Ho adorato il 4’ Luxury Summit, non mi ero mai sentito così grande, eppure tanto piccolo; sentir parlare (anche per te) tante persone di un tale calibro, non si dimentica.
Ci son stati grandissimi personaggi del calibro di: Brunello Cucinelli, Mario Boselli, Patrizio di Marco, Michele Norsa, ecc…
Eppure, c’era in particolare un personaggio con cui non potevo evitare di parlare: Diego Della Valle. Chi come lui conosce questo mondo di italianità, ed ha saputo rilanciare così bene la propria azienda familiare? Il suo non è solo lavoro, è storia e passione.
Quindi, l’ho avvicinato con imbarazzo per chiedergli:
“Continuare a produrre in Italia è una scelta di filosofia del brand o una scelta concreta di italianità?”
Lui, estremamente disponibile, mi ha dato una risposta perfetta:
“Dove li mando altrimenti i lavoratori? E poi, loro lavorano meglio, la mia è una scelta di qualità.”
Questo mi ha fatto riflettere e mi sento pienamente d’accordo con la sue scelte etiche e di valore, e poi, se tutto il mondo ci invidia la nostra perizia artigianale nell’ attenzione maniacale per i dettagli, un motivo c’è. Inoltre, a livello personale incontrare una persona altrettanto importante così affabile con un semplice studente, penso sia un duro colpo al concetto che quello della moda sia un mondo freddo.
Anzi, credo che qui l’ umiltà (ragionata) sia molto importante.
Roberto A.




