La Moda veste Arte

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Questa è una storia di talenti, arte e passione.
Rendere unico ogni istante, ogni uomo, ogni oggetto raccontando un’esperienza: questo è il desiderio che traspare dagli occhi di Silvia Scaramucci quando si racconta.

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A collaborare con lei, per realizzare opere uniche e irripetibili, un team di giovani creativi: designer, artisti, scultori, pittori, ricamatori e orafi, contraddistinti dalla capacità di plasmare opere d’arte su pellami tramite tecniche studiate ad hoc.

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La parola d’ordine è personalizzazione: il cliente vive una vera e propria esperienza attraverso un percorso che parte dalla scelta dell’artista e dell’opera che diverrà la sua borsa. Il tutto declinato in due linee: Unique una borsa prodotta in un esemplare unico e Limited un’unica opera che prende forma su 100 pezzi diversi.

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Ogni borsa è un’alchimia di elementi che rende l’arte un piacere fruibile ogni giorno, senza alcun tipo di barriera o intermediari.
Un prodotto mai uguale e irripetibile, creato con forte passione, energia e coraggio. Storie di ragazzi che costruiscono i propri sogni.

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Ogni pezzo è accompagnato da un “Artist Identity Kit”, grazie al quale è possibile visionare il curriculum dell’artista, il video di creazione dell’opera e la tecnica utilizzata.


www.demanumea.com

Corinne Capurso
Valentina Drago
Sofia La Porta
Maddalena Risetti
Mariacarla Sala
Cesare Zucchia

Sartoria 3.0

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Come rendere innovativo e all’avanguardia un mondo tradizionale come quello del Made to Measure?

In una realtà dove tutto sembra orientarsi verso l’online, l’unico settore che apparentemente non avrebbe potuto adeguarsi a questa trasformazione è proprio il mondo della sartoria.

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Lanieri, una start up fondata da due trentenni, Riccardo Schiavotto e Simone Maggi, nasce nel 2012 con l’obiettivo di stravolgere le regole dell’abito su misura, spostando il focus dalla vecchia idea di sartoria alla dimensione digitale, ma mantenendo il livello qualitativo atteso.

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La vera rivoluzione è stata l’invenzione di un algoritmo che traduce le misure anatomiche nel fitting perfetto.

Abbiamo avuto la fortuna di poter visitare il loro atelier milanese, dove Riccardo ci ha spiegato come i loro clienti acquistano un abito. L’unica differenza tra l’esperienza online e offline è la modalità di avvio: in store le misure vengono prese attraverso un body scanner 3D, a casa attraverso un semplice tutorial presente sul loro sito. Si crea in questo modo un database, in cui rimangono salvate le misure utilizzabili per un nuovo ordine.

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Nel mondo Lanieri l’atelier non è più il centro attorno al quale ruota l’intero processo sartoriale ma è di puro supporto al cliente: lo scopo è di sensibilizzarlo al mondo digitale.

Come?

Vai sul sito

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Prendi le misure

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Personalizza

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E… il gioco è fatto!

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Enrica Bovetti

Nicolò Contorno

Susanna Mandelli

Asia Guia Marzoni

Vittoria Miranda

Lodovica Pugassi

Milano & Il Design

Milano è considerata la capitale del design grazie anche all’evento che è espressione a livello internazionale del talento creativo: Il Salone Internazionale del Mobile, che quest’anno è arrivato alla sua 55° edizione e che ha raggiunto un afflusso record di visitatori, con quota 372mila.

Salone del mobile

Il Salone Internazionale del Mobile non è la sola ragione per la quale Milano è considerata capitale del design, sono diverse, infatti, le iniziative promosse dalla città a favore degli artisti affermati, ma anche emergenti. La presenza di numerosi showroom garantisce anche ai nuovi talenti di poter esporre il proprio lavoro, la Triennale Design Museum, primo museo del design italiano, ospita sempre una serie di rappresentazioni che mettono in evidenza il design italiano, e non dimentichiamoci l’evento Expo dello scorso anno!

Milano è design e soprattutto opportunità per i designer:

“È un centro nevralgico che, in particolare durante il salone del mobile, diventa un incontro per il mondo del design a livello mondiale. […] Per un giovane designer diventa importantissimo poterci essere ed emergere con i propri progetti.”

“Milano resta la culla del design, per noi è un luogo fondamentale nonché il punto di partenza del nostro percorso professionale.”

Queste sono alcune delle riflessioni emerse dall’intervista che ci è stata rilasciata da Daniele Bortotto dello Studio Zanellato/Bortotto, studio di design fondato a Treviso da Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto. Il loro percorso inizia nel 2013 con il progetto Acqua Alta presentato al Salone Satellite di Milano, una manifestazione ormai storica, nata in fiera e dedicata ai più giovani per far emergere i loro progetti.

Acqua Alta

In questo evento i due designer hanno intrecciato alcuni dei rapporti per loro più importanti, che conservano ancora oggi, e che hanno dato stimolo a molti dei progetti successivi e collaborazioni importanti.

Ci siamo lasciate ispirare andando insieme in giro per la città e scoprendo come il design combini ogni forma creativa, ed è per questo che abbiamo scelto di interpretarlo e collegarlo a tre diverse aree tematiche :

  • Il Design & la Moda

Durante la settimana del mobile, le vie più fashion di Milano si trasformano in vere e proprie location esclusive dove si tengono vari eventi dedicati al Fuorisalone. Grazie alla collaborazione con i marchi di design, i negozi del quadrilatero allestiscono le vetrine con le ultime opere create dai designer.

Molteni

Un esempio di successo è stata la collaborazione tra il brand La Perla e il designer Walter Terruso che é riuscito a creare un prodotto che rappresenta pienamente l’eleganza del marchio. Si tratta di Mia / Vanity Table, il mobile toeletta che continua a rimanere esposto nella vetrina della boutique di Via Montenapoleone, destando la curiosità di molti turisti e appassionati di design.

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Il connubio tra design e moda in questa settimana permette una maggiore visibilità per i marchi di design, poiché le loro opere vengono esposte nelle vie più famose dello shopping milanese. Anche le boutique e i negozi traggono vantaggi di tipo redditivo, grazie all’alta affluenza di collaboratori da tutto il mondo.

  • Il Design & l’Hotellerie

L’Hotellerie ben rappresenta Milano & il Design perché diversi hotel hanno ospitato molti eventi e  installazioni di numerosi artisti durante lo scorso Salone del Mobile. All’interno del giardino del Bulgari Hotel è stata posizionata un’opera realizzata dallo studio londinese NaNa, che con i suoi 18 cerchi in acciaio celebrava l’anello BZero1, gioiello divenuto ormai simbolo del brand.

Bulgari Garden

Anche l’Hotel Magna Pars Suites Milano, il primo Hotel à Parfume al mondo, ha ospitato diverse opere di design di artisti italiani e stranieri.

Al Magna Pars Suites Milano  il Made in Italy e l’eccellenza italiana trovano la loro massima valorizzazione.Magna Pars .png

L’ eccellenza artigianale degli arredi e l’alta tecnologia che compongono gli spazi comuni hanno fatto del Made in Italy e della sostenibilità ambientale il loro stile identitario.

Le 39 suites sono ispirate a note olfattive fiorite, fruttate o legnose, in linea con la storia del luogo e arricchite dalle opere d’arte degli studenti dell’Accademia di Brera.

  • Il Design & l’Urbanistica

Per quanto riguarda l’applicazione del design all’urbanistica milanese, ne è un esempio perfetto Piazza Gae Aulenti. Una piazza di forma circolare ubicata nel Centro Direzionale di Milano, utilizzata come scenografia di innumerevoli spot e servizi fotografici, nonché come ambientazione di eventi musicali e sociali.

Piazza Gae Aulenti

E’ considerata emblema della Milano contemporanea per il suo aspetto futuristico, reso tale dalla presenza di opere di design come il Solar Tree, le fontane a sfioro e le voci della città di Alberto Garutti (una scultura di 23 tubi simili a delle trombe che si diramano e collegano i vari piani sottostanti la piazza). Anche gli edifici che si affacciano sulla piazza tra cui la torre Unicredit con la sua guglia “a spire”, l’Unicredit Pavillon, le torri B e C, gli edifici E1-E2, contribuiscono a renderne l’aspetto molto moderno.

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Proprio nelle vicinanze di Piazza Gae Aulenti sorge il Bosco Verticale: un complesso residenziale costituito da due palazzi, progettato da Boeri Studio (2014) ed eletto nel 2015 “grattacielo più bello e innovativo del mondo”. Questo riconoscimento gli è stato attribuito grazie alla presenza di più di duemila piante collocate sui balconi, apportatrici di diversi benefici alla zona urbana circostante, ma anzitutto fonte di un suggestivo spettacolo visivo.

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Infine, sempre a due passi da Piazza Gae Aulenti, ma dalla parte opposta rispetto al “Bosco Verticale”, si trova 10 Corso Como: uno spazio multiculturale progettato nel 1991 e frutto dell’estro delle sorelle Sozzani

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Consiste in una location fashion e glamour, che attualmente vanta una galleria d’arte, un cafè immerso nel verde, un bookshop ed un negozio di moda e di design, primo concept store in Italia.

Sara Andrean

Nicole Beretta

Eleonora Bondioli

Elisabetta D’Affinito

Elisabetta Fumagalli

Giada Graziano

Serenella Venditti

 

 

5 motivi per vivere la MFW con il Sole 24Ore

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1) Condividere un’esperienza di gruppo insieme agli insider del settore.

Assistere ad alcuni degli esclusivi eventi della Milano Fashion Week in compagnia della giornalista Paola Bottelli e Angelo Flaccavento.

2) Poter confrontare gli stili più disparati. Pitti, Canali, Versace e Diesel: un percorso tra diversi modi di interpretare l’uomo.

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La 90° edizione di Pitti, quest’anno a tema Lucky Numbers, inteso come unione di estetica grafica e simbolismo, si è conclusa con la partecipazione di 1219 brand, di cui 536 esteri. Osservando l’outfit dei buyers presenti, Europei e Asiatici, stupisce la crescente importanza dell’accessorio maschile, nelle sue diverse declinazioni.

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Canali ha reinterpretato lo stile classico maschile in chiave più disinvolta, tenendo ben saldo il timone del proprio corebusiness e si è contraddistinto per la qualità dal Made in Italy. Si assiste ad un matrimonio tra i classico e il contemporaneo: dalle  tradizionali lavorazioni hand made fino a più complessi intrecci di fili colorati. I toni del grigio, il beige, l’azzurro, il marrone fino al verde salvia e infine il rosso, si legano alle linee morbide e fluide delle giacche informali. Passando agli accessori, svariate sono le proposte: monkstrap in pelle, sciarpine leggere, mocassini in suede con nappine, borse a mano in pelle contraddistinguono lo stile del outwear relaxed del brand.

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E’ l’uomo contemporaneo l’ideale estetico della collezione SS 2017 di Versace. Una passerella influenzata dai dettami delle vendite, in cui traspaiono i concetti chiave dell’ utilitywear, caratterizzati da nylon e sete che spaziano dai toni scuri dei neri fino a colori cerulei e rosa. L’urban, in sfumatura rock, appare come la chiave di lettura della runway, mentre l’activewear moderno è lo spirito della clip realizzata da Bruce Weber. Giacche senza camicia, pantaloni superskinny e larghi parka colorati sono i must have per l’estate 2017. Notevole importanza è attribuita ai gioielli, presenti in ogni look. Infine, a dare ritmo alla sfilata, le canzoni di Prince dedicate a Donatella.

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Diesel, in chiusura della nostra Fashion Week, ha reinterpretato il suo must, la tela jeans, declinandolo in una palette di colori che varia dal nero al rosa cipria, passando per il blu china e il color crema. L’uomo proposto indossa capi dalle forme ampie: maglie e giacche dallo stile pratico su pantaloni larghi e stropicciati. È un uomo contemporaneo che vive la città, capace di mixare abiti in tela tecnica con il denim, pelle con cotoni stampati a righe.

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3) Sperimentare in prima persona la frenesia della Milano Fashion Week.

La sfilata inizia prima della passerella. Fotografi, influencer e addetti del settore a caccia degli outfit migliori da fotografare.

4) Scoprire in anteprima le nuove tendenze e trend emergenti.

Denim, asimmetrie, ciabatte, sandali, polo,maglie e… colori!

5) Vivere il backstage.

Avere l’opportunità di vedere in prima persona ogni aspetto della sfilata, dalla preparazione dei modelli al disallestimento della location per far posto a un nuovo fashion show.

Corinne Capurso
Valentina Drago
Mariacarla Sala

Uno sguardo al futuro: 8° Luxury Summit

 

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Siamo già nel pieno dei lavori, al Sole 24 ORE si è appena conclusa l’ottava edizione del Luxury Summit. Digital: il focus di quest’anno.
Tante, le personalità che si sono espresse, dal settore fashion, passando per il beauty, l’orologeria e la gioielleria.
Le prospettive economiche sono cambiate, i Millenials, nuovi consumatori del lusso, stanno rivoluzionando l’establishment: esigono servizi integrati sempre più sofisticati e articolati tra il mondo offline e online. Omnichannel, Customer Experience, Storytelling rappresentano le sfide principali su cui le aziende devono investire risorse ed energie.

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Andrea Panconesi (CEO di Luisa Via Roma) e Giuseppe Giglio (CEO giglio.com), pionieri dell’e-commerce italiano, testimoniano il successo di questa realtà che fino a pochi anni fa sembrava una scommessa.

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Andrea Panconesi “ In quindici anni, con l’online, abbiamo centuplicato il fatturato delle generazioni precedenti”. Oggi il 95% del fatturato di Luisa Via Roma deriva dall’e-commerce, di questo dato solo il 10% è rappresentato dal mercato italiano.

La rivoluzione digitale rappresenta anche un’ importante opportunità non solo per i grandi nomi del fashion industry, ma anche per i brand più piccoli, così come è stato sottolineato da Diego Della Valle, presidente Tod’s Group.

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Della Valle stesso ha proposto di promuovere una collaborazione tra il mondo del fashion e quello del turismo, sfruttando le potenzialità del digitale, che faccia da vetrina alle eccellenze italiane.

I dati presentati da Boston Consulting Group evidenziano come il maggior numero di consumatori del lusso sia rappresentato da stranieri: di questi, il 30% cinesi. Le aziende italiane del settore non devono preoccuparsi del rallentamento registrato in Cina nel 2015 che mostra una riduzione del PIL dall’8% al 5% , riguardante maggiormente l’ambito edilizio. Infatti, Il nostro “Made in” mantiene il suo forte appeal sull’Upper Middle Class orientale, in continua crescita.

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Michele Polico, Managing Young Digital “Distribuire la cultura del lusso nel mercato globale digitale”.

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L’innovazione tecnologica al servizio della shopping experience: vi presentiamo Marty!

Non dimentichiamoci, però, delle nostre tradizioni e delle nostre origini legate all’artigianalità che contraddistinguono da sempre il DNA del nostro paese.

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Cinque numeri che rappresentano Pomellato: 50 anni dal 1967, 100 maestri orafi, 3 anelli Nudo comprati dalle clienti, 40 negozi monomarca, 500 concessionari.

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VALERIA BRAZZOLI

CORINNE CAPURSO

SARA MARI

LODOVICA PUGASSI

MARIACARLA SALA

Un nuovo flagship store per H&M

Dopo undici anni e più di 120 punti vendita sparsi per tutto il territorio nazionale, H&M torna a Milano  e lo fa in grande stile, aprendo un nuovo flagship store in piazza Duomo a pochi passi dallo “storico” negozio di piazza San Babila, il primo ad esser stato aperto in Italia, nel lontano 2003.

Una location prestigiosa – quattro piani per un totale di oltre duemila metri quadrati – accoglie i clienti e li accompagna alla scoperta del mondo H&M. Il design degli arredi è il frutto di un accurato studio che un team di architetti ha svolto a Stoccolma con l’obiettivo di richiamare le atmosfere degli antichi palazzi meneghini attraverso l’inserimento di marmo bianco, specchi, tendaggi lussuosi, varie tipologie di piante e lampadari di cristallo.
Inaugurato lo scorso 11 dicembre, lo store è già diventato una tappa obbligata per gli amanti dello shopping ed i primi trecento clienti sono stati “premiati con uno sconto del 30% sul loro primo acquisto. La curiosità è tanta e le lunghissime code all’ingresso non scoraggiano i più audaci alle prese con i regali  di Natale.

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Un successo annunciato per il colosso svedese che, dopo l’apertura  del flagship store di Roma lo scorso anno, non poteva esimersi dal far lo stesso nella capitale della moda… Proprio “sotto gli occhi” della Madonnina.

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#CelebratingMonogram

L’icona e gli iconoclasti.

Il nuovo progetto “Celebrating Monogram”della Maison Louis Vuitton arriva a Milano, e lo fa con una mostra interamente dedicata all’iconico logo nella splendida cornice di Palazzo Serbelloni.

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Da sempre il brand, caratterizzato da spirito creativo e pioneristico, fonde le barriere di arte, innovazione e artigianalità realizzando più che prodotti vere e proprie opere d’arte.

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E proprio a sei geniali artisti e Iconoclasti –Christian Louboutin, Cindy Sherman, Frank Gery, Karl Lagerfeld, Mark Newson e Rei Kawakubo– è stato chiesto di reinterpretare borse e bauli ponendo al centro il celebre Monogram e tutta l’innovazione e tradizione che da sempre incarna. Hanno avuto carta bianca per rappresentarlo con i loro occhi, realizzando creazioni assolutamente sorprendenti.

L’opera che più mi ha colpito è il carrellino della spesa realizzato da Louboutin: per lui il vero lusso è trovare il tempo per andare a fare la spesa al mercato, e allora perché non farlo con un oggetto altrettanto lussuoso?

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L’esposizione presenta tutto il progetto dedicato all’iconico Monogram, a partire dai prodotti creati dagli Iconoclasti fino alla reinterpretazione di questi da parte di sei giovani talentuosi fotografi -Colin Dodgson, Gordon von Steiner, Jennifer Livingston, Johnny Dufort, Michael Avedon e Pierre Debusschere- che hanno completato l’opera e vinto la sfida lanciata dalla Maison.. Allo stesso modo hanno avuto totale libertà, nel rispetto dei valori del brand, per apporre la propria firma creativa ad una nuova visione del Monogram utilizzando immagini fotografiche e in movimento.

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Nel portare a termine questo percorso, i creatori di immagini hanno richiamato i temi e le ispirazioni originarie degli iconoclasti coinvolti nel progetto, utilizzando variamente le borse e i bauli da loro ideati.

Il risultato è stato straordinario e suggestivo…ma cosa ci si poteva aspettare se non eccellenza da “un gruppo di geni” così come li ha definiti Arnault!

Eleonora Ursini

LET’S TAKE A SELFIE WITH… ALESSANDRO DELL’ACQUA

Alessandro Dell’Acqua è uno stilista che ha fatto di un numero la sua rinascita e il suo ritorno sulla scena: il suo brand, N°21 è tra i più venduti in Rinascente

E’ venuto a farci visita e a raccontarci come coniuga creatività, business e quali progetti ha per il suo futuro! But first…let’s take a selfie together!

SELFIE CON ALESSANDRO DELL'ACQUA

Lo chiamano ancora “talento emergente”, anche se ormai è uno stilista più che affermato e con molti anni di esperienza alle spalle! Da Napoli è arrivato a Milano nel 1982 con il chiaro obiettivo di lavorare nella moda, così Alessandro Dell’Acqua ha iniziato a bussare alle porte dei grandi nomi con pochi soldi, pochi disegni, ma tanto entusiasmo e passione. Così un bel giorno Enrica Massei gli aprì la porta e questa fu solo la prima di una delle tante fruttuose collaborazioni dello stilista, che lo portarono a lavorare con marchi come Byblos, Les Copain, Genny e con Gianni Versace.

“C’era un grande fermento e vivacità nel mondo della moda italiana dei tempi” – ricorda il direttore creativo con una vena di nostalgia – “Milano nel periodo delle sfilate si trasformava totalmente, vestendosi a festa, perchè c’era una gran voglia di moda!”

Certo oggi il panorama è un po’ cambiato, e dopo esperienze gioiose e difficili, Alessandro Dell’Acqua si è rilanciato con il suo brand N°21 che dice essere nato “sotto una buona stella” perchè ha avuto un successo rapido e quasi inaspettato, sicuramente dato anche dalla fedeltà con cui i suoi clienti lo hanno seguito, continuando ad apprezzarlo e a credere nelle sue creazioni.

Un nuovo inizio con un nuovo mood e un nuovo modo di approcciarsi alla moda, da sognatore acclamato dalla stampa, Dell’Acqua oggi si concentra sul creare collezioni vendibili, che escano dai negozi e realmente indossate.

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Ma il successo di Dell’Acqua continua quando viene nominato direttore creativo del brand francese Rochas. E quando chiede “Perchè avete chiamato proprio me?” la risposta fu sorprendente: “Perchè vogliamo un professionista!” Con  la prestigiosa nomina si avvera anche un sogno: sfilare a parigi con l’haute cotoure!

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Entrambi i brand trovano spazio nell’animo creativo dello stilista che così può esprimere una doppia anima: da un lato l’animo dark e “cattivo” con Rochas, dall’altro l’animo buono con N°21

Due anime e due concezioni di donna: la donna che ama spendere e può permettersi ciò che vuole trova i suoi gusti rispecchiati in Rochas, mentre n°21 è creato per un pubblico che ama la moda, non è fashion victim, e può soddisfare i suoi desideri senza spendere troppo.

Tra le appassionate di N°21 c’è anche Victoria Caobello, giudice di X-Factor per questa edizione che ha indossato un abito tubino rosa e nero in una delle ultime puntate del talent show!

E non manca nemmeno Chiara Ferragni, che ha scelto gli abiti N°21 per i suoi look durante il famoso festival di musica Coachella in California

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Ma il sogno di Dell’Acqua è di conoscere e vestire Sofia Lauren, un’icona dell’Italia e della nostra storia nel mondo.

Non solo Italia, ma lo stilista ha già cominciato a conquistare il mondo con le sue collezioni, infatti in questi giorni è volato a Tokyo a vedere il suo store monomarca fresco d’apertura…e chissà che presto non ne apra uno anche a Milano!

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Anche se, ammette, “preferisce far parlare i propri vestiti di sè”, sentire l’esperienza diretta di un grande stilista che ha vissuto gli anni d’oro della moda italiana è sempre emozionante. Ed è emozionante vedere come un direttore creativo affermato continui a cercare nuova linfa e nuova ispirazione, soprattutto dai giovani, perchè dice di aver bisogno del dialogo con loro e che in Italia “serve un ricambio generazionale sostenuto dalle aziende e dalla stampa, per lanciare e far conoscere i nuovi talenti emergenti”.

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 Riccardo Cavallin Sartori & Giulia Cestaro

BATA SHOE MUSEUM – IL “MUSEO GIOIELLO” DELLA CALZATURA

Nel 1979 nasce a Toronto il Bata Shoe Museum, un luogo senza eguali, sito in un edificio che ricorda una scatola di scarpe, che gestisce una collezione di calzature in continua crescita. Nel 1995 apre le sue porte al pubblico, accogliendolo nel suo pluripremiato edificio.

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Oggi il Museo vanta una collezione internazionale di oltre 13.000 reperti che abbracciano 4.500 anni di storia, offrendo così al visitatore la possibilità di osservare scarpe particolari provenienti da varie aree del mondo.

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In aggiunta alla popolare mostra permanente, All About Shoes, il Museo ha tre gallerie che ospitano mostre temporanee di volta in volta dedicate ad argomenti specifici di approfondimento, spesso allestite in collaborazione con i più prestigiosi musei del mondo.

Attraverso la creazione di mostre innovative, il Museo ha l’obiettivo di intrattenere i visitatori di tutte le età e di fargli vivere ogni volta una nuova esperienza.

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Allo stato attuale, la collezione permanente è un tesoro di reperti che vanno dal Rinascimento italiano alle passerelle dei designer contemporanei, provenienti da quasi tutte le culture del mondo: stivali di castagno francese e scarpe di seta cinesi delicatamente ricamate coesistono con scarpe di pelliccia di orso per samurai giapponesi e calzature realizzate con capelli umani.

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Un “museo gioiello”, una delle strutture più esclusive e innovative della città, tappa obbligata per chiunque si trovi a Toronto.

Andrea Baratta

ISOLAZIONISMO RUSSO e RETAIL

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Con la caduta dell’Unione Sovietica, negli ultimi 23 anni, la moda e, in generale, il lusso erano riusciti a entrare in Russia, trasformandola in uno dei mercanti emergenti più importanti. Oggi, però, la Russia sta diventando sempre meno attraente e i russi hanno smesso di essere dei big spender del lusso e della moda quando impegnati in viaggi all’estero, anche perché è sempre più difficile ottenere i permessi per lasciare il paese. Tutto questo è coerente con la politica isolazionista che il governo Putin ha deciso di intraprendere dopo le recenti vicende che hanno visto coinvolte Russia e Ucraina, relativamente alla contesa della Crimea. Recentissime sono anche le nuove leggi relative ai media, secondo le quali entro il febbraio 2017 soggetti stranieri non potranno detenere più del 20% delle quote azionarie di media company russe e ci vorrà il permesso del governo per comprare più del 25% della proprietà di giornali e magazine russi (in vigore già dal prossimo dicembre). Non ultime, occorre ricordarsi delle minacce di Putin di estendere alcuni divieti di importazione, già in vigore per alcuni beni di consumo, anche all’abbigliamento. In tal senso, in ambito distributivo, le mosse delle grandi aziende della moda e del lusso vanno in direzioni diverse.

Alcuni retailer sembrano allontanarsi dalla Russia, chiudendo i loro negozi nella prestigiosa via del lusso moscovita Tverskaya (Omega e Pandora su tutti), al punto che, ad oggi, vi sono 18 proprietà non occupate. Come se non bastasse, altri rivedono i propri piani di investimento ed espansione della propria distribuzione, attribuendo tali decisioni all’incertezza politica che sta affliggendo il paese.

Al contrario, ci sono altri operatori di mercato che sembrano non badare a tale incertezza, come Gucci, che ha recentemente aperto un nuovo flagship store a Mosca, Benetton, che pianifica di aprire 40 nuovi negozi nel paese nei prossimi tre anni, o Inditex, che pianifica per i prossimi anni l’apertura di 50/60 negozi all’anno.

Detto ciò, i dati forniti da società di consulenza e organi istituzionali di varia natura e le testimonianze di chi quotidianamente opera con la Russia sono incontrovertibili e disponibili per chiunque voglia approfondire la questione, a testimonianza di difficoltà oggettive e di comprovate contrazioni in termini di import e export. Però, è altrettanto incontestabile il fatto che, a fronte di una situazione che è la stessa per tutti, le strade intraprese in ambito distributivo sono, come detto, diverse, talvolta semplicemente opposte.

Viene quindi da concludere affermando che se, da un lato, c’è chi sta davvero patendo i fatti di natura politica ed economico-sociale di cui sopra, dall’altro c’è anche chi, invece, con ogni probabilità sta usando tale “scusa” per coprire errori strategici di varia natura, soprattutto in termini di posizionamento, che sono alla base di risultati poco soddisfacenti.