Brad Pitt per Chanel N.5

Chanel N.5, il profumo più famoso al mondo, nasce per volere di Coco Chanel nel 1921.
Attraverso innumerevoli testimonial iconici, da Marilyn Monroe che sosteneva di andare a letto completamente nuda con solo poche gocce di Chanel n.5 alla recente Nicole Kidman, il profumo è diventato un mito.
Svolta non indifferente è stata la scelta di usare per la prima volta un testimonial maschile, per un profumo totalmente femminile: Brad Pitt.
La voce sussurrante dell’attore, esalta sogni e ricordi, fino a svelare l’oggetto dei suoi desideri: il profumo Chanel N.5, simbolo della femminilità assoluto.

Giulia Saccardi

خلق كوكو شانيل شانيل رقم 5 في عام 1921.
أصبحت شانيل رقم 5 من أسطورة مارلين مونرو ونيكول كيدمان.
براد بيت للمرة الأولى هو شهادة من رائحة أنثوية.
صوت يهمس الفاعل، ويعزز الأحلام والذكريات، لتكشف عن وجوه رغباته: من عطر شانيل رقم 5، ورمزا للأنوثة مطلقة.

For the first time: CHANEL N°5

“Pour la première fois” è la formula che la maison Chanel ha appena adottato per raccontare la sua storia in 5 corti.

Il primo video, online dal 5 ottobre sul sito www.inside-chanel.com, racconta la storia della fragranza CHANEL N°5, iconico profumo creato nel 1921 dalla visionaria Coco.

Storico, pioniere, attuale e ancora oggi il più venduto, “è come se Mademoiselle Chanel avesse trovato l’eterna formula della femminilità”.

 

Aspettando il prossimo video, ricordiamoci: “A woman should wear perfume wherever she would like to be kissed..” (cit. Coco Chanel).

A shocking return

Parigi, 21 Place Vendome: risorge un mito, riapre Elsa Schiaparelli, storica maison fondata nel 1934 a Roma dall’omonima artista, che nel 1954 chiuse i battenti, ritirandosi dalla ribalta.

Maison Schiaparelli, 21 Place Vendome, Parigi (salotto surrealista)

Ottocento metri quadri tra l’appartemento storico, nel quale la temeraria e  illuminata antagonista di Coco Chanel soggiornava in compagnia di nomi del calibro di Salvador Dalì, Jean Cocteau, Man Ray o Marcel Duchamp; il nuovo show-room e il quinto piano, dove sorgerà lo studio del futuro stilista. Proprio sull’identità di quest’ ultimo si rincorrono numerosi rumors, che danno però come preferiti da un lato John Galliano, momentaneamente disoccupato dopo la sospensione dalla carica di direttore creativo di Dior per lo spiacevole filmato che lo ritrae impegnato a lanciare insulti razziali in una caffetteria di Parigi; dall’altro Rodolfo Paglialunga, ex stilista del marchio Vionnet, famoso per il suo stile estremamente sofisticato e molto attento alla tradizione.

Fautori di questa incredibile rinascita sono certamente il nostro imprenditore Diego Della Valle, che ha acquistato il brand nel 2006, e la favolosa Farida Khelfa, ambasciatrice del marchio.

Diego Della Valle e Farida Khelfa

Una ribalta questa (non a caso) preceduta dall’incredibile mostra ospitata nel tempio newyorchese dell’arte MET, nella quale lo storico marchio si interfaccia, in delle impossible conversations, con uno dei capisaldi dell’italianità: Prada e la sua regina Miuccia.

Schiaparelli and Prada: impossible conversations

La madre del rosa shocking, o rosa schiap, come lo appellò Yves Saint Laurent, delle spalline imbottite, delle cerniere all-over, dei maglioni con disegni trompe d’oeil, delle gonne pantalone e degli inserti in plexiglass e in pelliccia di scimmia, rifiorirà anzitutto con una collezione di abiti pret-a-couture, della quale avremo il piacere di ammirare un flash già a gennaio 2013, seguita poi da profumi, cosmesi, accessori, oggetti per la casa.

Se volete saperne di più, fate un giro sul sito (http://www.schiaparelli.com/) per entrare nel fantastico mondo della maison e respirare la straordinaria magia che solo la geniale sregolatezza può regalare.

Ricordate: il venti per cento delle donne ha un complesso di inferiorità. Il settanta per cento coltiva illusioni. (E.S.)

Annalisa

Luxury&I

Salve a voi, cari lettori, mi chiamo Carlotta

e amo definirmi “scienziata della Comunicazione”: adoro studiare casi di successo e di crisi, tramite le dinamiche di comunicazione e marketing che agitano il dietro le quinte delle aziende leader.
Oltre all’amore per la comunicazione, il marketing e il branding, nutro una grande passione per i fashion&luxury goods e le loro storie, in particolar modo per i gioielli e le auto. Proprio per coniugare questi due interessi e trasformarli in una professionalità, ho deciso di iscrivermi a questo master, così da poter finalmente scoprire la trama nascosta e i segreti inenarrabili di questi settori che non conoscono crisi.


Proprio nell’ottica di sondare l’anima delle icone e dei fenomeni di mercato, prediligo il concetto di lusso come conoscenza e cultura, gratificazione intima e personale, lontana dall’ostentazione, dallo show off di prodotti, che spesso scade nel pacchiano e volgare.
Il lusso come ricerca ed esclusività, di cui siamo coscienti io e pochissimi intimi e buoni intenditori, ragione per cui spesso associo il concetto di lusso anche ad oggetti di scarso valore economico ma unici e irripetibili, magari tramandati dalla nonna o dalla mamma.

http://www.tripcagliari.it/artigianato/

Il lusso come sobrietà e understatement, nell’ottica di contrapposizione alla volgarità e scontatezza, per citare Coco Chanel, ma anche come afferma uno tra i miei tweet preferiti:  “Se hai ragione, non hai bisogno di gridare” (cit. @GildAmbrosio).
Per me ciò che rende così desiderabile un oggetto di lusso è la sua natura unica o almeno rara, il pregio dei materiali, la fatica e la maestria dell’artigiano che lo realizza o dello stilista che lo ha ideato, la sua storia, i suoi simboli e significati. Ed è importante che tutti questi aspetti li riconosca io: questo basta a rendermi felice di possedere  quel Foulard o quel Cappello, quella Borsa o quell’Orologio.

Collezione Mediterraneo Carrera y Carrera from google.images

Come la volta in cui in preda ad un attacco di misantropia, esclamai “Ti immagini se sparisse il genere umano e restassimo soli io e te? Per prima cosa andrei a prenderti l’Eberhard&Co. che desideri e poi da Bulgari per regalarmi una parure scintillante!”. Lui, perplesso, mi rispose “Ma a che pro, scusa? Se morissero tutti a chi la faresti vedere? Che senso ha?”. Io piuttosto intristita dalla sua ennesima dimostrazione di non aver capito nulla, replicai: “A me basterebbe toccarla e guardarmi allo specchio! Che il mondo ci sia o sappia non mi interessa affatto!”

L’irregolare. Coco prima di Chanel.

“Il metodo migliore per stabilire quante cose LEI abbia imparato da te”.

Questa è la dedica di un mio caro amico che, in occasione del mio compleanno, ha deciso di regalarmi un libro quanto mai gradito: L’irregolare. Coco prima di Chanel”  di Edmonde Charles-Roux.

In effetti, io credo di essere un pò “irregolare”. Nel modo di pensare, nei comportamenti, nel look. Del resto, “per essere insostituibili bisogna essere diversi”. Coco docet.

Federica Reggia

 

 

S/S DRESS CODE @Sole 24 Ore

 

Prendendo spunto dal “Backstage” di Paola Bottelli (http://paolabottelli.blog.ilsole24ore.com/2011/07/look-destate-in-ufficio-vietate-le-flip-flop-lo-dice-ladecco.html#comments)…

 

Assolutamente vietati:

1-    Infradito “Rimini Rimini”

2-    Canotte di cotone Intimissimi style

3-    Gonne inguinali, specie se in jeans (non siamo sul pulman di Tamarreide)

4-    Piedi con “saudade” di trattamenti ad hoc (piuttosto optate per una scarpa chiusa)

5-    Biancheria intima in bella mostra

6-    Orecchini che aspirano all’ “hippy-chic” ma che, quasi sempre, cadono nello “zingara low profile

7-    Tacchi vertiginosi se non avete una falcata da vera catwalker

8-    Rossetto audace (mai during the day)

9-    Calza “nudo”, anche detta “color carne” (brrrrr quel orreur!)

10-Ma, soprattutto, il segno dello slip ben in vista da pants aderenti/bianchi !!!!


…. Ricordando sempre che “la volgarità è la più brutta parola della nostra lingua”. Coco docet.

 

-Fedina-

LUXUROLOGY: “Pitti: Fashion beyond sex”

Pronti, attenti, via!!!

Ebbene sì: il 14 giugno ha inaugurato l’80° edizione di Pitti Immagine Uomo a Firenze, senza disattendere le aspettative di buyer e visitatori provenienti da tutto il mondo.

Tra le news di quest’anno?

Affianco ad un’offerta da sempre focalizzata sulla moda uomo ricercata e di qualità troveremo  80 collezioni donna che animeranno la principale fiera per l’abbigliamento maschile di alta gamma.

E per la prima serata della manifestazione è stato previsto uno show un po’ particolare: “Dress like a man” è il titolo di un progetto  in cui modelle come Violeta Sanchez, Amalia Vaireli e Axelle Doue’ indosseranno capi che, con tagli sartoriali e texture innovative sembrano appena usciti dal guardaroba maschile.

Brunello Cuccinelli, Boglioli, Church’s, Montedoro e Sartorio: queste sono alcune delle firme protagoniste di questa performance teatrale, dimostrando che quando la moda è sinonimo di lusso, valica le barriere del sesso e si esprime attraverso valori radicati nelle nostre tradizioni.

Sorge spontanea una domanda. Come sorprendersi ancora dopo mostri sacri di intuito e di creatività del calibro di Poiret, Schiapparelli o Chanel?

A volte non ci resta che abbandonarsi ad un’eleganza ironica e leggera che si diverte e fa divertire.

Un classico contemporaneo, ma senza alcuna pretesa.

Gaia.

ICONS: The Savoy, a night with..

Troviamo doveroso considerare icona dell’ hotellerie il Savoy di Londra, che nei suoi 120 anni ha accolto alcuni tra i grandi personaggi della storia del ‘900.

E di vero lusso si parla, considerando che nel 1889 fu il primo a poter vantare l’elettricità, ad avere una scuola di formazione per maggiordomi, tubi acustici che permettevano al personale di comunicare da una stanza all’ altra, docce a cascate e vasca a riempimento rapido. Lussi impensabili fino ad allora.

L’edificio è stato completamente restaurato – mission durata ben tre anni e condotta dall’ interior deigner Pierre-Yves Rochon – ma quel gusto di storia vissuta, di lusso esclusivo e di arte è rimasto intrinseco nell’ aria. Si respira un sogno, magia. Si respira Frank Sinatra dilettarsi al pianoforte, la tromba di Louis Armstrong, le note di George Gershwin, l’ olio di Claude Monet e James Whistler asciugarsi sulle tele, la penna e le scorribande di Oscar Wilde e Alfred Douglas, l’ eleganza di Coco Chanel, la maestria di Charlie Chaplin, l’ impronta di Katharine Hepburn, Vivien Leigh, Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Marlon Brandon, l’eco di Sarah Bernhardt, Marlene Dietrich, Maria Callas e dei Beatles, il prestigio della Royalty , il genio di Winston Churchill e l’ autorità di Charles De Gaulle.

Se nel mondo di oggi il fattore esperienziale è il maggior valore aggiunto che si possa dare al lusso, non starò qui a parlare di sfarzi come i dettagli delle foglie dorate degli arredi del bar, perchè non riesco a immaginare niente di più coinvolgente del vivere la storia. E di sentirsi quasi parte di essa.

Francesca Savio

Joyeux Anniversaire Chanel N°5

All’ età di 38 anni, nel 1921, Coco decise di voler produrre una fragranza elaborata e innovativa

andando contro ai soliti standard dicendo di non volere “alcun olezzo di rose e mughetto”.

Si rivolse quindi al chimico Ernest Beaux e diede vita al famoso Chanel N° 5,

imbottigliato in una semplice boccetta da farmacia con una piccola etichetta in bianco e nero.

Nessuna confezione elaborata, perfettamente in controcorrente..

E dopo 90 anni Chanel N°5 rimane un’icona, forse anche grazie alle celebrità come Marilyn Monroe,

famosissima la sua citazione sul suo ‘abbigliamento’ da notte: solo due gocce di Chanel N. 5.

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