O São Paulo fashion week já tem novo local! La fashion week di San Paolo ha trovato casa!

A notícia foi divulgada ontem pela imprensa brasileira, o SPFW por fim tem novo lugar.

O problema surgiu por causa do conflito com outro evento muito importante, a 30ª bienal de Artes que vai-se ter no pavilhão da bienal do Ibirapuera durante o mês de outubro. Se já é tradição o SPFW ser realizado no prédio da Bienal este ano a organização precisou procurar um novo local.  E è assim que a próxima edição dos desfiles do outono-inverno vai acontecer no Parque Villa Lobos, um parque público, super agradével e perfeito para eventos especiais.

Só falta é um mês até o SPFW mas já nos dias a seguir os trabalhadores vão começar a organização do parque. Atenção, fashionistas, anotem nas agendas: o SPFW será nos dias 29-30 e 31 de outubro. Mais informações sobre os desfiles nesta pagina! Stay tuned!

Parque Villa Lobos – São Paulo

La notizia è stata divulgata ieri dalla stampa brasiliana, la SPFW ha finalmente trovato una nuova casa. Il problema con la storica location che da sempre ospitava le sfilate di San Paolo, è nato perché il padiglione della biennale di Ibirapuera sarà occupato dalla 30esima edizione della biennale dell’arte durante tutto il mese di ottobre. Per questo motivo le prossime passerelle per l’autunno-inverno si terranno nel parco pubblico Parque Villa Lobos, un luogo piacevole e adatto a eventi importanti.

Manca poco più di un mese all’inizio delle sfilate ma già nei prossimi giorni i team di lavoratori si attrezzeranno per i preparativi all’interno del parco.

Attenzione fashion victims, save the date: 29-30-31 ottobre, perché non prenotare un bel volo per San Paolo in quei giorni meravigliosi? Troverete tante info sugli eventi in questa pagina! Stay tuned!

Ci presentiamo: Gruppo Country Analysis Brazil

L’anima brasiliana: Larissa

L’”acchiappa tendenze”: Federica 

L’idea innovativa: Camilla

L’idea sostenibile: Giuseppe

La provocazione: Silvia

Un team. Compiti diversi. Un unico obiettivo: capire le potenzialità di un meraviglioso Paese in rapida ascesa. Il focus: il mondo del lusso.

Ready to entertain you.

Giuseppe Carucci, Camilla Facchini, Larissa Mussi, Silvia Pompili, Federica Reggia

Mba Brazil-Europe Business Relations

Leggendo l’articolo di Alessandro Merli, pubblicato a pag.18 del Sole di oggi, mi è immediatamente venuto da pensare: “ma quanto siamo “avanti”????”.

Sezione del blog, laboratorio ad hoc e, in aula, pure la testimonial … alla conquista del Brasile!

Ora vi spiego meglio.

Pensate che la scuola di management dell’Università di Bologna, Alma Graduate School, ha progettato un MBA, della durata di 12 mesi,  focalizzato sul mercato brasiliano, che partirà a settembre.  Il master è volto a formare delle figure professionali competenti che operino in Brasile o che abbiano rapporti con quel Paese. A tal fine, il corso si rivolge a giovani professionisti e manager, che lavorino già da tre anni, italiani o stranieri. Al termine delle lezioni teoriche, i “masterini” potranno svolgere uno stage di tre mesi in aziende che collaborano con il Brasile. Tutto ciò a conferma del fatto che sempre più imprese italiane sono orientate a progetti di business in Brasile. E ad ulteriore conferma, ribadisco, che noi siamo dei veri trendsetters !!!

Federica Reggia

http://www.almaweb.unibo.it

San Valentino brasileiro

Stamattina, a colazione, sfogliando distrattamente la Gazzetta dello Sport del mio fidanzato, vengo colpita da una notizia che non sarà sfuggita alle “gossip girls” italiche: Pato e Barbara festeggiano la festa degli innamorati a Rio. Ma … non siamo a giugno???

Ebbene si, ma in Brasile il 12 giugno è “o dias do namorados

Il 13 giugno, infatti, si festeggia il santo propiziatore dei matrimoni: Sant’Antonio, detto “o casamenteiro”. Ma facciamo un passo indietro.

Tutto ha origine nel lontano 1949. Il 12 giugno esattamente e con un intento non molto romantico, quando, l’ingegnoso Giovanni Doria, titolare dell’agenzia pubblicitaria Standard, propose, d’accordo con la Camera di commercio di San Paolo, uno slogan per incrementare le magre vendite del mese di giugno: “non è solo con i baci che si dimostra di amare”. Con questa frase la Standard si aggiudicò il premio di migliore agenzia pubblicitaria dell’anno, facendo la sua fortuna e quella dei commercianti brasiliani che ogni anno si sbizzarriscono nel proporre nuovi regalini, mazzi di fiori e menù romantici.

Per concludere, un suggerimento alle singles …. Seguite la tradizione brasiliana: stasera, prima di andare a letto, mettete sotto il cuscino tre bigliettini con su scritti i nomi di tre potenziali fidanzati. Domani mattina scegliete un fogliettino ad occhi chiusi: sarà il nome del vostro Mr. Right.

Federica Reggia

Walter Rodriguez

Walter Rodriguez SS08-030

Colore, semplicità, innovazione: queste le linee guida della poetica di Walter Rodriguez, stilista brasiliano conosciuto per i suoi vestiti fluidi e longilinei, ispirati ad una donna anni ’30 e per il suo fascino per la cultura orientale. Le sue collezioni sono commercializzate negli store multimarca di tutto il Brasile, dividendo lo spazio con altri marchi nazionali ed internazionali come John Galliano, Alberta Ferretti, Alexander McQueen, Dolce-Gabbana, Atsuro Tayama, Issey Miyake; nel suo showroom di San Paolo crea abiti unici per occasioni e clienti speciali. Nel 1992 lanciò il brand, che porta il suo nome, insieme ad Aurea Yamashita. Punti focali  per artista sono le forme ben studiate, i volumi ed il movimento, che permettano di valorizzare al meglio il corpo femminile. Walter Rodriguez ritiene che il futuro della moda sarà da ricercare sempre più nella “tecnologia” dei nuovi materiali, nella loro funzionalità, nella ricerca di nuovi materiali e colori.

www.walterrodriguez.com

http://www.youtube.com/embed/auKTAsncHVs

Chegada das marcas de luxo no Brasil (Arrivo dei marchi di lusso in Brasile)

 

Em 2009, mesmo sob o efeito da crise financeira mundial, o universo do luxo faturou em torno de US$ 6,45 bilhões no Brasil, 8% a mais do que os US$ 5,99 bilhões registrados em 2008, segundo o último estudo da empresa de pesquisas GfK Brasil em parceria com MCF Consultoria, especializada na área.

O Brasil assistiu à chegada das grifes Hermès, Missoni, Christian Louboutin, Bentley, Lamborghini e Bugatti, que investiram juntas US$ 830 milhões.

Para as marcas de luxo, as perspectivas são muito positivas. Analistas do setor asseguram que além da demanda reprimida, a tendência de crescimento do consumo é grande nos próximos cinco anos. “Estamos vivendo um momento crucial para esse segmento, que é um movimento de ocupação”, afirma Alejandro Pinedo, diretor geral da Interbrand Brasil, consultoria especializada em marcas.

Mas é bom atentar para a realidade: não, o Brasil não é a nova China. É preciso agir com cautela e redobrar a atenção ao fazer negócios. As taxas sobre importação fazem um produto custar até 108% a mais do que valeria originalmente. Isso sem falar no atraso de um a dois meses que peças de uma coleção sofrem ao tentar passar pelo porto e pela alfândega brasileira.

Para ser bem-sucedido, porém, é preciso conhecer bem as aspirações do consumidor e entender que ele não vai comprar qualquer coisa. “O brasileiro é globalizado, é antenado e tem essa característica de ver e ser visto”, diz Renis Gabriel Filho, presidente do grupo Safilo no Brasil, que representa 29 marcas de armações e óculos de sol, entre elas Gucci, Dior, Marc Jacobs, Yves Saint Laurent, Jimmy Choo, Giorgio Armani e Bottega Veneta.

Segundo Carlos Jereissati Filho, presidente da Iguatemi, uma das chaves para que esta história continue tendo sucesso é a grande responsabilidade de continuar entregando a expectativa e a promessa da marca.

 
Nel 2009, anche sotto l’effetto della crisi finanziaria globale, l’universo del lusso ha guadagnato circa US 6,45 miliardi dollari in Brasile, l’8% in più rispetto al 5,99 miliardi dollari registrato nel 2008, secondo l’ultimo studio società di ricerche GfK Brasile in collaborazione con MCM Consulting, specializzata nel settore.

Il Brasile ha visto l’arrivo di marchi Hermès, Missoni, Christian Louboutin, Bentley, Bugatti e Lamborghini, che hanno investito 830 milioni dollari.
Per i marchi di lusso, le prospettive sono molto positive. Gli analisti del settore assicurano inoltre che la domanda non soddisfatta, il trend di crescita dei consumi è di grandi dimensioni nei prossimi cinque anni. “Stiamo vivendo un momento cruciale per questo segmento, che è un movimento di occupazione”, ha dichiarato Alejandro Pinedo, CEO di Interbrand Brasile, specializzata nella consulenza di marca.
Ma è bene prestare attenzione alla realtà: il Brasile non è la nuova Cina. Dobbiamo agire con cautela e prudenza mentre si fa business. Imposte sulle importazioni sono un prodotto di costo fino a 108% in più di quanto lo sarebbe in origine. Per non parlare del ritardo di uno o due mesi come parte di una collezione per cercare di soffrire con il porto e la dogana brasiliana.
Per avere successo, tuttavia, deve soddisfare le aspirazioni dei consumatori e capire che non si compra nulla. “I brasiliani sono globalizzato, è sintonizzato e ha questa caratteristica per vedere ed essere visti”, dice Gabriel Figlio Renis, presidente del Gruppo Safilo in Brasile, in rappresentanza di 29 marche di montature e di occhiali da sole, tra cui Gucci, Dior, Marc Jacobs Yves Saint Laurent, Jimmy Choo e Giorgio Armani e Bottega Veneta.
Secondo Carlos Jereissati Filho, presidente del Mall, una delle chiavi di questa storia che è continuo successo è una grande responsabilità di continuare a fornire la propria promessa di brand e di attesa.

 

 Larissa

“O Sushino Joga Deis”

Il fish & chips lo mangiano gli inglesi, la pasta è italiana, il gazpacho spagnolo e, chiaramente, il sushi giapponese. Ed anche un po’ brasiliano. Sembra incredibile, ma è proprio vero, perché la comunità di giapponesi accolti da San Paolo è la più numerosa al di fuori del Giappone e, nel corso del tempo, è riuscita a diffondere la cultura di maki, rolls e nigiri in tutto il Brasile, paese multietnico per eccellenza. La sua cucina riunisce, infatti, in sé elementi ed influenze provenienti da una molteplicità di culture e di etnie. Il focus è un disordine ordinato, di tradizioni e sapori, di colori bellissimi, che sono nella natura, nella frutta nella musica ed in qualsiasi cosa parli brasiliano.

Per mettere un po’ d’ordine in questa fantastica miscela di elementi ho deciso di farmi riordinare e confondere le idee da una top personality, occhi a mandorla e accento paulista che fa del suo motto principale: “il sushi è fusion, non confusion”.

E’ lui la persona che ho scelto per capire il Brasile ed il suo approccio al cibo, come modo di vivere e di pensare allegramente ed apertamente con i suoi intrecci di cibi e culture.

Il suo nome è Roberto Okabe, chef-star e “allenatore” di Finger’s, fusion restaurant milanese, indicato tra i migliori dieci ristoranti giapponesi trend-chic al mondo. Lo intervisterò, seduta al bancone, dove la sua squadra composta da quattro sushi-man è già in attacco. Tra loro, il bomber è Jean, brasiliano, l’estroso trequartista è Jan giapponese, e sorridentissimo. La “fusion-confusion” regna sovrana. Pronti via e mi servono capirinha ghiacciata edamame e grissini. E’ un piacere tutto da vivere. Nell’attesa che arrivi Okabe apro il menu, mi balza subito all’occhio un piatto: “Saudade do Brazil”. Il concetto è chiaro! Lo scelgo, senza guardarne gli ingredienti. Il giallo e verde dell’avocado creano un effetto cromatico meraviglioso. Mi ricordano la bandiera brasiliana e ciò che c’e’ scritto sopra: ordem e progreso.

Arriva Okabe. Niente registratore. Nessuna intervista convenzionale, nessuna scaletta di domande, solo sensazioni. Okabe, da indicazioni a suoi ragazzi, ed anche a me! E’ il nostro Mourinho del sushi. Sushinho!!! Interista convinto ma socio di un milanista doc: Clarence Seedorf. Gli opposti che si attraggono, come Brasile e Giappone.
L’intervista è un viaggio che mi porta da Milano a San Paolo, per arrivare fino a Tokyo. Non vorrei più tornare. L’atmosfera è calda e questo è il suo Maracanà.
Il piatto che nel frattempo sto degustando appaga occhi, cuore ed anima. Sarà, piuttosto, un’esperienza. Un’esperienza che passa attraverso la tradizione, che in Brasile ormai è anche sushi. E l’innovazione. Okabe definisce la sua cucina “creativa” ma fortemente radicata alla tradizione e all’integrazione. La cena è lunga, i concetti sono tanti, ma oltre ai sapori, alla musica ed ai colori, il cibo è in primo piano. Mi arriva un “Tayo e Luna”, sole e luna, il nome dei suoi figli ed anche di un piatto: capesante, porri fritti e formaggio, gli opposti dicevamo. Lo chiamano sushi, ma ha molto Brasile dentro, dagli ingredienti, ai colori, al modo di essere servito….questo è il suo Brasile, che non prescinde pero’ dalla fejioada e dal churrasco. Il bello del Brasile e del suo variopinto modo di essere è anche questo. La chiusura è affidata ad una “ola” di frutta brasilera.
L’intervista è finita, ma ho già un pò di saudade…

Federica Reggia