Una blogger intervista IL blogger

Simone Sbarbati non è un blogger: è IL blogger! Il suo blog Frizzifrizzi si contraddistingue pienamente nel panorama dell’informazione on line per la capacità di portare in primo piano, in maniera irriverente e intelligente, tutte le ultime news del mondo della moda, dell’arte e del design. Dalla chiaccherata con Simone emerge l’immagine di un blog che non si accontenta di fare (o farsi fare…) quattro foto per aver successo!

 

 

Da cosa è nata l’idea di Frizzifrizzi?

Il blog è nato nel 2007: precedentemente io e la mia compagna ci occupavamo del primo magazine italiano in pdf (Freshcut Magazine) dedicato ai giovani artisti e diventato poi un blog. Da una costola di Freshcut è nato Frizzifrizzi che ha iniziato a occuparsi di moda grazie all’incontro con la sua co-fondatrice Francesca: è partita da lei l’idea di parlare di moda, ottenendo sin da subito un ottimo riscontro.

Da dove “tirate fuori” le notizie?

Il 50% dei nostri post arriva da segnalazioni di uffici stampa, case di moda, showroom, ecc. A volte sono le lettrici stesse che, quando trovano qualcosa di interessante, ce lo indicano all’istante. L’altro 50% dell’attività dipende sia da chi fa ricerche sul campo sia dalla rete di collaboratori, sparsi nelle varie città d’Italia e presenti in prima persona agli eventi, nei negozi, ecc. Inoltre le nostre ricerche avvengono spesso sul web andando a spulciare i blog internazionali che ci interessano di più.

Ormai la rete è stracolpa di blog: come fare per emergere e ad esser sempre più seguito?

Noi mettiamo sempre farina del nostro sacco, non ripubblichiamo come fa la maggior parte degli altri blog e non postiamo semplicemente il comunicato stampa aggiungendo solo qualche immagine o link, ma cerchiamo di raccontare a modo nostro quello che vediamo. C’è un recente articolo  di un piccolo marchio newyorkese che fa soltanto costumi da bagno da uomo che costano un casino perché sono di altissima qualità. Da una mia ricerca, ho scoperto che il logo di questo marchio arriva da una poesia di Jack Kerouac, e nemmeno i blog internazionali se ne sono accorti! Sono queste curiosità che pian piano i lettori notano e che gli altri blog non offrono perché non hanno la pazienza né di far ricerca né di mettersi a scrivere.

 

 

Del tuo blog mi sono innamorata della sezione riguardante il made in Italy

Sin dall’inizio abbiamo creato questa parte per raggruppare tutti gli articoli dedicati al made in Italy e siamo uno dei pochi blog che ci crede veramente molto. Non trattiamo i grandi marchi: non ce ne è bisogno, lo fanno già gli altri! Preferiamo puntare sui nuovi talenti che stanno andando ad arricchire il crescente panorama di ottimi piccoli brand italiani.

In un futuro non troppo lontano, verremo “mangiati” dalla concorrenza cinese?

Ora in Italia c’è una scena molto frammentata che, a differenza dei grandi stilisti degli anni Ottanta o dei Dolce&Gabbana degli anni Novanta, non si raccoglie intorno a qualche manifesto, ma prosegue fondamentalmente in maniera individuale ricercando comunque un’altissima qualità nei tessuti, nella lavorazione, ecc. Quindi finché si continuerà ad avere questi eccellenti lavori, non dovremo preoccuparci della concorrenza cinese.

Per Simone cos’è il lusso?

Il lusso non è per forza di cose un servizio o un prodotto costoso, ma rappresenta il potersi concedere un qualcosa che tu prima degli altri non riesci solitamente a permetterti. Per me il lusso è il tempo libero!

E il fast fashion?

Credo che tutti noi abbiamo nell’armadio almeno una cosa di H&M e Zara! Bisogna semplicemente contestualizzare questa categoria di prodotti, ossia è ovvio che non si può sostituire un capo pregiato con H&M, che però ci permette di avere l’armadio pieno e di accostare scarpe da 500€ con un abito fast fashion.

Ragazzi a questo punto non ci resta altro che copiare, copiare e copiare dal guru del fashion web. Grazie Simone!

 Chiara Signoretto

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