Miu Miu women’s tales

Il cinema e la moda, si sa, sono due mondi amanti, e quest anno, alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, è Miuccia Prada a fare da ambasciatrice di questa relazione con i suoi Miu Miu women’s tales, quattro cortometraggi che raccontano, grazie al mirabile contributo di altrettante impegnate registe (Zoe Cassavetes, Lucrecia Martel, Giada Colagrande e Massy Tadjedin), lo specifico femminile (cit. Michele Ciavarella, il Manifesto) come chiave di lettura sociologica.

L’inedito It’s getting late è, a mio parere, quello che più chiaramente veicola i valori alla base dell’intero progetto: attraverso piccoli, sublimi gesti rubati alla quotidianità delle donne la regista iraniana Massy Tadjedin costruisce un elogio perfetto della diversità. Donne differenti per etnia, età e stile di vita, accomunate però da sussurri, rituali, sguardi, dalla voglia di conquistare del tempo per sé, oltre gli impegni lavorativi/familiari (…si sta facendo tardi…), e di certo anche da un guardaroba impeccabile firmato dal brand attraverso i suoi must di collezione, come le camicette bon ton in seta, le borse in pelle goffrata, le scarpe scultura e i tessuti broccati.

Il cast è poi degno di particolare attenzione (Patricia Clarckson, Audrey Plaza, Gemma Arteton, Rinko Kikuchi) e la voce inquieta di Zoe Jesus l’ingrediente decisivo.

Annalisa

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