Luxottica: una dynasty all’italiana

Articolo ottobre_LUXOTTICA_2

Esattamente due mesi fa le dimissioni del super manager Andrea Guerra, in parte attese; poi, a poco più di un mese dalla nomina, quelle del subentrante Enrico Cavatorta, queste totalmente inaspettate. Cosa è successo in casa Luxottica? Prima le divergenze tra Guerra e il fondatore, Leonardo Del Vecchio, su quello che avrebbe dovuto essere il nuovo assetto della governante aziendale, con il primo contrario alla nomina di un “triumvirato” alla guida dell’azienda, come avrebbe voluto, invece, Del Vecchio. Poi l’entrata e l’uscita di Cavatorta, probabilmente, si dice, per contrasti con la figura di Francesco Milleri, uomo fidato di Del Vecchio, che sembra aver effettuato un’esagerata ingerenza nella gestione dell’azienda. Come se non bastasse, a ciò si aggiungono voci su un imminente passaggio all’attuale moglie di Del Vecchio, Nicoletta Zampillo, del 25% della azioni della holding di famiglia, Delfin, a cui fa capo il 61,3% di Luxottica. Ovviamente, nemmeno i mercati hanno accolto positivamente queste notizie, dato che il titolo, subito dopo le dimissioni di Cavatorta, ha bruciato 2,4 miliardi di Euro in sole tre sedute (-13%), nonostante i fondamentali dell’azienda siano ottimi e ci si aspetti una trimestrale con un incremento degli utili del 10% e una forte generazione di cassa. Fortunatamente, il titolo sembra essere già in ripresa, avendo raggiunto nuovamente quota 37 Euro ad azione, dopo essere precipitato a quota 35,7 negli scorsi giorni. Questo perché, nonostante il gossip e l’intimità familiare colpevolmente divenuta cosa pubblica, l’azienda è una potenza mondiale, riconosciuta dai mercati (7 miliardi di fatturato contro i 200 milioni dei diretti concorrenti Safilo, Marcolin e De Rigo, e oltre 70 milioni di montature l’anno), e Del Vecchio sembra aver trovato una soluzione, optando non più per un “triumvirato” ma per un doppio CEO. Il primo nome c’è già ed è quello del COO, Massimo Vian. Il secondo sarà probabilmente annunciato a breve e sarà, a quanto si apprende dalla stampa specializzata, un manager estero di caratura internazionale. Ora, evidentemente, bisognerà vedere come i mercati accoglieranno questa nomina. Il tutto, poi, si concluderà con un aumento di capitale della holding di famiglia, Delfin, riservato a Leonardo Del Vecchio, il quale passerà così dal detenere l’1,72% del capitale (di cui ha la piena proprietà) al 25%, che, come detto, dovrebbe essere poi trasferito all’attuale moglie, così da rispettare la cosiddetta “legittima”, prevista dalla legge italiana. Il tutto nonostante le resistenze dei figli (con Claudio Del Vecchio, CEO di Brooks Brothers, su tutti), poiché in tal modo i sei figli, che ora detengono la nuda proprietà di quote uguali pari al 16,38% del capitale di Delfin (Del Vecchio padre ha l’usufrutto sull’intero capitale sociale), vedrebbero tali quote diluirsi in termini percentuali sul totale, a tutto vantaggio di Nicoletta Zampillo e, di conseguenza, del figlio della stessa, Leonardo Maria Del Vecchio.

Insomma, un altro esempio di passaggio generazionale che rischia di destabilizzare un’azienda e di gettare a mare decenni di successi. Non sarà questo il caso, data la potenza dell’azienda, però Luxottica, probabilmente la migliore multinazionale italiana, ne esce con un’immagine “sporcata” e con la consapevolezza che, forse, la vicenda si sarebbe potuta gestire in maniera migliore.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...