Luxury&I

Salve a voi, cari lettori, mi chiamo Carlotta

e amo definirmi “scienziata della Comunicazione”: adoro studiare casi di successo e di crisi, tramite le dinamiche di comunicazione e marketing che agitano il dietro le quinte delle aziende leader.
Oltre all’amore per la comunicazione, il marketing e il branding, nutro una grande passione per i fashion&luxury goods e le loro storie, in particolar modo per i gioielli e le auto. Proprio per coniugare questi due interessi e trasformarli in una professionalità, ho deciso di iscrivermi a questo master, così da poter finalmente scoprire la trama nascosta e i segreti inenarrabili di questi settori che non conoscono crisi.


Proprio nell’ottica di sondare l’anima delle icone e dei fenomeni di mercato, prediligo il concetto di lusso come conoscenza e cultura, gratificazione intima e personale, lontana dall’ostentazione, dallo show off di prodotti, che spesso scade nel pacchiano e volgare.
Il lusso come ricerca ed esclusività, di cui siamo coscienti io e pochissimi intimi e buoni intenditori, ragione per cui spesso associo il concetto di lusso anche ad oggetti di scarso valore economico ma unici e irripetibili, magari tramandati dalla nonna o dalla mamma.

Il lusso come sobrietà e understatement, nell’ottica di contrapposizione alla volgarità e scontatezza, per citare Coco Chanel, ma anche come afferma uno tra i miei tweet preferiti:  “Se hai ragione, non hai bisogno di gridare” (cit. @GildAmbrosio).
Per me ciò che rende così desiderabile un oggetto di lusso è la sua natura unica o almeno rara, il pregio dei materiali, la fatica e la maestria dell’artigiano che lo realizza o dello stilista che lo ha ideato, la sua storia, i suoi simboli e significati. Ed è importante che tutti questi aspetti li riconosca io: questo basta a rendermi felice di possedere  quel Foulard o quel Cappello, quella Borsa o quell’Orologio.

Collezione Mediterraneo Carrera y Carrera from google.images

Come la volta in cui in preda ad un attacco di misantropia, esclamai “Ti immagini se sparisse il genere umano e restassimo soli io e te? Per prima cosa andrei a prenderti l’Eberhard&Co. che desideri e poi da Bulgari per regalarmi una parure scintillante!”. Lui, perplesso, mi rispose “Ma a che pro, scusa? Se morissero tutti a chi la faresti vedere? Che senso ha?”. Io piuttosto intristita dalla sua ennesima dimostrazione di non aver capito nulla, replicai: “A me basterebbe toccarla e guardarmi allo specchio! Che il mondo ci sia o sappia non mi interessa affatto!”

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