Lo Sbocciatore

L’incontro avviene all’ingresso del Sole 24 Ore, dove sto aspettando. Lui arriva. E’ accompagnato da una splendida ragazza dai capelli lunghi e ricci. Ci presentiamo e per rompere il ghiaccio propongo un breve giro alla concessionaria Aston Martin che si trova all’interno del palazzo. Chiacchieriamo insieme di macchine, del più e del meno. Lui mi confessa che ha guidato nella sua vita alcuni di questi splendidi bolidi inglesi, poi si avvicina al nuovo modello di Vanquish, lo osserva e la sua accompagnatrice gli fa notare che ce lo vede proprio con quell’auto. Lui annuisce sorridendo, con lo sguardo di chi avrebbe oltre che il piacere anche la possibilità di fare la pazzia di acquistarla sul momento per sfrecciare in giro per Milano e fare baldoria.
Lui è Aurelio Ludovico Barilla, “Lo Sbocciatore”.

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Aurelio ha un aspetto molto curato. Capelli lunghi in ordine ben pettinati, cappotto blu, camicia e un bell’Omega vintage cassa oro al polso. Ha uno sguardo molto penetrante, deciso e profondo. Quando parla è sicuro, i suoi modi sono gentili e garbati. Confesso che per me è stata una sorpresa, oltre che un piacere, vederlo dal vivo in quest’ottica. A dire il vero avevo una grande paura di trovarmi davanti un cafonazzo della caratura di Dan Blizerian, che sempre idolo è ma che pecca un po’ nel cosiddetto savoir-faire . Invece i suoi modi ricordano molto il mitico 007 interpretato da Pierce Brosnan, sagace e ironico, con una classe regale innata e una vita spericolata alle spalle.

Ci accomodiamo a un tavolo e iniziamo a parlare del suo successo sui social media.“Lo Sbocciatore” è infatti un gruppo fondato da Aurelio su Facebook e su Instagram. Conta più di 50.000 like e vanta una grande quantità di post, in media 3 al giorno, tutti fedelmente seguiti da appassionati che commentano, condividono e mettono per ogni suo contenuto postato diverse centinaia di like.
Numeri considerevoli, che lo hanno reso dalla fondazione a maggio 2013 un cosiddetto “Influencer” della rete, con focus molto indirizzato verso il lusso d’alto di gamma e verso la bella vita.Aurelio mi confessa che la creazione del gruppo è stata del tutto casuale, come spesso accade con le idee geniali. Nasce tutto dalla sua passione per le serate in discoteca e per uno stile di vita godereccio e dedicato agli eccessi. Nel 2013 decise di fondare una pagina su facebook per postare le sue serate e fatti di vita upper class da lui vissuti e mostrarli agli amici. Ma inaspettatamente quasi da subito il successo è stato stellare e già dopo una settimana si potevano contare più di 10.000 like. Nonostante il successo attuale, mi confessa che gestisce quasi tutto lui personalmente, a differenza di altre star del web che invece dietro hanno un entourage di persone degno di un capo di stato. Aurelio è sveglio e furbo, ha capito presto le potenzialità della sua creatura, ha registrato il marchio e ha pensato a idee di per poter far crescere il gruppo e attrarre nuove persone, creando anche un discreto business. Il settore delle serate in discoteca è forse quello più importante e redditizio, grazie alle varie presenze come special guest presso locali di mezza Italia e a vere e proprie serate a tema “Lo Sbocciatore” organizzate a Milano e Torino, con prospettive di farne presto alcune a Roma.  Ha creato inoltre una linea di magliette dedicata al suo gruppo, con il logo impresso su maglia a sfondo bianco e un sito online con e-commerce per poterle ordinare. Presto inoltre verranno create nuove linee di abbigliamento vero e proprio oltre le magliette, con vari colori e accessori, tutto a marchio “Lo Sbocciatore”.

10527680_253507471514091_3747516563374837565_nAlla mia domanda su come ha intenzione di crescere on line, Aurelio mi ha risposto che per ora continuerà come ha sempre fatto, creando contenuti goderecci e postandoli sui social storici, senza aprire nuovi canali tipo twitter o google plus. Però ha anche deciso di ampliarsi creando nuovi gruppi legati al suo primo successo. Ad esempio “Ambrogio”, parodia di un maggiordomo che deve continuamente correre dietro al suo padrone e sistemare i casini generati dalle sue bolge, chiamandolo fedelmente “Sire” e servendolo fino alla morte. Altro gruppo dedicato invece alla bellezza femminile è “Cavalline”, con una selezione di foto e video delle migliori party girls internazionali aggiornata continuamente. Oltre alle pagine social italiane Aurelio mi ha anche rivelato l’interesse a crescere, in un futuro, anche all’estero e a sfruttare la sua notorietà per scopi di business interessanti. La mossa che però gli farebbe fare il salto di qualità potrebbe essere la consulenza diretta a società del lusso di alto di gamma, in ambito di digital marketing e comunicazione. Questo in quanto tali società spesso appaiono con un’immagine segnata dalla vecchiaia, demodé all’occhio degli attuali giovani italiani che magari hanno già disponibilità economiche per poter fare acquisti di un certo livello, ma non hanno ancora l’esperienza e la conoscenza necessaria dei marchi del vero lusso. L’attività di consulenza verso le aziende potrebbe quindi presto diventare la chiave di volta per creare un vero e proprio business online per Aurelio. Per fare tanti soldi, quindi serate e post memorabili sul suo gruppo.

Da grande fan dello Sbocciatore non potevo però non fare qualche domanda più diretta sul suo rapporto con il lusso, sulla sua attività di gran viveur, uomo da party, guidatore di auto sportive, conoscitore raffinato di qualsivoglia genere di bene effimero e naturalmente donnaiolo di notevole livello! Per lui il lusso è <<la possibilità di scelta incondizionata>>, la libertà assoluta di appagare i propri bisogni di piacere. Aurelio ha la piena possibilità e disponibilità per farlo e lo fa senza alcuna remora o rimorso.
<< E’ il mio stile di vita, un modo di essere, un nuovo approccio al mondo del lusso oggi>>.  Gli piace prendere la vita con ironia e savoir faire, godendo appieno del suo stato di benessere.
Il suo approccio è quasi nostalgico, ricorda gli Yuppies degli anni ’80, gli anni ’50 e ’60 del boom economico. I suoi post hanno il sapore di Gianni Agnelli che se la gode sugli yacht, del jet set in Costa Azzurra che faceva feste memorabili ogni sera, di Frank Sinatra che scende dall’elicottero a Las Vegas con un bicchiere di Bourbon on the rocks in mano, del film “Ricky&Barabba” dove De Sica da povero barbone ottiene il riscatto sociale e alla faccia di tutti se la sfreccia con la sua nuova Ferrari Testarossa per le strade di Milano. Lo Sbocciatore ha quasi il sapore di un gusto ahimè perduto dagli italiani, i quali oggigiorno preferiscono spesso accanirsi su chi è ricco e benestante perché immediatamente inquadrato come evasore, corrotto, malavitoso e ladro a prescindere solo perché si può permettere di vivere bene. Un tempo non era affatto così, e parlandone ho detto apertamente ad Aurelio che secondo me il segreto del suo successo è proprio questo. I suoi fan sono chi vuole vivere bene senza remore, chi non ne può più di vedere questo clima grigio e smorto che attanaglia l’Italia, chi vuole andare al massimo, fare successo e potersi concedere ogni genere di meritatissimo bene di lusso possibile e immaginabile. Da semplice gruppo su facebook e instagram “Lo Sbocciatore” è diventato un vero e proprio trendsetter del lusso moderno e un manuale sulla bella vita goduriosa, per amanti del benessere a 360°. Ha riso Aurelio quando gli ho detto che potrebbe tranquillamente tenere dei corsi di studio in aula sul “settore luxury”, ma lo penso veramente.

1395889_304544659743705_8182359859562753835_n Dopo un po’ arriviamo a parlare di se e dei suoi gusti, di auto sportive e dei suoi beni di lusso preferiti.  Lo Sbocciatore mi confessa il suo grande amore per le Lamborghini, che mi ha detto guida di frequente. La Countach gli piace tantissimo. Ma non fa distinzioni, se c’è il toro dorato su sfondo nero è garanzia di assoluta bellezza e piacere di guida sportiva.Orologi ne ha svariati, anche se i suoi preferiti sono i top di gamma Patek Philippe, possibilmente supercomplicati. Per le serate a ballare ad alto tasso alcolico i consigli sono Dom Perignon, Armand de Brignac e Louis Roederer Cristal. Anche se il top di gamma rimane sempre il grande Krug. L’importante sempre e comunque è bere champagne, con qualsivoglia genere di abbinamento, in qualunque situazione, in compagnia di chiunque anche se con belle cavalline è sempre meglio!

Finisco la mia intervista chiedendogli qual è il suo sogno nel cassetto. E lui per la prima volta si blocca, non sa bene cosa rispondere. Serenamente mi dice che non gli viene in mente niente e che non ha nessun desiderio particolare. Ci salutiamo e riprendiamo le nostre strade. Ripenso più volte alla mia domanda finale, e con un sorriso capisco che la risposta è ovvia e me la potevo dare da solo.  Persone come lui rimangono spiazzate da queste richieste perché i sogni non li tengono mai nel cassetto.
Li vivono! Giorno per giorno, in cerca sempre di nuove avventure e idee per rendere bella e appagante la propria vita. Ed è la ragione per cui sono suo grande fan. Per poter vivere tramite i suoi post le sue storie, le sbocciate folli di magnum di champagne, le spese pazze di auto e orologi, le cavalline, gli yacht e le ville napoleoniche . Sogni che lui ha la forza e la bravura di vivere ogni giorno, al motto #soloperchicelafa .

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3 thoughts on “Lo Sbocciatore

  1. Seguo il gruppo Facebook “Lo Sbocciatore” da quando di follower ne aveva 800, è simpatico. Ma questa finta intervista in cui ti autodefinisci “influencer” per un gruppo Facebook di 50k follower fa davvero sorridere. Alla frase “la creazione del gruppo è stata del tutto casuale, come spesso accade con le IDEE GENIALI” poi sono quasi caduto dalla sedia.

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  2. Tu vedi la bellezza del viveur e il savoir faire di chi ha il grano. Io vedo ostentazione e deriva verso il “ho quindi sono”. Per me, anche filtrata dall’ironia che si nota in molti post, è tutto di una tristezza infinita. Detto non da invidioso perché grazie al cielo potrei sbocciare da mane a sera, ma senza fare il fenomeno della Milano da bere. Tenetevi i vostri patacca filippo, sono paragonabili alla vostra profondità intellettuale

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  3. Ma le tritapalle femministe “noi siamo esseri umani e non oggetti” dove sono quando questo debosciato le chiama “belle cavalline” ?

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