Dal carcere a Broadway: un caso di successo “Made in Italy”

E’ stata inaugurata ieri, al Teatro Arcimboldi di Milano, la nuova tournée di Siddhartha, il musical tratto dall’omonimo libro di Herman Hesse ed ispirato al film Piccolo Buddha di Bertolucci.

Un cammino spirituale verso l’illuminazione, alla scoperta della vera essenza della vita e delle ragioni della sofferenza.

La novità di quest’anno è che presto lo spettacolo uscirà dai confini nostrani, divenendo il primo musical interamente italiano ad approdare sui palchi di Broadway: da gennaio 2014, infatti, “Siddhartha the Musical” sarà rappresentato al Lincoln Center di New York, e dopo il tour negli Stati Uniti a febbraio approderà anche in Asia, grazie al nuovo contratto siglato con la Broadway Asia Company.

Un trionfo che trova le sue radici all’interno del carcere di Milano Opera, grazie al laboratorio di Musical che la cantautrice e regista Isabella Biffi, in arte IsaBeau, porta avanti da 7 anni con passione e professionalità. L’incoraggiamento arriva dai detenuti stessi, che hanno spinto affinchè lo spettacolo venisse rappresentato prima esternamente con una compagnia di professionisti: troppo bello per rimanere nelle sole mura del carcere!

Ma intanto lì, tra quelle mura, ci si prepara al primo debutto, che avverrà la prossima settimana all’interno del penitenziario stesso. Tre date: 27, 29 e 30 novembre per mettere in scena non soltanto la storia di Siddhartha ma il percorso stesso dei 20 detenuti del circuito di alta sicurezza, un percorso fatto di sfide quotidiane, di scoperte di nuove abilità e possibilità relazionali, di nuove emozioni e sentimenti.

L ‘obiettivo, dichiara la regista, è quello di creare, attraverso l’arte, gioia ed una prospettiva verso il futuro. E per alcuni di loro, che hanno avuto la possibilità di lavorare anche alla produzione del Musical esterno, uscendo fuori dalle mura del carcere, è stato raggiunto appieno.

Due mondi totalmente diversi, due energie completamente diverse: da un lato i professionisti, dall’altro i detenuti. Ma il messaggio è lo stesso ed è uguale per tutti: “si può rendere migliore il mondo in cui si vive iniziando a rendere migliore il cuore con cui si vive”.

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Rossella Scotto di Vetta.

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