Welcome

 

Benvenuti nel Blog del 7°Master Luxury & Fashion Management

della Business School de Il Sole 24 Ore. 

Questo Blog è gestito direttamente dagli studenti che, divisi in gruppi e con l’aiuto degli esperti di Newton Management Innovation, condividono le esperienze, le testimonianze e le visite aziendali che ogni giorno vivono al Master, oltre agli eventi e le opportunità che la città di Milano offre per conoscere il mondo del lusso e della moda.

Il blog accompagna i partecipanti lungo tutto il periodo d’aula da maggio a dicembre ed è suddiviso in sezioni tematiche con lo scopo di approfondire gli aspetti più salienti della realtà del fashion e del lusso.

Il Coordinamento Master – Business School de Il Sole 24 Ore

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MILANO & FOOD

Tradizione e innovazione, l’attenzione al dettaglio e per le materie prime, sono gli elementi del fil rouge che ci ha guidate nella ricerca di questi luoghi intimi ed insoliti.

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Partiamo dalla tranquilla Via Corsico, nel cuore dei Navigli, dove troviamo un nuovo ed originale bistro: 28Posti.

Le vetrine del locale non nascondono nessun dettaglio agli occhi dei passanti; la cucina oltre che dall’esterno, è osservabile anche da una feritoia che si affaccia sulla prima delle due piccole sale che compongono il locale.

I 28 posti a sedere sono distribuiti nei due ambienti, arredati con sedie e tavoli in legno e materiali di recupero realizzati in collaborazione di cooperative sociali.

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Il menu cambia ogni due mesi ed è composto da pochi piatti alla carta, che rappresentano i classici dello chef nati dall’incontro tra la cucina tradizionale campana e le sue esperienze in cucine sperimentali e d’avanguardia. È possibile assaporarli al meglio attraverso percorsi di degustazione a sorpresa che si compongono di 5, 8 o 10 portate a cena, 2 oppure 4 a pranzo.

La cucina del 28 posti è ricca di contaminazioni; ingredienti come le verze e il tartufo convivono con shiso (basilico giapponese) e fitoplancton. Anche la carta dei vini privilegia piccoli produttori e vignaioli artigiani, composta per l’80% da vini naturali e biodinamici.

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A Casa Eatery

Proseguendo il nostro giro, lungo il naviglio ed oltre la darsena, intravediamo una porta di un azzurro acceso, mimetizzata nel viottolo d’accesso ad un palazzo anni 60/70, tra scaffali di piante e di odori, tra due o tre tavolini per fumatori, illuminati solo da un paio di lanterne.

Quella porta azzurra, sotto all’insegna “a Casa Eatery”, ci ha invitate ad entrare e scoprire cosa nascondesse.

Davanti a noi si è aperto uno spazio molto ampio, allo stesso tempo intimo e raccolto, arredato in modo casual ed un pò retrò.

Qualche passo in avanti e spunta da dietro una parete, una gentile ragazza un pò confusa per essersi trovata davanti delle “ospiti” ad un orario un pò strano sia per pranzare che per cenare; e dopo qualche veloce parola per presentarci prima di farci cacciare, siamo riuscite a trattenere Giacomo, il proprietario di Casa Eatery, per farci raccontare come fosse nato questo spazio così particolare e inusuale per i Milanesi.

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Capiamo subito che la familiarità è il concept che ha dato vita al locale: un ambiente accogliente, luci soffuse, scaffali, librerie e poltrone come a casa e tavoli grandi e distanti per godersi il lusso di parlare in intimità e stando comodi.

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Nonostante lo spazio molto ampio, i tavoli non sono molti e Casa Eatery è riuscito a diventare un delizioso rifugio vintage dove i clienti possano gustare una cucina casalinga in grado di combinare gli ingredienti del sud con le ricette regionali, e godersi una buona compagnia in intimità e lontano dal traffico o dal caos.

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Terza tappa del nostro tour attraverso la nicchia dei sapori: nella splendida cornice di Porta Venezia una merenda healthy e fresca al San Pietro Cafè, in attesa dell’executive chef Sergio Mei, che tra i suoi mille progetti e appuntamenti è stato così gentile da trovare del tempo per noi.

Emozionate e impazienti di conoscerlo, al suo arrivo ci fa accomodare nella Wine Bank del Cafè, pronto a raccontarci di lui.

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Executive chef al Four Season, la sua carriera è costellata da grandi esperienze e traguardi nei più prestigiosi ristoranti e hotel internazionali. La grande fama da lui acquisita nel tempo, ci confida, l’ha condotto oggi ad essere tra i più richiesti Chef per esclusive cene in casa ed eventi privati.

Negli anni è stato così bravo e riservato nel fidelizzare i suoi clienti più affezionati con i suoi sfiziosi menù personalizzati sulle loro richieste che da semplice Chef è diventato per loro una persona di fiducia, alla quale lasciare addirittura le chiavi di casa e a cui affidarsi ciecamente per soddisfare i palati più raffinati in eventi privati d’élite!

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Arrivate alle 11.30 di sera, la giornata era volata ma abbiamo deciso di finire il nostro giro con la Latteria di San Marco.

Perché parlare della Latteria San Marco? Perché qui il tempo si è fermato. Chiedetelo alla signora Maria che lo gestisce dal 1965 con suo marito Arturo. Maria ci accoglie nel suo ristorante, a fine turno, e ci fa accomodare in un tavolo, lontano dalle orecchie curiose degli ultimi clienti che sorseggiano l’amaro di fine cena.

Alla domanda “ci può raccontare la storia di questo piccolo gioiello”, le si riempiono gli occhi di gioia e inizia a raccontare la sua storia con il calore di una donna innamorata del suo lavoro.

Ed è così che si aprono davanti a noi proiezioni di una Milano in cui in via Statuto si andava a fare la schermografia, via San Marco era un via vai di tram, e tutti i grandi nomi della moda di oggi erano alle prime armi o ai primi bagliori di successo.

Un giorno la Signora Maria e suo marito Arturo passeggiavano alla ricerca del posto ideale per aprire una piccola attività di ristorazione. Eccolo lì.

Una vetrinetta singola avente sia a destra che sinistra due portinerie, che faceva sì che non avrebbero potuto espandersi ulteriormente presi dall’ingordigia del guadagno.     Era il posto perfetto. L’attività inizia, ma ci vogliono cinque anni prima che Milano si accorga della loro abilità, e piano piano il passaparola genera fama.

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“In una città come Milano, dove tutti vanno a mangiare fuori, anche all’epoca, non c’era un posto in cui poter mangiare sano e digeribile”, questa è la filosofia sulla quale la Latteria ha costruito il suo business.

Un posto che non ha mai cercato pubblicità ma che nel 1988 fu pubblicato perfino su Vogue Giappone, un posto che ha come parola d’ordine genuinità e Km 0, concetti tanto cari a noi Milanesi nel 2017.

La loro tecnica dell’uso delle pentole in argento vivo ha attirato una vasta clientela che negli anni è rimasta fedele: Miuccia Prada, il team di Fiorucci, Benigni con la moglie e tanti altri personaggi famosi, dal design, dalla politica, dallo spettacolo e dalla moda.     La latteria ha 8 tavoli al suo interno e la Signora Maria non accetta prenotazioni dal 1965.

Al termine del suo racconto sorride e ci dona un consiglio prezioso, ispirandosi alla sua esperienza: “Lo dico sempre ai giovani, fate un lavoro che vi piace!”.

 

GABRIELLA CATANIA

GIULIA CASUCCI

MARIA CHIARA GIACOBBE

VICTORIA LUKONINA

VERONICA SARTORI

FEDERICA SAVIO

 

 

 

Milano & il Trendsetting

Gucci, Temakinho, MiuMiu, LùBarCeresio 7.

Se leggi questi nomi a che cosa pensi? Cos’è un trend per te?

Ecco come siamo arrivate ad una risposta: chiedendo a ragazze, incontrate nel quadrilatero della moda milanese, quali fossero i luoghi e i prodotti più visti del momento. Per un pomeriggio ci siamo improvvisate giornaliste, portando ”alto” il nome de Il Sole 24 Ore…peccato però che solo pochi si siano lasciati intervistare. Tra modelle, fashioniste e studenti, abbiamo notato come tutti siano ”addicted” ai mondi del food e del fashion.

#FOODMANIA_ Sono tantissime ormai le persone che postano continuamente foto dei propri piatti, in particolare il sushi.

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Temakinho è nella top ten tra i giovani milanesi, famoso per il suo mix tra cucina brasiliana e giapponese, culture così dista
nti tra loro e vincenti sotto il punto di vista gastronomico. Ormai ciò che fa tendenza sono i vari accostamenti culinari con la cucina nipponica, ma non riferiti esclusivamente alle culture vicine come quella cinese o thailandese, quanto piuttosto alle nuove cucine emergenti quali peruviana, hawaiana, messicana. Sono molti i ristoranti che stanno riprendendo questo concetto.

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Infatti, tra le vie di Milano, spuntano locali con cucina Nikkei, fusion nippo-peruviano, o un mix tra Hawaii e Vietnam. Ormai più è fusion, più è cool.

Certamente i trend vengono lanciati dagli stilisti, attualmente sono però gli influencer ad orientare le tendenze.

Prima che Chiara Ferragni postasse su Instagram una foto al LùBar, ne avevate mai sentito parlare? Questo è il tipico esempio di come un luogo acquisisca notorietà e diventi popolare in una città come Milano, polo da cui tutto ciò che è fashion e trendy ha inizio.

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#BAGHAOLIC_ Questa è la hit bag del momento, e noi decise a chiedere informazioni ci siamo recate nello Store di Gucci in via Montenapoleone.

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E’ stato più difficile del previsto: sono trascorsi diversi minuti prima che qualcuno ci desse retta. Nessuno poteva rilasciare particolari informazioni, tuttavia lo Store Manager, tra le righe, ci ha confermato che è proprio la Dyonisus ad essere la borsa più venduta dell’ultimo periodo.

Non avendoci potuto fornire il motivo dietro ad un tale aumento dei volumi di vendita, abbiamo cercato di rispondere noi a questa domanda, prendendo come esempio ciò che vediamo tutti i giorni sui social. Una delle ragioni di questa #GUCCIMANIA è sicuramente l’avvento del nuovo direttore creativo, Alessandro Michele, designer eclettico e 6visionario. Ha saputo infatti rilanciare lo storico marchio fiorentino riprendendo la classicità della maison, reinterpretandola in chiave innovativa e più attraente. Il marchio Gucci, per queste ragioni, e per le altre iniziative artistiche intraprese, è riuscito così a creare intorno a sé quel fervore mediatico tale da renderlo il brand iconico del momento.7

Non sono solamente le ondate creative dello stilista ad innalzare gli acquisti, ma è soprattutto la potenza mediatica delle immagini, postate dalle influencer che li orientano. Attualmente queste hanno la capacità di provocare una reazione, positiva o negativa che sia, nelle persone intorno a loro, influenzandone i gusti e i comportamenti d’acquisto.

Quindi negli anni la diffusione dei trend si è evoluta con la rivoluzione del digitale. In passato si attendevano le campagne pubblicitarie dei brand o alcuni spezzoni di sfilate, pubblicate ogni sei mesi sulle riviste del settore, per conoscere cosa sarebbe andato nella prossima stagione. Ora basta un click!

Non ci sono più attese, né intermediari. Tutto è immediato, e questa costante sintonizzazione ci permette di partecipare in prima persona alla vita del brand.

In un mondo in cui la gran parte delle decisioni d’acquisto vengono prese online (le stime parlano infatti di 17 milioni di italiani al mese connessi), ci si potrebbe orientare verso sistemi digitai negli e-commerce moda più evoluti. Ad esempio se tutti noi avessimo la possibilità di selezionare un prodotto e poi customizzarlo secondo il nostro modo di essere, chi sarebbe più disposto a recarsi in negozio quando potrebbe bastare un semplice click per godere di una vera e propria esperienza sensoriale digitale?

A cura di

Lodovica Bergamini – Livia Maulucci – Edna Ottavi – Paola Balsamo – Sofia Lombardo

 

 

 

MILANO&LIFESTYLE

Come esprimere nel modo migliore il concetto di lifestyle milanese, se non ricreandolo? O ancora meglio, diventandone noi stesse protagoniste? 😛

Mettete insieme una turista romana, due milanesi DOC, una globe-trotter, una business woman e una regista improvvisata in una città “cool” come Milano, shakerate il tutto e…

In una calda giornata estiva, con il sole a mezzogiorno, la turista romana, perennemente in ritardo, approda a Milano e raggiunge le due milanesi DOC dopo un estenuante viaggio in treno (anche quello puntualmente in ritardo!). 😀

Dopo una noiosissima lezione di economia, le due milanesi, in attesa dell’arrivo dell’amica romana, iniziano a preparare il programma della giornata con l’obiettivo di farle vivere il vero lifestyle milanese.

Tutto parte dal desiderio di provare la fragranza del pane appena sfornato e…

Chi potrebbe più di tutti soddisfare la loro richiesta?

Di certo i panini di “DE SANTIS”! 😉

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Il locale è uno dei più noti in città per la varietà dei panini. Qui si possono infatti trovare il panino “Dietetico”, che non fa ingrassare ma nutre perché ogni ingrediente è sapientemente calibrato, oppure un panino “Goduria” in cui il connubio tra il salame e le scaglie di parmigiano restituisce la giusta carica per affrontare il resto della giornata.

Ovviamente, da tipiche ragazze italiane, nulla viene prima di un buon caffè. 

E quindi: direzione  ➡ “MARCHESI”!

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Non si tratta di un semplice caffé ma di una delle più antiche e rinomate pasticcerie di Milano, luogo ideale per assaporare la magia che si sprigiona con il gusto. Infatti il gruppo di amiche non è riuscito a resistere alla tentazione di quei dolcetti così invitanti e sorprendentemente gustosi. Ed è proprio lì che incontrano l’indaffarata business woman che, dopo una giornata lavorativa stressante, ha voglia solo di un buon caffè con le amiche.

Dopo un panino strepitoso, un caffè aromatizzato e l’energia dei pasticcini, si catapultano verso il regno del fast fashion per un pomeriggio all’insegna dello shopping e del divertimento: “ZARA”! Tra ragazze disperate alla ricerca della loro taglia, ragazzi estenuati seduti sulle scale in attesa della fine della tortura, donne che si strappano i vestiti dalle mani, code infinite ai camerini e alle casse 😮 … le ragazze vedono LEI: la globe-trotter direttamente da Cuba.

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Può andare ovunque, girare il mondo, visitare le più belle città della terra ma, per lei, nessuna di queste potrà mai essere all’altezza della sua amata città: Milano e i suoi… indistinguibili aperitivi! 

In uno dei quartieri più conosciuti di Milano, Brera, emerge una delle più antiche cantine-bistrot animata da serate di degustazioni di vini pregiati, iniziative culturali e artistiche, protagonista indiscusso delle soirées di Milano,

indovinate di cosa stiamo parlando?

Ovviamente di “N’OMBRA DE VIN”!

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Tra una “Ribolla Gialla” e un “Barolo”, quattro chiacchiere e due noccioline, le ragazze, invidiose dell’abbronzatura della globe-trotter, iniziano a pianificare il prossimo weekend.

Il dibattito si è aperto: c’è chi dice “Santa” (Santa Margherita Ligure), chi dice “Courma” (Courmayeur), chi dice Portofino e chi dice CASA IN CAMPAGNA DELLA NONNA! 😆

Insomma, alla fine, come potete vedere, l’unica cosa certa è il numero dei bicchieri di vino bevuti! 😳

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RUOLI:

Rossella Vitale: la globe-trotter

Cecilia La Coppola: la turista romana

Federica Cannavina e Ludovica Bravi: le ragazze milanesi

Veronica Papa: la business woman

Morena Grieco: la regista

IL PERCORSO FATTO:

→ Università Cattolica del Sacro Cuore

→ Pausa pranzo da “De Santis”

→ Shopping milanese da “Zara”

→ Pausa caffè da “Marchesi”

→ Aperitivo da “N’Ombra de vin” 

 

The Sartorialist – Trend o modo di essere?

17 maggio, nemmeno il tempo di metterci a nostro agio e siamo stati subito messi alla prova, per essere in grado di lavorare in team ci è stato dato un obiettivo da raggiungere e un tema da sviluppare: Milano e il Sartorialismo.

Così è iniziato il nostro reportage, concentrandoci su quella che sembrava la strada più appropriata e realizzando ricerche sulle sartorie milanesi, e sull’abito Made to Measure maschile. “Semplice!”, pensavamo, ma niente di più sbagliato è uscito dalla nostra bocca e Google non ci ha certamente aiutati nella ricerca. Sartorialismo, sartorialista ma i risultati non erano le classiche definizioni da Treccani, fino a che una lampadina si è finalmente accesa illuminandoci d’immenso: The Sartorialist .

Un blog, un modo di essere, uno stile di vita, una persona… Scott Schuman. Cliccando e ricliccando si è aperto un mondo quando abbiamo scoperto che “la definizione di Sartorialista è usata per descrivere una persona ben vestita o che indossa qualcosa di moderno e all’avanguardia, che la gente non abbia ancora identificato come tendenza.”

E chi, meglio di Lino Ieluzzi, proprietario della boutique storica Al Bazar di Milano, poteva rappresentare questo ideale di eleganza maschile e, ancor più, ambasciatore del Made In Italy?E quindi via, con zaini in spalla e smartphone (al nostro posto un vero sartorialista avrebbe forse portato una Reflex vintage??), pronti a raggiungerlo.

Lino, quasi come un perfetto proprietario di casa, ci ha aperto immediatamente le porte del suo negozio, dandoci non solo la possibilità di visitare il suo angolo di meraviglie ma permettendoci di intervistarlo, quasi si trattasse di una chiaccherata tra amici a casa sua, nel cortile del suo negozio.

È tutto partito dal significato del buon gusto e del ben vestire:

“Ci sono alcune regole del modo di vestire che un tempo si seguivano. Io ritengo che oggi, più che tornare a delle regole e schemi, ci sia la necessità di tornare al buon gusto. Molte volte quando una persona si veste con uno stile poco comune viene definita Sartorialist, ma non è tanto quello, è solo buon gusto, è solo tornare all’origine, tornare a vestirsi come noi italiani siamo abituati a fare, visto che purtroppo negli ultimi anni molto si è perso”.

Ma in cosa consiste quel non so che tutto all’italiana di cui ci parla Lino? Con nonchalance, il nostro nostalgico amico si autodefinisce un’icona del buongusto, ma con una componente in più rispetto alla normalità, ovvero l’estro. Completa ogni suo look con dettagli unici e di grande valore, non usa colori come il nero ma gioca con ogni tono del turchese, senza mai scadere nel banale e nel kitsch.

Proprio per il valore e l’eleganza che Lino riesce a trasmettere, con uno stile classico ma completamente rivisitato e unico, è uno dei soggetti preferiti per il nostro Scott Schuman, fotografato a ogni evento di moda, fin da quando era un giovane ragazzo con la bandana alla testa e i pantaloni a zampa. Questo è l’obiettivo di Schuman, pubblicare foto scattate in giro per il mondo a coloro che si distinguono interpretando uno stile personale e unico, distinto dalla massa. The Sartorialist non impone un canone e delle regole, ma definisce una sua visione, dando però a chiunque la possibilità di averne una propria.

Ispirati così dal suo pensiero ci siamo messi alla prova girando per le strade di Milano alla ricerca di molteplici sartorialist osservando come ognuno di noi notasse soggetti differenti secondo il suo gusto.

Dunque, chi è per voi un Sartorialist? Volete accettare la nostra sfida? Allora, provate a pensare a tutte le volte che, passeggiando o in coda per salire sul tram, avete notato quell’eccentrico paio di scarpe, o una ragazza con dei fiori in testa…non saranno anche loro dei Sartorialist? Una volta chiarite le idee, mandateci le foto dei Sartorialist che incroceranno le vostre future camminate… Facciamo così vedere a Lino e alle altre icone di stile nostrane che il buon gusto italiano non si smentisce mai…

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Fiammetta Bacci

Rebecca Ciccia

Lorenzo Malerba

Giulia Palma

Laura Ruspi

Elisa Santandrea

MILANO & DESIGN

Nuovo master, nuove persone… E quale miglior modo di conoscere i propri compagni di avventura se non attraverso un’attività di team building, magari all’aria aperta, in giro per Milano, alla scoperta di temi legati a questa città.

In due giorni abbiamo realizzato un reportage su “Milano e il Design” che mette in risalto le più svariate manifestazioni del design all’interno del contesto urbano: nella moda con il concept store Tea Rose, nell’arte e nell’architettura con la Fondazione Franco Albini, nei fiori con Armani Fiori e l’interior design con lo store Seletti.

Dopo 9 chilometri, caldo afoso e niente pausa pranzo, ci siamo imbattute nella fantastica, floreale, coloratissima vetrina di Tea Rose. Rapite dal fascino degli abiti, dalle essenze floreali che hanno inebriato i nostri sensi, non abbiamo potuto far altro che entrare per capire cosa si celasse dietro il concept di Tea Rose. Purtroppo però, a nostro malincuore, l’emozione è svanita presto, esattamente quando la store manager non ha voluto o potuto dar corda alla nostra curiosità.

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Qualche chilometro dopo, finalmente la dea bendata ha deciso di prenderci a braccetto e di condurci nel chiostro della rinomata Fondazione Albini. Grazie alla nostra audacia siamo riuscite ad intervistare l’architetto Marco Albini, presentandoci come “Il Sole24Ore”, ma omettendo astutamente di essere delle masterine. Una volta varcata la soglia della Fondazione, nel bel mezzo di uno shooting fotografico, l’architetto ci ha raccontato come Milano sia legata al design da sempre e come sia diventata un centro nevralgico che richiama ogni anno, soprattutto durante il Salone del Mobile, una moltitudine di persone.

Alla disperata ricerca di refrigerio, passeggiando per Corso Garibaldi, siamo rimaste colpite dai prodotti particolari che componevano le vetrine dello store Seletti, brand made in Italy di interior design. Con uno slancio di sfrontatezza abbiamo chiesto alla responsabile del negozio se potesse metterci in contatto con in designer, per un’intervista telefonica last minute. Anche in questo caso, la fortuna è stata dalla nostra parte e siamo riuscite nell’ardua impresa. Stefano Seletti definisce Milano come:

” La città con il maggior numero di punti vendita al mondo che offrono design. Non esiste altro luogo in cui si possa trovare una selezione così ampia di oggetti ma anche di realtà distributive legate a questa merceologia.”

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Questa nostra ricerca intendeva analizzare, per quanto possibile, le diverse opinioni contrastanti sul design, dato che molti dei nostri coetanei, noi comprese, nn riescono a darne una definizione, soprattutto a causa dell’estensione dell’argomento e la sua versatilità nei vari settori. Purtroppo abbiamo notato che, nonostante il Design sia un filo conduttore che lega Milano alle sue mille realtà, solo alcuni settori favoriscono l’apertura e la conoscenza fruibile a tutti.

Questa entusiasmante giornata ci ha permesso di elaborare una riflessione comune:

Il design non è una disciplina codificata, coinvolge molteplici mondi, bagna le coste dell’arte, della moda, dell’architettura, dell’invenzione e della scienza. Presta attenzione al dettaglio, alla semplificazione, alla sensibilità nell’esperienza dell’acquisto. Si concentra sulle emozioni che forme e materiali di un oggetto possono stimolare. Appartiene a molti, ma la sua essenza è conosciuta da pochi.        Il design attraversa Milano come un filo attraversa la stoffa in cui è tessuto. Osserviamolo e impariamo a cucire.

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Marta Bettini

Erica Bonelli

Serena piccoli

Alessia Santoro

Maria Rosaria Simonetti

Emma Tironi

La Moda veste Arte

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Questa è una storia di talenti, arte e passione.
Rendere unico ogni istante, ogni uomo, ogni oggetto raccontando un’esperienza: questo è il desiderio che traspare dagli occhi di Silvia Scaramucci quando si racconta.

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A collaborare con lei, per realizzare opere uniche e irripetibili, un team di giovani creativi: designer, artisti, scultori, pittori, ricamatori e orafi, contraddistinti dalla capacità di plasmare opere d’arte su pellami tramite tecniche studiate ad hoc.

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La parola d’ordine è personalizzazione: il cliente vive una vera e propria esperienza attraverso un percorso che parte dalla scelta dell’artista e dell’opera che diverrà la sua borsa. Il tutto declinato in due linee: Unique una borsa prodotta in un esemplare unico e Limited un’unica opera che prende forma su 100 pezzi diversi.

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Ogni borsa è un’alchimia di elementi che rende l’arte un piacere fruibile ogni giorno, senza alcun tipo di barriera o intermediari.
Un prodotto mai uguale e irripetibile, creato con forte passione, energia e coraggio. Storie di ragazzi che costruiscono i propri sogni.

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Ogni pezzo è accompagnato da un “Artist Identity Kit”, grazie al quale è possibile visionare il curriculum dell’artista, il video di creazione dell’opera e la tecnica utilizzata.


www.demanumea.com

Corinne Capurso
Valentina Drago
Sofia La Porta
Maddalena Risetti
Mariacarla Sala
Cesare Zucchia

Let’s share Eat!

Avete mai provato l’esperienza unica di una cena a casa di sconosciuti? Noi sì, e il tema di cui vogliamo parlarvi oggi è quello dello sharing food!

Questa è l’occasione in cui cuochi non professionisti organizzano cene a casa propria ospitando vecchi e nuovi amici conosciuti su community web e portali.

La socializzazione è l’obiettivo principale della serata.

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Come funziona?

Il cuoco si iscrive al portale, fissa il menù, il prezzo, il numero di participanti e il termine per le prenotazioni; il  portale trattiene una parte dell’incasso come corrispettivo per l’utilizzo del servizio offerto al cuoco. Ecco la lista degli ingredienti:

  • Passione per la cucina
  • Socializzazione
  • Curiosità
  • Predisposizione alla socializzazione

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\Vivere un’esperienza simile ci ha posto davanti al lusso della vera unicità del momento: conoscere Alessandro, chef amatoriale e artista, ha consentito a noi di immergerci nella sua vita più intima, il suo atelier, e di poter respirare attraverso lui quanto amore e passione ci sia nel prepararsi ad occasioni di incontro come quelle delle sue cene.

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Quindi buon appetito e… Let’s share Eat!

Valeria Brazzoli

Carlo Cirillo

Anna Maria Kinsky Dal Borgo

Francesca Pollastro

Erica Renzoni

Camilla Titomanlio

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Come rendere innovativo e all’avanguardia un mondo tradizionale come quello del Made to Measure?

In una realtà dove tutto sembra orientarsi verso l’online, l’unico settore che apparentemente non avrebbe potuto adeguarsi a questa trasformazione è proprio il mondo della sartoria.

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Lanieri, una start up fondata da due trentenni, Riccardo Schiavotto e Simone Maggi, nasce nel 2012 con l’obiettivo di stravolgere le regole dell’abito su misura, spostando il focus dalla vecchia idea di sartoria alla dimensione digitale, ma mantenendo il livello qualitativo atteso.

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La vera rivoluzione è stata l’invenzione di un algoritmo che traduce le misure anatomiche nel fitting perfetto.

Abbiamo avuto la fortuna di poter visitare il loro atelier milanese, dove Riccardo ci ha spiegato come i loro clienti acquistano un abito. L’unica differenza tra l’esperienza online e offline è la modalità di avvio: in store le misure vengono prese attraverso un body scanner 3D, a casa attraverso un semplice tutorial presente sul loro sito. Si crea in questo modo un database, in cui rimangono salvate le misure utilizzabili per un nuovo ordine.

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Nel mondo Lanieri l’atelier non è più il centro attorno al quale ruota l’intero processo sartoriale ma è di puro supporto al cliente: lo scopo è di sensibilizzarlo al mondo digitale.

Come?

Vai sul sito

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Prendi le misure

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Personalizza

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E… il gioco è fatto!

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Enrica Bovetti

Nicolò Contorno

Susanna Mandelli

Asia Guia Marzoni

Vittoria Miranda

Lodovica Pugassi

Milano & Il Design

Milano è considerata la capitale del design grazie anche all’evento che è espressione a livello internazionale del talento creativo: Il Salone Internazionale del Mobile, che quest’anno è arrivato alla sua 55° edizione e che ha raggiunto un afflusso record di visitatori, con quota 372mila.

Salone del mobile

Il Salone Internazionale del Mobile non è la sola ragione per la quale Milano è considerata capitale del design, sono diverse, infatti, le iniziative promosse dalla città a favore degli artisti affermati, ma anche emergenti. La presenza di numerosi showroom garantisce anche ai nuovi talenti di poter esporre il proprio lavoro, la Triennale Design Museum, primo museo del design italiano, ospita sempre una serie di rappresentazioni che mettono in evidenza il design italiano, e non dimentichiamoci l’evento Expo dello scorso anno!

Milano è design e soprattutto opportunità per i designer:

“È un centro nevralgico che, in particolare durante il salone del mobile, diventa un incontro per il mondo del design a livello mondiale. […] Per un giovane designer diventa importantissimo poterci essere ed emergere con i propri progetti.”

“Milano resta la culla del design, per noi è un luogo fondamentale nonché il punto di partenza del nostro percorso professionale.”

Queste sono alcune delle riflessioni emerse dall’intervista che ci è stata rilasciata da Daniele Bortotto dello Studio Zanellato/Bortotto, studio di design fondato a Treviso da Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto. Il loro percorso inizia nel 2013 con il progetto Acqua Alta presentato al Salone Satellite di Milano, una manifestazione ormai storica, nata in fiera e dedicata ai più giovani per far emergere i loro progetti.

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In questo evento i due designer hanno intrecciato alcuni dei rapporti per loro più importanti, che conservano ancora oggi, e che hanno dato stimolo a molti dei progetti successivi e collaborazioni importanti.

Ci siamo lasciate ispirare andando insieme in giro per la città e scoprendo come il design combini ogni forma creativa, ed è per questo che abbiamo scelto di interpretarlo e collegarlo a tre diverse aree tematiche :

  • Il Design & la Moda

Durante la settimana del mobile, le vie più fashion di Milano si trasformano in vere e proprie location esclusive dove si tengono vari eventi dedicati al Fuorisalone. Grazie alla collaborazione con i marchi di design, i negozi del quadrilatero allestiscono le vetrine con le ultime opere create dai designer.

Molteni

Un esempio di successo è stata la collaborazione tra il brand La Perla e il designer Walter Terruso che é riuscito a creare un prodotto che rappresenta pienamente l’eleganza del marchio. Si tratta di Mia / Vanity Table, il mobile toeletta che continua a rimanere esposto nella vetrina della boutique di Via Montenapoleone, destando la curiosità di molti turisti e appassionati di design.

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Il connubio tra design e moda in questa settimana permette una maggiore visibilità per i marchi di design, poiché le loro opere vengono esposte nelle vie più famose dello shopping milanese. Anche le boutique e i negozi traggono vantaggi di tipo redditivo, grazie all’alta affluenza di collaboratori da tutto il mondo.

  • Il Design & l’Hotellerie

L’Hotellerie ben rappresenta Milano & il Design perché diversi hotel hanno ospitato molti eventi e  installazioni di numerosi artisti durante lo scorso Salone del Mobile. All’interno del giardino del Bulgari Hotel è stata posizionata un’opera realizzata dallo studio londinese NaNa, che con i suoi 18 cerchi in acciaio celebrava l’anello BZero1, gioiello divenuto ormai simbolo del brand.

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Anche l’Hotel Magna Pars Suites Milano, il primo Hotel à Parfume al mondo, ha ospitato diverse opere di design di artisti italiani e stranieri.

Al Magna Pars Suites Milano  il Made in Italy e l’eccellenza italiana trovano la loro massima valorizzazione.Magna Pars .png

L’ eccellenza artigianale degli arredi e l’alta tecnologia che compongono gli spazi comuni hanno fatto del Made in Italy e della sostenibilità ambientale il loro stile identitario.

Le 39 suites sono ispirate a note olfattive fiorite, fruttate o legnose, in linea con la storia del luogo e arricchite dalle opere d’arte degli studenti dell’Accademia di Brera.

  • Il Design & l’Urbanistica

Per quanto riguarda l’applicazione del design all’urbanistica milanese, ne è un esempio perfetto Piazza Gae Aulenti. Una piazza di forma circolare ubicata nel Centro Direzionale di Milano, utilizzata come scenografia di innumerevoli spot e servizi fotografici, nonché come ambientazione di eventi musicali e sociali.

Piazza Gae Aulenti

E’ considerata emblema della Milano contemporanea per il suo aspetto futuristico, reso tale dalla presenza di opere di design come il Solar Tree, le fontane a sfioro e le voci della città di Alberto Garutti (una scultura di 23 tubi simili a delle trombe che si diramano e collegano i vari piani sottostanti la piazza). Anche gli edifici che si affacciano sulla piazza tra cui la torre Unicredit con la sua guglia “a spire”, l’Unicredit Pavillon, le torri B e C, gli edifici E1-E2, contribuiscono a renderne l’aspetto molto moderno.

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Proprio nelle vicinanze di Piazza Gae Aulenti sorge il Bosco Verticale: un complesso residenziale costituito da due palazzi, progettato da Boeri Studio (2014) ed eletto nel 2015 “grattacielo più bello e innovativo del mondo”. Questo riconoscimento gli è stato attribuito grazie alla presenza di più di duemila piante collocate sui balconi, apportatrici di diversi benefici alla zona urbana circostante, ma anzitutto fonte di un suggestivo spettacolo visivo.

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Infine, sempre a due passi da Piazza Gae Aulenti, ma dalla parte opposta rispetto al “Bosco Verticale”, si trova 10 Corso Como: uno spazio multiculturale progettato nel 1991 e frutto dell’estro delle sorelle Sozzani

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Consiste in una location fashion e glamour, che attualmente vanta una galleria d’arte, un cafè immerso nel verde, un bookshop ed un negozio di moda e di design, primo concept store in Italia.

Sara Andrean

Nicole Beretta

Eleonora Bondioli

Elisabetta D’Affinito

Elisabetta Fumagalli

Giada Graziano

Serenella Venditti

 

 

Milano & La Moda

I 4 cool neighborhood che rendono unica la street fashion experience!

Milano, conosciuta a livello internazionale come una delle maggiori capitali della moda, è palcoscenico di tendenze e ospita quotidianamente famosi fashion event.

La commistione tra Moda&Milano si diffonde ovunque con la sua inarrestabile evoluzione: camminando per le strade si può assistere ad una vera e propria sfilata a cielo aperto. I total look della gente comune esprimono le diverse identità, tramite la scelta di outfit influenzati dall’allure della città che vivono.

Addentrandosi nei quartieri nevralgici della metropoli meneghina, Tortona, Montenapoleone, Brera, Ticinese, si possono osservare differenti personalità, che ne esprimono appieno l’anima #fashionista.

 

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Quanto Milano influenza il tuo stile?

Quale accessorio identifica la moda milanese?

Quali sono i tre colori che rappresentano Milano?

 

#Montenapoleone

Conosciuta al mondo come la più importante delle vie del quadrilatero, rappresenta una delle zone più lussuose, maggiore centro degli acquisti e del prêt-à-porter.

 

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#Brera

Quartiere storico, noto da sempre come punto di ritrovo della vita artistica italiana e non solo, ospita ricercate boutique d’antiquariato e locali caratteristici dal sapore bohémien.

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#Ticinese

Quartiere famoso per l’omonima porta, per le Colonne di San Lorenzo e per la limitrofa zona dei Navigli, fulcro della vita notturna milanese.

 

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#Tortona

Nuovo quartiere di creatività e sperimentazione, considerato uno dei più dinamici di Milano e  polo internazionale del design.

 

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Chiara Colucci

Sara Mari

Matilde Morucci

Ilaria Talamazzi

Francesca Valsecchi

Giulia Ziglioli