Nudo e crudo. Che bontà?

La tendenza alimentare salutista del momento, made in USA, sbarca anche in Italia. È il Raw Food o alimentazione crudista che dir si voglia. E via con frutta, verdura, semi di canapa, grano germinato, riso Gaba, alghe, le bacche Goji, polline, ma anche il pesce (sotto forma, ad esempio, di sashimi) la carne (come il carpaccio o la tartare) nonché il latte e suoi derivati rigorosamente non pastorizzati, al massimo stagionati, fermentati o frollati, il diktat, ovviamente, è che i cibi non vengano cotti, al massimo possono essere riscaldati a temperature di 42-46 °C.

Matthew Kenney’s raw

Ma tale modello alimentare naturale, grezzo, intatto, e perché no forse anche economico, riuscirà mai ad imporsi tra le abitudini alimentari dell’italiano buongustaio?

C’è chi parla di alimentazione “viva”, come nuovo modello alimentare anti-età, chi crede che mangiando cibi non cotti ci si trova più in sintonia con il funzionamento della fisiologia del corpo umano, chi parla addirittura del fuoco quale strumento di manipolazione del cibo. (chissà cosa ne penserebbe Claude Lévi-Strauss, autore de Il crudo e il cotto, di questo crudo ritorno alle origini.)

Rainbow collection of fruits and vegetables. fonte google.

Ma andiamo per ordine. Senza partire dai nostri avi che nel trapassato remoto, è vero, si nutrivano allegramente soltanto di cibi crudi e dopo gli Esseni, ebrei viventi nelle prossimità del mar morto che (nel loro Vangelo della Pace) a quanto pare si nutrivano di cibi vivi per non uccidere anche il loro corpo, oggi profeta internazionale è l’americano Matthew Kenney di Oklahoma City (che tra gli adepti, annovera Nathalie Portman, Demi Moore, Uma Thurman) dal quale il nostro italianissimo foodie Vito Cortese, fondatore di CRUDITALY, ha preso anche qualche lezione. Il nostro accademico del verbo crudista con la sua collana multimediale in DVD ha raccolto in ricette d’alto borgo la tradizione gastronomica del Belpaese “condendo” per noi piatti gourmet in salsa cruda.

Cruditaly.com

Non resta quindi che scegliere una delle tante ricette che spopolano su internet e nei vari blog, che alla semplice lettura sembrano riuscire nell’intento di far venire l’acquolina in bocca, attrezzare la cucina con ottimi robot, spegnere i fornelli, trovare l’indispensabile essiccatore e il pranzo è servito!

Consiglio a chi ha voglia di sperimentare, di evitare di imitare le pietanze della cosiddetta cucina trdizionale, perché se grosso modo l’impressione ottica e sensoriale che si ottiene è quella dei piatti della quotidianità, per chi è abituato a certi sapori forse il risultato può lasciare l’ “amaro in bocca”.

Marialba Consoli

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...