Archivi delle etichette: Parigi

Fausto Puglisi, the next star

18 dic

Giunti a fine master, nonostante le tante testimonianze e le realtà incontrate negli ultimi mesi, Fausto Puglisi è un personaggio che sicuramente ha lasciato un segno nelle nostre menti.

Siciliano per nascita è espatriato appena maggiorenne negli Stati Uniti. Le sue creazioni “one of a kind” lo hanno subito reso noto negli Usa essendo indossate da star come: Jennifer Lopez, Britney Spears, Madonna, Nicki Minaj, Beyoncè Knowles, Katy Perry e tante altre. E la sua successiva “scoperta” in Italia la si deve a Dolce & Gabbana, che per primi gli hanno fatto esporre le sue creazioni a Spiga2. Suo inoltre l’abito “farfallina” indossato da Belen lo scorso festival di Sanremo.

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Oggi, possiede una griffe eponima ed in marzo 2013 vedremo la sua prima sfilata a Parigi, grazie anche ad Aeffe, per la storica maison parigina Ungaro.

Un personaggio con questo tipo di profilo non poteva certamente deludere le nostre aspettative, ma ha fatto anche di meglio.

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Si è presentato subito come una persona piena di energie, che non stacca dal lavoro prima delle 3 di notte, perché ama la moda più di qualunque altra cosa, e di un amore intenso, intimo. Ma la cosa che probabilmente più ci ha stupito è il suo sapere perfettamente di essere in controtendenza. Fausto Puglisi produce esclusivamente abiti per la donna sexy e sicura di sé. Non gli interessa concentrarsi nella ricerca di accessori.

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Lui stesso ci ha detto: “Voglio fare lo spacciatore della bellezza” perché non vuole creare un brand mondiale, perlomeno non subito, ma rispondere all’ esigenza di distinguersi della donna femminile contemporanea. In tal senso confessa di avere grandi maestri di sexyness come: Gianni Versace, Yves Saint Laurent, Tom Ford ed Halston.

Esuberante eppure estremamente concreto ha una visione del lusso fatto di abiti iper sartoriali; e tutto è fondamentale che sia realizzato rigorosamente ed esclusivamente in Italia.

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Che dire, Fausto Puglisi sicuramente farà onore al Made in Italy!

Roberto

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Eccovi alcuni link utili:

http://www.faustopuglisi.com/

http://www.ungaro.com/

http://www.moda24.ilsole24ore.com/art/industria-finanza/2012-12-06/fausto-puglisi-cosi-creo-185817.php?uuid=AbFRPp9G

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Luxury Department Store

29 nov

Se ripenso alle mie ultime vacanze vedo un inconsapevole fil rouge che lega le esperienze degli ultimi viaggi.

È la shopping experience in department store del lusso. Ovviamente mi concentro sui luoghi che mi hanno più colpito e non sulla totalità delle capitali europee.

Parigi, è ben noto, è la capitale per eccellenza dell’alta moda ed i suoi luoghi di culto dello shopping restano Rue de le Champs Elyseè e tra i department store Les Galeries Lafayette. Rinomate in tutta Europa in qualità di faro dello stile possono invece risultare vagamente deludenti se confrontate ad altri mall europei, l’alta selezione c’è, ma lo spazio espositivo resta un po’ esiguo per una tale città.

   

Londra, col suo stile metropolitano, ha invece le sue principali mete dello shopping in Bond street,  Harrods e Camden Town. Harrods, vera perla di questa città, vende, come si diceva in una vecchia pubblicità: ”Dallo spillo all’elefante”. Infatti, nessuna meraviglia nel trovare un intero settore dedicato al Natale 365 giorni l’anno.

Inoltre, per questa holiday season, è stata prevista una collaborazione tra la Disney e le più note case di moda e di gioielleria mondiali  per celebrare il Natale con le reinterpretazioni delle principesse delle favole.  Ecco un link:

http://www.vogue.co.uk/news/2012/10/23/harrods-disney-princess-designer-dresses—christmas-window-display/gallery/3

  

Berlino, veste se possibile un ruolo ancora più alternativo in cui si contrappongono grandi poli del lusso, come  Kadewe e Friedrichstrasse a zone assolutamente underground. Pur non essendo la mia città preferita in Europa, è di certo quella che propone una tra le più ampie offerte commerciali. In essa nel lusso spicca KaDeWe, department prima riservato alla sola parte occidentale della città come recita lo stesso nome: Kaufhaus des Westens.

  

Amsterdam, resta probabilmente la più trasgressiva tra le capitali europee, la strada del lusso principale è Hooftstraat e De Bijenkorf è il principale department store di lusso olandese. Situato in piazza Dam, della quale gode di un’ottima vista, ha come competitor il vicinissimo Magna Plaza  per l’acquisizione dei marchi del lusso. Nonostante ciò, l’ offerta risulta differente poiché Magna Plaza è un insieme di shop in shop chiusi mentre De Bijenkorf è uno spazio più fluido con shop in shop ma anche con la classica disposizione in corner espositivi immediatamente fruibili.

  

 

In conclusione: per queste vacanze natalizie viaggiate, godetevi la splendida Europa, e soprattutto, buon shopping!

Roberto

http://www.galerieslafayette.com/

http://www.harrods.com/

http://www.kadewe.de/

http://www.debijenkorf.nl/

http://www.magnaplaza.nl/nl/

Maison Martin Margiela for H&M

15 ott

Maison Martin Margiela for H&M

Possiamo cominciare col conto alla rovescia: tra un mese esatto, in 230 selezionati store H&M, sarà finalmente disponibile la nuova collezione firmata dalla Maison Martin Margiela. Ultima di una lunga serie di fortunatissime collaborazioni (Karl Lagerfeld, Roberto Cavalli, Lanvin, Versace, Jimmy Choo, ecc.) , la collezione arriverà tra le nostre braccia il 15 Novembre ed è pronta a provocare attacchi di follia collettiva e veglie notturne all’ombra dei neon rossi del colosso svedese aspettando di poter accaparrarsi almeno uno dei pezzi cult dell’archivio di Rue Saint Maur riprodotti fedelmente in nome di una democratizzazione della moda tanto cara alla maison, nonostante il suo spiccato anticonformismo. C’è tutto il mondo Margiela: le giacche destrutturate, gli abiti femminili dalle forme androgine e i cappotti maschili super fitted, i piumini cocoon, il bianco, il nero e il cammello declinati in volumi inconsueti.

Di questi giorni i primi scatti in anteprima della campagna realizzata questa estate a Parigi dal talento di Sam Taylor Johnson, fotografa e visual-artist britannica, che sotto la direzione artistica di Markus Kiersztan e il mirabile styling di Sabina Schreder, ha saputo dar forma all’anima minimal e concettuale di “una delle case di moda più influenti degli ultimi tre decenni” come è stata definita la Maison Margiela da Margareta van den Bosch, creative advisor di H&M.

Annalisa

Lanvin&Ladurée

7 set
Non appena ho letto la notizia di questo nuovo progetto non ho potuto fare a meno di condividerla con voi!
Alber Elbaz, stilista di Lanvin, ha annunciato la collaborazione con Ladurée attraverso la creazione di un nuovo marcaron al gusto di amaretto, presentato in eleganti confezioni da otto pezzi  decorate con volti di donne belle e giocose, in perfetto stile del brand.

Fonte: Google Images

È la Francia ad avere l’onore di assaggiare per prima queste prelibatezze che saranno messe in vendita a partire dal 25 settembre di quest’anno in occasione della Fashion Week di Parigi.
Ci auguriamo di poterle trovare anche in Italia al più presto!

A shocking return

5 set

Parigi, 21 Place Vendome: risorge un mito, riapre Elsa Schiaparelli, storica maison fondata nel 1934 a Roma dall’omonima artista, che nel 1954 chiuse i battenti, ritirandosi dalla ribalta.

Maison Schiaparelli, 21 Place Vendome, Parigi (salotto surrealista)

Ottocento metri quadri tra l’appartemento storico, nel quale la temeraria e  illuminata antagonista di Coco Chanel soggiornava in compagnia di nomi del calibro di Salvador Dalì, Jean Cocteau, Man Ray o Marcel Duchamp; il nuovo show-room e il quinto piano, dove sorgerà lo studio del futuro stilista. Proprio sull’identità di quest’ ultimo si rincorrono numerosi rumors, che danno però come preferiti da un lato John Galliano, momentaneamente disoccupato dopo la sospensione dalla carica di direttore creativo di Dior per lo spiacevole filmato che lo ritrae impegnato a lanciare insulti razziali in una caffetteria di Parigi; dall’altro Rodolfo Paglialunga, ex stilista del marchio Vionnet, famoso per il suo stile estremamente sofisticato e molto attento alla tradizione.

Fautori di questa incredibile rinascita sono certamente il nostro imprenditore Diego Della Valle, che ha acquistato il brand nel 2006, e la favolosa Farida Khelfa, ambasciatrice del marchio.

Diego Della Valle e Farida Khelfa

Una ribalta questa (non a caso) preceduta dall’incredibile mostra ospitata nel tempio newyorchese dell’arte MET, nella quale lo storico marchio si interfaccia, in delle impossible conversations, con uno dei capisaldi dell’italianità: Prada e la sua regina Miuccia.

Schiaparelli and Prada: impossible conversations

La madre del rosa shocking, o rosa schiap, come lo appellò Yves Saint Laurent, delle spalline imbottite, delle cerniere all-over, dei maglioni con disegni trompe d’oeil, delle gonne pantalone e degli inserti in plexiglass e in pelliccia di scimmia, rifiorirà anzitutto con una collezione di abiti pret-a-couture, della quale avremo il piacere di ammirare un flash già a gennaio 2013, seguita poi da profumi, cosmesi, accessori, oggetti per la casa.

Se volete saperne di più, fate un giro sul sito (http://www.schiaparelli.com/) per entrare nel fantastico mondo della maison e respirare la straordinaria magia che solo la geniale sregolatezza può regalare.

Ricordate: il venti per cento delle donne ha un complesso di inferiorità. Il settanta per cento coltiva illusioni. (E.S.)

Annalisa

Versailles: un luogo senza tempo

20 ago

Fino al 30 di Settembre lo straordinario Palazzo di Versailles ospiterà la mostra d’arte contemporanea di Joana Vasconcelos.

L’artista di origine portoghese nata in Francia, ha creato le opere espressamente per Versailles, grazie alle suggestioni che il luogo le ha dato durante le passeggiate negli immensi giardini e attraverso i maestosi corridoi.

Joana parte dal presupposto che il mondo è un’opera d’arte e Versailles rappresenta il luogo per eccellenza dove osare non è mai abbastanza.

Qui sogno e realtà si fondono a tal punto da riprodurre nella mente dell’artista il rumore dei passi di Maria Antonietta negli spazi dove espone le sue opere: motivo per il quale l’energia del luogo la ispira profondamente. Ammirando le gigantesche creazioni dell’artista sembra quasi di sentire la musica che animava le stanze signorili e vivere l’atmosfera di festa che sovente arricchiva il Palazzo.

Arte contemporanea e fasti dei tempi passati si fondono così in una mostra unica e affascinante nel suo genere che lascia gli spettatori a bocca aperta.

Giulia Saccardi

La guerra civile non ferma il lusso della First Lady

14 ago

Oggi ovunque sentiamo parlare di Siria ed ogni racconto che proviene da quella terra bellissima parla di guerra, massacri, esecuzioni sommarie in strada, morte di innocenti e fuga dal proprio paese, dalla propria città, dalla vita che non esiste più; l’hanno definita  Estate Araba, Primavera allungata o semplicemente Guerra Civile ma in qualunque modo la si voglia soprannominare oggi Siria significa genocidio (Kofi Annan – Presidente ONU).E intanto, la First Lady Asmā Al-Asad fa shopping nel quartiere più chic di Londra, spendendo l’equivalente di oltre 300mila euro in mobili di lusso. Tavoli, divani, tappeti, candelabri e pouf sono stati acquistati in uno dei negozi di design del quartiere Chelsea a Londra per arredare la sua residenza estiva a 200 miglia da Damasco. A luglio «Alia» (uno degli pseudonimi usati da Asma) ha fatto ulteriori ordini per oltre 12 mila euro c/o un designer di Parigi, da consegnarsi a Dubai. E nello stesso mese e sempre a Parigi, l’incontentabile moglie di Assad ha chiesto a un cugino di ordinare quattro collane tempestate di diamanti per un valore di 250 mila euro.

Tutto questo fa da contraltare alla situazione politica ed umanitaria che si vive a Damasco ed in tutta la Siria e che, a Luglio, mese degli ultimi acquisti della First Lady – ha registrato il momento più cruento con le battaglie di Aleppo e l’attentato durante una riunione del Consiglio in cui sono morte alcune persone fedelissime di Assad.

Un  atteggiamento un tantino leggero per una donna che da sempre si è distinta per le sue posizioni progressiste sui diritti e l’educazione delle donne, una donna dall’immagine pubblica importante; un atteggiamento non proprio all’altezza dell’altisonante definizione attribuitale da Vogue “la rosa nel deserto”.

Mail on Sunday image

 

 

 

 

 

 

 

 

Google image

 

 

I luoghi del lusso

16 lug

fonte: google immagini


Sono Luisa e ho ventisette anni.
Come si fa a spiegare cos’è il lusso? Per me non se ne può dare una definizione, senza che lo stesso perda parte del suo mistero. Io il lusso credo sia più una sensazione che non un qualcosa di materiale e tangibile. Sì certo, mi chiederete “Allora una Ferrari da 570 CV o una Birkin di Hermes cosa sono?” Bene, per me sono oggetti perfetti, preziosi ed irraggiungibili per la maggior parte di noi. Il vero lusso, invece, è la magia che sta attorno a oggetti come questi, è la sensazione di assoluta perfezione che questi prodotti regalano, è il desiderio di ottenere l’impossibile o il pungente piacere nell’averlo ottenuto.
Poi mi sono chiesta cosa ci fosse “dietro le quinte” dei beni di lusso e ho capito che tutto nasce da un’intuizione geniale, che prende vita e che cresce grazie all’unione di rigore, dedizione e creatività. Ecco, questa è la cosa più simile ad una definizione di lusso che per ora riesco a darvi.
Ma se vi devo dire io cosa intendo e dove vivo il lusso, allora si fa tutto più semplice; il lusso è a Mergellina, dove bevi una birra fredda con i tuoi amici in una sera d’estate, guardando il Golfo di Napoli; è nell’angolo di Via Orefici, nel preciso momento in cui guardando davanti a te, si staglia il Duomo di Milano e non importa se stai andando di fretta, perchè un istante per alzare lo sguardo e ammirarlo lo trovi comunque; è in quella stanza di un piccolo ostello di Parigi, illuminata nella notte dalle luci della Tour Eiffel che filtrano dalla finestra aperta; è in quel bar a Vienna, davanti alla Cattedrale di Santo Stefano quando ti siedi ed ordini una fetta di Torta Sacher e mentre l’assaggi la cioccolata calda si fonde con la crema fredda che l’accompagna; è a Lisbona, quando su un terrazzo del Castello S
ão Jorge scopri esserci una vecchia signora che canta il fado; e ancora è a casa tua, quando torni stanco da lavoro la sera e trovi chi, magari anche più stanco di te, ha ancora voglia di sentire com’è andata la tua giornata.
Per me questi sono momenti di lusso, quello vero e quello che tutti possono permettersi.

L’UNIONE FA LA FORZA

29 set

Prendete un’azienda di Murano con tanta voglia di crescere e di farsi notare, aggiungete un designer di fama internazionale che ha collaborato con YSL ed Hermés, mescolate con un ottimo rapporto di fiducia e collaborazione. Il risulatato? Una collezione di sculture e complemento d’arredo d’alta gamma che ha portato una ventata di freschezza nell’ambiente muranese, storicamente poco aperto ai cambiamenti. L’azienda è la Formia Luxury Glass, il designer Hilton McConnico. Ma ora leggete con me le risposte che mi sono state date da Stefano Rossignoli, giovane manager dell’azienda muranese:

In che modo la collaborazione con un grande designer internazionale ha influenzato la vostra brand image?

Formia era un’azienda a conduzione familiare prima dell’arrivo dell’attuale proprietario e amministratore delegato Luigi Monti, e cercare di portarla al livello dei competitors era molto complesso. Hilton McConnico è stato importante per l’azienda perchè ha creato una collezione adatta ad un target di clienti diverso, e ha quindi portato benifici in termini di clienti, immagine e nuove opportunità di business, come la collaborazione con il noto marchio retail di arredamento Roche Bobois e l’esposizione di alcune statue in vetro presso note gallerie d’arte parigine.

Quali sono gli elementi di creatività introdotti da McConnico nella vostra collezione e nella modalità produttiva?

McConnico ha cambiato tutti gli schemi, nessuno prima di lui aveva fatto quel tipo di lavoro, sviluppando nuove modalità produttive fianco a fianco con i maestri vetrai, creando degli oggetti lontani dalla tradizione muranese, senza animali e fiori, innovativi per il loro designer e difficili da imitare per i falsari cinesi.

Come avete comunicato questa collaborazione così importantante?

La prima collezione è stata presentata a Parigi durante la più importante fiera del settore, quella di Maison&Objet, e sono stati organizzati eventi collaterali proprio durante il periodo della fiera.

Affiancare il proprio nome a quello di un designer internazionale è ormai diventata una strategia consolidata per molti importanti nomi italiani dell’arredamento e del complemento d’arredo (Molteni, Kartell e Venini). Trova che sia una strategia profittevole e decisiva anche per un’azienda che, come la vostra, è ancora poco conosciuta?

Non solo è importante, ma acquista ancora più importanza durante questo periodo di crisi economica. Un bellissimo vaso di murano non viene acquistato, un vaso brandizzato si. Le strategie di valorizzazione del brand sono diventate fondamentali per aziende in crescita come la nostra. Il futuro è collaborazione.

Tutto chiaro??????

Elsa Baccile

http://en.wikipedia.org/wiki/Hilton_McConnico; http://www.formiaglass.it/;

 

SE ANCHE LE SCARPE HANNO LA LORO HAUTE COUTURE…

21 lug

…quella delle scarpe da uomo si chiama Berluti. Gli uomini più eleganti del mondo arrivano da ogni dove al numero 26 di rue Marbeuf, a Parigi, per ordinare un paio di scarpe da Olga Berluti, quarta generazione di biotter e donna più influente al mondo in fatto di scarpe da uomo.

Una sacerdotessa della calzatura capace di rinnovarsi e di interpretare il mercato, prendendo decisioni importanti e decisive come quella di vendere ad Arnoult: “Ho venduto a Monsieur Arnoult perchè era mio cliente da quindici anni. Conoscevo i suoi piedi e quindi conoscevo bene lui…ha sempre rispettato il mio spirito di biotter, ma allo stesso tempo le risorse di LVMH mi hanno permesso di affiancare a quello di Parigi negozi a Londra, Milano, Tokyo, Hong Kong. E di arrivare più vicina ai miei clienti.”

La voglia di cambiare e andare incontro al cliente hanno portato Madame Olga ad inaugurare, nel 2005, la sua produzione di accessori, tra cui la celebre borsa “E’ mio”, chiamata così dall’esclamazione dell’artigiano italiano che l’aveva realizzata e pronunciata davanti all’opera finita. 

L’esclusività di Berluti è dimostrata dalle mitiche e misteriose riunioni del Club Swann, dove Olga, l’unica donna presente, accoglie i suoi clienti più importanti ad una cena elegante che si conclude in un salotto dove tutti i partecipanti si dedicano a lucidare e spazzolare le loro scarpe Berluti, per le quali sono disposti ad aspettare anche due anni.  

Per la linea pret à porter è invece stato chiamato alla direzione creativa un italiano, Alessandro Sartori, “rubato” a Zegna. Il suo arrivo segnerà  un ritorno alle antiche origini italiane del marchio.

Per provare il servizio aristocratico e conoscere la storia del marchio in tutto il suo fascino, non vi resta che recarvi alla boutique di Milano in via Verri. Mi racconterete…

Elsa Baccile

www.berluti.com;

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