ICONS: The Savoy, a night with..

Troviamo doveroso considerare icona dell’ hotellerie il Savoy di Londra, che nei suoi 120 anni ha accolto alcuni tra i grandi personaggi della storia del ‘900.

E di vero lusso si parla, considerando che nel 1889 fu il primo a poter vantare l’elettricità, ad avere una scuola di formazione per maggiordomi, tubi acustici che permettevano al personale di comunicare da una stanza all’ altra, docce a cascate e vasca a riempimento rapido. Lussi impensabili fino ad allora.

L’edificio è stato completamente restaurato – mission durata ben tre anni e condotta dall’ interior deigner Pierre-Yves Rochon – ma quel gusto di storia vissuta, di lusso esclusivo e di arte è rimasto intrinseco nell’ aria. Si respira un sogno, magia. Si respira Frank Sinatra dilettarsi al pianoforte, la tromba di Louis Armstrong, le note di George Gershwin, l’ olio di Claude Monet e James Whistler asciugarsi sulle tele, la penna e le scorribande di Oscar Wilde e Alfred Douglas, l’ eleganza di Coco Chanel, la maestria di Charlie Chaplin, l’ impronta di Katharine Hepburn, Vivien Leigh, Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Marlon Brandon, l’eco di Sarah Bernhardt, Marlene Dietrich, Maria Callas e dei Beatles, il prestigio della Royalty , il genio di Winston Churchill e l’ autorità di Charles De Gaulle.

Se nel mondo di oggi il fattore esperienziale è il maggior valore aggiunto che si possa dare al lusso, non starò qui a parlare di sfarzi come i dettagli delle foglie dorate degli arredi del bar, perchè non riesco a immaginare niente di più coinvolgente del vivere la storia. E di sentirsi quasi parte di essa.

Francesca Savio

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