IL LUSSO DI SCEGLIERE AI TEMPI DEL CINEMA

Lusso uguale Francia. Francia come Marie Antoinette, la regina passata alla storia per il fasto della sua corte e poi portata alla ribalta prima dall’imperdibile cartone animato Lady Oscar e recentemente dal film di Sofia Coppola Marie Antoinette.

MARIE ANTOINETTE

Vuoi per la regia sofisticata e riflessiva, vuoi per le avventure stesse della protagonista, quello che mi viene in mente oltre all’espressione del lusso è un’estrema malinconia. E poco importa se la Coppola inserisce colorati macarons nella scenografia orchestrati dalle Siouxsie and the Banshees. Sua maestà sarà pure sinonimo del più consueto lusso, ma si annoia. E per me la chiave del lusso sta proprio qui, in quella possibilità di scegliere negata alla reale di Francia. Ci tocca dunque abbandonare i fasti di Versailles e prendere appunti dalla protagonista di una favola moderna, Pretty Woman.

pretty-woman

Anche se Julia Roberts con il suo vestito bianco e blu con tanto di anello ombelicale non è proprio l’attenta personificazione del lusso, la ragazza dopo l’avvento di sua santità carta di credito si diverte eccome, proprio perché può scegliere in quali negozi fare shopping, cosa comprare e quanto spendere. E poco importa se alla fine ci faremo prendere la mano come lei pretendendo anche l’orrenda cravatta del commesso, l’importante è sapere di poterlo fare. È un dato di fatto quindi che i reali moderni insegnino a quelli della storia come godersi il lusso, almeno al cinema.

Elena Lorusso

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