Milano & La Moda

I 4 cool neighborhood che rendono unica la street fashion experience!

Milano, conosciuta a livello internazionale come una delle maggiori capitali della moda, è palcoscenico di tendenze e ospita quotidianamente famosi fashion event.

La commistione tra Moda&Milano si diffonde ovunque con la sua inarrestabile evoluzione: camminando per le strade si può assistere ad una vera e propria sfilata a cielo aperto. I total look della gente comune esprimono le diverse identità, tramite la scelta di outfit influenzati dall’allure della città che vivono.

Addentrandosi nei quartieri nevralgici della metropoli meneghina, Tortona, Montenapoleone, Brera, Ticinese, si possono osservare differenti personalità, che ne esprimono appieno l’anima #fashionista.

 

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Quanto Milano influenza il tuo stile?

Quale accessorio identifica la moda milanese?

Quali sono i tre colori che rappresentano Milano?

 

#Montenapoleone

Conosciuta al mondo come la più importante delle vie del quadrilatero, rappresenta una delle zone più lussuose, maggiore centro degli acquisti e del prêt-à-porter.

 

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#Brera

Quartiere storico, noto da sempre come punto di ritrovo della vita artistica italiana e non solo, ospita ricercate boutique d’antiquariato e locali caratteristici dal sapore bohémien.

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#Ticinese

Quartiere famoso per l’omonima porta, per le Colonne di San Lorenzo e per la limitrofa zona dei Navigli, fulcro della vita notturna milanese.

 

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#Tortona

Nuovo quartiere di creatività e sperimentazione, considerato uno dei più dinamici di Milano e  polo internazionale del design.

 

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Chiara Colucci

Sara Mari

Matilde Morucci

Ilaria Talamazzi

Francesca Valsecchi

Giulia Ziglioli

Uno sguardo al futuro: 8° Luxury Summit

 

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Siamo già nel pieno dei lavori, al Sole 24 ORE si è appena conclusa l’ottava edizione del Luxury Summit. Digital: il focus di quest’anno.
Tante, le personalità che si sono espresse, dal settore fashion, passando per il beauty, l’orologeria e la gioielleria.
Le prospettive economiche sono cambiate, i Millenials, nuovi consumatori del lusso, stanno rivoluzionando l’establishment: esigono servizi integrati sempre più sofisticati e articolati tra il mondo offline e online. Omnichannel, Customer Experience, Storytelling rappresentano le sfide principali su cui le aziende devono investire risorse ed energie.

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Andrea Panconesi (CEO di Luisa Via Roma) e Giuseppe Giglio (CEO giglio.com), pionieri dell’e-commerce italiano, testimoniano il successo di questa realtà che fino a pochi anni fa sembrava una scommessa.

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Andrea Panconesi “ In quindici anni, con l’online, abbiamo centuplicato il fatturato delle generazioni precedenti”. Oggi il 95% del fatturato di Luisa Via Roma deriva dall’e-commerce, di questo dato solo il 10% è rappresentato dal mercato italiano.

La rivoluzione digitale rappresenta anche un’ importante opportunità non solo per i grandi nomi del fashion industry, ma anche per i brand più piccoli, così come è stato sottolineato da Diego Della Valle, presidente Tod’s Group.

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Della Valle stesso ha proposto di promuovere una collaborazione tra il mondo del fashion e quello del turismo, sfruttando le potenzialità del digitale, che faccia da vetrina alle eccellenze italiane.

I dati presentati da Boston Consulting Group evidenziano come il maggior numero di consumatori del lusso sia rappresentato da stranieri: di questi, il 30% cinesi. Le aziende italiane del settore non devono preoccuparsi del rallentamento registrato in Cina nel 2015 che mostra una riduzione del PIL dall’8% al 5% , riguardante maggiormente l’ambito edilizio. Infatti, Il nostro “Made in” mantiene il suo forte appeal sull’Upper Middle Class orientale, in continua crescita.

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Michele Polico, Managing Young Digital “Distribuire la cultura del lusso nel mercato globale digitale”.

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L’innovazione tecnologica al servizio della shopping experience: vi presentiamo Marty!

Non dimentichiamoci, però, delle nostre tradizioni e delle nostre origini legate all’artigianalità che contraddistinguono da sempre il DNA del nostro paese.

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Cinque numeri che rappresentano Pomellato: 50 anni dal 1967, 100 maestri orafi, 3 anelli Nudo comprati dalle clienti, 40 negozi monomarca, 500 concessionari.

ENRICA BOVETTI

VALERIA BRAZZOLI

CORINNE CAPURSO

SARA MARI

LODOVICA PUGASSI

MARIACARLA SALA

#masterontour: Barcellona

“Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene” diceva Virgina Woolf. E dopo una giornata passata in compagnia del giornalista enogastronomico Federico de Cesare Viola, abbiamo fatto di quella citazione la nostra nuova filosofia. Per metterla in pratica siamo volate a Barcellona con in mano una prenotazione per il Nino Vejo, ristorante di cui Federico ci ha raccontato la storia e che ci ha subito conquistate. Il nostro weekend all’insegna del cibo e del sole ci ha portato alla scoperta di luoghi e sapori indimenticabili, che abbiamo raccolto e recensito in questa mini guida:

  • NINO VEJO: Taqueria dei fratelli Adrià, ultima nata dopo Tickets, Pakta e Bodega 1900, tutti nella zona del Poble Sec. L’ambizioso progetto dei fratelli di El Bulli ha trasformato questo quartiere, rendendolo la meta di gourmet e appassionati di tutto il mondo. Lo chef del Nino Vejo, Paco Mendez propone una cucina messicana sofisticata sia nella presentazione che nella qualità dei prodotti. I tavolini colorati, la scritta al neon “taqueria” circondata da bottiglie di alcolici, rendono l’ambiente informale e rilassato. Il menù è scritto su un foglio di carta, le ordinazioni si segnano con la matita. La scelta non è facile ma ci siamo fatte consigliare dal nostro bravissimo cameriere messicano Pablo. Assolutamente da provare guacamole, tacos e quesadillas. Il tutto naturalmente accompagnato dagli ottimi margarita.
  • MERCAT DE LA BOQUERIA: Il mercato più famoso di Spagna con i suoi 2.583 metri quadrati e con più di 300 bancarelle. Passando il grande cancello d’ingresso in ferro entriamo in un mondo di profumi e sapori, popolato da una moltitudine di turisti e gente del posto. I banchetti specializzati vendono moltissimi tipi di prodotti, dalle olive alle spezie, pesce e carne, formaggi, frutta e molto altro ancora. Che si voglia comprare qualche ingrediente, fare uno spuntino o solo dare un’occhiata, è sicuramente un’esperienza da provare. Noi ci siamo lasciate tentare da un meraviglioso banchetto straboccante di frutta e abbiamo assaggiato un bicchiere di spremuta fresca, con abbinamenti di ogni tipo, rinfrescanti e deliziosi!
  • LA PARADETA: Un po’ mercato un po’ ristorante, la Paradeta propone una cena originale e divertente con pesce freschissimo e di qualità. L’entrata nel ristorante è una vera e propria sorpresa, un lungo bancone carico di pesce fresco disposto con ordine. Come in ogni pescheria che si rispetti viene segnalato il nome del prodotto ed il prezzo al chilo. Al cliente non rimane che scegliere ciò che più lo aggrada e indicarne la quantità desiderata. Noi ci siamo lasciate un pò prendere la mano e abbiamo ordinato in gran quantità calamari fritti, polipi, gamberi, tonno alla piastra e anche una deliziosa zuppa. Abbiamo accompagnato tutto con dell’ottimo vino bianco e siamo uscite decisamente soddisfatte e deliziate da questa esperienza.
  • ESPIT CHUPITOS: Tappa immancabile per chi si reca a Barcellona, questa chupiteria è una vera e propria istituzione. Una delle particolaritá di questo locale è l’offerta di addirittura 500 chupitos originali e protetti da copyright. Le consumazioni sono servite con giochi, acrobazie e simpatiche scenette. Molti chupitos includono presentazioni con fuoco, caramelle, trucchi e in un caso panna montata e un giocattolo sessuale (il famoso “Monica Lewinsky”…). Se vuoi vedere spettacolari Giochi con il fuoco Chiedi un Harry Potter o un El Pacto del Diablo. Noi siamo andate sul sicuro: marshmallow da arrostire su una striscia di fuoco creata sul bancone e bicchierino per accompagnare il tutto. Un’esperienza unica e indimenticabile. Da provare assolutamente!
  • XAMPANYERIA: Uno dei migliori tapas bar della città, un posto che dovete assolutamente visitare. L’atmosfera nel bar è semplicemente fantastica e molto spagnola.  Tra prosciutti appesi e migliaia di bottiglie di vino, si può gustare dell’ottimo cava accompagnato da tapas e bocadillos. Verso ora di pranzo è super affollato ma non ci siamo fatte scoraggiare e ci siamo fatte largo tra la folla pur di accaparrarci un bocadillo con Patanegra. Ne valeva davvero la pena!

Insomma, in soli pochi giorni Barcellona ha conquistato il nostro cuore e soprattutto il nostro palato… provare per credere!

Nella foto, il direttore di sala del Nino Vejo
Nella foto, il direttore di sala del Nino Vejo

MILANO E I TRENDSETTERS

Chi è un trendsetter? E’ qualcuno che sa dettare i must have del momento grazie al proprio stile e grazie alla capacità di essere influencer.

Ci siamo chiesti quale sia ad oggi il ruolo di Milano nel dettare i trend del momento e nel reinterpretarli in maniera originale: questo è quello che abbiamo scoperto sul campo!

Siamo partiti dagli stores più cool, tra cui spiccano 10 Corso Como ed Excelsior Milano. Da Exclesior abbiamo conosciuto Barbara, sales assistant da Antonia Uomo, che ci ha raccontato come i clienti arrivino da tutto il mondo per acquistare capi ed accessori esclusivi, spesso unici, che rappresentano il meglio del made in Italy. 10 Corso Como, oltre allo shop in cui acquistare selezioni frutto di un grande lavoro di ricerca, e una galleria d’arte sempre all’avanguardia, nel giardino interno offre una selezione di cocktail da gustare per l’aperitivo o per un dopocena speciale. Milano ha dettato ed esportato la moda dell’aperitivo, creando negli anni Sessanta il Negroni Sbagliato, portato in auge dal barman del Bar Basso.

Milano detta tendenze anche nell’hair styling: da Aldo Coppola, dopo l’invenzione dello shatush, propongono ogni stagione nuovi stili che conquistano da subito il cuore ,e soprattutto i capelli, delle clienti. Nicky, esperto professionista dello store, ci spiega il continuo lavoro per avere tecniche e stili sempre nuovi e soddisfare le aspettative dei trend addicted.

Last but not least, il design rappresenta un settore sempre più attento alle tendenze. Il Salone del Mobile ogni anno attira milioni di visitatori, pronti a scoprire le novità made in italy. Parallelamente il Fuori salone è l’occasione per vivere al meglio la città durante la design week, con appuntamenti che soddisfano ogni gusto, dalle exhibition alle feste più esclusive.

La degna conclusione di questa giornata alla scoperta dei trend milanesi è stato un aperitivo al Martini Bar Dolce e Gabbana. Insomma…Milano è trendsetter!

Milano e i Trendsetters

Milano e la Moda

Connubio celebre, complicato, cangiante: cosa ne pensa Milano?

Non è un mistero che la Città Meneghina sia in primis associata al fashion e alla sua matrice modaiola, ed è questa una storia iniziata non molto tempo fa.

Stiamo parlando della città che ha fatto del senso per lo stile, del gusto e dell’eleganza il suo punto cardine, ergendosi a culla di numerosi talenti che hanno fatto e continuano a far brillare la bellezza italiana. Pensiamo ai grandi che l’hanno resa quella riconoscibile ambasciatrice di carattere, eleganza ma soprattutto qualità e funzionalità.

Una realtà nella quale i turisti amano immergersi ma con la quale chi vive a Milano deve inevitabilmente fare i conti ogni giorno.

Il reportage Milano & Moda è un interessante risultato qualitativo di ricerche flash e interviste sporadiche, effettuate coinvolgendo personalità eterogenee e differenti: dai passanti ai commessi, dai camerieri ai turisti intenti a fare shopping, sino alle persone che da anni lavorano con entusiasmo nei fashion stores della città.

Tra gli sfavillii delle vetrine del Quadrilatero della Moda, gli specchi di Corso Vittorio Emanuele II e la ricercatezza innovativa di Corso Como, ecco a voi il prodotto della nostra ricerca, aperto ad ogni tipo di interpretazione.

Lo Sbocciatore

L’incontro avviene all’ingresso del Sole 24 Ore, dove sto aspettando. Lui arriva. E’ accompagnato da una splendida ragazza dai capelli lunghi e ricci. Ci presentiamo e per rompere il ghiaccio propongo un breve giro alla concessionaria Aston Martin che si trova all’interno del palazzo. Chiacchieriamo insieme di macchine, del più e del meno. Lui mi confessa che ha guidato nella sua vita alcuni di questi splendidi bolidi inglesi, poi si avvicina al nuovo modello di Vanquish, lo osserva e la sua accompagnatrice gli fa notare che ce lo vede proprio con quell’auto. Lui annuisce sorridendo, con lo sguardo di chi avrebbe oltre che il piacere anche la possibilità di fare la pazzia di acquistarla sul momento per sfrecciare in giro per Milano e fare baldoria.
Lui è Aurelio Ludovico Barilla, “Lo Sbocciatore”.

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Aurelio ha un aspetto molto curato. Capelli lunghi in ordine ben pettinati, cappotto blu, camicia e un bell’Omega vintage cassa oro al polso. Ha uno sguardo molto penetrante, deciso e profondo. Quando parla è sicuro, i suoi modi sono gentili e garbati. Confesso che per me è stata una sorpresa, oltre che un piacere, vederlo dal vivo in quest’ottica. A dire il vero avevo una grande paura di trovarmi davanti un cafonazzo della caratura di Dan Blizerian, che sempre idolo è ma che pecca un po’ nel cosiddetto savoir-faire . Invece i suoi modi ricordano molto il mitico 007 interpretato da Pierce Brosnan, sagace e ironico, con una classe regale innata e una vita spericolata alle spalle.

Ci accomodiamo a un tavolo e iniziamo a parlare del suo successo sui social media.“Lo Sbocciatore” è infatti un gruppo fondato da Aurelio su Facebook e su Instagram. Conta più di 50.000 like e vanta una grande quantità di post, in media 3 al giorno, tutti fedelmente seguiti da appassionati che commentano, condividono e mettono per ogni suo contenuto postato diverse centinaia di like.
Numeri considerevoli, che lo hanno reso dalla fondazione a maggio 2013 un cosiddetto “Influencer” della rete, con focus molto indirizzato verso il lusso d’alto di gamma e verso la bella vita.Aurelio mi confessa che la creazione del gruppo è stata del tutto casuale, come spesso accade con le idee geniali. Nasce tutto dalla sua passione per le serate in discoteca e per uno stile di vita godereccio e dedicato agli eccessi. Nel 2013 decise di fondare una pagina su facebook per postare le sue serate e fatti di vita upper class da lui vissuti e mostrarli agli amici. Ma inaspettatamente quasi da subito il successo è stato stellare e già dopo una settimana si potevano contare più di 10.000 like. Nonostante il successo attuale, mi confessa che gestisce quasi tutto lui personalmente, a differenza di altre star del web che invece dietro hanno un entourage di persone degno di un capo di stato. Aurelio è sveglio e furbo, ha capito presto le potenzialità della sua creatura, ha registrato il marchio e ha pensato a idee di per poter far crescere il gruppo e attrarre nuove persone, creando anche un discreto business. Il settore delle serate in discoteca è forse quello più importante e redditizio, grazie alle varie presenze come special guest presso locali di mezza Italia e a vere e proprie serate a tema “Lo Sbocciatore” organizzate a Milano e Torino, con prospettive di farne presto alcune a Roma.  Ha creato inoltre una linea di magliette dedicata al suo gruppo, con il logo impresso su maglia a sfondo bianco e un sito online con e-commerce per poterle ordinare. Presto inoltre verranno create nuove linee di abbigliamento vero e proprio oltre le magliette, con vari colori e accessori, tutto a marchio “Lo Sbocciatore”.

10527680_253507471514091_3747516563374837565_nAlla mia domanda su come ha intenzione di crescere on line, Aurelio mi ha risposto che per ora continuerà come ha sempre fatto, creando contenuti goderecci e postandoli sui social storici, senza aprire nuovi canali tipo twitter o google plus. Però ha anche deciso di ampliarsi creando nuovi gruppi legati al suo primo successo. Ad esempio “Ambrogio”, parodia di un maggiordomo che deve continuamente correre dietro al suo padrone e sistemare i casini generati dalle sue bolge, chiamandolo fedelmente “Sire” e servendolo fino alla morte. Altro gruppo dedicato invece alla bellezza femminile è “Cavalline”, con una selezione di foto e video delle migliori party girls internazionali aggiornata continuamente. Oltre alle pagine social italiane Aurelio mi ha anche rivelato l’interesse a crescere, in un futuro, anche all’estero e a sfruttare la sua notorietà per scopi di business interessanti. La mossa che però gli farebbe fare il salto di qualità potrebbe essere la consulenza diretta a società del lusso di alto di gamma, in ambito di digital marketing e comunicazione. Questo in quanto tali società spesso appaiono con un’immagine segnata dalla vecchiaia, demodé all’occhio degli attuali giovani italiani che magari hanno già disponibilità economiche per poter fare acquisti di un certo livello, ma non hanno ancora l’esperienza e la conoscenza necessaria dei marchi del vero lusso. L’attività di consulenza verso le aziende potrebbe quindi presto diventare la chiave di volta per creare un vero e proprio business online per Aurelio. Per fare tanti soldi, quindi serate e post memorabili sul suo gruppo.

Da grande fan dello Sbocciatore non potevo però non fare qualche domanda più diretta sul suo rapporto con il lusso, sulla sua attività di gran viveur, uomo da party, guidatore di auto sportive, conoscitore raffinato di qualsivoglia genere di bene effimero e naturalmente donnaiolo di notevole livello! Per lui il lusso è <<la possibilità di scelta incondizionata>>, la libertà assoluta di appagare i propri bisogni di piacere. Aurelio ha la piena possibilità e disponibilità per farlo e lo fa senza alcuna remora o rimorso.
<< E’ il mio stile di vita, un modo di essere, un nuovo approccio al mondo del lusso oggi>>.  Gli piace prendere la vita con ironia e savoir faire, godendo appieno del suo stato di benessere.
Il suo approccio è quasi nostalgico, ricorda gli Yuppies degli anni ’80, gli anni ’50 e ’60 del boom economico. I suoi post hanno il sapore di Gianni Agnelli che se la gode sugli yacht, del jet set in Costa Azzurra che faceva feste memorabili ogni sera, di Frank Sinatra che scende dall’elicottero a Las Vegas con un bicchiere di Bourbon on the rocks in mano, del film “Ricky&Barabba” dove De Sica da povero barbone ottiene il riscatto sociale e alla faccia di tutti se la sfreccia con la sua nuova Ferrari Testarossa per le strade di Milano. Lo Sbocciatore ha quasi il sapore di un gusto ahimè perduto dagli italiani, i quali oggigiorno preferiscono spesso accanirsi su chi è ricco e benestante perché immediatamente inquadrato come evasore, corrotto, malavitoso e ladro a prescindere solo perché si può permettere di vivere bene. Un tempo non era affatto così, e parlandone ho detto apertamente ad Aurelio che secondo me il segreto del suo successo è proprio questo. I suoi fan sono chi vuole vivere bene senza remore, chi non ne può più di vedere questo clima grigio e smorto che attanaglia l’Italia, chi vuole andare al massimo, fare successo e potersi concedere ogni genere di meritatissimo bene di lusso possibile e immaginabile. Da semplice gruppo su facebook e instagram “Lo Sbocciatore” è diventato un vero e proprio trendsetter del lusso moderno e un manuale sulla bella vita goduriosa, per amanti del benessere a 360°. Ha riso Aurelio quando gli ho detto che potrebbe tranquillamente tenere dei corsi di studio in aula sul “settore luxury”, ma lo penso veramente.

1395889_304544659743705_8182359859562753835_n Dopo un po’ arriviamo a parlare di se e dei suoi gusti, di auto sportive e dei suoi beni di lusso preferiti.  Lo Sbocciatore mi confessa il suo grande amore per le Lamborghini, che mi ha detto guida di frequente. La Countach gli piace tantissimo. Ma non fa distinzioni, se c’è il toro dorato su sfondo nero è garanzia di assoluta bellezza e piacere di guida sportiva.Orologi ne ha svariati, anche se i suoi preferiti sono i top di gamma Patek Philippe, possibilmente supercomplicati. Per le serate a ballare ad alto tasso alcolico i consigli sono Dom Perignon, Armand de Brignac e Louis Roederer Cristal. Anche se il top di gamma rimane sempre il grande Krug. L’importante sempre e comunque è bere champagne, con qualsivoglia genere di abbinamento, in qualunque situazione, in compagnia di chiunque anche se con belle cavalline è sempre meglio!

Finisco la mia intervista chiedendogli qual è il suo sogno nel cassetto. E lui per la prima volta si blocca, non sa bene cosa rispondere. Serenamente mi dice che non gli viene in mente niente e che non ha nessun desiderio particolare. Ci salutiamo e riprendiamo le nostre strade. Ripenso più volte alla mia domanda finale, e con un sorriso capisco che la risposta è ovvia e me la potevo dare da solo.  Persone come lui rimangono spiazzate da queste richieste perché i sogni non li tengono mai nel cassetto.
Li vivono! Giorno per giorno, in cerca sempre di nuove avventure e idee per rendere bella e appagante la propria vita. Ed è la ragione per cui sono suo grande fan. Per poter vivere tramite i suoi post le sue storie, le sbocciate folli di magnum di champagne, le spese pazze di auto e orologi, le cavalline, gli yacht e le ville napoleoniche . Sogni che lui ha la forza e la bravura di vivere ogni giorno, al motto #soloperchicelafa .

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Il nuovo flagship store di H&M: uno sguardo critico

È proprio vero, il nuovo flagship store di H&M, ha una posizione mozzafiato, interni caratterizzati da marmo bianco, boschi verticali e lampadari in cristallo. Stiamo parlando di lusso o di fast fashion? Se è vero che si tratta di fast fashion, è altrettanto vero che dietro questa scelta strategica c’è la volontà o la necessità di far parlare il fast fashion con i dettami propri di un brand di lusso, nel tentativo di un riposizionamento “in alto”: vi è a conferma di ciò, una collezione non presente negli store di Via Torino e di San Babila che, come visual merchandising e fascia di prezzo, fa diretta concorrenza al colosso spagnolo Zara, posizionato a pochi metri di distanza in una location altrettanto elegante e strategica.

Il bosco verticale alle spalle delle casse, gli arredi color pastello del reparto bambino, i due alberi di circa quattro metri, il marmo a scacchiera del pavimento, il servizio taylor made dell’ultimo piano, fanno di questo spazio una realtà unica per il colosso svedese al quale sarà sicuramente giunta voce che nel 2015 sbarcherà Primark a Milano. H&M con questo flagship store ha schierato una fanteria pronta a far guerra a Zara in quanto ne sta acquisendo i codici (a sua volta copiati dai brand del lusso) e a Primark come qualità e fascia di prezzo (low).

Giulia Cogolli

L’ universo MODA si mette in mostra

Sempre di più le grandi firme della moda internazionale si raccontano attraverso mostre che permettono di far esplorare ai visitatori il proprio universo in una chiave insolita.

Sei sezioni illustrano l’intero universo di borse, calzature, abbigliamento maschile e femminile di un grande marchio Prada, nato nel 1913 nel mondo della pelletteria e oggi tra le maison più iconiche della moda, è infatti una realtà in grado di attraversare e toccare, influenzandolo e lasciandosi influenzare, il mondo dell’arte tout court e racconta tutto questo con il progetto Pradasphere, partito lo scorso maggio da Londra.

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Inaugurata il 19 novembre ad HongKong in una location d’eccezione, il molo Central Ferry Pier 4, con ampie vedute del porto, la mostra svela le ossessioni polivalenti del marchio simbolo del made in Italy.


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Concepita come un viaggio attraverso la storia di Prada, Pradasphere è una collezione di oggetti d’archivio ideata per svelare i complessi, e spesso intricati, riferimenti di Miuccia Prada, del suo atelier, e della sua fitta cerchia di collaboratori. Il DNA di Prada appare evidente in ogni dettaglio, dalla moda agli accessori, all’arte, all’architettura, al cinema e alla cultura.

Curata da Fabio Zambernardi, creative director di Prada, in collaborazione con il designer e scrittore newyorkese Michael Rock e il suo studio 2×4, sarà aperta al pubblico gratuitamente fino al 5 dicembre 2014 e vede coinvolti anche i nove negozi Prada di Hong Kong, compreso quello in aeroporto: in ogni punto vendita ci sono alcuni prodotti in limited edition che riprendono fantasie e stampe storiche e poi c’è il catalogo, un volume di grandi dimensioni e ricchissimo di fotografie e contributi speciali, che verrà venduto anche nel resto del mondo, sia nelle librerie sia nelle boutique.

Oggi invece si aprono le porte di Palazzo Serbelloni nella città di Milano in occasione di un’ altra mostra che vede protagonista un altro brand iconico con l’intenzione di raccontarsi in modo del tutto istrionico: si tratta di Celebrating Monogram, progetto speciale concepito da Louis Vuitton per celebrare il logo iconico più famoso del fashion, il Monogram.

Sei famosi e geniali icone contemporanee, CHRISTIAN LOUBOUTIN, CINDY SHERMAN, FRANK GEHRY, KARL LAGERFELD, MARC NEWSON e REI KAWAKUBO, hanno avuto carta bianca per creare la propria personale interpretazione di una borsa o di un bagaglio, utilizzando l’iconico MONOGRAM nel rispetto dello spirito d’innovazione, di condivisione e di avventura del marchio, senza tralasciare il proprio stile. Il risultato del progetto condiviso da questo gruppo straordinario ed eterogeneo è stata una collezione unica.the-louis-vuitton-monogram-project

Questi sono solo due dei tanti casi in cui marchi prestigiosi hanno deciso di raccontarsi attraverso una mostra che li ponesse in un’ottica nuova e sorprendete agli occhi dei visitatori e sembra essere una nuova modalità con cui rappresentare il proprio legame tra passato e presente, proiettato verso il futuro.

Carlo Tomarelli

FASHION REVOLUTION DAY

Il Fashion Revolution Day è una manifestazione mondiale, tenutasi per la prima volta lo scorso 24 Aprile 2014, il cui scopo è quello di sensibilizzare l’ opinione pubblica a prestare attenzione rispetto i capi che indossiamo.

La manifestazione è un modo per estendere il fattore “sentirsi bene con quello che indosso” a “ sentirsi bene con le condizioni in cui i prodotti che indosso vengono creati”.

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L’evento segna il primo anniversario dal disastro della fabbrica Rana Plaza a Dhaka (Bangladesh) dove hanno perso la vita oltre 1000 persone.

Negli anni antecedenti questo disastro, più di 2000 persone operanti nel settore tessile/abbigliamento in Bangladesh persero la vita, ma trattandosi di piccoli disastri o incendi cadauno, non fecero mai notizia.

Testimonianze raccontano che proprio in questo paese “ci sono guardie armate che sorvegliano le porte degli edifici per controllare le intrusioni dei non graditi. All’interno

non c’è ventilazione e le finestre hanno le sbarre così che diventa impossibile fuggire in caso di incendio.

Le operaie hanno solamente due permessi al giorno per andare in bagno e devono produrre almeno 100 pezzi all’ ora!!!Eppure alla vista dei giornalisti implorano di non dire nulla per la paura di perdere il lavoro”.

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Oltre a chiedere ai brand di essere più trasparenti nell’ esplicare le fasi di produzione dei loro prodotti, si vuole sensibilizzare il consumatore riguardo i costi reali della moda e l’ impatto di questi in ogni fase del processo di produzione e di consumo.

“La fase critica avviene quando le persone pensano che sia un diritto comprare una maglietta a 5 euro’ poiché proprio lì, nel prezzo così democratico è nascosta la trappola tutt’ altro che democratica: di quel prezzo irrisorio che si paga, soltanto 1 cent. spetta all’ operaia che in Bangladesh, sfruttata, l’ha prodotto”.

Il vero problema è l’eccesiva velocità con cui consumiamo: si è diffusa tra tutti noi un’insaziabile fame di capi usa e getta che ci ha disabituato ad acquistare cose belle e soprattutto con una bella storia dietro.

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Proprio per mantenere viva l’attenzione a riguardo, durante il Fashion Revolution Day migliaia di persone hanno indossato abiti a contrario, per esibire le etichette e quindi la provenienza dei propri vestiti.

L’iniziativa globale vuole infatti portare le persone di tutto il mondo a chiedersi quale sia la provenienza degli abiti che indossano ed a interrogarsi sulle condizioni in cui migliaia di operai tutt’ oggi sono costretti a lavorare in totale mancanza di sicurezza e dignità.

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MUSEO ARMANI

Dalla collaborazUntitledAione tra Giorgio Armani S.p.A. e il Comune di Milano nasce il museo di Giorgio Armani che sorgerà nella zona dell’ex area industriale Ansaldo, vicino alla sede del brand. L’intenzione del Comune di Milano è di creare, attraverso una riqualificazione dell’immobile industriale in via Bergognone, un polo culturale che attirerà professionisti della moda e del design, turisti, studiosi d’arte e giovani; accanto al museo della maison, infatti, sorgerà il Museo delle Culture progettato da David Chipperfield.

Il museo sarà un vero e proprio centro culturale; esso ospiterà la collezione permanente di abiti, i disegni realizzati dallo stilista, ma anche mostre d’arte e luoghi dedicati alla formazione, alla ricerca e alla divulgazione della storia della moda e del costume nelle sue diverse declinazioni. “Ho deciso di mettere Untitleda disposizione della mia città il frutto del mio lavoro, fatto non soltanto di abiti, ma anche di senso della materia ed esperienza.”, commenta lo stilista. Giorgio Armani, sottolineando l’attenzione del Comune e delle Istituzioni Milanesi a un settore così importante per l’economia cittadina e nazionale, afferma: “Ho ritenuto che potesse essere interessante in particolare per i giovani che si avvicinano numerosi alla moda e al design e che in questo patrimonio potranno trovare ispirazione e spunti per dare vita a nuove idee e alle aziende del futuro. Quel futuro che bisogna imparare a costruire giorno per giorno.”

Giorgio Armani, inoltre, dedica il museo alla Città di Milano, definendola una “dura e leale maestra”. Lo stilista afferma che è solo grazie a questa città che il suo lavoro è “così fortemente italiano e nello stesso tempo internazionale”, egli prosegue: “Ho sempre pensato che il mio lavoro in altre città sarebbe stato diverso.”

Non resta che aspettare ansiosamente l’apertura del centro che avverrà poco prima dell’inizio dell’EXPO 2015.

Sara Guariglia