’Oscar dell’Imballaggio assegnato alla celebre cappelliera da panettone del nonno Alberto. Le premiate confezioni T’a, oltre ad essere coloratissime, sono eco compatibili, biodegradabili e compostabili: per T’a innovare vuol dire salvaguardare l’ambiente.

Fonte: http://www.tamilano.com
Fonte: http://www.tamilano.com

Tcome tradizione, ultima lettera del nostro EBIT, non sicuramente per importanza. Sono stati tanti i brand che ci hanno parlato di tradizione ma tra tutti abbiamo scelto le cantine Ferrari. Una testimonianza importante è stata quella di Camilla Lunelli, pronipote del fondatore, una dei tre giovani appartenenti alla terza generazione e ora alla guida del brand. È una passione la loro, grande quanto l’impegno che i loro avi misero nel portare avanti una piccola azienda di bollicine. Ed è così che ancora oggi si riscoprono essere un brand di grande successo e un ambasciatore di prodotti di eccellenza del Made in Italy all’estero. Gli imprenditori di oggi sono particolarmente attaccati al passato, fedeli al Metodo Classico ma allo stesso tempo perfettamente consapevoli di dover guardare al futuro. Ed è questa la ricetta perfetta per portare avanti un marchio di successo, una realtà familiare, emblema della tradizione vinicola italiana.

Abbiamo voluto racchiudere in un simpatico paroliere tutti i vocaboli che abbiamo incontrato in questi mesi e che sono legati alle esperienze più significative nell’ambito dell’hotellerie e della ristorazione.

Ovviamente il nostro viaggio non si conclude qui, anzi con maggior consapevolezza rispetto al passato, sapremo godere appieno di tutto ciò che il futuro riserva per noi.
Martina Corsi
Maria Laura Franco
Riccardo Menoia
Valentina Piras
Giulia Saccardi