Il Lusso discreto

Cari internauti, benvenuti nello scintillante mondo del lusso.

 

Mi presento. Sono Daniela, ho 22 anni e mezzo e, nonostante non sia proprio ‘di Milano’ mi definisco tale sia perché nel capoluogo lombardo sono nata sia perché è dai tempi del liceo che vi trascorro la maggior parte del mio tempo (libero e non).

 

Nonostante il mio legame con Milano, ciò che mi ha spinta a partecipare alla seconda edizione di questo Master non è stata propriamente la mia passione per la moda, ma quella naturale propensione per il Bello, il Gusto, la Raffinatezza e l’Eleganza che si possono ritrovare nella quasi totalità dei beni di lusso. Sì, perché per me, ad oggi – quindi con alle spalle già due mesi di Master e una tesi di laurea su quest’argomento – il concetto di Lusso si esprime attraverso quei prodotti a cui è stata dedicata una certosina ed amorevole cura artigianale, e a cui viene indissolubilmente presupposta una selettiva ricerca di pregiate materie prime e un inestimabile know how, in grado da soli di giustificare un prezzo elevato di prodotto.

 

Nel mio processo di consapevolezza sul mondo del lusso sono attualmente giunta – dopo aver superato la fase adolescenziale del lusso inteso come ostentazione di un brand – allo stadio del lusso discreto ed è per questo che ho scelto di accompagnare questo mio post con una foto di un tessuto visto durante una visita alla Fondazione Ratti. Come ci ha tenuto a sottolineare la preparata curatrice del museo tessile, questo tessuto potrebbe sembrare un tessuto qualunque, «senza infamia e senza lode». A ben vedere, però, dietro a un simile pezzo si cela un processo produttivo unico che solo il consumatore più attento, appassionato e consapevole può davvero apprezzare appieno.

 
Convinta che da qui alla fine del Master la mia visione sul lusso verrà nuovamente messa in discussione vi prometto di tenervi aggiornati e di segnalarvi eventuali novità a riguardo.

Annunci

2 Replies to “Il Lusso discreto”

    1. Cara Patrizia,
      sono contenta che l’abbia incuriosita il processo produttivo che si cela dietro al tessuto Ratti menzionato nel mio post.
      La discreta magia di cui parlo è data dall’immissione di un chicco di riso nel filato, capace di creare un gioco binario sia di colori che di spessori.
      Per informazioni più dettagliate le consiglio di visionare il seguente link.

      https://masterluxuryfashionmanagement.wordpress.com/2012/07/18/lusso-come-sottrazione-12-2/

      Spero di esserle stata di aiuto.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...