CHANEL: Quando il genio incontra l’eleganza

Pensando a Coco Chanel la prima parola che viene in mente è genio, fu geniale la sua interpretazione della moda, geniale il suo modo di rivoluzionare  il concetto di femminilità e soprattutto fu  geniale nel combinare la semplicità con l’eleganza liberando i corpi delle donne dagli ingombranti abiti della belle èpoque.

Coco Chanel fu la prima a capire che gli anni dei corsetti, dei merletti, delle maniche esageratamente ampie e dei cappelli troppo grandi, troppo decorati, troppo piumati era finita.

Riuscì a vedere nei colori neutri e nelle linee morbide la donna moderna, i suoi abiti lunghi, dritti, neri, ornati di un semplice colletto bianco fecero innamorare le donne dell’epoca, a lei bastavano questi due colori per creare un’opera d’arte, e così spiegava le sue creazioni «…il nero conteneva tutto. Anche il bianco. Sono d’una bellezza assoluta. È l’accordo perfetto».

Su questa semplice eppure brillante concezione della donna costruì un marchio che ha fatto epoca.

Di lei Vogue scrisse: « Coco Chanel ha creato la nuova uniforme della donna moderna. »

La comodità e il desiderio di libertà la portarono a creare la borsa ancora oggi simbolo della maison, la 2.55.

« Mi sono stancata di dover portare la mia borsa in mano[…] quindi ho aggiunto sottili cinturini, cosicché  possa essere usata come una borsa a tracolla. »

Oggi il marchio Chanel rappresenta uno dei più grandi marchi del settore del lusso ed è in mano ai fratelli Wertheimer, nipoti di Pierre Wertheimer, socio in affari di Coco Chanel.

Durante gli anni ha saputo stare al passo con i tempi rinnovandosi e al tempo stesso mantenendo intatto il suo stile pulito e semplice.

Dal 1983 vede come suo direttore creativo Karl Lagerfeld, che stagione dopo stagione mantiene intatti i principi della creatrice della maison pur riuscendo sempre a sorprendere con le sue fantastiche creazioni , non a caso lo stilista ha riassunto così il suo lavoro « Il massimo della moda è che tu puoi usare gli stessi elementi, come le note musicali, per creare un altro tipo di musica. Ma hai bisogno di scrivere una nuova canzone che produca un suono nuovo”. »

Andrea Narduzzi

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