Il lusso per me è…

Nell’immaginario sociale “lusso” richiama alla mente qualsiasi cosa sia concesso soltanto a pochi privilegiati.

In passato “lusso” era sinonimo di denaro e di possesso: potersi permettere beni di lusso significava possedere talmente tanto denaro da poterlo sperperare in oggetti e piaceri non necessari, privilegio riservato all’élite della società.

Con il boom economico degli anni Cinquanta, il tenore di vita della maggior parte della popolazione è aumentato considerevolmente e, una volta soddisfatti i bisogni primari, la disponibilità del reddito ha alimentato il consumismo, ossia il consumo di massa di quei beni una volta riservati a pochi.

Chi per primo ha capito come vendere il lusso alle masse è stato Steve Jobs con l’iPhone: prodotto destinato a tutti combinato a una grande cura per i materiali utilizzati, per i dettagli, il packaging, il servizio post vendita e la pubblicità fanno sentire il consumatore unico, proprio come se stesse acquistando un bene di lusso vero e proprio.unboxing-iPhone5-638x425

Di conseguenza, ciò che ieri era “di lusso” oggi, essendo “di tutti”, o almeno di molti, ha perso il fascino dell’esclusività. Per questo motivo è un concetto dalle molte sfaccettature, che riflettono la concezione di “elitario” di ciascuno di noi.

Per alcuni lusso è sinonimo di viaggio verso mete non convenzionali, alla scoperta di culture diverse, di mondi quasi sconosciuti. E lusso è poi raccontare la propria fantastica esperienza ad amici e parenti, che invece hanno soggiornato in luoghi scontati: Formentera, Caraibi…

A chi non piace mangiare in un bel ristorante sorseggiando un bicchiere di vino? Lusso è allora cenare con piatti fuori dal comune, che ci fanno scoprire sapori o accostamenti di gusto mai immaginati… come in “Un posto a Milano” in Cascina Cuccagna. Qui si cena in un ambiente che ci fa dimenticare di essere in città, ma piuttosto nel cortile di campagna della nonna, lo chef abbina gusti diversi e non butta via niente ed è così che la cucina diventa un modo intelligente di mangiare e di venire incontro a diverse possibilità economiche.

Lusso è senz’altro anche l’acquisto di beni materiali. È sicuramente lusso acquistare una borsa di Bottega Veneta, ma lo è anche un paio di scarpe confezionate su misura da un bravo artigiano, o ancora acquistare una collana realizzata nella bottega di un paesino sperduto che è un pezzo unico in quanto la lavorazione è diversa per ogni oggetto.

bottegaartigiani

Lusso diventa quindi più una concezione di vita e di conservazione dei modi tradizionali del produrre, più che il mero possesso di beni, magari costosi, magari altamente tecnologici, ma prodotti in serie, uguali per tutti, ovunque nel mondo.

Lusso per me è tutto quanto esprime il meglio della cultura e della tradizione e vive una “vita di lusso” chi sa usare le sue possibilità economiche per vivere una vita consapevole.

Alessandra Baiardi

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