Milano & il Trendsetting

Gucci, Temakinho, MiuMiu, LùBarCeresio 7.

Se leggi questi nomi a che cosa pensi? Cos’è un trend per te?

Ecco come siamo arrivate ad una risposta: chiedendo a ragazze, incontrate nel quadrilatero della moda milanese, quali fossero i luoghi e i prodotti più visti del momento. Per un pomeriggio ci siamo improvvisate giornaliste, portando ”alto” il nome de Il Sole 24 Ore…peccato però che solo pochi si siano lasciati intervistare. Tra modelle, fashioniste e studenti, abbiamo notato come tutti siano ”addicted” ai mondi del food e del fashion.

#FOODMANIA_ Sono tantissime ormai le persone che postano continuamente foto dei propri piatti, in particolare il sushi.

3

Temakinho è nella top ten tra i giovani milanesi, famoso per il suo mix tra cucina brasiliana e giapponese, culture così dista
nti tra loro e vincenti sotto il punto di vista gastronomico. Ormai ciò che fa tendenza sono i vari accostamenti culinari con la cucina nipponica, ma non riferiti esclusivamente alle culture vicine come quella cinese o thailandese, quanto piuttosto alle nuove cucine emergenti quali peruviana, hawaiana, messicana. Sono molti i ristoranti che stanno riprendendo questo concetto.

2

Infatti, tra le vie di Milano, spuntano locali con cucina Nikkei, fusion nippo-peruviano, o un mix tra Hawaii e Vietnam. Ormai più è fusion, più è cool.

Certamente i trend vengono lanciati dagli stilisti, attualmente sono però gli influencer ad orientare le tendenze.

Prima che Chiara Ferragni postasse su Instagram una foto al LùBar, ne avevate mai sentito parlare? Questo è il tipico esempio di come un luogo acquisisca notorietà e diventi popolare in una città come Milano, polo da cui tutto ciò che è fashion e trendy ha inizio.

4

#BAGHAOLIC_ Questa è la hit bag del momento, e noi decise a chiedere informazioni ci siamo recate nello Store di Gucci in via Montenapoleone.

5

E’ stato più difficile del previsto: sono trascorsi diversi minuti prima che qualcuno ci desse retta. Nessuno poteva rilasciare particolari informazioni, tuttavia lo Store Manager, tra le righe, ci ha confermato che è proprio la Dyonisus ad essere la borsa più venduta dell’ultimo periodo.

Non avendoci potuto fornire il motivo dietro ad un tale aumento dei volumi di vendita, abbiamo cercato di rispondere noi a questa domanda, prendendo come esempio ciò che vediamo tutti i giorni sui social. Una delle ragioni di questa #GUCCIMANIA è sicuramente l’avvento del nuovo direttore creativo, Alessandro Michele, designer eclettico e 6visionario. Ha saputo infatti rilanciare lo storico marchio fiorentino riprendendo la classicità della maison, reinterpretandola in chiave innovativa e più attraente. Il marchio Gucci, per queste ragioni, e per le altre iniziative artistiche intraprese, è riuscito così a creare intorno a sé quel fervore mediatico tale da renderlo il brand iconico del momento.7

Non sono solamente le ondate creative dello stilista ad innalzare gli acquisti, ma è soprattutto la potenza mediatica delle immagini, postate dalle influencer che li orientano. Attualmente queste hanno la capacità di provocare una reazione, positiva o negativa che sia, nelle persone intorno a loro, influenzandone i gusti e i comportamenti d’acquisto.

Quindi negli anni la diffusione dei trend si è evoluta con la rivoluzione del digitale. In passato si attendevano le campagne pubblicitarie dei brand o alcuni spezzoni di sfilate, pubblicate ogni sei mesi sulle riviste del settore, per conoscere cosa sarebbe andato nella prossima stagione. Ora basta un click!

Non ci sono più attese, né intermediari. Tutto è immediato, e questa costante sintonizzazione ci permette di partecipare in prima persona alla vita del brand.

In un mondo in cui la gran parte delle decisioni d’acquisto vengono prese online (le stime parlano infatti di 17 milioni di italiani al mese connessi), ci si potrebbe orientare verso sistemi digitai negli e-commerce moda più evoluti. Ad esempio se tutti noi avessimo la possibilità di selezionare un prodotto e poi customizzarlo secondo il nostro modo di essere, chi sarebbe più disposto a recarsi in negozio quando potrebbe bastare un semplice click per godere di una vera e propria esperienza sensoriale digitale?

A cura di

Lodovica Bergamini – Livia Maulucci – Edna Ottavi – Paola Balsamo – Sofia Lombardo

 

 

 

Annunci

Let’s share Eat!

Avete mai provato l’esperienza unica di una cena a casa di sconosciuti? Noi sì, e il tema di cui vogliamo parlarvi oggi è quello dello sharing food!

Questa è l’occasione in cui cuochi non professionisti organizzano cene a casa propria ospitando vecchi e nuovi amici conosciuti su community web e portali.

La socializzazione è l’obiettivo principale della serata.

fullsizeoutput_568

Come funziona?

Il cuoco si iscrive al portale, fissa il menù, il prezzo, il numero di participanti e il termine per le prenotazioni; il  portale trattiene una parte dell’incasso come corrispettivo per l’utilizzo del servizio offerto al cuoco. Ecco la lista degli ingredienti:

  • Passione per la cucina
  • Socializzazione
  • Curiosità
  • Predisposizione alla socializzazione

fullsizeoutput_573

\Vivere un’esperienza simile ci ha posto davanti al lusso della vera unicità del momento: conoscere Alessandro, chef amatoriale e artista, ha consentito a noi di immergerci nella sua vita più intima, il suo atelier, e di poter respirare attraverso lui quanto amore e passione ci sia nel prepararsi ad occasioni di incontro come quelle delle sue cene.

fullsizeoutput_569

Quindi buon appetito e… Let’s share Eat!

Valeria Brazzoli

Carlo Cirillo

Anna Maria Kinsky Dal Borgo

Francesca Pollastro

Erica Renzoni

Camilla Titomanlio

Milano &…Loves eating

Quali sono i trend di oggi sul food a Milano? Di certo non solo EXPO! Il nostro team di 7 ragazze ha cercato di dare una risposta a questa domanda girando per Milano e intervistando turisti e locals. Godetevi il video di cosa ne è uscito e diteci cosa ne pensate nei commenti!

Enjoy!

 

GLOBAL FOOD

Con il termine cucina fusion si indica la cucina che, in maniera esplicita, combina elementi appartenenti a diverse tradizioni culinarie al fine di creare combinazioni e piatti complessi che non possono essere classificati in base ad una precisa tradizione culinaria.

Essa ha giocato un ruolo molto importante nell’apportare costanti innovazioni alle tendenze gastronomiche a partire dagli anni ’70 fino ai giorni nostri. La “food fusion” sta diventando sempre più popolare come testimoniato dalla nascita e dal successo di nuovi ristoranti fusion soprattutto nelle grandi città; nel corso degli anni, la stessa, si è sviluppata sotto varie forme: la cucina fusion regionale che riesce a combinare diverse cucine di una regione o sub-regione per proporle e consumarle in un’unica esperienza gastronomica. Anche i cibi basati su una cultura, ma preparati con ingredienti, forme e sapori appartenenti ad altre abitudini culinarie, sono considerati fusion. Ad esempio, la pizza fatta con cheddar e formaggio pepper jack, salsa, fagioli fritti o altri ingredienti tipici dei tacos, è spesso commercializzata come “Taco Pizza”. Questo particolare piatto è una fusione di cucina italiana e messicana. Approcci simili sono stati utilizzati per la fusion-sushi, come ad esempio i rolling maki con diversi tipi di riso e di ingredienti come il curry e il riso basmati, formaggio e salsa con riso della tradizione iberica, o agnello speziato e capperi arrotolati nelle foglie d’uva con riso cucinato secondo la tradizione greca, che assomigliano dentro-fuori ai dolmades, gli involtini tipici greci.

Entrando nel vivo, mi piacerebbe riportare alcuni esempi dei ristoranti fusion più popolari in questo periodo in due città a me familiari come Milano e Torino. Nella prima non possiamo non citare Temakinho, il famosissimo giappo-brasilero che sta letteralmente conquistando la città. Questo tipo di ristorante arriva direttamente dal Brasile dove riscuote un enorme successo. Qui il sushi è approdato nel dopoguerra insieme ai giapponesi, che hanno il nucleo più importante di naturalizzati all’estero, e negli anni la cucina giapponese si è adattata ai gusti autoctoni dando vita alle temakerie. La loro particolarità risiede proprio in questo mix di culture che si esprime in un menu composto da temaki e roll dalle forme giapponesi e dai sapori e profumi della tradizione gastronomica brasiliana. Tonno, salmone e branzino sono mixati a mango, coriandolo, lime e altri ingredienti tropicali. Il risultato? Stupefacente. Se poi si aggiungono le tartare e le cheviche il menu da Temakinho è vario e intrigante.

temakinhoSotto la Mole Antonelliana, invece, ha scoperto il successo il Sushiliano, il ristorante che propone pietanze giapponesi rivisitate in chiave siciliana. Un roll con branzino zucchine e mandorle? Un nigiri di tonno con cipolla rossa caramellata? Nessuna bestemmia. Il cibo cambia, si evolve, si contamina. E lo fa anche su l’asse lontanissimo che parte dal Giappone e arriva a Siracusa. Si chiama sushiliano il piatto che sta facendo impazzire il Piemonte e adesso anche Siracusa. Un fusion tra il pesce crudo alla giapponese e la materia prima siciliana, con una contaminazione che unisce sapori e filosofie talmente diverse da stare benissimo insieme. La preparazione è quella tradizionale nipponica. Dal Giappone arrivano il riso, l’aceto, anche il grande contenitore in bambu dove il riso si “riposa” dopo essere passato dalla vaporiera, come il coltello per il sashimi. E nei profumi però che irrompe la Sicilia. Nel pesce azzurro e negli agrumi. nella caponata accanto all’alga nori. Ma anche nel menù. Accanto ai piatti giapponesi la cucina della tradizione siciliana: ravioli con farina di carrubo, ripieno di patate e ortaggi, su concasse di pomodoro e mandorle tostate, per esempio.

sushiliano

Insomma… una food esplosion di sapori! Sicuramente da sperimentare al più presto!

Jessica Apicella

Dolce & Gabbana Gold Restaurant — to bring luxury on the table

Fashion giants Dolce & Gabbana have introduced their love for luxury to Milan nightlife with Gold, their first luxury concept restaurant, coffee room and cocktail bar, whose interior is,gold and filled with Milan’s most beautiful people.

DG-Gold-Restaurant-1Gold-Restaurant-Bar-Milan1

Gold was opened in October 2006 and sparkles with dazzling reflections, thanks to the architect and design team of Ferruccio Laviani and Gianmaria Torno. Already behind the decorative opulence of the men’s store and now the star of the design world, here Laviani has come up with a space-conceived by the agency +Arch-that is fabulously narcissistic, joining bistro, cocktail bar, and restaurant with mirrors, white leather, shining steel, pink marble, luminescent glass, and a noisy clientele.

Combining Italian tradition with ultimate culinary research, Gold Restaurant presents a wide range of dishes from the most typical Sicilian tradition to contemporary cuisine. Executive Chef Claudio Arciglione only uses seasonal ingredients for his menus – that change about every two weeks – and takes care of every single detail, from a carefully balanced taste to beautiful presentation. Don’t forget that Gold is also set for breakfast and aperitif, with fresh and tasty ingredients.

照片 2照片 1

The entire place is suffused with an immaterial, warm goldenness. And it’s a gold-rush menu, with light southern flavors being the rule, including a particularly good ravioli stuffed with lean meat, honey, fresh mint, and tomato coulis. Wines served by the glass can be swilled at the bistro bar.

照片 3Dolce & Gabbana Gold Restaurant 03

 

LEVIAMO (IN VOLO) I LIETI CALICI

primo-servizio-lufthansa

L’Arneis si imbarca? Proprio così. Il Roero Arneis Docg, bianco prodotto nelle zone dell’albese, noto e
apprezzato in tutto il mondo, sará presto disponibile sui voli di Alitalia e di altre compagnie aeree.
Il Roero Arneis é un vino amabile dal gusto asciutto e leggermente amarognolo indicato per accompagnare
formaggi dal sapore intenso, carni bianche e pesce; ottimo anche per un aperitivo.
Il consorzio di tutela ha approvato la scelta di una bottiglia di dimensioni contenute, adatta a un quantitativo
ridotto.
La scelta strategica é quantomai geniale poiché permetterá di raggiungere una clientela nuova, varia per etá,
cultura e provenienza, attraverso un unico canale di distribuzione.
Una politica di questo tipo ha certamente un fine anche turistico; quello cioé di attrarre nuovi visitatori in
Piemonte e nelle Langhe, recentemente entrate a far parte del patrimonio Unesco insieme alle residenze sabaude
-giá riconosciute patrimonio dell’umanità- .
vino-bianco
Il turista potrà ritrovare il Roero Arneis visitando le zone di produzione lasciandosi cullare dalla dolcezza delle
colline di Langa per scoprire un territorio ricco, ricchissimo di cultura, sapori e storie da narrare.

Non ci resta che dire…Prosit!

                                                                                                                                    Maria Chiara Laurenti

 

DEGUSTAZIONI A’LA PAGE…Dimentica il solito stuzzichino…

Nonostante il clima ancora mite, l’imbiondire del paesaggio ci ricorda che siamo in Autunno,tempo di vendemmia e serate piacevoli da allietare con un buon calice.
Fioriscono in questo periodo le degustazioni di vino, spalmate a macchia d’olio su tutto il territorio;
passione questa che è spopolata tanto da autocelebrarci un po’ tutti sommelier.
Ma in zona bollicine se non si pensa immediatamente ad un accompagnamento di salumi e formaggi, poco ci manca…Da un festival però ci si aspetta certamente il tocco creativo che potrebbe venire a mancare in una sagra di paese; inutile quindi pensare di cavarsela con due tartine ben servite.
Quando poi si tratta di un evento rinomato come il Festival del Franciacorta, vogliamo davvero di più;
e via con le proposte, a volte azzardate, di chef particolarmente ispirati.
Splendida iniziativa quella della Cantina Vigna Dorata che durante lo scorso festival ha proposto due giorni di assaggi vegani e crudisti, in collaborazione con la chef Roberta Vitali, curatrice del blog myvegattitude.blogspot.it.

immagine veg
Incuriosita contatto Luisa Rocco, promotrice dell’iniziativa, la quale mi spiega come a seguito d ialcune intolleranze abbia iniziato a interessarsi a forme di alimentazione alternativa.
Il legame che la stringe alla terra, dato dal suo lavoro, l’ha portata poi a variare la sua alimentazione onnivora, dedicando alcuni pasti al cibo crudo e a riscoprire così gusti persi dall’artificialità industriale.
Per questi motivi ha pensato di proporre ai suoi ospiti un cibo puro che esaltasse il valore delle materie prime.

veg 4
L’ incontro di elementi nobili che mani esperte hanno saputo trasformare non poteva che essere celebrato con un brindisi.

Vegan e bollicine? Si può.
Prosit!
Www.vignadorata.it

Maria Chiara Laurenti

E’ TEMPO DI VENDEMMIARE…IN MONTENAPOLEONE !

Una Vendemmia di lusso tra le boutique di via Montenapoleone: le cantine italiane e internazionali più importanti incontrano la moda per una notte davvero speciale

VENDEMMIA

Il lusso è un mondo tutto da scoprire e da degustare! La moda e l’eccellenza enogastronomica hanno tanto in comune e per una notte si sono fuse in un connubio perfetto nella via più fashion e famosa di Milano. Ogni brand è stato abbinato a un’etichetta, e così tra un brindisi da Valentino, uno da Dior e uno da Borsalino, i visitatori potevano scoprire le collezioni e le boutique in un’atmosfera davvero unica.

Certo il gruppo LVMH non ha perso tempo per sfruttare le sue sinergie e accostare ai suoi brand di alta moda le sue etichette di champagne, rimarcando un concetto che è parte della loro filosofia da tempo: moda e vino sono lussi che vanno a braccetto e hanno tantissimo da spartire e da dare al cliente!

LA VENDEMMIA DI MONTENAPOLEONE

Si parla sempre di più di shopping come experience, di ricerca di nuove modalità di coinvolgimento per il cliente e di store innovativi, sicuramente questo tipo di iniziativa rispecchia perfettamente l’intento delle boutique della moda di mettere il cliente al centro e di fargli vivere un’esperienza oltre all’acquisto.

Tra un brindisi da Valentino e uno da Vuitton, anche noi siamo andati alla ricerca dei cocktail e degli eventi più ricercati e innovativi. Moncler ci ha stupito con il suo buffet in stile inverno chic in montagna, totalmente in linea con il messaggio del brand, Tom Ford elegante e raffinato ha addirittura vestito la prestigiosa bottiglia di Annamaria Clementi di Ca’ Del Bosco con gioielli preziosi, e Borsalino ha ospitato l’enologo della nota cantina franciacortina per una dimostrazione di degorgement a la volee.

A LA VOLEE

TOM FORD E CA' DEL BOSCO

Anche le vetrine degli store si sono vestite a festa con allestimenti ad hoc in cui uve e vini si mescolavano alle collezioni.

LA VENDEMMIA DA BORSALINO

Una serata speciale che ha portato in una via forse un po’ statica e dal carattere chiuso, un’atmosfera di festa e divertimento, e ha creato un’occasione di incontro, scambio e conoscenza tra i visitatori e gli addetti ai lavori, con le boutique che aprivano le loro porte, diventando più accoglienti e calorose del solito!

VENDEMMIA MONTENAPOLEONE

Giulia Cestaro 

SHAKEN NOT STIRRED

“Agitato non mescolato, prego”.

Casino_Royale_(112)

Scommetto che ognuno di voi ha capito di cosa sto parlando: del Vesper Martini, meglio conosciuto come il cocktail di James Bond. È incredibile come, ordinandolo, ci si senta un po’ 007. Sarà per i 4cl di gin, 1 cl di vodka, 1 cl di Americano Cocchi o forse, semplicemente, siamo rimasti stregati dall’agente segreto più famoso al mondo. Non è senza dubbio la prima né l’ultima volta che un cocktail, o in generale una bevanda alcolica, diventa di moda. Un po’ come se, oltre a borsa e scarpe, l’outfit serale dovesse essere corredato dal drink all’ultimo grido. Solo che le grida durano poco, un paio di stagioni al massimo. Il Vesper Martini invece è il tubino nero dei cocktail con la sua fama che, dal 13 aprile 1953, è diventata mondiale in seguito alla pubblicazione del romanzo di Ian Flaming, Casinò Royale.

james-bond_2764614b

Sarà per il suo retrogusto amaro che lo rende audace, che sa di non essere fatto per gli amanti dei cocktail dolci, per quelli che non sanno uscire dalla loro confort zone, ma ordinare un Vesper Martini trasmette un’aria di sicurezza nei propri mezzi, nelle proprie capacità. Ed è forse questo a distinguerlo da un normale cocktail Martini, a dargli quel non so chè che dura da più di sessant’anni. Se c’è una cosa che non passa mai di moda e a cui sono i tempi a doversi adattare, quella è l’eleganza. Ed è proprio qui che si nasconde il successo come icona fashion di 007, è nel suo smoking, nella sua cura del minimo dettaglio, nell’espressione più alta dell’eleganza che non cede il posto al pericolo ma che, al contrario, è fedele compagna delle imprese di James Bond.

event-image_corp_drink-like-bond

E’ per questo che si ordina un Vesper Martini, perché il vero significato della celebre frase “una volta che l’avrai assaggiato non potrai bere nulla di diverso” va ben oltre gli ingredienti del cocktail, va ben oltre l’agitato non mescolato. Arriva dritto al cervello in cui per ognuno di noi il Vesper Martini non è solo qualcosa da ordinare al bar, è il simbolo di quel mix di eleganza e sicurezza cui tutti aspiriamo, è lusso allo stato liquido. E il lusso, si sa, non passa mai di moda.

Davide Cascio

Bahama Mama: un cocktail di puro benessere

Alla scoperta del primo Beauty Concept Store italiano

bahama2

Gli esperti e gli appassionati di beverage si staranno molto probabilmente chiedendo quali proprietà benefiche siano state recentemente scoperte nel Rum per farmi definire il drink Bahama Mama “Un cocktail di puro benessere”.

Per evitare fraintendimenti, è meglio chiarire subito che qui non parlerò del dolce drink a base di Rum, bensì di un posto, chiamato appunto Bahama Mama, che si trova a Milano, e, precisamente, all’interno dell’affascinante ed eclettico quartiere dei Navigli.

bahama5

Nello specifico, Bahama Mama è il primo Beauty Concept Store italiano. Il centro, localizzato in Viale Col di Lana numero 1, è stato inaugurato in data 20 ottobre 2011 e, dal momento della sua apertura fino ad oggi, ha saputo conquistare la stima e la fiducia della clientela femminile più in e raffinata.

Nel battezzare la propria creazione, Gaia, la proprietaria del Concept Store, ha voluto, da un lato, riferirsi proprio al nome della famosa bevanda – drink particolarmente apprezzato dalle donne – e, dall’altro, ad una nuance di smalto – chiamata appunto Bahama Mama – firmata dal super trendy marchio americano Essie.

 bahama4

Bahama Mama è un Concept Store perché, lungi dal focalizzarsi esclusivamente su un tipo di servizio o prodotto, propone alla propria clientela un’esperienza di benessere a tutto tondo: da Bahama Mama, non solo ci si può concedere manicure, pedicure, ed altri rituali mirati alla cura del viso e del corpo (famosissimi e ricercatissimi i trattamenti a base di olio d’oliva e vino rosso) ma è anche possibile dedicarsi al vintage shopping presso il piccolo angolo-boutique allestito all’interno del centro (dove talvolta è possibile trovare vere e proprie eccellenze del passato), assaggiare e sorseggiare prelibatezze biologiche Made in Tuscany, assaporare deliziose tisane ed elisir di benessere (tra cui la mitica Kabbalah Water, l’acqua “culto” preferita da Madonna) e, infine, ascoltare buona musica o sfogliare famose riviste internazionali.

bahama3

A far di Bahama Mama un Concept Store, però, non è unicamente la varietà di servizi offerti: anche a livello architettonico e cromatico si è voluta trasmettere la sensazione di trovarsi in un rilassante tempio del benessere, un’oasi di pace e relax dove ritrovare se stessi, sfuggendo momentaneamente al caos cittadino. I colori protagonisti dell’ambiente sono, infatti, il bianco, il grigio e il beige, tinte che esprimono eleganza, equilibrio, purezza e sofisticata armonia; per quanto riguarda i materiali utilizzati per l’arredamento del centro, spicca poi l’efficace accostamento del legno all’acciaio patinato, quasi a celebrare la virtuosa sintesi tra natura ed innovazione.

bahama1

Bahama Mama è nato dall’idea di creare un luogo dove tutte le componenti del benessere al femminile possano incontrarsi, dando origine ad un tutto armonico, ad una coinvolgente ed inebriante esperienza totale di equilibrio e bellezza.

Se è vero che un cocktail è buono quando tutti i sapori sono ben amalgamati tra loro, allora perché non recarsi in Viale Col di Lana 1, per provare Bahama Mama, e vivere in prima persona il virtuoso incontro tra gli ingredienti del benessere?

Silvia Vecchione