SALVATORE FERRAGAMO: LA CLASSE DI UN TEMPO

Quando in passerella sfila la classe di un tempo, con vestiti che evocano sobrietà e eleganza. Ecco le sensazioni che la sfilata di Salvatore Ferragamo ha saputo trasmettere al pubblico.

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Così, la mia prima immersione nella Fashion Week Milanese è terminata: non posso certo commentare con occhi esperti quello che ho potuto ammirare, ma mi piace pensare di potervene dare una mia impressione.

Prima di tutto lasciatemi dire una cosa: durante questa settimana i tanto amati tacchi non potrebbero abolirli? Credo che la spesa maggiore in questi giorni di pura follia sia finita in cerotti per i piedi; si, certo direste voi, fossi stata la fashion blogger della situazione o Anna Wintour di turno, sarei comodamanete scesa dalla mia auto blu, esattamente tre metri poco distante dal mio posto in front row…

Ma come tutte le Biancaneve che si rispettino mi sono svegliata dal sonno e ho letteralmente macinato chilometri: la palestra in confronto mi ha fatto il solletico!

Dopo essermi persa in questa piccola digressione, torno a raccontarvi l’esperienza che ho potuto vivere alla sfilata di Salvatore Ferragamo, che ha presentato la sua collezione S/S 2015. Da brava standing che si rispetti ho pazientato in fila il mio turno per entrare al fashion show che, ovviamente, è iniziato in ritardo. La coda, per giunta, era sotto il sole cocente di una Milano poco afosa (per usare un eufemismo), così, utilizzando l’invito come un ventaglio chic all’ultimo grido, ho atteso con nonchalance che ci facessero entrare. Ci siamo! Varcata la soglia mi preparo ad assistere alla sfilata: tutto è pronto. I fotografi sono in postazione, i re e le regine indiscusse della moda si accomodano nelle prime file (le tanto ambite FRONT ROWS) ed infine, in mezzo agli altri standers, ci sono anche io, in trepidante attesa dell’inizio della magia.

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Le luci si abbassano e le modelle iniziano a sfilare, accompagnate da una musica che diventa un tutt’uno con il messaggio che lo stilista ha voluto trasmettere: sensualità e semplicità racchiuse in uno stile sobrio ed elegante con quel tocco chic che lascia impressa nella memoria l’idea di una moda senza tempo .

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Tre cambi di melodie per tre linee diverse che suggeriscono stati d’animo e raccontano donne diverse: i toni avorio e cammello dei lunghi abiti e delle giacche svasate, pensate per le donne in carriera, lasciano il posto a una serie di abiti con intarsi di pelle stampata sui toni noir per una donna forte e determinata, accompagnati da borse con dettagli frangiati per un tocco di leggerezza. Il finale, dedicato a una donna semplice e spensierata, ha portato in scena una serie di abiti colorati sulle tonalità del verde acqua e del blu che, cadendo morbidi e leggeri, trasmettono vivacità.

Le modelle sono uscite, la musica ha smesso di accompagnarle e le luci tornano a illuminare la stanza intera, un lungo applauso e poi tutti di corsa alla prossima sfilata. Nel fuggi fuggi generale anche io mi dileguo,  aspettando la prossima fashion week … ma con le pantofole ai piedi.

Giovanna Losio

 

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