Un ricordo di lusso dell’estate

Con l’arrivo dei primi freddi e l’inverno alle porte ne approfittiamo per pubblicare un’edizione straordinaria: un #throwback dedicato alle vacanze di quest’estate.

Ore 5.45. E’ un sabato mattina uggioso ed è ancora buio quando suona la sveglia, ahimè molto prima del dovuto dopo aver trascorso una serata con amici fino a tarda notte sorseggiando Ginmare e ridendo come pazzi. Non è una giornata qualunque perché oggi vado funghi con mio papà. Con gli occhi ancora gonfi cerco l’outfit più consono per un’umida giornata all’apparenza settembrina.

Ore 6.30. Carichiamo la macchina con tutti gli accessori da veri montanari e ci dirigiamo verso la montagna. Il cielo inizia a schiarirsi e un bagliore di sole spunta tra le montagne. La radio suona Bitterweet simphony dei Verve e l’atmosfera diventa molto soave e rilassante. Mio papà con una faccia molto stanca inizia a raccontarmi della sua notte insonne passata a pensare alle difficoltà che il mercato della moda sta affrontando per quanto riguarda i multibrand nel settore bambino e alle strategie aziendali più corrette da implementare per incrementare i fatturati.

Ore 7.15 Arriviamo in montagna, ci vestiamo di tutto punto e carico la cesta a tracolla e uno zainetto camouflage all’interno del quale avevo preparato dei panini per un break di metà mattinata. Improvvisamente alzando la testa verso il cielo si presenta davanti a me uno spettacolo della natura: le montagne verdi rigogliose disegnano un panorama geometrico emozionante, il cielo si tinge di un colore molto intenso e caldo, irradiato dal sole che in sordina spunta da dietro una cima ancora innevata. Guardando mio papà ci fermiamo per qualche minuto a osservare il paesaggio e consapevoli della bellezza di quell’alba e di quel momento passato insieme ci sorridiamo a vicenda.

Ore 15.00 Torniamo dalla nostra scampagnata con 2.5 kg di porcini. Mi tuffo subito in piscina, rinfrescandomi dopo la faticaccia mentre mia mamma con santa pazienza e entusiasmo inizia a preparare la cena perché sta sera abbiamo 12 persone ospiti a cena : la mia famiglia.

Ore 21.00 Arrivano tutti i commensali e iniziamo una cena fantastica: pasta fresca fatta in casa con sugo ai funghi porcini, porcini al burro alla piemontese, albese e porcini tagliati sottili e per concludere pesche ripiene con una fantastica farcitura all’amaretto.

Il lusso è sentirmi veramente libero nel bel mezzo di un paesaggio quasi incantato, un luogo dove non si deve rendere conto di niente a nessuno, accompagnato da una persona da me amata e stimata: mio padre. Il lusso è gustare le prelibatezze di una pasta fatta in casa che proprio come un prodotto artigianale viene realizzato con amore e passione dalle mani esperte e attente di mia mamma, utilizzando le materie prime più pregiate ovvero quelle donate dalla terra. Il lusso è sentire il calore dell’abbraccio di un famigliare e dimenticarsi per un secondo di tutte le difficoltà o problematiche che si stanno affrontando.

Oggi è stata una giornata lunga e impegnativa ma ho vissuto tutti questi momenti unici ed esclusivi che hanno fatto si che una semplice giornata estiva si tramutasse in un’ esperienza di lusso.

Mattia Serafino

#masterontour: Barcellona

“Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene” diceva Virgina Woolf. E dopo una giornata passata in compagnia del giornalista enogastronomico Federico de Cesare Viola, abbiamo fatto di quella citazione la nostra nuova filosofia. Per metterla in pratica siamo volate a Barcellona con in mano una prenotazione per il Nino Vejo, ristorante di cui Federico ci ha raccontato la storia e che ci ha subito conquistate. Il nostro weekend all’insegna del cibo e del sole ci ha portato alla scoperta di luoghi e sapori indimenticabili, che abbiamo raccolto e recensito in questa mini guida:

  • NINO VEJO: Taqueria dei fratelli Adrià, ultima nata dopo Tickets, Pakta e Bodega 1900, tutti nella zona del Poble Sec. L’ambizioso progetto dei fratelli di El Bulli ha trasformato questo quartiere, rendendolo la meta di gourmet e appassionati di tutto il mondo. Lo chef del Nino Vejo, Paco Mendez propone una cucina messicana sofisticata sia nella presentazione che nella qualità dei prodotti. I tavolini colorati, la scritta al neon “taqueria” circondata da bottiglie di alcolici, rendono l’ambiente informale e rilassato. Il menù è scritto su un foglio di carta, le ordinazioni si segnano con la matita. La scelta non è facile ma ci siamo fatte consigliare dal nostro bravissimo cameriere messicano Pablo. Assolutamente da provare guacamole, tacos e quesadillas. Il tutto naturalmente accompagnato dagli ottimi margarita.
  • MERCAT DE LA BOQUERIA: Il mercato più famoso di Spagna con i suoi 2.583 metri quadrati e con più di 300 bancarelle. Passando il grande cancello d’ingresso in ferro entriamo in un mondo di profumi e sapori, popolato da una moltitudine di turisti e gente del posto. I banchetti specializzati vendono moltissimi tipi di prodotti, dalle olive alle spezie, pesce e carne, formaggi, frutta e molto altro ancora. Che si voglia comprare qualche ingrediente, fare uno spuntino o solo dare un’occhiata, è sicuramente un’esperienza da provare. Noi ci siamo lasciate tentare da un meraviglioso banchetto straboccante di frutta e abbiamo assaggiato un bicchiere di spremuta fresca, con abbinamenti di ogni tipo, rinfrescanti e deliziosi!
  • LA PARADETA: Un po’ mercato un po’ ristorante, la Paradeta propone una cena originale e divertente con pesce freschissimo e di qualità. L’entrata nel ristorante è una vera e propria sorpresa, un lungo bancone carico di pesce fresco disposto con ordine. Come in ogni pescheria che si rispetti viene segnalato il nome del prodotto ed il prezzo al chilo. Al cliente non rimane che scegliere ciò che più lo aggrada e indicarne la quantità desiderata. Noi ci siamo lasciate un pò prendere la mano e abbiamo ordinato in gran quantità calamari fritti, polipi, gamberi, tonno alla piastra e anche una deliziosa zuppa. Abbiamo accompagnato tutto con dell’ottimo vino bianco e siamo uscite decisamente soddisfatte e deliziate da questa esperienza.
  • ESPIT CHUPITOS: Tappa immancabile per chi si reca a Barcellona, questa chupiteria è una vera e propria istituzione. Una delle particolaritá di questo locale è l’offerta di addirittura 500 chupitos originali e protetti da copyright. Le consumazioni sono servite con giochi, acrobazie e simpatiche scenette. Molti chupitos includono presentazioni con fuoco, caramelle, trucchi e in un caso panna montata e un giocattolo sessuale (il famoso “Monica Lewinsky”…). Se vuoi vedere spettacolari Giochi con il fuoco Chiedi un Harry Potter o un El Pacto del Diablo. Noi siamo andate sul sicuro: marshmallow da arrostire su una striscia di fuoco creata sul bancone e bicchierino per accompagnare il tutto. Un’esperienza unica e indimenticabile. Da provare assolutamente!
  • XAMPANYERIA: Uno dei migliori tapas bar della città, un posto che dovete assolutamente visitare. L’atmosfera nel bar è semplicemente fantastica e molto spagnola.  Tra prosciutti appesi e migliaia di bottiglie di vino, si può gustare dell’ottimo cava accompagnato da tapas e bocadillos. Verso ora di pranzo è super affollato ma non ci siamo fatte scoraggiare e ci siamo fatte largo tra la folla pur di accaparrarci un bocadillo con Patanegra. Ne valeva davvero la pena!

Insomma, in soli pochi giorni Barcellona ha conquistato il nostro cuore e soprattutto il nostro palato… provare per credere!

Nella foto, il direttore di sala del Nino Vejo
Nella foto, il direttore di sala del Nino Vejo

In diretta da Vogue Barbara presenta: Philippe Starck

Questa settimana riportiamo qui una voce dal master finita dritta su Vogue, per la precisione nel blog del direttore: Barbara Capone e il suo articolo su Philippe Starck. L’idea è nata durante la Design Week: un evento di portata internazionale che rende Milano famosa nel mondo, non solo per la moda. Barbara, da sempre amante dell’architettura essenziale, minimalista, quasi invisibile, ci parla di Philippe Starck, maestro delle linee pulite. Le collaborazioni di Barbara con Vogue risalgono ormai a quattro anni fa, quando tutto nacque per caso partecipando a bandi online per scrivere articoli…e da allora non ha più smesso!

“Difficile raccogliere in breve tutti i progetti e lavori che spaziano dall’architettura al design, dalle moto alla moda, del noto designer francese. Ma sicuramente il suo stile caratteristico è conosciuto ai più e definibile in breve: ironico, sorprendente, divertente ed eco

Nato a Parigi il 18 gennaio 1949, la sua fama di architetto francese lo precede in tutto il mondo. Il padre era un ingegnere aeronautico, professione che ha sempre ispirato il designer a creare e ad inventare oggetti dei più svariati tipi. Allievo dell’Ecole Nissim de Camondo a Parigi, ha dapprima dimostrato interesse per i mobili gonfiabili, idea che gli è valsa la stima di Pierre Cardin il quale gli ha offerto un lavoro come direttore artistico per la sua casa editrice. Qualche anno più tardi si è occupato dell’arredamento del Le Main Bleue a Montreuil e del leggendario nightclub parigino Les Bains Douches. Nel 1979 ha fondato il suo studio, la Starck Product, più tardi rinominato Ubik come il romanzo di Dick, headquarter da cui sono iniziate le sue collaborazioni più importanti a livello mondiale: Driade, Alessi, Kartell, Drimmer, Vitra e Disform.

Nel 1983 Starck è diventato famoso per aver decorato gli appartamenti privati dell’Eliseo e l’anno successivo è arrivato all’apice della sua fama con il progetto del Café Costes, considerato il caffè parigino per eccellenza, facendogli ricevere nel 1985 un riconoscimento onorario da parte dello stato francese. Nel 1989 ha cominciato a progettare palazzi in Giappone studiando nuove forme: Nani Nani, il primo dei suoi esperimenti nipponici, è un edificio antropomorfico ricoperto di materiali che mutano nel tempo. L’idea nasce dal fatto che l’architettura debba avere un impatto positivo sull’ambiente, coesistendo con esso senza contaminarlo. Un anno dopo, a Osaka, ha ricevuto l’incarico per la progettazione di Le Baron Vert, anche conosciuto come l’Asahi Beer Hall, sempre basato su un’idea di design eco-friendly. Il lavoro di Starck non è solo progettazione, è soprattutto ideologia: ogni prospetto racchiude in sé una sua allegoria. È il caso dei ristoranti Teatron in Messico, Teatriz a Madrid, La Cigale a Parigi e il Felix a Hong Kong.

Come un regista, il designer reinventa lo spazio teatrale dove si intrecciano storie, atti e colpi di scena. Segno immortale del suo gusto contemporaneo sono i numerosi hotel che ha progettato nel mondo: dal Royalton di New York, a Delano di Miami, dal The Clift in San Francisco all’hotel Fana in Buenos Aires, per finire con il Fasano di Rio de Janeiro. Questi alberghi di lusso, seguiti nel 2012 dalla progettazione per lo yatch di Steve Jobs, si distaccano dal concetto iniziato negli anni ’90 e dedicato alla democratizzazione dell’architettura: ha inizio così la costruzione del Paramount hotel a New York che offre stanze a 100 dollari e a Parigi del Mama Shelter, un posto dedicato alla condivisione di valori fondamentali quali onestà, umorismo e intelligenza. Un progetto che il designer pensa di proseguire anche in altre città quali Lione, Bordeaux e Istanbul. Un altro progetto originale è lo “YOO”, cominciato a Londra nel 2001, si è poi diffuso anche a Santa Fe nel 2008 e propone un lifestyle made-to-measure unendo in un unico spazio libertà, semplicità e flessibilità di visione architettonica, e solo nel 2009 ha registrato la costruzione di 50 palazzi in giro per il mondo. Per Starck l’architettura e il design non sono arti elitarie destinate a pochi: crede fortemente nella sincera e moderna eleganza che viene dalla moltiplicazione di un oggetto.

Spesso le sue creazioni nascono dall’idea di rivoluzionare un oggetto ordinario, come il celebre spremiagrumi Juicy Salif disegnato nel ’90 per Alessi. I suoi lavori hanno coinvolto anche il mondo della moda progettando scarpe per Puma, creando la linea di underwear “Starck Naked”, disegnando una collezione in cashmere per Ballantyne, e infine realizzando occhiali da vista ergonomici e bionici che si adattano al corpo umano. Sovversivo, etico, ecologico, politico e divertente: così continua ad essere il genio di Starck sotto l’egida ispiratrice di Jasmine Abdellatif, sua moglie, ma soprattutto sua musa.”

Segnaliamo qui sotto il link dell’articolo su Vogue:

http://www.vogue.it/magazine/blog-del-direttore/2015/09/4-settembre#sthash.hHCwwcW7.dpuf

Milano &…Loves eating

Quali sono i trend di oggi sul food a Milano? Di certo non solo EXPO! Il nostro team di 7 ragazze ha cercato di dare una risposta a questa domanda girando per Milano e intervistando turisti e locals. Godetevi il video di cosa ne è uscito e diteci cosa ne pensate nei commenti!

Enjoy!

 

MILANO E I TRENDSETTERS

Chi è un trendsetter? E’ qualcuno che sa dettare i must have del momento grazie al proprio stile e grazie alla capacità di essere influencer.

Ci siamo chiesti quale sia ad oggi il ruolo di Milano nel dettare i trend del momento e nel reinterpretarli in maniera originale: questo è quello che abbiamo scoperto sul campo!

Siamo partiti dagli stores più cool, tra cui spiccano 10 Corso Como ed Excelsior Milano. Da Exclesior abbiamo conosciuto Barbara, sales assistant da Antonia Uomo, che ci ha raccontato come i clienti arrivino da tutto il mondo per acquistare capi ed accessori esclusivi, spesso unici, che rappresentano il meglio del made in Italy. 10 Corso Como, oltre allo shop in cui acquistare selezioni frutto di un grande lavoro di ricerca, e una galleria d’arte sempre all’avanguardia, nel giardino interno offre una selezione di cocktail da gustare per l’aperitivo o per un dopocena speciale. Milano ha dettato ed esportato la moda dell’aperitivo, creando negli anni Sessanta il Negroni Sbagliato, portato in auge dal barman del Bar Basso.

Milano detta tendenze anche nell’hair styling: da Aldo Coppola, dopo l’invenzione dello shatush, propongono ogni stagione nuovi stili che conquistano da subito il cuore ,e soprattutto i capelli, delle clienti. Nicky, esperto professionista dello store, ci spiega il continuo lavoro per avere tecniche e stili sempre nuovi e soddisfare le aspettative dei trend addicted.

Last but not least, il design rappresenta un settore sempre più attento alle tendenze. Il Salone del Mobile ogni anno attira milioni di visitatori, pronti a scoprire le novità made in italy. Parallelamente il Fuori salone è l’occasione per vivere al meglio la città durante la design week, con appuntamenti che soddisfano ogni gusto, dalle exhibition alle feste più esclusive.

La degna conclusione di questa giornata alla scoperta dei trend milanesi è stato un aperitivo al Martini Bar Dolce e Gabbana. Insomma…Milano è trendsetter!

Milano e i Trendsetters

Milano e la Moda

Connubio celebre, complicato, cangiante: cosa ne pensa Milano?

Non è un mistero che la Città Meneghina sia in primis associata al fashion e alla sua matrice modaiola, ed è questa una storia iniziata non molto tempo fa.

Stiamo parlando della città che ha fatto del senso per lo stile, del gusto e dell’eleganza il suo punto cardine, ergendosi a culla di numerosi talenti che hanno fatto e continuano a far brillare la bellezza italiana. Pensiamo ai grandi che l’hanno resa quella riconoscibile ambasciatrice di carattere, eleganza ma soprattutto qualità e funzionalità.

Una realtà nella quale i turisti amano immergersi ma con la quale chi vive a Milano deve inevitabilmente fare i conti ogni giorno.

Il reportage Milano & Moda è un interessante risultato qualitativo di ricerche flash e interviste sporadiche, effettuate coinvolgendo personalità eterogenee e differenti: dai passanti ai commessi, dai camerieri ai turisti intenti a fare shopping, sino alle persone che da anni lavorano con entusiasmo nei fashion stores della città.

Tra gli sfavillii delle vetrine del Quadrilatero della Moda, gli specchi di Corso Vittorio Emanuele II e la ricercatezza innovativa di Corso Como, ecco a voi il prodotto della nostra ricerca, aperto ad ogni tipo di interpretazione.

Lo Sbocciatore

L’incontro avviene all’ingresso del Sole 24 Ore, dove sto aspettando. Lui arriva. E’ accompagnato da una splendida ragazza dai capelli lunghi e ricci. Ci presentiamo e per rompere il ghiaccio propongo un breve giro alla concessionaria Aston Martin che si trova all’interno del palazzo. Chiacchieriamo insieme di macchine, del più e del meno. Lui mi confessa che ha guidato nella sua vita alcuni di questi splendidi bolidi inglesi, poi si avvicina al nuovo modello di Vanquish, lo osserva e la sua accompagnatrice gli fa notare che ce lo vede proprio con quell’auto. Lui annuisce sorridendo, con lo sguardo di chi avrebbe oltre che il piacere anche la possibilità di fare la pazzia di acquistarla sul momento per sfrecciare in giro per Milano e fare baldoria.
Lui è Aurelio Ludovico Barilla, “Lo Sbocciatore”.

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Aurelio ha un aspetto molto curato. Capelli lunghi in ordine ben pettinati, cappotto blu, camicia e un bell’Omega vintage cassa oro al polso. Ha uno sguardo molto penetrante, deciso e profondo. Quando parla è sicuro, i suoi modi sono gentili e garbati. Confesso che per me è stata una sorpresa, oltre che un piacere, vederlo dal vivo in quest’ottica. A dire il vero avevo una grande paura di trovarmi davanti un cafonazzo della caratura di Dan Blizerian, che sempre idolo è ma che pecca un po’ nel cosiddetto savoir-faire . Invece i suoi modi ricordano molto il mitico 007 interpretato da Pierce Brosnan, sagace e ironico, con una classe regale innata e una vita spericolata alle spalle.

Ci accomodiamo a un tavolo e iniziamo a parlare del suo successo sui social media.“Lo Sbocciatore” è infatti un gruppo fondato da Aurelio su Facebook e su Instagram. Conta più di 50.000 like e vanta una grande quantità di post, in media 3 al giorno, tutti fedelmente seguiti da appassionati che commentano, condividono e mettono per ogni suo contenuto postato diverse centinaia di like.
Numeri considerevoli, che lo hanno reso dalla fondazione a maggio 2013 un cosiddetto “Influencer” della rete, con focus molto indirizzato verso il lusso d’alto di gamma e verso la bella vita.Aurelio mi confessa che la creazione del gruppo è stata del tutto casuale, come spesso accade con le idee geniali. Nasce tutto dalla sua passione per le serate in discoteca e per uno stile di vita godereccio e dedicato agli eccessi. Nel 2013 decise di fondare una pagina su facebook per postare le sue serate e fatti di vita upper class da lui vissuti e mostrarli agli amici. Ma inaspettatamente quasi da subito il successo è stato stellare e già dopo una settimana si potevano contare più di 10.000 like. Nonostante il successo attuale, mi confessa che gestisce quasi tutto lui personalmente, a differenza di altre star del web che invece dietro hanno un entourage di persone degno di un capo di stato. Aurelio è sveglio e furbo, ha capito presto le potenzialità della sua creatura, ha registrato il marchio e ha pensato a idee di per poter far crescere il gruppo e attrarre nuove persone, creando anche un discreto business. Il settore delle serate in discoteca è forse quello più importante e redditizio, grazie alle varie presenze come special guest presso locali di mezza Italia e a vere e proprie serate a tema “Lo Sbocciatore” organizzate a Milano e Torino, con prospettive di farne presto alcune a Roma.  Ha creato inoltre una linea di magliette dedicata al suo gruppo, con il logo impresso su maglia a sfondo bianco e un sito online con e-commerce per poterle ordinare. Presto inoltre verranno create nuove linee di abbigliamento vero e proprio oltre le magliette, con vari colori e accessori, tutto a marchio “Lo Sbocciatore”.

10527680_253507471514091_3747516563374837565_nAlla mia domanda su come ha intenzione di crescere on line, Aurelio mi ha risposto che per ora continuerà come ha sempre fatto, creando contenuti goderecci e postandoli sui social storici, senza aprire nuovi canali tipo twitter o google plus. Però ha anche deciso di ampliarsi creando nuovi gruppi legati al suo primo successo. Ad esempio “Ambrogio”, parodia di un maggiordomo che deve continuamente correre dietro al suo padrone e sistemare i casini generati dalle sue bolge, chiamandolo fedelmente “Sire” e servendolo fino alla morte. Altro gruppo dedicato invece alla bellezza femminile è “Cavalline”, con una selezione di foto e video delle migliori party girls internazionali aggiornata continuamente. Oltre alle pagine social italiane Aurelio mi ha anche rivelato l’interesse a crescere, in un futuro, anche all’estero e a sfruttare la sua notorietà per scopi di business interessanti. La mossa che però gli farebbe fare il salto di qualità potrebbe essere la consulenza diretta a società del lusso di alto di gamma, in ambito di digital marketing e comunicazione. Questo in quanto tali società spesso appaiono con un’immagine segnata dalla vecchiaia, demodé all’occhio degli attuali giovani italiani che magari hanno già disponibilità economiche per poter fare acquisti di un certo livello, ma non hanno ancora l’esperienza e la conoscenza necessaria dei marchi del vero lusso. L’attività di consulenza verso le aziende potrebbe quindi presto diventare la chiave di volta per creare un vero e proprio business online per Aurelio. Per fare tanti soldi, quindi serate e post memorabili sul suo gruppo.

Da grande fan dello Sbocciatore non potevo però non fare qualche domanda più diretta sul suo rapporto con il lusso, sulla sua attività di gran viveur, uomo da party, guidatore di auto sportive, conoscitore raffinato di qualsivoglia genere di bene effimero e naturalmente donnaiolo di notevole livello! Per lui il lusso è <<la possibilità di scelta incondizionata>>, la libertà assoluta di appagare i propri bisogni di piacere. Aurelio ha la piena possibilità e disponibilità per farlo e lo fa senza alcuna remora o rimorso.
<< E’ il mio stile di vita, un modo di essere, un nuovo approccio al mondo del lusso oggi>>.  Gli piace prendere la vita con ironia e savoir faire, godendo appieno del suo stato di benessere.
Il suo approccio è quasi nostalgico, ricorda gli Yuppies degli anni ’80, gli anni ’50 e ’60 del boom economico. I suoi post hanno il sapore di Gianni Agnelli che se la gode sugli yacht, del jet set in Costa Azzurra che faceva feste memorabili ogni sera, di Frank Sinatra che scende dall’elicottero a Las Vegas con un bicchiere di Bourbon on the rocks in mano, del film “Ricky&Barabba” dove De Sica da povero barbone ottiene il riscatto sociale e alla faccia di tutti se la sfreccia con la sua nuova Ferrari Testarossa per le strade di Milano. Lo Sbocciatore ha quasi il sapore di un gusto ahimè perduto dagli italiani, i quali oggigiorno preferiscono spesso accanirsi su chi è ricco e benestante perché immediatamente inquadrato come evasore, corrotto, malavitoso e ladro a prescindere solo perché si può permettere di vivere bene. Un tempo non era affatto così, e parlandone ho detto apertamente ad Aurelio che secondo me il segreto del suo successo è proprio questo. I suoi fan sono chi vuole vivere bene senza remore, chi non ne può più di vedere questo clima grigio e smorto che attanaglia l’Italia, chi vuole andare al massimo, fare successo e potersi concedere ogni genere di meritatissimo bene di lusso possibile e immaginabile. Da semplice gruppo su facebook e instagram “Lo Sbocciatore” è diventato un vero e proprio trendsetter del lusso moderno e un manuale sulla bella vita goduriosa, per amanti del benessere a 360°. Ha riso Aurelio quando gli ho detto che potrebbe tranquillamente tenere dei corsi di studio in aula sul “settore luxury”, ma lo penso veramente.

1395889_304544659743705_8182359859562753835_n Dopo un po’ arriviamo a parlare di se e dei suoi gusti, di auto sportive e dei suoi beni di lusso preferiti.  Lo Sbocciatore mi confessa il suo grande amore per le Lamborghini, che mi ha detto guida di frequente. La Countach gli piace tantissimo. Ma non fa distinzioni, se c’è il toro dorato su sfondo nero è garanzia di assoluta bellezza e piacere di guida sportiva.Orologi ne ha svariati, anche se i suoi preferiti sono i top di gamma Patek Philippe, possibilmente supercomplicati. Per le serate a ballare ad alto tasso alcolico i consigli sono Dom Perignon, Armand de Brignac e Louis Roederer Cristal. Anche se il top di gamma rimane sempre il grande Krug. L’importante sempre e comunque è bere champagne, con qualsivoglia genere di abbinamento, in qualunque situazione, in compagnia di chiunque anche se con belle cavalline è sempre meglio!

Finisco la mia intervista chiedendogli qual è il suo sogno nel cassetto. E lui per la prima volta si blocca, non sa bene cosa rispondere. Serenamente mi dice che non gli viene in mente niente e che non ha nessun desiderio particolare. Ci salutiamo e riprendiamo le nostre strade. Ripenso più volte alla mia domanda finale, e con un sorriso capisco che la risposta è ovvia e me la potevo dare da solo.  Persone come lui rimangono spiazzate da queste richieste perché i sogni non li tengono mai nel cassetto.
Li vivono! Giorno per giorno, in cerca sempre di nuove avventure e idee per rendere bella e appagante la propria vita. Ed è la ragione per cui sono suo grande fan. Per poter vivere tramite i suoi post le sue storie, le sbocciate folli di magnum di champagne, le spese pazze di auto e orologi, le cavalline, gli yacht e le ville napoleoniche . Sogni che lui ha la forza e la bravura di vivere ogni giorno, al motto #soloperchicelafa .

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Il nuovo flagship store di H&M: uno sguardo critico

È proprio vero, il nuovo flagship store di H&M, ha una posizione mozzafiato, interni caratterizzati da marmo bianco, boschi verticali e lampadari in cristallo. Stiamo parlando di lusso o di fast fashion? Se è vero che si tratta di fast fashion, è altrettanto vero che dietro questa scelta strategica c’è la volontà o la necessità di far parlare il fast fashion con i dettami propri di un brand di lusso, nel tentativo di un riposizionamento “in alto”: vi è a conferma di ciò, una collezione non presente negli store di Via Torino e di San Babila che, come visual merchandising e fascia di prezzo, fa diretta concorrenza al colosso spagnolo Zara, posizionato a pochi metri di distanza in una location altrettanto elegante e strategica.

Il bosco verticale alle spalle delle casse, gli arredi color pastello del reparto bambino, i due alberi di circa quattro metri, il marmo a scacchiera del pavimento, il servizio taylor made dell’ultimo piano, fanno di questo spazio una realtà unica per il colosso svedese al quale sarà sicuramente giunta voce che nel 2015 sbarcherà Primark a Milano. H&M con questo flagship store ha schierato una fanteria pronta a far guerra a Zara in quanto ne sta acquisendo i codici (a sua volta copiati dai brand del lusso) e a Primark come qualità e fascia di prezzo (low).

Giulia Cogolli

Un nuovo flagship store per H&M

Dopo undici anni e più di 120 punti vendita sparsi per tutto il territorio nazionale, H&M torna a Milano  e lo fa in grande stile, aprendo un nuovo flagship store in piazza Duomo a pochi passi dallo “storico” negozio di piazza San Babila, il primo ad esser stato aperto in Italia, nel lontano 2003.

Una location prestigiosa – quattro piani per un totale di oltre duemila metri quadrati – accoglie i clienti e li accompagna alla scoperta del mondo H&M. Il design degli arredi è il frutto di un accurato studio che un team di architetti ha svolto a Stoccolma con l’obiettivo di richiamare le atmosfere degli antichi palazzi meneghini attraverso l’inserimento di marmo bianco, specchi, tendaggi lussuosi, varie tipologie di piante e lampadari di cristallo.
Inaugurato lo scorso 11 dicembre, lo store è già diventato una tappa obbligata per gli amanti dello shopping ed i primi trecento clienti sono stati “premiati con uno sconto del 30% sul loro primo acquisto. La curiosità è tanta e le lunghissime code all’ingresso non scoraggiano i più audaci alle prese con i regali  di Natale.

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Un successo annunciato per il colosso svedese che, dopo l’apertura  del flagship store di Roma lo scorso anno, non poteva esimersi dal far lo stesso nella capitale della moda… Proprio “sotto gli occhi” della Madonnina.

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#CelebratingMonogram

L’icona e gli iconoclasti.

Il nuovo progetto “Celebrating Monogram”della Maison Louis Vuitton arriva a Milano, e lo fa con una mostra interamente dedicata all’iconico logo nella splendida cornice di Palazzo Serbelloni.

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Da sempre il brand, caratterizzato da spirito creativo e pioneristico, fonde le barriere di arte, innovazione e artigianalità realizzando più che prodotti vere e proprie opere d’arte.

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E proprio a sei geniali artisti e Iconoclasti –Christian Louboutin, Cindy Sherman, Frank Gery, Karl Lagerfeld, Mark Newson e Rei Kawakubo– è stato chiesto di reinterpretare borse e bauli ponendo al centro il celebre Monogram e tutta l’innovazione e tradizione che da sempre incarna. Hanno avuto carta bianca per rappresentarlo con i loro occhi, realizzando creazioni assolutamente sorprendenti.

L’opera che più mi ha colpito è il carrellino della spesa realizzato da Louboutin: per lui il vero lusso è trovare il tempo per andare a fare la spesa al mercato, e allora perché non farlo con un oggetto altrettanto lussuoso?

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L’esposizione presenta tutto il progetto dedicato all’iconico Monogram, a partire dai prodotti creati dagli Iconoclasti fino alla reinterpretazione di questi da parte di sei giovani talentuosi fotografi -Colin Dodgson, Gordon von Steiner, Jennifer Livingston, Johnny Dufort, Michael Avedon e Pierre Debusschere- che hanno completato l’opera e vinto la sfida lanciata dalla Maison.. Allo stesso modo hanno avuto totale libertà, nel rispetto dei valori del brand, per apporre la propria firma creativa ad una nuova visione del Monogram utilizzando immagini fotografiche e in movimento.

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Nel portare a termine questo percorso, i creatori di immagini hanno richiamato i temi e le ispirazioni originarie degli iconoclasti coinvolti nel progetto, utilizzando variamente le borse e i bauli da loro ideati.

Il risultato è stato straordinario e suggestivo…ma cosa ci si poteva aspettare se non eccellenza da “un gruppo di geni” così come li ha definiti Arnault!

Eleonora Ursini