La guerra civile non ferma il lusso della First Lady

Oggi ovunque sentiamo parlare di Siria ed ogni racconto che proviene da quella terra bellissima parla di guerra, massacri, esecuzioni sommarie in strada, morte di innocenti e fuga dal proprio paese, dalla propria città, dalla vita che non esiste più; l’hanno definita  Estate Araba, Primavera allungata o semplicemente Guerra Civile ma in qualunque modo la si voglia soprannominare oggi Siria significa genocidio (Kofi Annan – Presidente ONU).E intanto, la First Lady Asmā Al-Asad fa shopping nel quartiere più chic di Londra, spendendo l’equivalente di oltre 300mila euro in mobili di lusso. Tavoli, divani, tappeti, candelabri e pouf sono stati acquistati in uno dei negozi di design del quartiere Chelsea a Londra per arredare la sua residenza estiva a 200 miglia da Damasco. A luglio «Alia» (uno degli pseudonimi usati da Asma) ha fatto ulteriori ordini per oltre 12 mila euro c/o un designer di Parigi, da consegnarsi a Dubai. E nello stesso mese e sempre a Parigi, l’incontentabile moglie di Assad ha chiesto a un cugino di ordinare quattro collane tempestate di diamanti per un valore di 250 mila euro.

Tutto questo fa da contraltare alla situazione politica ed umanitaria che si vive a Damasco ed in tutta la Siria e che, a Luglio, mese degli ultimi acquisti della First Lady – ha registrato il momento più cruento con le battaglie di Aleppo e l’attentato durante una riunione del Consiglio in cui sono morte alcune persone fedelissime di Assad.

Un  atteggiamento un tantino leggero per una donna che da sempre si è distinta per le sue posizioni progressiste sui diritti e l’educazione delle donne, una donna dall’immagine pubblica importante; un atteggiamento non proprio all’altezza dell’altisonante definizione attribuitale da Vogue “la rosa nel deserto”.

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One Reply to “La guerra civile non ferma il lusso della First Lady”

  1. Poco bello. D’altronde non credo che Hillary Clinton abbia mai rinunciato a vestire bene nemmeno quando gestiva operazioni militari in Libia. I politici sono fatti così, che dire….

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