Una giornata “insieme”

In questo breve weekend trascorso a Napoli tra le tante cose e da fare, la famiglia e gli amici da salutare, mi sono imbattuta in quella che è stata la seconda edizione del Festival del Bacio, un progetto realizzato dai docenti e gli studenti del Laboratorio di Nuove Tecnologie Integrate dell’Arte, dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, che ha esplorato quest’anno un concetto di una semplicità immediata, ma al tempo stesso complesso e articolato, quando si passa dalla teoria alla pratica, quello della condivisione e del “meglio insieme”.

La capacità dell’uomo di consorziarsi, di collaborare ed unirsi è il vero concept di questo evento che ha visto coinvolti oltre ai docenti e agli studenti, i commercianti e l’intera popolazione di Sant’Agata dei Goti, la cornice all’interno della quale le “nuove tecnologie dell’arte” hanno incontrato le antichità e le tradizioni del borgo, percorrendolo per circa un chilometro di installazioni polisensoriali e live preformances.

La condivisione la chiave di tutto: enti, persone, istituzioni si sono incontrate, hanno dialogato, progettato e realizzato, confermando ancora una volta, con il successo della manifestazione, il messaggio fondamentale “meglio insieme”.
I social network hanno giocato, in questo senso, un ruolo fondamentale, permettendo un’autopromozione attraverso la condivisione collettiva di foto e video i cui soggetti sono stati i fruitori stessi dell’esperienza.

Lungo il percorso le diverse installazioni si presentavano come un vero e proprio rebus, da risolvere ovviamente “insieme” perché da soli non sarebbe stato possibile!

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La semplicità di piccoli gesti, quali una stretta di mano o un leggero contatto a pelle, diventavano il motore di un susseguirsi di fenomeni: l’accensione di una luce, il suono di diversi strumenti, lo scatto di una foto, se vogliamo anche banali, ma che nel loro contesto generavano stupore, divertimento e un piacere di condivisione.

Il “Bacio”, come si legge dal comunicato stampa dell’evento, è inteso quindi come “impatto, incontro, scambio, comunicazione e condivisione, come territorio comune che dialoga con la rete dei nuovi media in occasione del Festival.”

L’arte realizza così un bisogno di tipo sociale, contribuendo a generare valore per le persone e il territorio, diventa un “servizio” e un “format” da poter esportare e riadattare, non un oggetto statico da museo. E “la relazione è il materiale su cui essa lavora”. Sono queste le parole di Vittorio Rotta, docente dell’Accademia e coideatore del progetto, con cui ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere…

Rossella Scotto di Vetta

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