Il military-chic di Ennio Capasa

Qualche ora fa è andata in scena la sfilata S/S 2013 C’N’C che si è tenuta nella splendida location del Castello Sforzesco, qui a Milano.

Una collezione rispettosa della tradizione minimal del marchio, gli unici colori presenti in passerella; Verde militare, bianco, e nero.

Tagli essenziali sui mini abiti-parka in raso o pelle, e sulle tuxedo jumpsuit in twill di seta.

Giochi di trasparenze ottenuti con la semplice applicazione di tasche, giacche super fitted, e qualche sporadica borsa specchiata portata a mano.

Le giovani e diafane modelle, sono state messe a dura prova da sandali in pelle, imbussolati davanti, e dai tacchi 15 in legno. 

Le uscite della collezione donna sono state intermezzate da qualche proposta uomo, e il mood non cambiava, anche i modelli dai capelli impomatati vestivano camicette trasparenti, giacche e pantaloni in pelle total-white o total-black.

A scandire il ritmo dei passi sul catwalk ci ha pensato una band che ha suonato e cantato dal vivo.

Qua troverete il finale dello show che ho filmato.

Il military-chic di Ennio Capasa

Qualche ora fa è andata in scena la sfilata S/S 2013 C’N’C che si è tenuta nella splendida location del Castello Sforzesco, qui a Milano.

Una collezione rispettosa della tradizione minimal del marchio, gli unici colori presenti in passerella; Verde militare, bianco, e nero.

Tagli essenziali sui mini abiti-parka in raso o pelle, e sulle tuxedo jumpsuit in twill di seta.

Giochi di trasparenze ottenuti con la semplice applicazione di tasche, giacche super fitted, e qualche sporadica borsa specchiata portata a mano.

Le giovani e diafane modelle, sono state messe a dura prova da sandali in pelle, imbussolati davanti, e dai tacchi 15 in legno.

Le uscite della collezione donna sono state intermezzate da qualche proposta uomo, e il mood non cambiava, anche i modelli dai capelli impomatati vestivano camicette trasparenti, giacche e pantaloni in pelle total-white o total-black.

A scandire il ritmo dei passi sul catwalk ci ha pensato una band che ha suonato e cantato dal vivo.

Qua troverete il finale dello show che ho filmato.

Back to the 90’s

Se vi dicessi parole come: minimalismo, colori pastello, unisex, androgino e supermodel, cosa vi verrebbe in mente?

A me la prima cosa che verrebbe da dire è 90’s.

Proprio oggi è stata inaugurata la mostra dal titolo “Gli anni ’90 nelle copertine delle riviste di moda e società” , a Palazzo Giureconsulti, in Via dei Mercanti 2, qui a Milano.

L’iniziativa è stata promossa dalla Camera Nazionale della Moda, ed è dedicata agli editori presenti presso il Fashion Hub di Milano Moda Donna.

Innumerevoli le testate giornalistiche riprodotte in gigantografie…

 

…e le grandi top immortalate.

Si va dalla Venere Nera…

 

…alla diafana Kate.

Spero di aver suscitato il vostro interesse e se vi va fateci un salto, avete tempo fino al 25 Settembre.

La Sicilia sbarca in Giappone, grazie Anna.

Proprio adesso sto vedendo il nuovo cortometraggio by Anna Dello Russo per Vogue Japan.

Lei la “vestale della moda”,  o “the guardian of fashion”, come si definisce nel video promotion dei suoi accessori per H&M, ha abbandonato lustrini e “blin blin” (come direbbe lei) per mostrarci l’anima dell’alta moda by Dolce e Gabbana, sullo splendido scenario dell’antica Taormina.

Il video è stato realizzato da Giampaolo Sgura e inizia con Once upon a time in Sicily… 

Scenari suggestivi si alternano a donne dall’aria mistica,è il racconto di riti arcaici che si tramandano, e di tradizioni che si rispettano.

Una donna intrisa di passione come la terra a cui appartiene, si cela dietro il tulle ornato di pizzo, 

o dietro velette, che lasciano trasparire l’occhio languido a causa di un lutto recente.

Una donna determinata che non si lascia schiacciare né dalle sciagure, ne tantomeno dalla doppia duchesse sostenuta da una pesante crinolina.

Gli ultimi grani di rosario snocciolati sul rintocco delle campane, e la sensazione di una rassegnazione mai trovata nemmeno affidandosi alla fede più profonda.

Sono queste le suggestioni che trapelano dal video.

Una Sicilia raccontata attraverso l’Alta Moda, che per Stefano e Domenico, affonda le radici nel territorio in cui nasce.

Una terra amata, vissuta e rivissuta, un luogo assolutamente sacro dove il silenzio, le ombre , le luci, i colori, tutto comunica.

E fortunatamente qualcuno di questo se ne accorge.

Vincent: austerità, eleganza e raffinatezza

Vincent è un giovane designer, nonché un mio caro amico, che si è laureato all’accademia delle belle arti di Palermo, e dopo essersi arricchito di esperienza sartoriale, a  Settembre lancerà la collezione per la prossima Primavera Estate.

Emblema e sintesi della collezione la sua cow bag, di di cui già si è molto parlato (anche una mia collega ne aveva scritto su How Coll)

“Un esempio perfetto tra le tradizioni più antiche religiose, e il glamour di una borsa da portare a mano” così viene definita nel catalogo che ho avuto il privilegio di vedere in anteprima.

La mucca applicata sulla clutch infatti rappresenta proprio l’ex-voto fatto dai contadini al patrono del villaggio.

Nei giorni trascorsi a  Palermo, tra un party in spiaggia e un altro, ho approfittato per chiedergli qualcosa riguardo all’ideazione dei sui abiti e accessori.

Qualsiasi artista, nel creare, prende spunto dal suo background culturale, parlami un po degli elementi che hanno influito sull’ideazione della collezione.
Vivere in una città come Palermo, è qualcosa di inspiegabile.

In ogni angolo, uno scorcio dell’arte barocca, arabo-normanna, le meraviglie del liberty, convivono con il
“caos” dei meravigliosi mercati rionali, alle autentiche devozioni a Madonne e Santuzze di quartiere.

Tutto questo fa sicuramente parte del mio background culturale, ma con una nuova consapevolezza, ho
cercato di rielaborare tutti questi elementi per creare qualcosa di contemporaneo.

Qual’è il concept da cui sei partito? C’è un fil rouge che accomuna i pezzi della collezione?

Per la ss 2013, presento una collezione dove il rigore, l’austera grazia delle linee e delle tinte,
trionfano come modello di raffinatezza ed eleganza minimale.

Una ricerca della perfezione che si ritrova nella ricerca dei dettagli, e nello splendore dei colori.

E’ una donna bon ton, sofisticata quella che ho immaginato, con una forte personalità.

Hai artisti/stilisti che prendi come punto di riferimento?

Sono un grande appassionato di arte contemporanea, da Marcel Duchamp alle performance-art di Marina
Abramovic, sono sicuramente tra le icone di riferimento.

Tra i designer, seguo particolarmente il lavoro di Riccardo Tisci per la maison Givenchy, un modo unico nell’ immaginare gli abiti come una seconda pelle, come sculture viventi nello spazio.

Come e dove verrà lanciata la tua collezione?

La collezione verrà presentata a settembre attraverso il web.
Seguirà un piccolo corto, diretto da Mirko Cavallotto.
Aspettative e progetti futuri?

Continuare a lavorare intensamente alle prossime collezioni,

mi piacerebbe aprire un mio laboratorio, attivando una distribuzione sul territorio.

Chiudo il post augurando a Vincent il successo che si merita, sperando che la creatività autentica venga premiata.

“Happy Les 10 ans” corona il connubio Alber Elbaz-Lanvin

E’ periodo di vacanze per tutti, ma io e i miei colleghi ci siamo riproposti di non lasciarvi a corto di post da leggere sotto l’ombrellone.

Proprio ad inizio Agosto è stata lanciata negli store Lanvin l’esclusiva capsule collection “Happy Les 10 ans ”  che celebra, per l’appunto, il decimo anniversario binomico Alber Elbaz-Lanvin.

Anche in questa  occasione l’ironia e lo spirito del paffutello design sono state riversate sulla collezione limited-edition che era stata celebrata nell’ultima fashion week parigina.

Borse, scarpe e  gioielli; 10 set, ognuno con elementi che contraddistinguono il marchio.

Nel primo set denominato  “Les dessins d’Alber”  il classico visino stilizzato capeggia sia sulla borsa in satin che sulle scarpe.

Questi sono invece i tre pezzi appartenenti alla linea “All-over embroidered”,

…e questi, quelli del set “animal print”.

La linea “crocodile patchwork” ve la consiglio per l’assoluta accessibilità di prezzo, scarpa e borsa sono i pezzi più “economici” della collezione.

E poi a seguire vi sono rispettivamente:

la linea “diamantè heart”, la “JL”, la “matelassage art”, la “tulle and pearl”  la “grosgrain”, e la “bijoux”

che dire, scegliete il pezzo che più vi piace, e ordinatelo comodamente dal vostro lettino, il rientro dalle vacanze magari sarà meno tragico se a casa vi attenderà il pacchetto col vostro nuovo acquisto Lanvin.

Design e surrealtà allo spazio Rossana Orlandi

Vi è mai capitato di sentirvi catapultati in un’altra dimensione?

Beh sarà perché sono un sognatore, ma a me qualche volta succede.

 

L’altro giorno passeggiando in Corso Magenta mi è tornato in mente il consiglio della nostra insegnante, e sono passato dallo Spazio Rossana Orlandi che lì in prossimità.

Questo nasce nel 2002 in un ex fabbrica di legname in Via Matteo Bandello 14  a Milano, con l’intento di promuovere giovani design provenienti da tutto il mondo.

 

Come vi dicevo, varcata la soglia di questo posto incredibilmente pacifico e silenzioso, ci si ritrova circondati da curiosi oggetti messi in un apparente disordine che contribuiscono a ricreare un’atmosfera quasi surreale.

 

Sedie, tavoli, oggetti da giardino, vespe, orologi, panchine e mega grammofoni. Tutto disposto nel giardinetto che precede i 2 piani di esposizione.

 

Questa simpatica seduta in bronzo è in realtà l’opera intitolata “Auditorium” del design Nacho Carbonell.

 

Questo che sembra un incrocio tra un ufo e una tavolozza di un pittore è in realtà una lampada fatta con bottiglie di plastica e materiale riciclato.

 

Avete sempre pensato che il mix cuscino-piumone sia perfetto per l’arredo della stanza da letto?

Ecco, scordatevelo! Da oggi potete arredare così il vostro salotto.

 

Vi erano altre mille stranezze, dagli scarabei in vetro, alla soffice poltrona fatta con ritagli di giornale.

 

Dalla cassettiera d’ispirazione pop sostenuta dalle gambe di una pin-up, alla Vertigo Lamp di Costance Guisset.

 

Qui ogni cosa viene reinterpretata, se avete bisogno di molta luce perché prendere un grande lampadario?

Le decine di lampadine multiformi fluttuanti rendono tutto più emozionante, e le stelle di neve che le sovrastano vi faranno avere l’idea del leggero fioccare anche in agosto.

Il porta-pc in pietra lavica acuminata, vi farà avere un rapporto diretto con la natura più grezza  anche di fronte alla fredda tecnologia.

 

 

Insomma un posto davvero molto carino, purtroppo non avendo programmato la mia visita ho scattato delle foto dal mio iPod (mi scuserete per la qualità immagini) che mi ha abbandonato subito dopo scaricandosi.

Quindi vi invito a scoprire il resto da vicino che sicuramente rende tutto molto più suggestivo.