nonluoghi…luoghi…non solo luoghi…i nuovi superluoghi

Delle persone stanno mangiando un gelato e dal “terrazzo”, appoggiate, osservano la gente passare lungo “la via”. Ci sono degli anziani che giocano a carte e si godono il tempo libero chiacchierando seduti attorno ai tavoli. Dei bambini stanno correndo; in realtà si stanno rincorrendo, anzi no, stanno giocando a nascondino: hanno trovato un posto segreto dietro ad “un albero”. I genitori li lasciano liberi di divertirsi: c’è il “parco giochi” poco più in là. Ecco un gruppo di teenagers a passeggio: stanno parlando di moda e di divertimenti notturni… . “La piazza” è affollatissima…quanta gente…(forse stanno allestendo qualche spettacolo). Le “panchine” sono tutte occupate e ai bordi della fontana c’è giusto qualche spazio, appena liberatosi, per riposarsi il tempo necessario prima di riprendere “il sentiero”. Si sentono delle urla; una famiglia sta discutendo animatamente: forse non si sono accorti di essere in un “luogo pubblico”. Poco più in là invece, una coppia di giovani sta scambiandosi effusioni amorose: forse credevano di non essere notati in mezzo a quella calca di persone. Qualcuno mi urta; mi giro; sono un gruppo di turisti in vacanza, in cerca di un po’ di “relax”.
La temperatura qui è ottimale: “le palme” fanno ombra e filtrano “i raggi del sole”. Le persone passeggiano con un’andatura particolarmente lenta; qualcuno sta portando a passeggio il cane, qualche d’un altro si è dato appuntamento con gli amici, qualcuno sta semplicemente trascorrendo il proprio tempo libero in piena “tranquillità”. Qualcun altro sta leggendo un libro, ascoltando musica, festeggiando. Quanti bambini, teenagers, giovani, adulti, anziani: quante generazioni riunite tutte insieme. Tutto è così tranquillo, incantato quasi: ogni movimento sembra scandito al secondo, tutto si volge con ritmo rallentato, alternato solo occasionalmente a momenti di frastuono e brusio. Nessuno ci vieta di vagare senza meta lungo i “sentieri”. Tutto troppo perfetto forse per essere vero. Ma in realtà, in che luogo ci troviamo?

Qualcosa improvvisamente irrompe nel “sogno”, riportandoci alla realtà: .

“Riprendiamo coscienza”: ma quanto tempo abbiamo trascorso qui dentro? Lo so, tutto è così artificialmente vero e intenso che viviamo una finzione progettata a misura d’uomo come un’esperienza sociale, reale, di appagamento e gratificazione, personale e collettiva. Eppure ci sembrava a tutti gli effetti di essere in uno spazio aperto, incontrollato, all’insegna della completa libertà e del divertimento, senza limitazioni né divieti, senza scansioni cronologiche, liberi da quel senso opprimente del tempo che fugge inevitabilmente.

Sono i così detti SUPERLUOGHI: quegli spazi privati che hanno progressivamente adottato le logiche proprie degli spazi pubblici andandosi a sostituire ad essi ed imitandone le strutture, riproponendo i medesimi effetti sociali filtrati attraverso fini commerciali. Ma in tutto questo, noi, siamo davvero quegli attori consapevoli di una “realtà manipolata” o ci siamo piegati inconsciamente alle logiche del sistema, come mere marionette?

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