Welcome

 

Benvenuti nel Blog del 6°Master Luxury & Fashion Management

della Business School de Il Sole 24 Ore. 

Questo Blog è gestito direttamente dagli studenti che, divisi in gruppi e con l’aiuto degli esperti di Newton Management Innovation, condividono le esperienze, le testimonianze e le visite aziendali che ogni giorno vivono al Master, oltre agli eventi e le opportunità che la città di Milano offre per conoscere il mondo del lusso e della moda.

Il blog accompagna i partecipanti lungo tutto il periodo d’aula da maggio a dicembre ed è suddiviso in sezioni tematiche con lo scopo di approfondire gli aspetti più salienti della realtà del fashion e del lusso.

Il Coordinamento Master – Business School de Il Sole 24 Ore

The Sartorialist – Trend o modo di essere?

17 maggio, nemmeno il tempo di metterci a nostro agio e siamo stati subito messi alla prova, per essere in grado di lavorare in team ci è stato dato un obiettivo da raggiungere e un tema da sviluppare: Milano e il Sartorialismo.

Così è iniziato il nostro reportage, concentrandoci su quella che sembrava la strada più appropriata e realizzando ricerche sulle sartorie milanesi, e sull’abito Made to Measure maschile. “Semplice!”, pensavamo, ma niente di più sbagliato è uscito dalla nostra bocca e Google non ci ha certamente aiutati nella ricerca. Sartorialismo, sartorialista ma i risultati non erano le classiche definizioni da Treccani, fino a che una lampadina si è finalmente accesa illuminandoci d’immenso: The Sartorialist .

Un blog, un modo di essere, uno stile di vita, una persona… Scott Schuman. Cliccando e ricliccando si è aperto un mondo quando abbiamo scoperto che “la definizione di Sartorialista è usata per descrivere una persona ben vestita o che indossa qualcosa di moderno e all’avanguardia, che la gente non abbia ancora identificato come tendenza.”

E chi, meglio di Lino Ieluzzi, proprietario della boutique storica Al Bazar di Milano, poteva rappresentare questo ideale di eleganza maschile e, ancor più, ambasciatore del Made In Italy?E quindi via, con zaini in spalla e smartphone (al nostro posto un vero sartorialista avrebbe forse portato una Reflex vintage??), pronti a raggiungerlo.

Lino, quasi come un perfetto proprietario di casa, ci ha aperto immediatamente le porte del suo negozio, dandoci non solo la possibilità di visitare il suo angolo di meraviglie ma permettendoci di intervistarlo, quasi si trattasse di una chiaccherata tra amici a casa sua, nel cortile del suo negozio.

È tutto partito dal significato del buon gusto e del ben vestire:

“Ci sono alcune regole del modo di vestire che un tempo si seguivano. Io ritengo che oggi, più che tornare a delle regole e schemi, ci sia la necessità di tornare al buon gusto. Molte volte quando una persona si veste con uno stile poco comune viene definita Sartorialist, ma non è tanto quello, è solo buon gusto, è solo tornare all’origine, tornare a vestirsi come noi italiani siamo abituati a fare, visto che purtroppo negli ultimi anni molto si è perso”.

Ma in cosa consiste quel non so che tutto all’italiana di cui ci parla Lino? Con nonchalance, il nostro nostalgico amico si autodefinisce un’icona del buongusto, ma con una componente in più rispetto alla normalità, ovvero l’estro. Completa ogni suo look con dettagli unici e di grande valore, non usa colori come il nero ma gioca con ogni tono del turchese, senza mai scadere nel banale e nel kitsch.

Proprio per il valore e l’eleganza che Lino riesce a trasmettere, con uno stile classico ma completamente rivisitato e unico, è uno dei soggetti preferiti per il nostro Scott Schuman, fotografato a ogni evento di moda, fin da quando era un giovane ragazzo con la bandana alla testa e i pantaloni a zampa. Questo è l’obiettivo di Schuman, pubblicare foto scattate in giro per il mondo a coloro che si distinguono interpretando uno stile personale e unico, distinto dalla massa. The Sartorialist non impone un canone e delle regole, ma definisce una sua visione, dando però a chiunque la possibilità di averne una propria.

Ispirati così dal suo pensiero ci siamo messi alla prova girando per le strade di Milano alla ricerca di molteplici sartorialist osservando come ognuno di noi notasse soggetti differenti secondo il suo gusto.

Dunque, chi è per voi un Sartorialist? Volete accettare la nostra sfida? Allora, provate a pensare a tutte le volte che, passeggiando o in coda per salire sul tram, avete notato quell’eccentrico paio di scarpe, o una ragazza con dei fiori in testa…non saranno anche loro dei Sartorialist? Una volta chiarite le idee, mandateci le foto dei Sartorialist che incroceranno le vostre future camminate… Facciamo così vedere a Lino e alle altre icone di stile nostrane che il buon gusto italiano non si smentisce mai…

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Fiammetta Bacci

Rebecca Ciccia

Lorenzo Malerba

Giulia Palma

Laura Ruspi

Elisa Santandrea

MILANO & DESIGN

Nuovo master, nuove persone… E quale miglior modo di conoscere i propri compagni di avventura se non attraverso un’attività di team building, magari all’aria aperta, in giro per Milano, alla scoperta di temi legati a questa città.

In due giorni abbiamo realizzato un reportage su “Milano e il Design” che mette in risalto le più svariate manifestazioni del design all’interno del contesto urbano: nella moda con il concept store Tea Rose, nell’arte e nell’architettura con la Fondazione Franco Albini, nei fiori con Armani Fiori e l’interior design con lo store Seletti.

Dopo 9 chilometri, caldo afoso e niente pausa pranzo, ci siamo imbattute nella fantastica, floreale, coloratissima vetrina di Tea Rose. Rapite dal fascino degli abiti, dalle essenze floreali che hanno inebriato i nostri sensi, non abbiamo potuto far altro che entrare per capire cosa si celasse dietro il concept di Tea Rose. Purtroppo però, a nostro malincuore, l’emozione è svanita presto, esattamente quando la store manager non ha voluto o potuto dar corda alla nostra curiosità.

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Qualche chilometro dopo, finalmente la dea bendata ha deciso di prenderci a braccetto e di condurci nel chiostro della rinomata Fondazione Albini. Grazie alla nostra audacia siamo riuscite ad intervistare l’architetto Marco Albini, presentandoci come “Il Sole24Ore”, ma omettendo astutamente di essere delle masterine. Una volta varcata la soglia della Fondazione, nel bel mezzo di uno shooting fotografico, l’architetto ci ha raccontato come Milano sia legata al design da sempre e come sia diventata un centro nevralgico che richiama ogni anno, soprattutto durante il Salone del Mobile, una moltitudine di persone.

Alla disperata ricerca di refrigerio, passeggiando per Corso Garibaldi, siamo rimaste colpite dai prodotti particolari che componevano le vetrine dello store Seletti, brand made in Italy di interior design. Con uno slancio di sfrontatezza abbiamo chiesto alla responsabile del negozio se potesse metterci in contatto con in designer, per un’intervista telefonica last minute. Anche in questo caso, la fortuna è stata dalla nostra parte e siamo riuscite nell’ardua impresa. Stefano Seletti definisce Milano come:

” La città con il maggior numero di punti vendita al mondo che offrono design. Non esiste altro luogo in cui si possa trovare una selezione così ampia di oggetti ma anche di realtà distributive legate a questa merceologia.”

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Questa nostra ricerca intendeva analizzare, per quanto possibile, le diverse opinioni contrastanti sul design, dato che molti dei nostri coetanei, noi comprese, nn riescono a darne una definizione, soprattutto a causa dell’estensione dell’argomento e la sua versatilità nei vari settori. Purtroppo abbiamo notato che, nonostante il Design sia un filo conduttore che lega Milano alle sue mille realtà, solo alcuni settori favoriscono l’apertura e la conoscenza fruibile a tutti.

Questa entusiasmante giornata ci ha permesso di elaborare una riflessione comune:

Il design non è una disciplina codificata, coinvolge molteplici mondi, bagna le coste dell’arte, della moda, dell’architettura, dell’invenzione e della scienza. Presta attenzione al dettaglio, alla semplificazione, alla sensibilità nell’esperienza dell’acquisto. Si concentra sulle emozioni che forme e materiali di un oggetto possono stimolare. Appartiene a molti, ma la sua essenza è conosciuta da pochi.        Il design attraversa Milano come un filo attraversa la stoffa in cui è tessuto. Osserviamolo e impariamo a cucire.

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Marta Bettini

Erica Bonelli

Serena piccoli

Alessia Santoro

Maria Rosaria Simonetti

Emma Tironi

La Moda veste Arte

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Questa è una storia di talenti, arte e passione.
Rendere unico ogni istante, ogni uomo, ogni oggetto raccontando un’esperienza: questo è il desiderio che traspare dagli occhi di Silvia Scaramucci quando si racconta.

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A collaborare con lei, per realizzare opere uniche e irripetibili, un team di giovani creativi: designer, artisti, scultori, pittori, ricamatori e orafi, contraddistinti dalla capacità di plasmare opere d’arte su pellami tramite tecniche studiate ad hoc.

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La parola d’ordine è personalizzazione: il cliente vive una vera e propria esperienza attraverso un percorso che parte dalla scelta dell’artista e dell’opera che diverrà la sua borsa. Il tutto declinato in due linee: Unique una borsa prodotta in un esemplare unico e Limited un’unica opera che prende forma su 100 pezzi diversi.

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Ogni borsa è un’alchimia di elementi che rende l’arte un piacere fruibile ogni giorno, senza alcun tipo di barriera o intermediari.
Un prodotto mai uguale e irripetibile, creato con forte passione, energia e coraggio. Storie di ragazzi che costruiscono i propri sogni.

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Ogni pezzo è accompagnato da un “Artist Identity Kit”, grazie al quale è possibile visionare il curriculum dell’artista, il video di creazione dell’opera e la tecnica utilizzata.


www.demanumea.com

Corinne Capurso
Valentina Drago
Sofia La Porta
Maddalena Risetti
Mariacarla Sala
Cesare Zucchia

Let’s share Eat!

Avete mai provato l’esperienza unica di una cena a casa di sconosciuti? Noi sì, e il tema di cui vogliamo parlarvi oggi è quello dello sharing food!

Questa è l’occasione in cui cuochi non professionisti organizzano cene a casa propria ospitando vecchi e nuovi amici conosciuti su community web e portali.

La socializzazione è l’obiettivo principale della serata.

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Come funziona?

Il cuoco si iscrive al portale, fissa il menù, il prezzo, il numero di participanti e il termine per le prenotazioni; il  portale trattiene una parte dell’incasso come corrispettivo per l’utilizzo del servizio offerto al cuoco. Ecco la lista degli ingredienti:

  • Passione per la cucina
  • Socializzazione
  • Curiosità
  • Predisposizione alla socializzazione

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\Vivere un’esperienza simile ci ha posto davanti al lusso della vera unicità del momento: conoscere Alessandro, chef amatoriale e artista, ha consentito a noi di immergerci nella sua vita più intima, il suo atelier, e di poter respirare attraverso lui quanto amore e passione ci sia nel prepararsi ad occasioni di incontro come quelle delle sue cene.

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Quindi buon appetito e… Let’s share Eat!

Valeria Brazzoli

Carlo Cirillo

Anna Maria Kinsky Dal Borgo

Francesca Pollastro

Erica Renzoni

Camilla Titomanlio

Sartoria 3.0

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Come rendere innovativo e all’avanguardia un mondo tradizionale come quello del Made to Measure?

In una realtà dove tutto sembra orientarsi verso l’online, l’unico settore che apparentemente non avrebbe potuto adeguarsi a questa trasformazione è proprio il mondo della sartoria.

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Lanieri, una start up fondata da due trentenni, Riccardo Schiavotto e Simone Maggi, nasce nel 2012 con l’obiettivo di stravolgere le regole dell’abito su misura, spostando il focus dalla vecchia idea di sartoria alla dimensione digitale, ma mantenendo il livello qualitativo atteso.

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La vera rivoluzione è stata l’invenzione di un algoritmo che traduce le misure anatomiche nel fitting perfetto.

Abbiamo avuto la fortuna di poter visitare il loro atelier milanese, dove Riccardo ci ha spiegato come i loro clienti acquistano un abito. L’unica differenza tra l’esperienza online e offline è la modalità di avvio: in store le misure vengono prese attraverso un body scanner 3D, a casa attraverso un semplice tutorial presente sul loro sito. Si crea in questo modo un database, in cui rimangono salvate le misure utilizzabili per un nuovo ordine.

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Nel mondo Lanieri l’atelier non è più il centro attorno al quale ruota l’intero processo sartoriale ma è di puro supporto al cliente: lo scopo è di sensibilizzarlo al mondo digitale.

Come?

Vai sul sito

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Prendi le misure

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Personalizza

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E… il gioco è fatto!

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Enrica Bovetti

Nicolò Contorno

Susanna Mandelli

Asia Guia Marzoni

Vittoria Miranda

Lodovica Pugassi

Milano & Il Design

Milano è considerata la capitale del design grazie anche all’evento che è espressione a livello internazionale del talento creativo: Il Salone Internazionale del Mobile, che quest’anno è arrivato alla sua 55° edizione e che ha raggiunto un afflusso record di visitatori, con quota 372mila.

Salone del mobile

Il Salone Internazionale del Mobile non è la sola ragione per la quale Milano è considerata capitale del design, sono diverse, infatti, le iniziative promosse dalla città a favore degli artisti affermati, ma anche emergenti. La presenza di numerosi showroom garantisce anche ai nuovi talenti di poter esporre il proprio lavoro, la Triennale Design Museum, primo museo del design italiano, ospita sempre una serie di rappresentazioni che mettono in evidenza il design italiano, e non dimentichiamoci l’evento Expo dello scorso anno!

Milano è design e soprattutto opportunità per i designer:

“È un centro nevralgico che, in particolare durante il salone del mobile, diventa un incontro per il mondo del design a livello mondiale. […] Per un giovane designer diventa importantissimo poterci essere ed emergere con i propri progetti.”

“Milano resta la culla del design, per noi è un luogo fondamentale nonché il punto di partenza del nostro percorso professionale.”

Queste sono alcune delle riflessioni emerse dall’intervista che ci è stata rilasciata da Daniele Bortotto dello Studio Zanellato/Bortotto, studio di design fondato a Treviso da Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto. Il loro percorso inizia nel 2013 con il progetto Acqua Alta presentato al Salone Satellite di Milano, una manifestazione ormai storica, nata in fiera e dedicata ai più giovani per far emergere i loro progetti.

Acqua Alta

In questo evento i due designer hanno intrecciato alcuni dei rapporti per loro più importanti, che conservano ancora oggi, e che hanno dato stimolo a molti dei progetti successivi e collaborazioni importanti.

Ci siamo lasciate ispirare andando insieme in giro per la città e scoprendo come il design combini ogni forma creativa, ed è per questo che abbiamo scelto di interpretarlo e collegarlo a tre diverse aree tematiche :

  • Il Design & la Moda

Durante la settimana del mobile, le vie più fashion di Milano si trasformano in vere e proprie location esclusive dove si tengono vari eventi dedicati al Fuorisalone. Grazie alla collaborazione con i marchi di design, i negozi del quadrilatero allestiscono le vetrine con le ultime opere create dai designer.

Molteni

Un esempio di successo è stata la collaborazione tra il brand La Perla e il designer Walter Terruso che é riuscito a creare un prodotto che rappresenta pienamente l’eleganza del marchio. Si tratta di Mia / Vanity Table, il mobile toeletta che continua a rimanere esposto nella vetrina della boutique di Via Montenapoleone, destando la curiosità di molti turisti e appassionati di design.

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Il connubio tra design e moda in questa settimana permette una maggiore visibilità per i marchi di design, poiché le loro opere vengono esposte nelle vie più famose dello shopping milanese. Anche le boutique e i negozi traggono vantaggi di tipo redditivo, grazie all’alta affluenza di collaboratori da tutto il mondo.

  • Il Design & l’Hotellerie

L’Hotellerie ben rappresenta Milano & il Design perché diversi hotel hanno ospitato molti eventi e  installazioni di numerosi artisti durante lo scorso Salone del Mobile. All’interno del giardino del Bulgari Hotel è stata posizionata un’opera realizzata dallo studio londinese NaNa, che con i suoi 18 cerchi in acciaio celebrava l’anello BZero1, gioiello divenuto ormai simbolo del brand.

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Anche l’Hotel Magna Pars Suites Milano, il primo Hotel à Parfume al mondo, ha ospitato diverse opere di design di artisti italiani e stranieri.

Al Magna Pars Suites Milano  il Made in Italy e l’eccellenza italiana trovano la loro massima valorizzazione.Magna Pars .png

L’ eccellenza artigianale degli arredi e l’alta tecnologia che compongono gli spazi comuni hanno fatto del Made in Italy e della sostenibilità ambientale il loro stile identitario.

Le 39 suites sono ispirate a note olfattive fiorite, fruttate o legnose, in linea con la storia del luogo e arricchite dalle opere d’arte degli studenti dell’Accademia di Brera.

  • Il Design & l’Urbanistica

Per quanto riguarda l’applicazione del design all’urbanistica milanese, ne è un esempio perfetto Piazza Gae Aulenti. Una piazza di forma circolare ubicata nel Centro Direzionale di Milano, utilizzata come scenografia di innumerevoli spot e servizi fotografici, nonché come ambientazione di eventi musicali e sociali.

Piazza Gae Aulenti

E’ considerata emblema della Milano contemporanea per il suo aspetto futuristico, reso tale dalla presenza di opere di design come il Solar Tree, le fontane a sfioro e le voci della città di Alberto Garutti (una scultura di 23 tubi simili a delle trombe che si diramano e collegano i vari piani sottostanti la piazza). Anche gli edifici che si affacciano sulla piazza tra cui la torre Unicredit con la sua guglia “a spire”, l’Unicredit Pavillon, le torri B e C, gli edifici E1-E2, contribuiscono a renderne l’aspetto molto moderno.

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Proprio nelle vicinanze di Piazza Gae Aulenti sorge il Bosco Verticale: un complesso residenziale costituito da due palazzi, progettato da Boeri Studio (2014) ed eletto nel 2015 “grattacielo più bello e innovativo del mondo”. Questo riconoscimento gli è stato attribuito grazie alla presenza di più di duemila piante collocate sui balconi, apportatrici di diversi benefici alla zona urbana circostante, ma anzitutto fonte di un suggestivo spettacolo visivo.

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Infine, sempre a due passi da Piazza Gae Aulenti, ma dalla parte opposta rispetto al “Bosco Verticale”, si trova 10 Corso Como: uno spazio multiculturale progettato nel 1991 e frutto dell’estro delle sorelle Sozzani

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Consiste in una location fashion e glamour, che attualmente vanta una galleria d’arte, un cafè immerso nel verde, un bookshop ed un negozio di moda e di design, primo concept store in Italia.

Sara Andrean

Nicole Beretta

Eleonora Bondioli

Elisabetta D’Affinito

Elisabetta Fumagalli

Giada Graziano

Serenella Venditti

 

 

Milano & La Moda

I 4 cool neighborhood che rendono unica la street fashion experience!

Milano, conosciuta a livello internazionale come una delle maggiori capitali della moda, è palcoscenico di tendenze e ospita quotidianamente famosi fashion event.

La commistione tra Moda&Milano si diffonde ovunque con la sua inarrestabile evoluzione: camminando per le strade si può assistere ad una vera e propria sfilata a cielo aperto. I total look della gente comune esprimono le diverse identità, tramite la scelta di outfit influenzati dall’allure della città che vivono.

Addentrandosi nei quartieri nevralgici della metropoli meneghina, Tortona, Montenapoleone, Brera, Ticinese, si possono osservare differenti personalità, che ne esprimono appieno l’anima #fashionista.

 

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Quanto Milano influenza il tuo stile?

Quale accessorio identifica la moda milanese?

Quali sono i tre colori che rappresentano Milano?

 

#Montenapoleone

Conosciuta al mondo come la più importante delle vie del quadrilatero, rappresenta una delle zone più lussuose, maggiore centro degli acquisti e del prêt-à-porter.

 

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#Brera

Quartiere storico, noto da sempre come punto di ritrovo della vita artistica italiana e non solo, ospita ricercate boutique d’antiquariato e locali caratteristici dal sapore bohémien.

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#Ticinese

Quartiere famoso per l’omonima porta, per le Colonne di San Lorenzo e per la limitrofa zona dei Navigli, fulcro della vita notturna milanese.

 

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#Tortona

Nuovo quartiere di creatività e sperimentazione, considerato uno dei più dinamici di Milano e  polo internazionale del design.

 

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Chiara Colucci

Sara Mari

Matilde Morucci

Ilaria Talamazzi

Francesca Valsecchi

Giulia Ziglioli

5 motivi per vivere la MFW con il Sole 24Ore

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1) Condividere un’esperienza di gruppo insieme agli insider del settore.

Assistere ad alcuni degli esclusivi eventi della Milano Fashion Week in compagnia della giornalista Paola Bottelli e Angelo Flaccavento.

2) Poter confrontare gli stili più disparati. Pitti, Canali, Versace e Diesel: un percorso tra diversi modi di interpretare l’uomo.

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La 90° edizione di Pitti, quest’anno a tema Lucky Numbers, inteso come unione di estetica grafica e simbolismo, si è conclusa con la partecipazione di 1219 brand, di cui 536 esteri. Osservando l’outfit dei buyers presenti, Europei e Asiatici, stupisce la crescente importanza dell’accessorio maschile, nelle sue diverse declinazioni.

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Canali ha reinterpretato lo stile classico maschile in chiave più disinvolta, tenendo ben saldo il timone del proprio corebusiness e si è contraddistinto per la qualità dal Made in Italy. Si assiste ad un matrimonio tra i classico e il contemporaneo: dalle  tradizionali lavorazioni hand made fino a più complessi intrecci di fili colorati. I toni del grigio, il beige, l’azzurro, il marrone fino al verde salvia e infine il rosso, si legano alle linee morbide e fluide delle giacche informali. Passando agli accessori, svariate sono le proposte: monkstrap in pelle, sciarpine leggere, mocassini in suede con nappine, borse a mano in pelle contraddistinguono lo stile del outwear relaxed del brand.

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E’ l’uomo contemporaneo l’ideale estetico della collezione SS 2017 di Versace. Una passerella influenzata dai dettami delle vendite, in cui traspaiono i concetti chiave dell’ utilitywear, caratterizzati da nylon e sete che spaziano dai toni scuri dei neri fino a colori cerulei e rosa. L’urban, in sfumatura rock, appare come la chiave di lettura della runway, mentre l’activewear moderno è lo spirito della clip realizzata da Bruce Weber. Giacche senza camicia, pantaloni superskinny e larghi parka colorati sono i must have per l’estate 2017. Notevole importanza è attribuita ai gioielli, presenti in ogni look. Infine, a dare ritmo alla sfilata, le canzoni di Prince dedicate a Donatella.

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Diesel, in chiusura della nostra Fashion Week, ha reinterpretato il suo must, la tela jeans, declinandolo in una palette di colori che varia dal nero al rosa cipria, passando per il blu china e il color crema. L’uomo proposto indossa capi dalle forme ampie: maglie e giacche dallo stile pratico su pantaloni larghi e stropicciati. È un uomo contemporaneo che vive la città, capace di mixare abiti in tela tecnica con il denim, pelle con cotoni stampati a righe.

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3) Sperimentare in prima persona la frenesia della Milano Fashion Week.

La sfilata inizia prima della passerella. Fotografi, influencer e addetti del settore a caccia degli outfit migliori da fotografare.

4) Scoprire in anteprima le nuove tendenze e trend emergenti.

Denim, asimmetrie, ciabatte, sandali, polo,maglie e… colori!

5) Vivere il backstage.

Avere l’opportunità di vedere in prima persona ogni aspetto della sfilata, dalla preparazione dei modelli al disallestimento della location per far posto a un nuovo fashion show.

Corinne Capurso
Valentina Drago
Mariacarla Sala

Venini e l’isola di vetro

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Sabbia e fuoco, apparentemente diversi sono questi i due elementi che fondendosi danno vita al vetro. Tutto nasce sei mila anni fa, quando, come Plinio racconta, una notte dei mercanti Fenici si riposarono sulle rive del fiume Belo e per riscaldarsi accesero lì il fuoco. Continuando ad ardere sulla sabbia durante la notte, al loro risveglio trovarono una nuova materia.

Era nato il vetro.

Fase I

I veneziani, intuendo la potenzialità di questo nuovo materiale, eleggono l’isola di Murano centro produttivo e culla di questa nuova arte.  

Qui nel 1921 prende vita l’Azienda Venini. Da subito protagonista del distretto, contribuisce alla riqualificazione di un’attività tanto antica quanto unica nel suo genere. La maison del vetro è un vero esempio di tradizione e innovazione. Grazie alle continue collaborazioni con artisti e designer internazionali trova il perfetto connubio che ha contribuito ad affermarne lo spazio nel panorama del lusso. La destrezza con cui gli artigiani modellano la materia incandescente è davvero insostituibile e attraverso i loro gesti il vetro assume le forme più inaspettate.

Seconda parte del processo, il lavoro a freddo

Oggi Venini e gli altri maestri vetrai tramandano con passione la storia e il pregio di quest’arte, testimonianza di un artigianato incorruttibile ed eterno. L’eredità del brand è fatta di opere, fotografie, disegni e scritti che confermano uno straordinario lavoro totalmente italiano, riuscendo a toccare, oltre che la bellezza estetica, quella sfera emozionale che l’effimero mondo del lusso spesso rischia di dimenticare. 

La Firma

 

Valeria Brazzoli

Carlo Cirillo

Anna Maria Kinsky Dal Borgo

Francesca Pollastro

Erica Renzoni

Camilla Titomanlio

Uno sguardo al futuro: 8° Luxury Summit

 

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Siamo già nel pieno dei lavori, al Sole 24 ORE si è appena conclusa l’ottava edizione del Luxury Summit. Digital: il focus di quest’anno.
Tante, le personalità che si sono espresse, dal settore fashion, passando per il beauty, l’orologeria e la gioielleria.
Le prospettive economiche sono cambiate, i Millenials, nuovi consumatori del lusso, stanno rivoluzionando l’establishment: esigono servizi integrati sempre più sofisticati e articolati tra il mondo offline e online. Omnichannel, Customer Experience, Storytelling rappresentano le sfide principali su cui le aziende devono investire risorse ed energie.

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Andrea Panconesi (CEO di Luisa Via Roma) e Giuseppe Giglio (CEO giglio.com), pionieri dell’e-commerce italiano, testimoniano il successo di questa realtà che fino a pochi anni fa sembrava una scommessa.

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Andrea Panconesi “ In quindici anni, con l’online, abbiamo centuplicato il fatturato delle generazioni precedenti”. Oggi il 95% del fatturato di Luisa Via Roma deriva dall’e-commerce, di questo dato solo il 10% è rappresentato dal mercato italiano.

La rivoluzione digitale rappresenta anche un’ importante opportunità non solo per i grandi nomi del fashion industry, ma anche per i brand più piccoli, così come è stato sottolineato da Diego Della Valle, presidente Tod’s Group.

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Della Valle stesso ha proposto di promuovere una collaborazione tra il mondo del fashion e quello del turismo, sfruttando le potenzialità del digitale, che faccia da vetrina alle eccellenze italiane.

I dati presentati da Boston Consulting Group evidenziano come il maggior numero di consumatori del lusso sia rappresentato da stranieri: di questi, il 30% cinesi. Le aziende italiane del settore non devono preoccuparsi del rallentamento registrato in Cina nel 2015 che mostra una riduzione del PIL dall’8% al 5% , riguardante maggiormente l’ambito edilizio. Infatti, Il nostro “Made in” mantiene il suo forte appeal sull’Upper Middle Class orientale, in continua crescita.

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Michele Polico, Managing Young Digital “Distribuire la cultura del lusso nel mercato globale digitale”.

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L’innovazione tecnologica al servizio della shopping experience: vi presentiamo Marty!

Non dimentichiamoci, però, delle nostre tradizioni e delle nostre origini legate all’artigianalità che contraddistinguono da sempre il DNA del nostro paese.

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Cinque numeri che rappresentano Pomellato: 50 anni dal 1967, 100 maestri orafi, 3 anelli Nudo comprati dalle clienti, 40 negozi monomarca, 500 concessionari.

ENRICA BOVETTI

VALERIA BRAZZOLI

CORINNE CAPURSO

SARA MARI

LODOVICA PUGASSI

MARIACARLA SALA