LUXUROGRAPHY: Rodeo Drive, ‘papà’ Giorgio e ‘mamma’ Gucci danno vita alla “ più sconcertante ostentazione del lusso nel mondo occidentale”

 Cit. Judith Krantz, scrittrice

Vivian: Ancora una cosa..i vestiti dove vado a comprarli? Cose belle.

Kit: A Beverly Hills? In Rodeo Drive bambina!

Ecco cosa -probabilmente- scatta subito nell’immaginario collettivo se pensiamo alla mitica strada del lusso californiana, con tanto di sottofondo musicale ‘Oh, pretty woman’, indimenticabile motivetto della Cenerentola moderna che ci ha fatto sognare un po’ tutte, per le più ciniche se non altro nelle scene di shopping..

La strada fa parte del famoso Golden Triangle, delimitato dall’ incrocio del Santa Monica Boulevard, Wilshire Boulevard e North Beverly Drive. Meta esclusiva e per questo ambita dal turismo e dai pettegoli insaziabili di gossip.. Ma non è sempre stata così, fino agli anni ’50 Rodeo Drive era una via semplice, più commerciale che altro, le grandi star hollywoodiane non gironzolavano a piedi tra una boutique e l’altra ma venivano vestite dai costumisti -si parla di nomi come JeanLouis, Edih Head, Helen Rose- degli studi di produzione cinematografici. Professione, quella del costumista, che scomparve in seguito al tracollo economico dell’ industria del cinema con la conseguenza che le celebrities si trovarono a dover pensare da soli al proprio guardaroba, cosa che spesso -ahimè- non portava certo a risultati eccezionali, ma questo è un altro discorso.

E arrivarono così mamma e papà. Alla fine degli anni ’50 Fred Hayman investì su una boutique di abigliamento femminile, la Giorgio Beverly Hills, situata sulla Dayton Way all’ angolo con Rodeo Drive. Grazie al suo fiuto imprenditoriale ben presto comprò l’ edificio accanto per creare un grande spazio con tanto di tavolo da biliardo, bancone da bar in quercia, poltrone, riviste e caminetto. Doveva essere una seconda casa, e le star apprezzavano, la politica di papà Giorgio era mirata sul servizio personalizzato ( Ma guarda un po’..il passato ritorna sempre di moda..), famosi i biglietti di ringraziamento -scritti a mano- dopo gli acquisti di ogni cliente. Presente anche nel lo shopping di Julia Roberts in Pretty Woman,  ovviamente.

Ma non fu il solo a contribuire alla nascita dell’opulenza che oggi caratterizza la via, ‘mamma’ Gucci, chiamiamola così, la sontuosa boutique dai lampadari di Murano e bronzo fiorentino e moquette verde ( Gucci, s’ intende!) attraeva lo show business forse ancora più di ‘papà’ Giorgio. Si dice che ci fosse la fila intorno a tutto l’isolato. Fu il primo brand del lusso europeo ad aprire in Rodeo Drive. Riscuotendo tanto successo, piano piano tutti volevano un negozio in quella via che prometteva così bene e aprirono Ralph Lauren, Yves Saint Laurent, Céline, Courrèges, Frend Joaillier, Chanel, fino ad arrivare alla ‘casa’ dello shopping di lusso di oggi. Nel periodo degli Oscar le star frequentavano le boutique per mesi e mesi tra un’indecisione e l’altra per esser sicure di trovare l’abito giusto (arghhh), perché ancora nessuno (Re Giorgio Armani) aveva pensato di spedirglieli. L’industria del cinema -per quanto questo ci possa sembrare ironico oggi- la rendeva meno snob, per essere ben visti bastava avere denaro..tutto questo poteva succedere solo a Los Angeles.

E se vi state chiedendo, voi che siete andati a sbirciare tra le vie di Beverly Hills, che fine abbia fatto ‘papà’ Giorgio..vi basti sapere che arrivò un arabo con harem a seguito che acquistò ogni abito da sera presente in negozio e fu costretto così a chiudere con un incasso di 5 milioni di dollari. Al suo posto ora sorge Louis Vuitton. Tutto il resto è storia.

Francesca Savio

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