Una tazzina di caffè e un tuffo nella storia

Con l’inizio dei saldi estivi, mi sono ritrovata a girovagare per le vie del centro di Torino a caccia dell’affare e siccome una buona giornata di shopping non può avere inizio senza un buon caffè come mio solito sono entrata in uno dei numerosi bar che si affacciano su Pazza San Carlo, ed è così che ho avuto una mia personale epifania su quanto siano belli i caffè di Torino (cosa che onestamente avevo sempre dato per scontata senza fermarmi a rifletterci) e di come in essi si respiri un’atmosfera tutta particolare, senza tempo. Di per sé Torino è una città dalle molte sfumature c’è chi la vede come una città grigia, un po’ noiosa e con una forte influenza sabauda, chi come la “ Torino Magica” ed esoterica posta al vertice di un triangolo di magia nera (con San Francisco e Londra) e uno di magia bianca (con Parigi e Praga). Certo queste due componenti sono ben presenti nella città e in essa convivono, ma se io dovessi identificarne lo spirito certo lo incarnerei nei suoi caffè, infatti girando per le vie non si può fare a meno di imbattersene ed essere irrimediabilmente attratti dall’aura di charme ed aristocraticità che si respira.

3975547856_ae9f9cd154

Da Mulassano a Baratti&Milano, passando da Fiorio, Caffè San Carlo, Caffè Torino, Al Bicerin l’elenco è lungo ma se c’è una cosa che li accomuna è che entrando non si può fare a meno di venir catapultati indietro nel tempo. Da Mulassano ci si ritrova in pieno ‘800, particolarità del locale è un orologio, posto dietro al bancone, con una lancetta sola ed alcuni numeri casualmente disposti, al lato della cassa c’è un campanello collegato ad un meccanismo che muove la lancetta in maniera del tutto casuale e che serviva a stabilire, tra un gruppo di amici, chi doveva pagare: chi realizzava il numero più alto pagava. Baratti & Milano, d’epoca post-liberty, è un tempio della pasticceria ed era particolarmente amato da Guido Gozzano. Fiorio invece ha un ambiente assolutamente aristocratico ed era frequentato da personaggi quali Cavour, Rattazzi, D’Azeglio ed era particolarmente amato da Nietzsche per il suo gelato al gianduja.

caffe-fioriop27_foto_01

Il Caffè Torino di inizio ‘900 con i suoi marmi, specchi e la sontuosa scala fu frequentato da Cesare Pavese e De Gasperi. Infine come dimenticare Al Bicerin fondato nel 1763, restaurato nell’800 e mantenuto tale da allora, posto dinanzi al santuario della Consolata è stato punto di ritrovo per molti personaggi quali Alexandre Dumas padre, Silvio Pellico, Giacomo Puccini, Italo Calvino e molti altri.

caffe-al-bicerin-L-1

In verità potrei andare avanti per ore a parlarne e forse nemmeno così renderei l’idea del fascino di questi locali, quindi l’unica cosa che posso consigliare a chiunque si accinga a visitare la città è di entrare almeno in uno di questi gustarne le specialità e ammirarne la ricchezza.

Per chi desidera saperne di più vi lascio alcuni link ai siti dei caffè:

http://www.caffemulassano.com/

http://barattiemilano.it/

http://www.fioriocaffegelateria.com/

http://www.platti.it/

http://www.bicerin.it/

http://www.caffe-torino.it/Caffe_Torino/Intro.html

http://caffesancarlo.it/

Alice Del Pin

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...