L’ISOLA CHE NON C’E’

Pochi giorni di vacanza e molta stanchezza da smaltire, le nostre alternative sono diverse e tutte orientate alla ricerca del benessere. E allora, perché non fare un fine settimana sull’isola che non c’è?

La mia proposta è quella di una tenuta dove nessuno vi farà bere tisane prima di ricoprirvi d’olio, dove non troverete percorsi benessere composti da sauna, idromassaggio e bagno turco, e dove non c’è nemmeno una beauty farm, ma parlo di un posto che è riuscito comunque ad invadermi di tutto il benessere di cui avevo bisogno in soli due giorni, e che sono sicura possa riuscirci con ognuno di voi: la tenuta Venissa.

Sull’isola di Mazzorbo (Burano), da un’idea della famiglia di viticoltori del Valdobbiene, i Bisol, e dalla tenacia dell’imprenditore Alberto Sonino è nato un progetto ambizioso e particolare. Il restauro della tenuta ha mantenuto quella che era la struttura originaria della casa padronale: le stanze sono tutte luminosissime e spaziose e, anche se non troverete un grande sfarzo, non farete fatica a capire che qui il vero lusso è farsi avvolgersi dall’accappatoio in purissimo lino e godere del paesaggio offerto dalla laguna veneziana. In una dependance adiacente si trova la cucina vis à vis, dove una chef importante come Paola Budel prepara piatti esclusivi e a chilometro zero, prediligendo i prodotti coltivati nell’orto della tenuta.

Ma ancora più esclusivo è l’antichissimo vigneto che si trova all’interno delle mura che circondano Venissa: l’uva coltivata è una varietà autoctona veneziana di cui si erano perse le tracce e per la quale bisogna ringraziare l’enologo Roberto Cipresso. Grazie alla rarità dell’uva Dorona e al numero limitato di bottiglie prodotte, il vino Venissa si colloca tra le etichette d’élite.

Insomma, mangerete bene e berrete ancora meglio, ma soprattutto potrete dormire sereni (nessun rumore fastidioso come quello di camion, auto e vicini rumorosi arriva fino a questo punto della laguna), potrete passeggiare e godervi il turismo lagunare girando tutte le isole vicine e, se proprio avete bisogno di rumore, di scontrarvi con gli ombrellini delle deliziose turiste orientali e di comprare souvenir, Piazza San Marco si trova solo a mezz’ora!

Mi rendo conto, sembra che un’isola così non possa esistere nella realtà, ma  io sono un cantastorie che non racconta bugie e se le mie parole non sono riuscite a convincervi, sono sicura che lo hanno fatto le immagini! Buona vacanza a tutti!

Elsa Baccile

http://venissa.it/;

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2 Replies to “L’ISOLA CHE NON C’E’”

  1. IO SONO PRONTA A PARTIRE.. e concordo pienamente, altro che isola che non c’è, Burano è molto ma molto meglio!! M A G I C A .. Ma si sa che quando si tratta di Venezia sono di parte.. Allora Elsa quando partiamo?? F

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