“Amo il vento perchè non si può comprare”

Pensavo alla frase di Giovanni Costantino (Presidente e A.D. Admiral Tecnomar Group) durante il Luxury Summit del 2012,  il cui “succo” è che la barca è  l’oggetto di lusso per eccellenza, poichè è il più superfluo che esista mondo.
Ha fatto sorridere molti, per la usa estrema verità.
“Quando proprio non sai più che fare ti compri una barca” verrebbe da dire, in effetti.
Eppure…eppure quando non ha più bisogni primari da soddisfare, l’uomo tende per natura a qualcosa di più; a un’esperienza che lo avvicini all’infinito.

Il mio cervello, a questo punto, ha fatto un collegamento che ancora non mi spiego:
L’Avvocato Agnelli.

Le sue passioni hanno suscitato l’interesse della stampa per decenni, e a me personalmente ha affascinato l’innovazione tecnologica che operò nel campo della nautica.  Riportò in auge in Italia lo sport della vela, varò barche che son diventate pezzi da collezione, e ridiede lustro alle regate di barche d’epoca.

L’emblema dell’avanguardia nel settore delle bache a vela fu raggiunto, a mio modestissimo parere, con lo Stealth.
Disegnato nel 1996 dall’argentino German Frers, 27 metri di lunghezza, realizzato dalla Green Marine, divenne immediatamente un simbolo di controtendenza. Fu l’ultima barca di Agnelli.
Vele nere, scafo nero, interno in teck. Aggressivo, velocissimo, invisibile come lo Stealth, ovvero il bombardiere F111.

Fonte: google immagini

Agnelli incarnò, in questo modo di approcciarsi alla nautica, la concezione di lusso assoluto: la barca che hai solo tu. La migliore. Quella sobria ed elegante ma che suscita in chi la guarda un timore reverenziale. La barca che non rispetta i canoni di stazza, ma è la più veloce al mondo.

Leggenda vuole che in un’intervista gli fosse stato chiesto perchè amasse la vela, e l’Avvocato ripose:  “Amo il vento perchè non si può comprare”.

Fu un personaggio che può suscitare tutt’ora  più o meno simpatia; è innegabile, tuttavia, che fosse un uomo di cultura che aveva ben chiaro cosa fosse il lusso.
In un’intervista del 25 Gennaio 2003 recitò al giornalista de “La Stampa”, Igor Man, un passo in lingua originale della “Ballata del Vecchio Marinaio” di Samuel Taylor Coleridge.

Lusso è anche saper ritrovare la poesia in quello che fai .  Solo così diventa una passione.

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