Tutti pazzi per il retail

Durante la mfw sono state numerose le aperture di nuovi flagship store o il restyling di quelli già esistenti nella capitale della moda. Lo scenario di questi interventi architettonici è via Montenapoleone in cui si mostra il new opening di Fendi, il restyling di Ferragamo e quello di Prada Uomo e via Sant’Andrea con la presenza di Bottega Veneta.

Fendi decide di replicare il concept già adottato a Parigi strutturando l’ambiente con elementi romani e le opere di Gio Ponti, Agostino Bonalumi e Fontana arte. I materiali utilizzati sono molteplici e il contrasto è il punto di forza del nuovo concept store. La Maison decide di puntare sulle iconiche borse baguette (esposte al primo piano in una parete con 40 mila chiodi), sul made to order e sulle pellicce che contraddistinguono la storia di Fendi.

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Ferragamo, per ospitare le proprie collezioni, decide di ristrutturare il flagship di 450 mq in un’ottica di estrema eleganza e raffinatezza, scegliendo materiali naturali e freschi.

Lo stile ricercato è il barocco, enfatizzato dalle colonne presenti all’interno di una sala, gli specchi e gli elementi in marmo.

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Anche Prada opta per un restyling del flagship di via Montenapoleone dedicato al mondo maschile. Lo store ricopre 860 mq su tre piani e riflette il carattere maschile del cliente. L’iconico pavimento a scacchi in marmo bianco e nero è posto in contrasto con le pareti rivestite da pannelli in lamiera ondulata (riferimento agli anni ’50). Predomina dunque l’alluminio, accostato al marmo, al legno di ebano ed al cristallo.

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Bottega Veneta sceglie Milano come sede della sua prima Maison al mondo, questa scelta è frutto dell’amore del brand per il proprio paese d’origine e per l’architettura che lo contraddistingue. Lo store, disposto su due livelli, occupa 1060 mq ed offre l’intera gamma di prodotti. La cura per i dettagli del brand si riflette anche nel flagship  con gli interni disegnati dallo stesso direttore creativo Tomas Maier che riprendono il concetto di luminosità attraverso ampie finestre, arcate in vetro e balconi.

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Alessandra Caruso

Il lusso per me è…

Nell’immaginario sociale “lusso” richiama alla mente qualsiasi cosa sia concesso soltanto a pochi privilegiati.

In passato “lusso” era sinonimo di denaro e di possesso: potersi permettere beni di lusso significava possedere talmente tanto denaro da poterlo sperperare in oggetti e piaceri non necessari, privilegio riservato all’élite della società.

Con il boom economico degli anni Cinquanta, il tenore di vita della maggior parte della popolazione è aumentato considerevolmente e, una volta soddisfatti i bisogni primari, la disponibilità del reddito ha alimentato il consumismo, ossia il consumo di massa di quei beni una volta riservati a pochi.

Chi per primo ha capito come vendere il lusso alle masse è stato Steve Jobs con l’iPhone: prodotto destinato a tutti combinato a una grande cura per i materiali utilizzati, per i dettagli, il packaging, il servizio post vendita e la pubblicità fanno sentire il consumatore unico, proprio come se stesse acquistando un bene di lusso vero e proprio.unboxing-iPhone5-638x425

Di conseguenza, ciò che ieri era “di lusso” oggi, essendo “di tutti”, o almeno di molti, ha perso il fascino dell’esclusività. Per questo motivo è un concetto dalle molte sfaccettature, che riflettono la concezione di “elitario” di ciascuno di noi.

Per alcuni lusso è sinonimo di viaggio verso mete non convenzionali, alla scoperta di culture diverse, di mondi quasi sconosciuti. E lusso è poi raccontare la propria fantastica esperienza ad amici e parenti, che invece hanno soggiornato in luoghi scontati: Formentera, Caraibi…

A chi non piace mangiare in un bel ristorante sorseggiando un bicchiere di vino? Lusso è allora cenare con piatti fuori dal comune, che ci fanno scoprire sapori o accostamenti di gusto mai immaginati… come in “Un posto a Milano” in Cascina Cuccagna. Qui si cena in un ambiente che ci fa dimenticare di essere in città, ma piuttosto nel cortile di campagna della nonna, lo chef abbina gusti diversi e non butta via niente ed è così che la cucina diventa un modo intelligente di mangiare e di venire incontro a diverse possibilità economiche.

Lusso è senz’altro anche l’acquisto di beni materiali. È sicuramente lusso acquistare una borsa di Bottega Veneta, ma lo è anche un paio di scarpe confezionate su misura da un bravo artigiano, o ancora acquistare una collana realizzata nella bottega di un paesino sperduto che è un pezzo unico in quanto la lavorazione è diversa per ogni oggetto.

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Lusso diventa quindi più una concezione di vita e di conservazione dei modi tradizionali del produrre, più che il mero possesso di beni, magari costosi, magari altamente tecnologici, ma prodotti in serie, uguali per tutti, ovunque nel mondo.

Lusso per me è tutto quanto esprime il meglio della cultura e della tradizione e vive una “vita di lusso” chi sa usare le sue possibilità economiche per vivere una vita consapevole.

Alessandra Baiardi

Artigianalità nero su bianco

Per tutti gli appassionati del marchio, dell’artigianalità e del Made in Italy, per i collezionisti, per chi ama il lusso discreto, la tradizione e l’eccellenza, Bottega Veneta si racconta per la prima volta in una monografia edita da Rizzoli curata dal direttore creativo Tomas Maier. Al suo fianco, il book designer Sam Shahid e innumerevoli giornalisti di moda si sono fatti portavoce dello slogan della maison “When your own initials are enough”.

In ogni capitolo si possono trovare dettagli su una precisa categoria di prodotto. Alla base di tutto, tre elementi imprescindibili: artigianalità, design e materiali straordinari.

Tradotto in inglese, italiano, francese e tedesco, il libro è disponibile da circa un mese in tutti i negozi Bottega Veneta e nelle migliori librerie di tutto il mondo. Esclusivamente nelle boutiques Bottega Veneta, sarà disponibile una luxury edition, caratterizzata da una copertina che riporta il celebre motivo in pelle intrecciato.

Luxury as quality, quality as luxury

Mi chiamo Chiara. Cresco a Siena, nel cuore della Toscana, fra le mura di uno splendido centro storico e circondata dalle colline. In questa cornice mi appassiono alle cose belle e buone della vita, e scopro che queste sono sempre il frutto di un lavoro fatto bene. La costante ricerca di qualità mi fa avvicinare al mondo del lusso, e mi porta così a Milano, in uno sfondo completamente diverso ma pieno di stimoli per studiare questo settore.

Qualità dicevo, prima di tutto. Se è vero che in questa siamo maestri, allora per me il lusso è suo sinonimo. Sinonimo di un prodotto o un servizio in grado di comunicarci la sua filosofia, i suoi valori e i processi da cui ha preso vita.

Il mio approccio? Andare oltre il primo sguardo, scavare nella storia e soprattutto nelle competenze. Almeno quelle, al momento non ci mancano. Teniamocele strette!

BEST OF 2011

Sono stati 6 mesi speciali.

Probabilmente a maggio dello scorso anno nessuno di noi avrebbe mai immaginato quante cose sarebbero successe, quante cose avremmo imparato, quante persone conosciuto e soprattutto quanto ci saremmo divertiti.
Ci siamo districati tra bilanci, blog, value chain, esperienza, clienti e produttori ma anche tra risate, litigi, aperitivi e pranzi in mensa e ne siamo usciti diversi.
Ognuno di noi ha cominciato questo master con certezze e molte di queste si sono sgretolate, per stare in tema fashion direi che ci siamo trovati nudi e ci siamo rivestiti.

Ora tocca a voi, voi matricole del 2012 che state per cominciare questo bellissimo percorso, siate pronti al cambiamento, non siate inamovibili, buttatevi!
Ci hanno chiesto di raccogliere il meglio di questo blog per voi e questi sono gli articoli che a parer nostro vi possono dare un’idea di quello che state per affrontare e delle persone che hanno partecipato alla scorsa edizione.

 







Una cascata di glitter sul Sole

Una novità  per la Business School de il Sole24Ore, una novità per ventiquattro ragazzi motivati ad entrare nel brillante mondo del lusso e della moda.

Tutti in giacca e cravatta … Tranne noi!

Tutti a pranzo con il Blackberry … Tranne noi!

Tutti inquadrati … Tranne noi!

Una cascata di glitter scende sul palazzo di Renzo Piano quando iniziano, in un rovente giorno di maggio, le lezioni nell’aula più glamour.

Le ore scorrono tra testimonianze, docenze, laboratori e visite. Avete mai sognato di incontrare Ferruccio Ferragamo o Concetta Lanciaux? Scoprire la magia delle mani che intrecciano una Bottega Veneta? Veder sfilare la nuova collezione di Scervino?

Nasce, nella capitale della moda italiana, un nuovo modo per incontrare il mondo del management; per scoprire nuovi orizzonti e aprire le porte dell’universo azienda.

Einstein amava i numeri tanto quanto pensare fuori dagli schemi: se cercate una perfetta sintesi tra concretezza e creatività, il master giusto eccolo qua!

Per raccontarvi le nostre emozioni, esperienze e scoperte, quale modo migliore di un blog?  Seguiteci!

La mia Luna è sempre caprese…




Volevo postarlo direttamente da Capri quest’articolo, ma quando ha realizzato il numero di foto che avrebbe dovuto caricare, il mio iPhone mi ha guardato con aria minacciosa, e ho dovuto desistere.

Sì, perché è anche con un po’di foto che voglio raccontarvi la mia Capri. Chiariamo subito, “mia” non perché io ci sia nata, o perché possa in qualche modo vantare un diritto di proprietà su un qualsiasi immobile dell’isola (magari…); Capri è “mia” perché ci sono cresciuta, perché sento un legame con lei che non ho con nessun altro posto al mondo. Forse perché qui, secondo me, è tutto diverso: l’acqua ha un colore più blu, il cibo ha un sapore migliore, persino l’aria ha un profumo diverso, come di magia.



Quest’anno, complice il cervello un po’ “deformato” dagli ultimi mesi, ho deciso di aprire un po’gli occhietti su quanto di lusso ci sia nel mio piccolo pezzetto di paradiso. Che poi, a ben vedere, come ricorda il buon Polatti, lusso non è una definizione univoca, un qualcosa “che va quest’anno”… il lusso va declinato su ogni persona e su ogni specifica situazione (“lusso è anche mangiare un panino al salame con gli amici di una vita…”).

Perciò, ecco qual è il “lusso” che io ho individuato.

Il lusso dei ragazzi, della mia età ma anche più piccoli, intenti a fare casino sulla spiaggia, a fotografarsi abbracciati, a giocare a pallone nell’acqua… Il tutto rigorosamente dietro occhialoni di Chanel e qualche diamante qua e là..

Il lusso delle persone “grandi”, magari veterane dell’isola, rilassate all’ombra sotto un cappellone di paglia a leggere un libro di Agatha Christie accanto alla loro Bottega Veneta color fumé. Ogni tanto distrattamente litigando con un cellulare, chiedendosi perché cavolo non abbia i tasti…

Il lusso dei turisti, sempre a migliaia sull’Isola Azzurra, che si riflette nei loro sguardi affascinati e a volte increduli allo spettacolo che gli si posa davanti… Ragazzi e ragazze che si improvvisano fotografi perché proprio non possono tornare a casa senza quello scatto dei Faraglioni… che diventano maniaci dello shopping, perché da  Via Camerelle è letteralmente impossibile andare via senza due/tre sacchetti in mano. Cavolo, i profumi di Carthusia Capri non sono forse conosciuti in tutto il mondo? E da qualche parte hanno anche sentito che Gucci ha prodotto delle limited editions solo per Capri, Cannes, Marbella e Montecarlo, mentre Tod’s,  oltre ad aver dedicato una mostra fotografica a Jackie Kennedy proprio a Capri, ha prodotto una limited edition ispirandosi all’Isola.


E infine, il mio lusso, quello di una persona che conosce questo posto come le sue tasche ma ogni volta che lo vede trova sempre un nuovo motivo per trovarlo diverso dall’anno precedente e per innamorarsene ancora di più (se possibile).  Quest’anno sono state due le cose che mi hanno fatto drizzare le antenne: la prima, l’apertura di Atelier Fixdesign. Sì, confesso la mia debolezza, adoro questo marchio, e vederlo esposto in un bel negozio monomarca in Via Camerelle dà proprio una bella sensazione!! A quanto pare, l’apertura risale a poco meno di un anno fa, pubblicizzata tra l’altro questa primavera da una serie di spot girati proprio sull’Isola Azzurra.La seconda, l’apertura ad Anacapri di un nuovo luxury design hotel, il Blu Capri Relais, 5 stelle, gourmet restaurant, SPA e una serie di servizi che sembrano davvero interessanti.. Per il resto, il mio lusso è stato quello di tutti gli anni: lunghe passeggiate per i mini sentieri di Anacapri con la mia Daria al seguito, bagni lunghi ore intere in un’acqua che è capace di assumere tutte le sfumature del blu in pochi metri, cene a base di pesce (i calamaretti fritti di Edodé  sono sempre i migliori!!).

Quest’anno, poi, un motivo in più ha reso speciale la mia vacanza: la mia piccola Daria ha trovato finalmente l’amore!!!



Maura

LUXUROLOGY: BOTTEGA VENETA Special keychain for Japan

Per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto in Giappone e lo tsunami, il Direttore Creativo Tomas Maier ha realizzato una speciale portachiavi in cuoio intrecciatofirma tessuto a mano in nappa che rappresenta la bandiera giapponese. Saràvenduto nei negozi di Bottega Veneta in tutto il mondo e su bottegaveneta.compartenza il 12 giugno.

Tutti i profitti derivanti dalle vendite di un portachiavi sarà devoluto alla Croce Rossagiapponese a sostegno del Giappone e della sua gente mentre lavorano per recuperare e ricostruire.
Concedetevi il lusso di rendervi utili!
To help those affected by the Japan earthquake and tsunami, Creative Director Tomas Maier has designed a special keychain made of signature hand-woven intrecciato nappa leather that represents the Japanese flag. It will be sold in Bottega Veneta stores around the world and on bottegaveneta.com starting June 12.
All profits from sales of the keychain will be donated to the Japanese Red Cross Society in support of Japan and its people as they work to recover and rebuild.
Make yourself useful!
Micol Galleno