MILANO & FOOD

Tradizione e innovazione, l’attenzione al dettaglio e per le materie prime, sono gli elementi del fil rouge che ci ha guidate nella ricerca di questi luoghi intimi ed insoliti.

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Partiamo dalla tranquilla Via Corsico, nel cuore dei Navigli, dove troviamo un nuovo ed originale bistro: 28Posti.

Le vetrine del locale non nascondono nessun dettaglio agli occhi dei passanti; la cucina oltre che dall’esterno, è osservabile anche da una feritoia che si affaccia sulla prima delle due piccole sale che compongono il locale.

I 28 posti a sedere sono distribuiti nei due ambienti, arredati con sedie e tavoli in legno e materiali di recupero realizzati in collaborazione di cooperative sociali.

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Il menu cambia ogni due mesi ed è composto da pochi piatti alla carta, che rappresentano i classici dello chef nati dall’incontro tra la cucina tradizionale campana e le sue esperienze in cucine sperimentali e d’avanguardia. È possibile assaporarli al meglio attraverso percorsi di degustazione a sorpresa che si compongono di 5, 8 o 10 portate a cena, 2 oppure 4 a pranzo.

La cucina del 28 posti è ricca di contaminazioni; ingredienti come le verze e il tartufo convivono con shiso (basilico giapponese) e fitoplancton. Anche la carta dei vini privilegia piccoli produttori e vignaioli artigiani, composta per l’80% da vini naturali e biodinamici.

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A Casa Eatery

Proseguendo il nostro giro, lungo il naviglio ed oltre la darsena, intravediamo una porta di un azzurro acceso, mimetizzata nel viottolo d’accesso ad un palazzo anni 60/70, tra scaffali di piante e di odori, tra due o tre tavolini per fumatori, illuminati solo da un paio di lanterne.

Quella porta azzurra, sotto all’insegna “a Casa Eatery”, ci ha invitate ad entrare e scoprire cosa nascondesse.

Davanti a noi si è aperto uno spazio molto ampio, allo stesso tempo intimo e raccolto, arredato in modo casual ed un pò retrò.

Qualche passo in avanti e spunta da dietro una parete, una gentile ragazza un pò confusa per essersi trovata davanti delle “ospiti” ad un orario un pò strano sia per pranzare che per cenare; e dopo qualche veloce parola per presentarci prima di farci cacciare, siamo riuscite a trattenere Giacomo, il proprietario di Casa Eatery, per farci raccontare come fosse nato questo spazio così particolare e inusuale per i Milanesi.

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Capiamo subito che la familiarità è il concept che ha dato vita al locale: un ambiente accogliente, luci soffuse, scaffali, librerie e poltrone come a casa e tavoli grandi e distanti per godersi il lusso di parlare in intimità e stando comodi.

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Nonostante lo spazio molto ampio, i tavoli non sono molti e Casa Eatery è riuscito a diventare un delizioso rifugio vintage dove i clienti possano gustare una cucina casalinga in grado di combinare gli ingredienti del sud con le ricette regionali, e godersi una buona compagnia in intimità e lontano dal traffico o dal caos.

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Terza tappa del nostro tour attraverso la nicchia dei sapori: nella splendida cornice di Porta Venezia una merenda healthy e fresca al San Pietro Cafè, in attesa dell’executive chef Sergio Mei, che tra i suoi mille progetti e appuntamenti è stato così gentile da trovare del tempo per noi.

Emozionate e impazienti di conoscerlo, al suo arrivo ci fa accomodare nella Wine Bank del Cafè, pronto a raccontarci di lui.

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Executive chef al Four Season, la sua carriera è costellata da grandi esperienze e traguardi nei più prestigiosi ristoranti e hotel internazionali. La grande fama da lui acquisita nel tempo, ci confida, l’ha condotto oggi ad essere tra i più richiesti Chef per esclusive cene in casa ed eventi privati.

Negli anni è stato così bravo e riservato nel fidelizzare i suoi clienti più affezionati con i suoi sfiziosi menù personalizzati sulle loro richieste che da semplice Chef è diventato per loro una persona di fiducia, alla quale lasciare addirittura le chiavi di casa e a cui affidarsi ciecamente per soddisfare i palati più raffinati in eventi privati d’élite!

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Arrivate alle 11.30 di sera, la giornata era volata ma abbiamo deciso di finire il nostro giro con la Latteria di San Marco.

Perché parlare della Latteria San Marco? Perché qui il tempo si è fermato. Chiedetelo alla signora Maria che lo gestisce dal 1965 con suo marito Arturo. Maria ci accoglie nel suo ristorante, a fine turno, e ci fa accomodare in un tavolo, lontano dalle orecchie curiose degli ultimi clienti che sorseggiano l’amaro di fine cena.

Alla domanda “ci può raccontare la storia di questo piccolo gioiello”, le si riempiono gli occhi di gioia e inizia a raccontare la sua storia con il calore di una donna innamorata del suo lavoro.

Ed è così che si aprono davanti a noi proiezioni di una Milano in cui in via Statuto si andava a fare la schermografia, via San Marco era un via vai di tram, e tutti i grandi nomi della moda di oggi erano alle prime armi o ai primi bagliori di successo.

Un giorno la Signora Maria e suo marito Arturo passeggiavano alla ricerca del posto ideale per aprire una piccola attività di ristorazione. Eccolo lì.

Una vetrinetta singola avente sia a destra che sinistra due portinerie, che faceva sì che non avrebbero potuto espandersi ulteriormente presi dall’ingordigia del guadagno.     Era il posto perfetto. L’attività inizia, ma ci vogliono cinque anni prima che Milano si accorga della loro abilità, e piano piano il passaparola genera fama.

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“In una città come Milano, dove tutti vanno a mangiare fuori, anche all’epoca, non c’era un posto in cui poter mangiare sano e digeribile”, questa è la filosofia sulla quale la Latteria ha costruito il suo business.

Un posto che non ha mai cercato pubblicità ma che nel 1988 fu pubblicato perfino su Vogue Giappone, un posto che ha come parola d’ordine genuinità e Km 0, concetti tanto cari a noi Milanesi nel 2017.

La loro tecnica dell’uso delle pentole in argento vivo ha attirato una vasta clientela che negli anni è rimasta fedele: Miuccia Prada, il team di Fiorucci, Benigni con la moglie e tanti altri personaggi famosi, dal design, dalla politica, dallo spettacolo e dalla moda.     La latteria ha 8 tavoli al suo interno e la Signora Maria non accetta prenotazioni dal 1965.

Al termine del suo racconto sorride e ci dona un consiglio prezioso, ispirandosi alla sua esperienza: “Lo dico sempre ai giovani, fate un lavoro che vi piace!”.

 

GABRIELLA CATANIA

GIULIA CASUCCI

MARIA CHIARA GIACOBBE

VICTORIA LUKONINA

VERONICA SARTORI

FEDERICA SAVIO

 

 

 

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Milano & il Trendsetting

Gucci, Temakinho, MiuMiu, LùBarCeresio 7.

Se leggi questi nomi a che cosa pensi? Cos’è un trend per te?

Ecco come siamo arrivate ad una risposta: chiedendo a ragazze, incontrate nel quadrilatero della moda milanese, quali fossero i luoghi e i prodotti più visti del momento. Per un pomeriggio ci siamo improvvisate giornaliste, portando ”alto” il nome de Il Sole 24 Ore…peccato però che solo pochi si siano lasciati intervistare. Tra modelle, fashioniste e studenti, abbiamo notato come tutti siano ”addicted” ai mondi del food e del fashion.

#FOODMANIA_ Sono tantissime ormai le persone che postano continuamente foto dei propri piatti, in particolare il sushi.

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Temakinho è nella top ten tra i giovani milanesi, famoso per il suo mix tra cucina brasiliana e giapponese, culture così dista
nti tra loro e vincenti sotto il punto di vista gastronomico. Ormai ciò che fa tendenza sono i vari accostamenti culinari con la cucina nipponica, ma non riferiti esclusivamente alle culture vicine come quella cinese o thailandese, quanto piuttosto alle nuove cucine emergenti quali peruviana, hawaiana, messicana. Sono molti i ristoranti che stanno riprendendo questo concetto.

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Infatti, tra le vie di Milano, spuntano locali con cucina Nikkei, fusion nippo-peruviano, o un mix tra Hawaii e Vietnam. Ormai più è fusion, più è cool.

Certamente i trend vengono lanciati dagli stilisti, attualmente sono però gli influencer ad orientare le tendenze.

Prima che Chiara Ferragni postasse su Instagram una foto al LùBar, ne avevate mai sentito parlare? Questo è il tipico esempio di come un luogo acquisisca notorietà e diventi popolare in una città come Milano, polo da cui tutto ciò che è fashion e trendy ha inizio.

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#BAGHAOLIC_ Questa è la hit bag del momento, e noi decise a chiedere informazioni ci siamo recate nello Store di Gucci in via Montenapoleone.

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E’ stato più difficile del previsto: sono trascorsi diversi minuti prima che qualcuno ci desse retta. Nessuno poteva rilasciare particolari informazioni, tuttavia lo Store Manager, tra le righe, ci ha confermato che è proprio la Dyonisus ad essere la borsa più venduta dell’ultimo periodo.

Non avendoci potuto fornire il motivo dietro ad un tale aumento dei volumi di vendita, abbiamo cercato di rispondere noi a questa domanda, prendendo come esempio ciò che vediamo tutti i giorni sui social. Una delle ragioni di questa #GUCCIMANIA è sicuramente l’avvento del nuovo direttore creativo, Alessandro Michele, designer eclettico e 6visionario. Ha saputo infatti rilanciare lo storico marchio fiorentino riprendendo la classicità della maison, reinterpretandola in chiave innovativa e più attraente. Il marchio Gucci, per queste ragioni, e per le altre iniziative artistiche intraprese, è riuscito così a creare intorno a sé quel fervore mediatico tale da renderlo il brand iconico del momento.7

Non sono solamente le ondate creative dello stilista ad innalzare gli acquisti, ma è soprattutto la potenza mediatica delle immagini, postate dalle influencer che li orientano. Attualmente queste hanno la capacità di provocare una reazione, positiva o negativa che sia, nelle persone intorno a loro, influenzandone i gusti e i comportamenti d’acquisto.

Quindi negli anni la diffusione dei trend si è evoluta con la rivoluzione del digitale. In passato si attendevano le campagne pubblicitarie dei brand o alcuni spezzoni di sfilate, pubblicate ogni sei mesi sulle riviste del settore, per conoscere cosa sarebbe andato nella prossima stagione. Ora basta un click!

Non ci sono più attese, né intermediari. Tutto è immediato, e questa costante sintonizzazione ci permette di partecipare in prima persona alla vita del brand.

In un mondo in cui la gran parte delle decisioni d’acquisto vengono prese online (le stime parlano infatti di 17 milioni di italiani al mese connessi), ci si potrebbe orientare verso sistemi digitai negli e-commerce moda più evoluti. Ad esempio se tutti noi avessimo la possibilità di selezionare un prodotto e poi customizzarlo secondo il nostro modo di essere, chi sarebbe più disposto a recarsi in negozio quando potrebbe bastare un semplice click per godere di una vera e propria esperienza sensoriale digitale?

A cura di

Lodovica Bergamini – Livia Maulucci – Edna Ottavi – Paola Balsamo – Sofia Lombardo

 

 

 

MILANO&LIFESTYLE

Come esprimere nel modo migliore il concetto di lifestyle milanese, se non ricreandolo? O ancora meglio, diventandone noi stesse protagoniste? 😛

Mettete insieme una turista romana, due milanesi DOC, una globe-trotter, una business woman e una regista improvvisata in una città “cool” come Milano, shakerate il tutto e…

In una calda giornata estiva, con il sole a mezzogiorno, la turista romana, perennemente in ritardo, approda a Milano e raggiunge le due milanesi DOC dopo un estenuante viaggio in treno (anche quello puntualmente in ritardo!). 😀

Dopo una noiosissima lezione di economia, le due milanesi, in attesa dell’arrivo dell’amica romana, iniziano a preparare il programma della giornata con l’obiettivo di farle vivere il vero lifestyle milanese.

Tutto parte dal desiderio di provare la fragranza del pane appena sfornato e…

Chi potrebbe più di tutti soddisfare la loro richiesta?

Di certo i panini di “DE SANTIS”! 😉

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Il locale è uno dei più noti in città per la varietà dei panini. Qui si possono infatti trovare il panino “Dietetico”, che non fa ingrassare ma nutre perché ogni ingrediente è sapientemente calibrato, oppure un panino “Goduria” in cui il connubio tra il salame e le scaglie di parmigiano restituisce la giusta carica per affrontare il resto della giornata.

Ovviamente, da tipiche ragazze italiane, nulla viene prima di un buon caffè. 

E quindi: direzione  ➡ “MARCHESI”!

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Non si tratta di un semplice caffé ma di una delle più antiche e rinomate pasticcerie di Milano, luogo ideale per assaporare la magia che si sprigiona con il gusto. Infatti il gruppo di amiche non è riuscito a resistere alla tentazione di quei dolcetti così invitanti e sorprendentemente gustosi. Ed è proprio lì che incontrano l’indaffarata business woman che, dopo una giornata lavorativa stressante, ha voglia solo di un buon caffè con le amiche.

Dopo un panino strepitoso, un caffè aromatizzato e l’energia dei pasticcini, si catapultano verso il regno del fast fashion per un pomeriggio all’insegna dello shopping e del divertimento: “ZARA”! Tra ragazze disperate alla ricerca della loro taglia, ragazzi estenuati seduti sulle scale in attesa della fine della tortura, donne che si strappano i vestiti dalle mani, code infinite ai camerini e alle casse 😮 … le ragazze vedono LEI: la globe-trotter direttamente da Cuba.

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Può andare ovunque, girare il mondo, visitare le più belle città della terra ma, per lei, nessuna di queste potrà mai essere all’altezza della sua amata città: Milano e i suoi… indistinguibili aperitivi! 

In uno dei quartieri più conosciuti di Milano, Brera, emerge una delle più antiche cantine-bistrot animata da serate di degustazioni di vini pregiati, iniziative culturali e artistiche, protagonista indiscusso delle soirées di Milano,

indovinate di cosa stiamo parlando?

Ovviamente di “N’OMBRA DE VIN”!

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Tra una “Ribolla Gialla” e un “Barolo”, quattro chiacchiere e due noccioline, le ragazze, invidiose dell’abbronzatura della globe-trotter, iniziano a pianificare il prossimo weekend.

Il dibattito si è aperto: c’è chi dice “Santa” (Santa Margherita Ligure), chi dice “Courma” (Courmayeur), chi dice Portofino e chi dice CASA IN CAMPAGNA DELLA NONNA! 😆

Insomma, alla fine, come potete vedere, l’unica cosa certa è il numero dei bicchieri di vino bevuti! 😳

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RUOLI:

Rossella Vitale: la globe-trotter

Cecilia La Coppola: la turista romana

Federica Cannavina e Ludovica Bravi: le ragazze milanesi

Veronica Papa: la business woman

Morena Grieco: la regista

IL PERCORSO FATTO:

→ Università Cattolica del Sacro Cuore

→ Pausa pranzo da “De Santis”

→ Shopping milanese da “Zara”

→ Pausa caffè da “Marchesi”

→ Aperitivo da “N’Ombra de vin” 

 

The Sartorialist – Trend o modo di essere?

17 maggio, nemmeno il tempo di metterci a nostro agio e siamo stati subito messi alla prova, per essere in grado di lavorare in team ci è stato dato un obiettivo da raggiungere e un tema da sviluppare: Milano e il Sartorialismo.

Così è iniziato il nostro reportage, concentrandoci su quella che sembrava la strada più appropriata e realizzando ricerche sulle sartorie milanesi, e sull’abito Made to Measure maschile. “Semplice!”, pensavamo, ma niente di più sbagliato è uscito dalla nostra bocca e Google non ci ha certamente aiutati nella ricerca. Sartorialismo, sartorialista ma i risultati non erano le classiche definizioni da Treccani, fino a che una lampadina si è finalmente accesa illuminandoci d’immenso: The Sartorialist .

Un blog, un modo di essere, uno stile di vita, una persona… Scott Schuman. Cliccando e ricliccando si è aperto un mondo quando abbiamo scoperto che “la definizione di Sartorialista è usata per descrivere una persona ben vestita o che indossa qualcosa di moderno e all’avanguardia, che la gente non abbia ancora identificato come tendenza.”

E chi, meglio di Lino Ieluzzi, proprietario della boutique storica Al Bazar di Milano, poteva rappresentare questo ideale di eleganza maschile e, ancor più, ambasciatore del Made In Italy?E quindi via, con zaini in spalla e smartphone (al nostro posto un vero sartorialista avrebbe forse portato una Reflex vintage??), pronti a raggiungerlo.

Lino, quasi come un perfetto proprietario di casa, ci ha aperto immediatamente le porte del suo negozio, dandoci non solo la possibilità di visitare il suo angolo di meraviglie ma permettendoci di intervistarlo, quasi si trattasse di una chiaccherata tra amici a casa sua, nel cortile del suo negozio.

È tutto partito dal significato del buon gusto e del ben vestire:

“Ci sono alcune regole del modo di vestire che un tempo si seguivano. Io ritengo che oggi, più che tornare a delle regole e schemi, ci sia la necessità di tornare al buon gusto. Molte volte quando una persona si veste con uno stile poco comune viene definita Sartorialist, ma non è tanto quello, è solo buon gusto, è solo tornare all’origine, tornare a vestirsi come noi italiani siamo abituati a fare, visto che purtroppo negli ultimi anni molto si è perso”.

Ma in cosa consiste quel non so che tutto all’italiana di cui ci parla Lino? Con nonchalance, il nostro nostalgico amico si autodefinisce un’icona del buongusto, ma con una componente in più rispetto alla normalità, ovvero l’estro. Completa ogni suo look con dettagli unici e di grande valore, non usa colori come il nero ma gioca con ogni tono del turchese, senza mai scadere nel banale e nel kitsch.

Proprio per il valore e l’eleganza che Lino riesce a trasmettere, con uno stile classico ma completamente rivisitato e unico, è uno dei soggetti preferiti per il nostro Scott Schuman, fotografato a ogni evento di moda, fin da quando era un giovane ragazzo con la bandana alla testa e i pantaloni a zampa. Questo è l’obiettivo di Schuman, pubblicare foto scattate in giro per il mondo a coloro che si distinguono interpretando uno stile personale e unico, distinto dalla massa. The Sartorialist non impone un canone e delle regole, ma definisce una sua visione, dando però a chiunque la possibilità di averne una propria.

Ispirati così dal suo pensiero ci siamo messi alla prova girando per le strade di Milano alla ricerca di molteplici sartorialist osservando come ognuno di noi notasse soggetti differenti secondo il suo gusto.

Dunque, chi è per voi un Sartorialist? Volete accettare la nostra sfida? Allora, provate a pensare a tutte le volte che, passeggiando o in coda per salire sul tram, avete notato quell’eccentrico paio di scarpe, o una ragazza con dei fiori in testa…non saranno anche loro dei Sartorialist? Una volta chiarite le idee, mandateci le foto dei Sartorialist che incroceranno le vostre future camminate… Facciamo così vedere a Lino e alle altre icone di stile nostrane che il buon gusto italiano non si smentisce mai…

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Fiammetta Bacci

Rebecca Ciccia

Lorenzo Malerba

Giulia Palma

Laura Ruspi

Elisa Santandrea

Milano & La Moda

I 4 cool neighborhood che rendono unica la street fashion experience!

Milano, conosciuta a livello internazionale come una delle maggiori capitali della moda, è palcoscenico di tendenze e ospita quotidianamente famosi fashion event.

La commistione tra Moda&Milano si diffonde ovunque con la sua inarrestabile evoluzione: camminando per le strade si può assistere ad una vera e propria sfilata a cielo aperto. I total look della gente comune esprimono le diverse identità, tramite la scelta di outfit influenzati dall’allure della città che vivono.

Addentrandosi nei quartieri nevralgici della metropoli meneghina, Tortona, Montenapoleone, Brera, Ticinese, si possono osservare differenti personalità, che ne esprimono appieno l’anima #fashionista.

 

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Quanto Milano influenza il tuo stile?

Quale accessorio identifica la moda milanese?

Quali sono i tre colori che rappresentano Milano?

 

#Montenapoleone

Conosciuta al mondo come la più importante delle vie del quadrilatero, rappresenta una delle zone più lussuose, maggiore centro degli acquisti e del prêt-à-porter.

 

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#Brera

Quartiere storico, noto da sempre come punto di ritrovo della vita artistica italiana e non solo, ospita ricercate boutique d’antiquariato e locali caratteristici dal sapore bohémien.

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#Ticinese

Quartiere famoso per l’omonima porta, per le Colonne di San Lorenzo e per la limitrofa zona dei Navigli, fulcro della vita notturna milanese.

 

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#Tortona

Nuovo quartiere di creatività e sperimentazione, considerato uno dei più dinamici di Milano e  polo internazionale del design.

 

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Chiara Colucci

Sara Mari

Matilde Morucci

Ilaria Talamazzi

Francesca Valsecchi

Giulia Ziglioli

Uno sguardo al futuro: 8° Luxury Summit

 

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Siamo già nel pieno dei lavori, al Sole 24 ORE si è appena conclusa l’ottava edizione del Luxury Summit. Digital: il focus di quest’anno.
Tante, le personalità che si sono espresse, dal settore fashion, passando per il beauty, l’orologeria e la gioielleria.
Le prospettive economiche sono cambiate, i Millenials, nuovi consumatori del lusso, stanno rivoluzionando l’establishment: esigono servizi integrati sempre più sofisticati e articolati tra il mondo offline e online. Omnichannel, Customer Experience, Storytelling rappresentano le sfide principali su cui le aziende devono investire risorse ed energie.

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Andrea Panconesi (CEO di Luisa Via Roma) e Giuseppe Giglio (CEO giglio.com), pionieri dell’e-commerce italiano, testimoniano il successo di questa realtà che fino a pochi anni fa sembrava una scommessa.

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Andrea Panconesi “ In quindici anni, con l’online, abbiamo centuplicato il fatturato delle generazioni precedenti”. Oggi il 95% del fatturato di Luisa Via Roma deriva dall’e-commerce, di questo dato solo il 10% è rappresentato dal mercato italiano.

La rivoluzione digitale rappresenta anche un’ importante opportunità non solo per i grandi nomi del fashion industry, ma anche per i brand più piccoli, così come è stato sottolineato da Diego Della Valle, presidente Tod’s Group.

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Della Valle stesso ha proposto di promuovere una collaborazione tra il mondo del fashion e quello del turismo, sfruttando le potenzialità del digitale, che faccia da vetrina alle eccellenze italiane.

I dati presentati da Boston Consulting Group evidenziano come il maggior numero di consumatori del lusso sia rappresentato da stranieri: di questi, il 30% cinesi. Le aziende italiane del settore non devono preoccuparsi del rallentamento registrato in Cina nel 2015 che mostra una riduzione del PIL dall’8% al 5% , riguardante maggiormente l’ambito edilizio. Infatti, Il nostro “Made in” mantiene il suo forte appeal sull’Upper Middle Class orientale, in continua crescita.

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Michele Polico, Managing Young Digital “Distribuire la cultura del lusso nel mercato globale digitale”.

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L’innovazione tecnologica al servizio della shopping experience: vi presentiamo Marty!

Non dimentichiamoci, però, delle nostre tradizioni e delle nostre origini legate all’artigianalità che contraddistinguono da sempre il DNA del nostro paese.

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Cinque numeri che rappresentano Pomellato: 50 anni dal 1967, 100 maestri orafi, 3 anelli Nudo comprati dalle clienti, 40 negozi monomarca, 500 concessionari.

ENRICA BOVETTI

VALERIA BRAZZOLI

CORINNE CAPURSO

SARA MARI

LODOVICA PUGASSI

MARIACARLA SALA

#masterontour: Barcellona

“Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene” diceva Virgina Woolf. E dopo una giornata passata in compagnia del giornalista enogastronomico Federico de Cesare Viola, abbiamo fatto di quella citazione la nostra nuova filosofia. Per metterla in pratica siamo volate a Barcellona con in mano una prenotazione per il Nino Vejo, ristorante di cui Federico ci ha raccontato la storia e che ci ha subito conquistate. Il nostro weekend all’insegna del cibo e del sole ci ha portato alla scoperta di luoghi e sapori indimenticabili, che abbiamo raccolto e recensito in questa mini guida:

  • NINO VEJO: Taqueria dei fratelli Adrià, ultima nata dopo Tickets, Pakta e Bodega 1900, tutti nella zona del Poble Sec. L’ambizioso progetto dei fratelli di El Bulli ha trasformato questo quartiere, rendendolo la meta di gourmet e appassionati di tutto il mondo. Lo chef del Nino Vejo, Paco Mendez propone una cucina messicana sofisticata sia nella presentazione che nella qualità dei prodotti. I tavolini colorati, la scritta al neon “taqueria” circondata da bottiglie di alcolici, rendono l’ambiente informale e rilassato. Il menù è scritto su un foglio di carta, le ordinazioni si segnano con la matita. La scelta non è facile ma ci siamo fatte consigliare dal nostro bravissimo cameriere messicano Pablo. Assolutamente da provare guacamole, tacos e quesadillas. Il tutto naturalmente accompagnato dagli ottimi margarita.
  • MERCAT DE LA BOQUERIA: Il mercato più famoso di Spagna con i suoi 2.583 metri quadrati e con più di 300 bancarelle. Passando il grande cancello d’ingresso in ferro entriamo in un mondo di profumi e sapori, popolato da una moltitudine di turisti e gente del posto. I banchetti specializzati vendono moltissimi tipi di prodotti, dalle olive alle spezie, pesce e carne, formaggi, frutta e molto altro ancora. Che si voglia comprare qualche ingrediente, fare uno spuntino o solo dare un’occhiata, è sicuramente un’esperienza da provare. Noi ci siamo lasciate tentare da un meraviglioso banchetto straboccante di frutta e abbiamo assaggiato un bicchiere di spremuta fresca, con abbinamenti di ogni tipo, rinfrescanti e deliziosi!
  • LA PARADETA: Un po’ mercato un po’ ristorante, la Paradeta propone una cena originale e divertente con pesce freschissimo e di qualità. L’entrata nel ristorante è una vera e propria sorpresa, un lungo bancone carico di pesce fresco disposto con ordine. Come in ogni pescheria che si rispetti viene segnalato il nome del prodotto ed il prezzo al chilo. Al cliente non rimane che scegliere ciò che più lo aggrada e indicarne la quantità desiderata. Noi ci siamo lasciate un pò prendere la mano e abbiamo ordinato in gran quantità calamari fritti, polipi, gamberi, tonno alla piastra e anche una deliziosa zuppa. Abbiamo accompagnato tutto con dell’ottimo vino bianco e siamo uscite decisamente soddisfatte e deliziate da questa esperienza.
  • ESPIT CHUPITOS: Tappa immancabile per chi si reca a Barcellona, questa chupiteria è una vera e propria istituzione. Una delle particolaritá di questo locale è l’offerta di addirittura 500 chupitos originali e protetti da copyright. Le consumazioni sono servite con giochi, acrobazie e simpatiche scenette. Molti chupitos includono presentazioni con fuoco, caramelle, trucchi e in un caso panna montata e un giocattolo sessuale (il famoso “Monica Lewinsky”…). Se vuoi vedere spettacolari Giochi con il fuoco Chiedi un Harry Potter o un El Pacto del Diablo. Noi siamo andate sul sicuro: marshmallow da arrostire su una striscia di fuoco creata sul bancone e bicchierino per accompagnare il tutto. Un’esperienza unica e indimenticabile. Da provare assolutamente!
  • XAMPANYERIA: Uno dei migliori tapas bar della città, un posto che dovete assolutamente visitare. L’atmosfera nel bar è semplicemente fantastica e molto spagnola.  Tra prosciutti appesi e migliaia di bottiglie di vino, si può gustare dell’ottimo cava accompagnato da tapas e bocadillos. Verso ora di pranzo è super affollato ma non ci siamo fatte scoraggiare e ci siamo fatte largo tra la folla pur di accaparrarci un bocadillo con Patanegra. Ne valeva davvero la pena!

Insomma, in soli pochi giorni Barcellona ha conquistato il nostro cuore e soprattutto il nostro palato… provare per credere!

Nella foto, il direttore di sala del Nino Vejo
Nella foto, il direttore di sala del Nino Vejo

MILANO E I TRENDSETTERS

Chi è un trendsetter? E’ qualcuno che sa dettare i must have del momento grazie al proprio stile e grazie alla capacità di essere influencer.

Ci siamo chiesti quale sia ad oggi il ruolo di Milano nel dettare i trend del momento e nel reinterpretarli in maniera originale: questo è quello che abbiamo scoperto sul campo!

Siamo partiti dagli stores più cool, tra cui spiccano 10 Corso Como ed Excelsior Milano. Da Exclesior abbiamo conosciuto Barbara, sales assistant da Antonia Uomo, che ci ha raccontato come i clienti arrivino da tutto il mondo per acquistare capi ed accessori esclusivi, spesso unici, che rappresentano il meglio del made in Italy. 10 Corso Como, oltre allo shop in cui acquistare selezioni frutto di un grande lavoro di ricerca, e una galleria d’arte sempre all’avanguardia, nel giardino interno offre una selezione di cocktail da gustare per l’aperitivo o per un dopocena speciale. Milano ha dettato ed esportato la moda dell’aperitivo, creando negli anni Sessanta il Negroni Sbagliato, portato in auge dal barman del Bar Basso.

Milano detta tendenze anche nell’hair styling: da Aldo Coppola, dopo l’invenzione dello shatush, propongono ogni stagione nuovi stili che conquistano da subito il cuore ,e soprattutto i capelli, delle clienti. Nicky, esperto professionista dello store, ci spiega il continuo lavoro per avere tecniche e stili sempre nuovi e soddisfare le aspettative dei trend addicted.

Last but not least, il design rappresenta un settore sempre più attento alle tendenze. Il Salone del Mobile ogni anno attira milioni di visitatori, pronti a scoprire le novità made in italy. Parallelamente il Fuori salone è l’occasione per vivere al meglio la città durante la design week, con appuntamenti che soddisfano ogni gusto, dalle exhibition alle feste più esclusive.

La degna conclusione di questa giornata alla scoperta dei trend milanesi è stato un aperitivo al Martini Bar Dolce e Gabbana. Insomma…Milano è trendsetter!

Milano e i Trendsetters

Milano e la Moda

Connubio celebre, complicato, cangiante: cosa ne pensa Milano?

Non è un mistero che la Città Meneghina sia in primis associata al fashion e alla sua matrice modaiola, ed è questa una storia iniziata non molto tempo fa.

Stiamo parlando della città che ha fatto del senso per lo stile, del gusto e dell’eleganza il suo punto cardine, ergendosi a culla di numerosi talenti che hanno fatto e continuano a far brillare la bellezza italiana. Pensiamo ai grandi che l’hanno resa quella riconoscibile ambasciatrice di carattere, eleganza ma soprattutto qualità e funzionalità.

Una realtà nella quale i turisti amano immergersi ma con la quale chi vive a Milano deve inevitabilmente fare i conti ogni giorno.

Il reportage Milano & Moda è un interessante risultato qualitativo di ricerche flash e interviste sporadiche, effettuate coinvolgendo personalità eterogenee e differenti: dai passanti ai commessi, dai camerieri ai turisti intenti a fare shopping, sino alle persone che da anni lavorano con entusiasmo nei fashion stores della città.

Tra gli sfavillii delle vetrine del Quadrilatero della Moda, gli specchi di Corso Vittorio Emanuele II e la ricercatezza innovativa di Corso Como, ecco a voi il prodotto della nostra ricerca, aperto ad ogni tipo di interpretazione.

Lo Sbocciatore

L’incontro avviene all’ingresso del Sole 24 Ore, dove sto aspettando. Lui arriva. E’ accompagnato da una splendida ragazza dai capelli lunghi e ricci. Ci presentiamo e per rompere il ghiaccio propongo un breve giro alla concessionaria Aston Martin che si trova all’interno del palazzo. Chiacchieriamo insieme di macchine, del più e del meno. Lui mi confessa che ha guidato nella sua vita alcuni di questi splendidi bolidi inglesi, poi si avvicina al nuovo modello di Vanquish, lo osserva e la sua accompagnatrice gli fa notare che ce lo vede proprio con quell’auto. Lui annuisce sorridendo, con lo sguardo di chi avrebbe oltre che il piacere anche la possibilità di fare la pazzia di acquistarla sul momento per sfrecciare in giro per Milano e fare baldoria.
Lui è Aurelio Ludovico Barilla, “Lo Sbocciatore”.

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Aurelio ha un aspetto molto curato. Capelli lunghi in ordine ben pettinati, cappotto blu, camicia e un bell’Omega vintage cassa oro al polso. Ha uno sguardo molto penetrante, deciso e profondo. Quando parla è sicuro, i suoi modi sono gentili e garbati. Confesso che per me è stata una sorpresa, oltre che un piacere, vederlo dal vivo in quest’ottica. A dire il vero avevo una grande paura di trovarmi davanti un cafonazzo della caratura di Dan Blizerian, che sempre idolo è ma che pecca un po’ nel cosiddetto savoir-faire . Invece i suoi modi ricordano molto il mitico 007 interpretato da Pierce Brosnan, sagace e ironico, con una classe regale innata e una vita spericolata alle spalle.

Ci accomodiamo a un tavolo e iniziamo a parlare del suo successo sui social media.“Lo Sbocciatore” è infatti un gruppo fondato da Aurelio su Facebook e su Instagram. Conta più di 50.000 like e vanta una grande quantità di post, in media 3 al giorno, tutti fedelmente seguiti da appassionati che commentano, condividono e mettono per ogni suo contenuto postato diverse centinaia di like.
Numeri considerevoli, che lo hanno reso dalla fondazione a maggio 2013 un cosiddetto “Influencer” della rete, con focus molto indirizzato verso il lusso d’alto di gamma e verso la bella vita.Aurelio mi confessa che la creazione del gruppo è stata del tutto casuale, come spesso accade con le idee geniali. Nasce tutto dalla sua passione per le serate in discoteca e per uno stile di vita godereccio e dedicato agli eccessi. Nel 2013 decise di fondare una pagina su facebook per postare le sue serate e fatti di vita upper class da lui vissuti e mostrarli agli amici. Ma inaspettatamente quasi da subito il successo è stato stellare e già dopo una settimana si potevano contare più di 10.000 like. Nonostante il successo attuale, mi confessa che gestisce quasi tutto lui personalmente, a differenza di altre star del web che invece dietro hanno un entourage di persone degno di un capo di stato. Aurelio è sveglio e furbo, ha capito presto le potenzialità della sua creatura, ha registrato il marchio e ha pensato a idee di per poter far crescere il gruppo e attrarre nuove persone, creando anche un discreto business. Il settore delle serate in discoteca è forse quello più importante e redditizio, grazie alle varie presenze come special guest presso locali di mezza Italia e a vere e proprie serate a tema “Lo Sbocciatore” organizzate a Milano e Torino, con prospettive di farne presto alcune a Roma.  Ha creato inoltre una linea di magliette dedicata al suo gruppo, con il logo impresso su maglia a sfondo bianco e un sito online con e-commerce per poterle ordinare. Presto inoltre verranno create nuove linee di abbigliamento vero e proprio oltre le magliette, con vari colori e accessori, tutto a marchio “Lo Sbocciatore”.

10527680_253507471514091_3747516563374837565_nAlla mia domanda su come ha intenzione di crescere on line, Aurelio mi ha risposto che per ora continuerà come ha sempre fatto, creando contenuti goderecci e postandoli sui social storici, senza aprire nuovi canali tipo twitter o google plus. Però ha anche deciso di ampliarsi creando nuovi gruppi legati al suo primo successo. Ad esempio “Ambrogio”, parodia di un maggiordomo che deve continuamente correre dietro al suo padrone e sistemare i casini generati dalle sue bolge, chiamandolo fedelmente “Sire” e servendolo fino alla morte. Altro gruppo dedicato invece alla bellezza femminile è “Cavalline”, con una selezione di foto e video delle migliori party girls internazionali aggiornata continuamente. Oltre alle pagine social italiane Aurelio mi ha anche rivelato l’interesse a crescere, in un futuro, anche all’estero e a sfruttare la sua notorietà per scopi di business interessanti. La mossa che però gli farebbe fare il salto di qualità potrebbe essere la consulenza diretta a società del lusso di alto di gamma, in ambito di digital marketing e comunicazione. Questo in quanto tali società spesso appaiono con un’immagine segnata dalla vecchiaia, demodé all’occhio degli attuali giovani italiani che magari hanno già disponibilità economiche per poter fare acquisti di un certo livello, ma non hanno ancora l’esperienza e la conoscenza necessaria dei marchi del vero lusso. L’attività di consulenza verso le aziende potrebbe quindi presto diventare la chiave di volta per creare un vero e proprio business online per Aurelio. Per fare tanti soldi, quindi serate e post memorabili sul suo gruppo.

Da grande fan dello Sbocciatore non potevo però non fare qualche domanda più diretta sul suo rapporto con il lusso, sulla sua attività di gran viveur, uomo da party, guidatore di auto sportive, conoscitore raffinato di qualsivoglia genere di bene effimero e naturalmente donnaiolo di notevole livello! Per lui il lusso è <<la possibilità di scelta incondizionata>>, la libertà assoluta di appagare i propri bisogni di piacere. Aurelio ha la piena possibilità e disponibilità per farlo e lo fa senza alcuna remora o rimorso.
<< E’ il mio stile di vita, un modo di essere, un nuovo approccio al mondo del lusso oggi>>.  Gli piace prendere la vita con ironia e savoir faire, godendo appieno del suo stato di benessere.
Il suo approccio è quasi nostalgico, ricorda gli Yuppies degli anni ’80, gli anni ’50 e ’60 del boom economico. I suoi post hanno il sapore di Gianni Agnelli che se la gode sugli yacht, del jet set in Costa Azzurra che faceva feste memorabili ogni sera, di Frank Sinatra che scende dall’elicottero a Las Vegas con un bicchiere di Bourbon on the rocks in mano, del film “Ricky&Barabba” dove De Sica da povero barbone ottiene il riscatto sociale e alla faccia di tutti se la sfreccia con la sua nuova Ferrari Testarossa per le strade di Milano. Lo Sbocciatore ha quasi il sapore di un gusto ahimè perduto dagli italiani, i quali oggigiorno preferiscono spesso accanirsi su chi è ricco e benestante perché immediatamente inquadrato come evasore, corrotto, malavitoso e ladro a prescindere solo perché si può permettere di vivere bene. Un tempo non era affatto così, e parlandone ho detto apertamente ad Aurelio che secondo me il segreto del suo successo è proprio questo. I suoi fan sono chi vuole vivere bene senza remore, chi non ne può più di vedere questo clima grigio e smorto che attanaglia l’Italia, chi vuole andare al massimo, fare successo e potersi concedere ogni genere di meritatissimo bene di lusso possibile e immaginabile. Da semplice gruppo su facebook e instagram “Lo Sbocciatore” è diventato un vero e proprio trendsetter del lusso moderno e un manuale sulla bella vita goduriosa, per amanti del benessere a 360°. Ha riso Aurelio quando gli ho detto che potrebbe tranquillamente tenere dei corsi di studio in aula sul “settore luxury”, ma lo penso veramente.

1395889_304544659743705_8182359859562753835_n Dopo un po’ arriviamo a parlare di se e dei suoi gusti, di auto sportive e dei suoi beni di lusso preferiti.  Lo Sbocciatore mi confessa il suo grande amore per le Lamborghini, che mi ha detto guida di frequente. La Countach gli piace tantissimo. Ma non fa distinzioni, se c’è il toro dorato su sfondo nero è garanzia di assoluta bellezza e piacere di guida sportiva.Orologi ne ha svariati, anche se i suoi preferiti sono i top di gamma Patek Philippe, possibilmente supercomplicati. Per le serate a ballare ad alto tasso alcolico i consigli sono Dom Perignon, Armand de Brignac e Louis Roederer Cristal. Anche se il top di gamma rimane sempre il grande Krug. L’importante sempre e comunque è bere champagne, con qualsivoglia genere di abbinamento, in qualunque situazione, in compagnia di chiunque anche se con belle cavalline è sempre meglio!

Finisco la mia intervista chiedendogli qual è il suo sogno nel cassetto. E lui per la prima volta si blocca, non sa bene cosa rispondere. Serenamente mi dice che non gli viene in mente niente e che non ha nessun desiderio particolare. Ci salutiamo e riprendiamo le nostre strade. Ripenso più volte alla mia domanda finale, e con un sorriso capisco che la risposta è ovvia e me la potevo dare da solo.  Persone come lui rimangono spiazzate da queste richieste perché i sogni non li tengono mai nel cassetto.
Li vivono! Giorno per giorno, in cerca sempre di nuove avventure e idee per rendere bella e appagante la propria vita. Ed è la ragione per cui sono suo grande fan. Per poter vivere tramite i suoi post le sue storie, le sbocciate folli di magnum di champagne, le spese pazze di auto e orologi, le cavalline, gli yacht e le ville napoleoniche . Sogni che lui ha la forza e la bravura di vivere ogni giorno, al motto #soloperchicelafa .

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