ROSSANA ORLANDI: l’universo del design

Precisamente in Via Bandello 14 a Milano esiste un mondo sospeso nel tempo: lo Spazio Rossana Orlandi; sconosciuto ai più è diventato una tappa obbligata per tutti gli appassionati del settore.

È un luogo in cui il design si fonde tra contemporaneo e vintage, una vetrina sia per i big che per i nuovi talenti. Nel 2002 Rossana Orlandi, la fondatrice, è riuscita a creare questo piccolo diamante partendo da una vecchia fabbrica di cravatte. Varcato il grande cancello all’entrata, ci siamo ritrovati all’interno di un giardino incantato.

Giardino

Ammirando i colori caldi delle foglie, che facevano da cornice al cortile, siamo entrati e ci siamo fatti travolgere da un’atmosfera accogliente ed informale per iniziare il tour dell’esposizione permanente disposta su due piani. I pezzi, dedicati al design e all’arredamento, sono parti integranti di collezioni o edizioni limitate oppure esemplari unici. La fondatrice incoraggia, cura e promuove in prima persona gli artisti ormai affermati o le nuove scoperte seguendo un insegnamento fondamentale: “un’opera, oltre ad essere bella, deve essere vendibile”.

rossana orlandi

Addentrandoci ulteriormente nelle varie stanze, ci siamo fatti confondere da un mix di stili, citazioni, creazioni spesso nate per caso, che riuscivano a interpretare in modo originale e creativo il design e la vita di casa. Gli accessori, i mobili e i più piccoli dettagli sembravano avere una disposizione completamente casuale ma in realtà tutto rientrava in un progetto ben preciso della padrona di casa.Atmosfere surreali si mischiavano senza stonare a concezioni più concrete, attuali da vivere e sperimentare attraverso un’esperienza sensoriale, sia fisica che percettiva.

secondo piano

Rossana Orlandi, fondendo coraggio ed intuito con la sua grande sensibilità, ha scoperto e sostenuto nuovi talenti; gli stessi che, nel corso degli anni, sono stati capaci di affermarsi e dettare le regole nel contesto creativo internazionale. Tra i suoi protetti, spiccano i nomi di Piet Hein Eek, Tom Dixon, Maarten Baas, Italians Formafantasma, Massimiliano Adami, Manuela Crotti. Nell’invidiabile scuderia, anche il coreano Kyuhyng Cho, giovane designer che ha inventato tre famiglie di font capaci di trasformare le parole in immagini, e Nacho Carbonell, artista di punta dello spazio, che con la sua “3 YEARS” ha esposto alcuni pezzi outdoor per la prima volta in Italia.

artista

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