So…F.A.R.

Un pomeriggio quasi estivo, a bordo di un pulmino dal sapore di gita scolastica, arriviamo, immersi nella splendida cornice del lago di Como, a Villa Sucota, sede della Fondazione Antonio Ratti. Scopriamo così la storia di un uomo illuminato, figura di spicco dell’imprenditoria del nostro Paese, che dette vita all’ente  omonimo nel 1985 con lo scopo di rendere patrimonio pubblico la sua preziosissima collezione di tessuti di ogni epoca, composta attualmente da oltre quattrocentomila reperti.

Villa Sucota (Como), sede FAR

Con l’ausilio della curatrice del museo, Francina Chiara, abbiamo poi intrapreso un viaggio nel tempo grazie ai velluti rinascimentali, resi spettacolarmente vermigli con la cocciniglia, alle sete dagli opulenti decori ottenuti con l’impiego di filamenti d’oro e d’argento, fino a scoprire i segreti dei “meandri” di Madame Pompadour e del genio di Jean Revel.

Porzione di pezza Lione, 1740-1745, broccato argento lamellare e filato
Frammento di pezza Lione, 1760-1770, Gros laminato broccato sete policrome e oro lamellare e riccio
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