È Soltanto l’Inizio

Marzo 2012.

Stavo pedalando lungo via Dante quando, rapito dalla melodia di Yellow, ho inchiodato davanti ad un ragazzo con la chitarra. Mi era capitato spesso di sentir cantare per le strade del centro. Ma mai mi era successo di emozionarmi al punto da mettere in pausa la frenetica quotidianità. Avevo la pelle d’oca, come se a due metri da me ci fosse proprio Chris Martin. E, invece, era soltanto un artista di strada. Soltanto, non per sminuire, ma come il nome d’arte di un talento che non conoscevo.

Tornato a casa sentii il bisogno di scrivergli attraverso la sua pagina Facebook. Volevo ringraziarlo per gli attimi di spensieratezza che mi aveva regalato. Volevo conoscerlo.

Fu l’inizio della nostra amicizia.

Pochi giorni dopo, armato della mia Nikon, strumento della mia passione, decisi di provare ad immortalare le emozioni sui volti di chi, fermandosi o semplicemente passando, rimaneva colpito dalla sua voce. E capii che la sua poesia dava sollievo non soltanto a me.

Soltanto
Qualche giorno fa Matteo mi ha invitato al suo concerto a La Salumeria della Musica. È stato emozionante ricevere il suo terzo volume di cover con in copertina un mio scatto.

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Ma ancora più coinvolgente è stato sentirlo raccontare la sua storia: mollare le certezze per inseguire il proprio sogno richiede un coraggio che non è da tutti. Ma credendoci ha sconfitto i demoni che lo interrogavano sulle sue scelte. E ancora oggi, a distanza di tre anni, vive e condivide la sua passione.

Passione. Tante volte nel corso dei sei mesi d’aula appena conclusi abbiamo sentito pronunciare questa parola. Sembrerebbe essere uno degli ingredienti fondamentali di un percorso di successo. Un percorso, professionale, che per noi, compagni di banco e futuri colleghi, inizia ora.

Che dire?

#In2014WeTrust

Andrea Serafini

[aSeraPh]
Soltanto

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OXFAM Women’s Circle 2013

“Indignatevi, commuovetevi, arrabbiatevi. Ma soprattutto siate anche voi parte della soluzione.”

È l’invito che Annie Lennox, ambasciatrice globale di Oxfam e fondatrice di The Circle, rivolge a tutti noi.

Guidata da questo messaggio, Oxfam Italia ha organizzato Women’s Circle 2013, una cena di beneficenza per celebrare l’impegno delle donne a favore della giustizia e contro le disuguaglianze. Ieri sera, infatti, il Palazzo del Ghiaccio di Milano ha fatto da cornice ad un evento davvero coinvolgente.

Grande protagonista è stata Patti Smith, che con la sua performance ha scatenato gli invitati dai loro tavoli fin sotto il palcoscenico. Memorabile anche l’intervento di Frida Giannini: attraverso l’iniziativa Chime for Change, richiama l’attenzione su tre problematiche – istruzione, salute e giustizia – ancora oggi, purtroppo, sensibili.

Patti Smith
Una serata speciale, resa ancora più memorabile dalla notizia della scomparsa di Nelson Mandela, ricordato con un caloroso applauso per il suo coraggio e la sua speranza. Un uomo che ha fatto la storia.

Un ringraziamento particolare va alla Maison Mila Schön per avermi fatto vivere, insieme a papà Roberto, questa esperienza emozionante. Rimarrà sempre impresso il ricordo di una piacevole serata al tavolo 72 con commensali d’eccezione: Domenico Ottaviani (CEO di Mila Schön), Eugenia de Benedetto (General Manager di Mila Schön), Alessandro de Benedetti (Direttore Creativo di Mila Schön), Diana Le Quesne (Art Director e Stylist), Adriana di Lello (Capo Redattore Moda di Elle), Anna Matteo (Digital Director del Gruppo 24 ORE) e le fantastiche PR Paola Pontarollo e Monica Masini.

“People have the power” canta Patti Smith. Perché insieme si può. Basta volerlo.

Andrea Serafini

50 Anni con Joel Meyerowitz

Solitamente gli applausi si fanno alla fine. Ma non è andata proprio così lo scorso sabato 26 ottobre all’Auditorium San Fedele. O meglio, non solo.

Joel

Joel Meyerowitz, fotografo americano di fama mondiale, è emerso dall’oscurità del palcoscenico, accolto dall’acclamazione di una platea colma. L’entusiasmo diffuso è andato crescendo per tutta la durata della sua lectio magistralis o, come ha preferito definire lui stesso l’incontro, il suo dialogo con noi.

75 anni di carisma, umiltà e passione per la sua Leica 35mm che porta con sé ovunque vada, anche quel pomeriggio sul palco. Perché non si può mai sapere chi incontrerà, che cosa accadrà. Proprio come quando, tre giorni prima dell’11 settembre, aveva osservato lo skyline newyorkese, pensando di poter immortalare le Torri Gemelle quando voleva.

In un’ora intensa ci ha fatto ripercorrere i vari stadi della sua vita dal 1962 alla tragedia del 2001, illustrando come in questi 50 anni la sua fotografia si sia evoluta e sia diventata sempre più consapevole.

Partendo dunque da un’esigenza di comunicare e condividere la propria interiorità, fu tra i primi ad utilizzare pellicole a colori, allora considerate meno nobili della scala di grigi. Joel comprese la potenza comunicativa del colore e decide di seguire il suo istinto.

Affascinato dall’egoismo frenetico delle metropoli, che permette di immortalare in un unico scatto l’energia che per pochi istanti intercorre tra persone senza alcun legame, si dedicò dapprima alla street photography. Iniziò a trascorrere le sue giornate per le strade di New York, intercettando espressioni e movimenti, sperimentando giochi di luce ed inquadrature, orchestrando sensazioni attraverso il suo obiettivo.

Decise poi di partire per tre mesi, girando gli Stati Uniti su un furgoncino Volkswagen con la sua macchina fotografice appoggiata sulle ginocchia. Guidando e, contemporaneamente, scattando dal finestrino più di 2000 paesaggi.

“Crime scene – no photography allowed”. Queste brusche parole interruppero Meyerowitz intento a fare un reportage poche ore dopo l’attentato al World Trade Center. Interruppero ma non fermarono: per nove mesi visse tra le macerie di quel “cimitero soleggiato” chiamato Ground Zero. Perché questo divieto significava “no history” e Joel non ne era d’accordo.

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Grazie a Leica Camera Italia per aver organizzato questa straordinaria lezione di vita. Grazie al Maestro Joel Meyerowitz per avermi fatto appassionare ancora di più a questa forma d’arte che già amavo.

“If you don’t have a camera, you don’t see it”.

Andrea Serafini

Emporio Armani S|S 2014

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La collezione “Ninfee” P|E 2014, firmata da Giorgio Armani, narra la visione di un futuro in cui il mondo naturale, rappresentato da fantasie floreali dai colori tenui, si fonde con quello della tecnologia, che si concretizza in tessuti tecnici e termosaldature, permettendo ai capi così realizzati di scivolare morbidi sulla pelle di chi li indossa. Fluidità e leggerezza vestono la donna di Emporio Armani: la fragilità che appare a prima vista sboccia lungo la passerella in un’elegante femminilità, da sempre elemento distintivo della Maison.

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[aSeraPh]

A Conversation with Andrea Incontri

Domenica 22 Settembre, Palazzo Morando.

In piena Milan Fashion Week, Vogue.it regala ai suoi lettori, i primi ad iscriversi, la possibilità di conoscere alcuni dei protagonisti della moda italiana: un’experience davvero unica ed esclusiva. Dopo Massimo Giorgetti, Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, Veronica Etro e Stephen Jones, alle ore 18 è stato Andrea Incontri a chiudere questo ciclo di lectio magistralis.

Umile, concreto, determinato. Andrea Incontri invita i giovani presenti, designers e non, a rispettare sempre il proprio punto di vista, che in quanto individuale non è rubabile. Perché solo se si è coerenti, nello stile ma anche nella vita, si vince. “C’è spazio per tutti, o almeno per quelli che hanno qualcosa da raccontare”: una che sia storia ispirata, ricercata, durevole. Ci vuole curiosità, rispetto e, soprattutto, senza mai scoraggiarsi, bisogna crederci.

Andrea Incontri

Andrea Serafini

GAP Capsule Collection by GQ’s Best New Menswear Designers

Ieri GAP ha presentato la seconda collezione capsule limited edition maschile disegnata dai quattro best new menswear designers in ambito statunitense secondo GQ per l’anno 2013. Stiamo parlando di Paige Mycoskie di Aviator Nation, Matt Baldwin di Baldwin, Liam e Sammy Fayed di Bespoken ed Ernest Alexander.

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Selezionati dal caporedattore Jim Nelson e dal direttore creativo Jim Moore di GQ, hanno prodotto una linea che spazia dagli accessori ai capispalla, disponibile worldwide su GAP.com e presso negozi GAP selezionati. Un’ottima occasione per dare visibilità a talenti emergenti!

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Andrea Serafini

Le Prime Volte di Massimo Giorgetti

Settembre 2013 è un mese di “prime volte” per Massimo Giorgetti, direttore creativo di MSGM: esordio nel retail e prima passerella durante Milano Moda Donna collezioni S|S 2014.

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Lo scorso giovedì ha infatti inaugurato, in zona Brera a Milano, il suo primo flagship store. DJ set di Silvia Bergomi, addetti ai lavori e VIP tra cui Victoria Cabello e Viviana Volpicella.

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Ma Giorgetti si prepara ad un secondo debutto: quello sulla pedana di Via Maiocchi, domenica 22 alle ore 15. La sfilata del giovane designer, inserita nel calendario ufficiale della Camera Nazionale della Moda Italiana, è l’ulteriore segnale del tanto atteso progetto di rinnovamento del nostro Sistema Moda.

Fresco, vivace e contemporaneo: MSGM è un brand sempre più amato. Credo che questi siano solo i primi passi della sua crescita. Chissà quali altre sorprese ci riserverà.

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Andrea Serafini

Gli Occhi di Bali

Il lusso di poter guardare, attraverso il mio obiettivo, negli occhi delle persone.
Di emozionarsi osservando le espressioni di bambini ed anziani.
Di viaggiare, dunque, non solo con il corpo ma anche con il cuore.

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Il ricordo più bello del viaggio a Bali?
Vedere la gioia di una famiglia del villaggio di Penglipuran alla mia richiesta di poter fare una foto insieme a loro.

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Andrea Serafini
[aSeraPh]

Corneliani S|S 2014

Sabato 22 giugno, ore 9.30.

Il porticato della Rotonda della Besana e il fresco venticello mattutino di un’estate che tarda ad arrivare: Milano Moda Uomo collezioni P|E 2014 non poteva iniziare in una location più incantevole.

Sergio Corneliani apre le danze di questa Fashion Week con una sofisticata eleganza, declinata in chiave contemporanea.

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Il mood che ha ispirato questa collezione è quello del viaggio: il tradizionale uomo Corneliani diventa cosmopolita e si spinge fino alla Cina. Infatti, nulla è più attuale della crescita di un mercato globale che racchiude in sé stili e culture differenti, facendo scaturire la necessità di un gusto in continua evoluzione. Per questo l’artigianalità sartoriale caratteristica del Made in Italy viene rivisitata con un tocco di esotismo, dato dai tessuti preziosi e da una palette cromatica di ispirazione orientale.

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Sulla mia pagina [aSeraPh] potete trovare altri miei scatti delle sfilate.

Andrea Serafini

Il Lusso: Aspirazioni Individuali

Audemars Piguet
Birkin
Chanel
DBS
Estée Lauder

Sembrerebbe l’incipit di un ipotetico ABC di ciò che internazionalmente viene definito luxury. Luxury inteso come quel particolare settore, caratterizzato da brand heritage e product excellence, che mira, attraverso l’innovazione, a mantenere le tradizioni al passo con i tempi.

Ma per lusso si intende solo questo mondo materiale, arricchito da esperienze esclusive per pochi o, meglio, non per tutti? Oppure si può considerare il termine lato sensu, secondo un’accezione più ampia di cui il settore in questione è una semplice sotto categoria? Personalmente, tra le righe di questo alfabeto, leggo una definizione del lusso che trascende questa concretezza elitaria.

Per me il lusso è aspirazione e, in quanto tale, soggettivo.

Credo che, a seconda della condizione economica, del background culturale, dell’estrazione sociale e della provenienza territoriale del singolo, esso possa assumere una diversa declinazione. In questo senso, il lusso va a colmare un vuoto, una mancanza, un desiderio individuale.

L’acqua per una povera donna africana, un amico sincero per un insaziabile billionaire: due estremi per ribadire che il lusso non è solo ciò che luccica. Anzi, va ben oltre.

Vola via in fretta e, soprattutto, non si può fermare: per me il vero lusso è il tempo. Un tempo per vivere, scegliere, essere.

Andrea Serafini