GOLDEN GOOSE PLAYS NOEL GALLAGHER’S SONG

 

Il videoclip dell’ultimo singolo di Noel Gallagher, Everybody’s on the run, suona come un’esplicita dichiarazione d’amore per il brand “Made in Italy”, o come ama definirsi “Made in Venice”, Golden Goose. D’altronde, già in passato il cantante non aveva nascosto la sua passione per le scarpe italiane e in particolare le sneakers di questo marchio. E così sono loro adiventare protagoniste dell’ultimo cortometraggio, trasformandosi in un autentico oggetto del desiderio intorno cui ruota l’intera storia. Nel video, infatti, un corriere recapita un pacco a un ragazzo californiano, che impazientemente scarta sul marciapiede l’involucro per stringere fra le proprie mani le agognate sneakers di Golden Goose, ma, distratto da questo attimo di intenso piacere (come non capirlo), non si accorge del passaggio di uno skater che gli sottrae al volo le scarpe. Comincia così a rincorrerlo, armato solo di boxer maculati e running sempre Golden Goose, che gli consentono di muoversi agilmente tra gli ostacoli metropolitani. Contemporaneamente anche un’altra ragazza comincia a correre, vestita anch’essa solo di intimo maculato e Golden Goose: è Mischa Barton, che scesa da un taxi al cui volante siede Noel, avendo incautamente chiuso un lembo dell’abito nella portiera, si vede strappare via il vestito e comincia a rincorrere la vettura. Come è facile immaginare, i due eroi cittadini non potranno che scontrarsi all’angolo di un marciapiede, consumando poi fra le lenzuola la comune passione per il brand veneziano, dopo aver però recuperato il paio di scarpe sottratto.

Per il marchio, che non ha mai fatto pubblicità above the line, non poteva esserci una promozione migliore. Inoltre, nel video sono presenti tutti gli elementi che da sempre hanno contraddistinto il brand: l’amore per l’America (in particolare la California, dove è girato), lo skate, l’allure metropolitana e vintage, lo stile decontracté ma ricercato, cool in ogni momento della giornata, che ha fatto innamorare i suoi fan sparsi in tutto il mondo.

 

Agyness Deyn
Agyness Deyn
Jude Law
Jude Law

 

Per chi non la conoscesse, Golden Goose Deluxe Brand è un’avventura nata nel 2000 da Alessandro Gallo e Francesca Rinaldo, veneziani, legati anche sentimentalmente, del tutto outsider nel mondo della moda. Alessandro ha alle spalle studi di architettura, entrambi condividono una grande passione per l’arte, che li ha spinti a diventare sponsor della Biennale di Venezia. La leggenda narra che abbiano deciso di creare vestiti al ritorno da un viaggio a Parigi, dove si erano tuffati nei mercatini vintage che disseminano le rues della Ville Lumière. Da lì la decisione di creare qualcosa innanzitutto per loro stessi, che uscisse dal coro delle solite proposte dei brand di moda, sempre più omologate fra di loro. Questo ha permesso loro di autoprodursi fin dall’inizio, partendo con pochi pezzi e dando loro tempo di imparare le regole del mestiere. La chiave del successo è stata una distribuzione selettiva ed esclusiva, ottenuta girando per le migliori boutique d’Italia a promuovere il proprio campionario: sono così diventati celebri nelle ricche realtà di provincia, dove gli store multibrand dettano le tendenze, ancora prima che nei grandi centri cittadini. Poi lo sbarco al di fuori dei confini nazionali: l’Eclaireur a Parigi, Browns a Londra, Aloha Rag a New York, per citarne alcuni. La loro migliore pubblicità è stata la presenza in questi store, il prodotto poi praticamente si è venduto e si vende da solo.

Non c’è frase più azzeccata per descrivere l’immagine di Golden Goose del celebre aforisma di Coco Chanel “la moda passa, lo stile resta”. Capi iconici, da conservare nel guardaroba stagione dopo stagione. Facilmente abbinabili con tutto, capaci di rendere esclusivo e ricercato ogni outfit. Nel tempo, i primi prodotti che ricordo sono le camicie, sia per l’uomo che per la donna, realizzate con ottimi tessuti e una cura del dettaglio maniacale, e il Golden Boot, un texano rivisitato dall’estro dei designer, simulando un processo di invecchiamento naturale. Circa cinque anni fa la grande intuizione di ridisegnare le Converse, dotate di zip sul lato, una stella di pelle applicata sul fianco esterno e abilmente sporcate per dare loro quell’effetto second hand: nascono così le Francy, che riscuotono immediatamente un successo straordinario, tanto da essere copiate quasi da subito da molti altri brand. Si tratta di una sneaker apparentemente semplice, ma che difficilmente non si fa notare e che si posiziona per prezzo tra le sneakers di lusso: è diventata quasi una tessera di appartenenza a un club, perché essendo un marchio ancora oggi di nicchia e poco conosciuto, non è difficile entrare in contatto con altre persone che le indossino, per il comune senso di appartenenza a una certa ricercatezza stilistica. A fianco delle scarpe, anche le borse hanno riscosso un buon successo, in particolare l’equipage bag, un continuativo riproposto da tempo.

 

me and my wife's collection
me and my wife’s collection
Equipage bag color Eucalipto
Equipage bag color Eucalipto

 

L’intenzione di Golden Goose è però quella di proporre un total look: spazio quindi nell’armadio anche per il chiodo di pelle usurato, giacche sartoriali, pantaloni della tuta, chinos e una collezione di capi basici raccolti sotto la linea SETTeCINQUANTA.

Frequenti inoltre le collaborazioni con altri brand in linea con il marchio, tra cui ricordo K. Jacques Saint Tropez, Fiorentini+Baker, Loro Piana, i cui tessuti sono stati utilizzati per realizzare alcune giacche.

A questo punto, data la proposta di lifestyle offerta da Golden Goose e la comprovata dipendenza che esercita il brand sui suoi estimatori, lancio una suggestione: a quando un profumo firmato GGDB, magari con note di cuoio?

Alessandro De Pretis

 

Photo credits: Google Images and Ortensia Poloni

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