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Il prezzo (o il valore?) della semplicità servita da Olivier Limousin

19 nov

Se nel 1846 fossimo andati da un Irlandese a dirgli che nel 2012 avrebbe pagato un piatto di patate ben 75 sterline ci avrebbe probabilmente riso in faccia; in quel periodo la carestia era dilagante e le patate, cibo povero per eccellenza, scarseggiavano a causa di una rara patologia.

Oggi il cibo più povero a livello internazionale e il più amato ed usato dal popolo britannico rivive nel piatto di Olivier Limousin, chef francese, cresciuto e formatosi nelle più prestigiose cucine francesi, si trova ora alla guida del doppiamente stellato Atelier de Joel Robuchon a Londra.

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Il piatto inglese più semplice che ci sia, riproposto nella sua versione più cara.

Non vi è dubbio che, negli ultimi anni, la tendenza dei migliori chef a riproporre piatti semplici è preponderante, e l’attenzione all’estetica del piatto, tipica degli anni ’90, ha lasciato il posto ad una maggiore cura nella ricerca del prodotto di qualità.

Vi lascio con uno spezzone del cartone Walt Disney, Ratatouille, dove il topo-chef propone uno dei piatti di verdure più semplici esistenti riuscendo a stupire il cinico critico Anton Egò.

 

Maria Laura Franco

VINTAGE DESIGN ??

19 nov

Siamo incessantemente bombardati da sollecitazioni, da tendenze che vanno e vengono, che ci adulano e ci conquistano, ci affascinano perché ci riportano in qualche modo a una memoria collettiva e a un passato comune fatto di storie che si ripetono; eppure spesse volte, è proprio ciò che vediamo ad ingannarci.
Forse ci illudiamo o semplicemente accettiamo lo stato di cose per come ci viene presentato e siamo indotti a credere che la storia, nel suo succedersi ciclico, si ripresenti arricchiti dei medesimi significati e valori; ne leggiamo dunque i codici estetici, ma dall’altro lato ne rimaniamo amareggiati, perché in qualche modo percepiamo una distanza tra i nostri ricordi passati e quelli che ora ci vengono veicolati come tali.
La mia riflessione ha dunque voluto porre sotto i riflettori un tema a mio avviso cruciale, che rivela una certa incoerenza di fondo in alcune espressioni attuali dell’arte proponendosi attraverso una veste “vissuta”, ma che, di fatto, viene spogliata dei suoi contenuti e banalizzata a mero contenitore.
Lo Spazio Rossana Orlandi è senza alcun dubbio un luogo evocativo, immerso in un’atmosfera sospesa nel tempo e nello spazio, in cui viene perfettamente ad annullarsi il confine tra spazio commerciale e luogo museale, dove ogni pezzo esposto, unico nel suo genere, riporta a nuova vita materiali di scarto e di riciclo, conferendo loro nuovo pregio e “identità”.
Un contesto perfetto, in una location altrettanto appropriata, capace tuttavia di offrire un’esperienza solo in apparenza coinvolgente e sinestetica, quasi a voler giustificare la mancanza di profondità nei contenuti mediante un packaging quanto più attraente e di appeal sul consumatore.
A mio avviso forzato è il tentativo di ricreare un collegamento alle interpretazioni del mondo dell’arte con richiami alla società moderna e alle testimonianze artistiche dell’arte povera, dei movimenti del secondo dopoguerra, o ancor più alle forme d’installazione, nelle quali opera, ambiente e fruitore erano parte di un’azione performativa a 360°.
In realtà, questo spessore sembra svanire, divenire pura citazione d’innanzi alla complessità di un discorso storico, artistico, concettuale e sociale che va oltre la soglia estetica per approdare in contesti e interdipendenze più complessi.

I-sheepMania, dalle stalle alle stelle!

15 nov

I-sheep è una piccola azienda che progetta e distribuisce accessori per prodotti elettronici di ultima generazione. Fin qui tutto normale, come raccontare la storia di tanti altri, ma questa piccola azienda si distingue da tante altre per l’impegno e la passione degli imprenditori che l’hanno creata e per il luogo in cui è nata, la Sardegna! L’ispirazione per il nome e per il logo viene da uno dei tanti stereotipi chiamati in causa quando si parla dell’isola, le pecore!

Diventa subito un successone, le cover lanciate nelle prime collezioni sono ironiche, giocose e coloratissime, i ragazzi ne vanno pazzi e la richiesta è sempre più alta.

L’innovazione nei locali cagliaritani non si ferma mai e nasce una nuovissima collezione, la fashion victim collection, più attenta alla moda rispetto alle prime, riesce a toccare un target più ampio e più affamato di stile.

La parte più interessante? L’azienda in pochi mesi è riuscita ad attraversare i confini e a breve verrà distribuita anche in uno dei grandi magazzini più importanti d’Europa, le Galeries Lafayette. Recentemente ha inoltre chiuso le trattative per un contratto con i magazzini John Lewis per i quali verrà creata una linea ad hoc venduta solo in una selezione di punti commerciali. E non finisce qui, di trattative in corso ce ne sono tante ma per ora, un po’ per scaramanzia, un po’ per lasciare un velo di sorpresa, non conosciamo i nomi dei prossimi acquirenti. Senza dubbio un grande traguardo, soprattutto di questi tempi in cui il mercato è saturo e la crisi economica blocca i giovani sul trampolino di lancio. La creatività, la grande voglia di esprimersi e un pizzico di fortuna hanno reso possibile queste veloce espansione verso mercati di tutto rispetto.

In attesa di nuovi entusiasmanti progetti, vi lascio il link del sito, follow the sheep!

Valentina Piras

Il lusso esperienziale nelle Cantine Florio di Marsala… e nel mondo.

14 nov

Visitare le cantine Florio vuol dire entrare a far parte del mondo del vino a 360 gradi, poter vedere le botti in rovere all’interno delle grotte di tufo, poter degustare i vini e poter sentire il forte profumo del vino che ti avvolge. La Concept Winery Florio, ovvero la sala di degustazione che si trova proprio all’interno delle cantine ricavata da una delle navate in tufo, propone al visitatore un viaggio polisensoriale nel mondo del marsala. La degustazione si svolge attorno ad un tavolo in rovere lungo 14 metri, luci soffuse e un design minimale per risaltare i veri protagonisti: vini liquorosi, passiti e spumanti. I vini si incontrano con altri gusti del territorio creando abbinamenti originali e inaspettati, suggestioni da poter riproporre a casa con gli amici o per sorprendere gli ospiti a cena. La degustazione diventa esperienza!

Se dopo la visita guidata delle cantine si vuole portare a casa uno dei vini assaggiati ecco che di fianco alla sala di degustazione si trova l’enoteca. Ristrutturata da qualche mese, l’enoteca Florio, aveva già accolto lo scorso anno più di 30.000 visitatori di cui la maggior parte provenienti dagli Stati Uniti e dalla Germania, e quest’anno ci si aspetta molto di più. Il nuovo concept coniuga alla perfezione tradizione e modernità. I piccoli corner espongono i vini sotto i riflettori e questi poi sono circondati da libri che raccontano la storia della famiglia Florio, la storia del marsala e ancora da altri prodotti tipici del marsalese. L’obiettivo, a mio avviso, è proprio quello di contestualizzare il prodotto. Un vino d’eccellenza è fatto di ottime uve, di processi di lavorazione artigianale di alto livello, di storia del territorio e di passione. Florio racconta così la storia delle cantine che ha inizio nel 1833 e la storia della famiglia conosciuta nel mondo anche per la Targa Florio, mostra il suo lato migliore, stimola il gusto e la curiosità.

A proposito di curiosità, dopo aver degustato e acquistato ho incontrato Maria Elena Bello, responsabile PR, e Benedetta Poretti, responsabile della comunicazione Duca di Salaparuta, che gentilmente hanno risposto alle mie domande.

Quali sono, per i vini Florio, i mercati esteri di riferimento?

Germania, USA, Giappone, Canada, Svizzera, Brasile, Belgio, Russia.

Tra questi qual’è il mercato più dinamico per volumi di vendita e quale quello per qualità di prodotti venduti?

A livello di volumi il mercato più importante è la Germania, a livello di qualità di prodotti venduti  il Giappone.

Quali sono le attività di marketing svolte nei mercati maturi e in quelli emergenti?

Di base facciamo attività di comunicazione e di pr attraverso riviste e opinion leader e attività di web marketing su tutti i mercati. Le differenze tra mercati maturi ed emergenti si possono notare soprattutto nelle attività di trade marketing, sui mercati emergenti si lavora per far conoscere il prodotto con attività di educational, mentre nei mercati maturi si lavora di più sul posizionamento del prodotto e la visibilità.

Quanto la forza del marchio ha aiutato le vendite?

Il mercato del vino è molto frammentato, ci sono tantissime nazioni, regioni, vitigni. È molto difficile farsi spazio e farsi riconoscere. Da qui nasce l’estrema importanza del marchio.

Quanto ha contribuito lo storytelling nella promozione dello stesso?

In Italia come all’estero avere una lunga storia alle spalle è molto importante, ti aiuta a distinguerti.

 

Francesca Battaglia

Laduree: un lusso alla portata di tutti

8 nov

Dopo i cupcake, quei muffin XL farciti di crema, la moda gastronomica del momento sono i macaron. Pasticcini francesi che racchiudono tra due cupole di meringa una farcitura o di crema ganache o di marmellata.

I macaron si possono trovare in un’ampia varietà di colori, cui corrispondono sapori diversi: dalla tradizionale vaniglia al più particolare gusto “rosa”. Tutti deliziosi!

Provare per credere!

Fonte: Google Images

Oltre che per la loro recente popolarità, ho scelto di raccontarvi qualcosa in più sui macaron proprio per la loro storia. Il nome deriva dall’italiano dialettale “maccarone” e la loro nascita risale al XVI secolo, quando questi pasticcini vennero importati dall’Italia (ebbene si, anche questi dolci sono di origine italiana) alla Francia da Caterina de Medici. Il successo fu molto rapido, tanto da diventare i dolci di corte preferiti da Maria Antonietta.

Tuttavia è solo nel 1862 che a Parigi viene fondata la pasticceria Laduree, che si è specializzata proprio nei macaron, diventati il suo prodotto simbolo. Oggi Laduree è un brand conosciuto a livello globale: la pasticceria ha negozi sparsi in tutto il mondo, e fortunatamente due di questi sono a Milano, uno in Via Spadari e un corner dentro Excelsior in Corso Vittorio Emanuele.

I macaron sono quanto di più “gourmand” ci sia, non solo per la particolarità dei gusti e per il loro sapore, ma anche per gli occhi: il loro forte impatto visivo ha la capacità di far diventare le vetrine delle pasticcerie in cui sono esposti delle vere e proprie opere d’arte.

Fonte: Google Images

Quindi, non appena ne avrete l’occasione, assaggiate questi dolcetti squisiti, un piccolo lusso alla portata di tutti!

Italia Independent un mondo a sè

8 nov

Martedì pomeriggio abbiamo avuto la possibilità di incontrare e confrontarci con un marchio giovane; Italia Independent. Società che nasce nel 2007, realtà moto giovane, che riesce a rivoluzionare, almeno in parte, il mondo della moda. Un intervento di spunto per il lavoro e per la vita, una filosofia che sento parte di me in ogni sua cosa. L’idea di partenza è quella di unire il valore del made in italy a quello dell’essere indipendenti e quindi poter cambiare qualcosa di sè attraverso un gadget.

Fonte: Google Immagini

Un occhiale, un modo di vivere e un’ idea innovativa. Capitani nel campo dei brevetti con l’utilizzo di materiali nuovi e la contaminazioni da altri mondi, italia indipendent diventa un occhiale nuovo che non solo si differenzia dal resto dell’offerta ma differenzia dagli altri anche chi lo indossa.

Contaminazione, innovazione, creatività e rigore sono alla base del pensiero di chi gestisce questo mondo, un mondo che si sta evolvendo e che in pochi riescono a seguire passando dall’essere una sola e semplice idea a una realtà vera e propria in men che non si dica.

L’evoluzione è anche nel modo di vendere, nel modo di concepire quel trend che viene seguito da tutti quasi come se fosse legge, ma invece….rischiare ogni tanto fa bene.

Quindi create e pensate sempre a nuove idee perchè a volte da una semplice idea può nascere una grande realtà.

N°74

30 ott

N°74

ingresso del negozio N°74 addobbato in occasione delle olimpiadi di quest’estate (2012)

La scorsa estate ho trascorso qualche giorno nella stupenda capitale tedesca e uno dei negozi che maggiormente mi ha colpito è il n°74.

È il primo concept store al mondo creato da Adidas, situato sulla Storstrasse n°74 (da cui prende il nome), nel  quartiere con i negozi più innovativi di Berlino, il Mitte, ritrovo di viaggiatori alla ricerca di nuove tendenze stilistiche, e non solo: tale quartiere, infatti, offre anche una sconfinata offerta di ristoranti etnici e lounge bars.

Lo store è caratterizzato da un design minimal ma efficace e la disposizione dei prodotti è di impatto sul cliente e permette di visionare l’offerta velocemente.

interno del negozio

All’interno troviamo una selezione esclusiva di calzature, abbigliamento e accessori di varie marche adidas come Y-3, adidas SLVR, adidas by Stella McCartney, nonché adidas Originals con il suo

sub-brand ObyO in collaborazione con David Beckham / James Bond, Jeremy Scott , e Kazuki,

adidas Ransom e adidas Consortium – la limited edition di sneaker.

Insomma, una posizione unica ed una selezione del prodotto unico promettono sicuramente un’esperienza unica.

H&M: N°100!

23 ott

Domani, 24 Ottobre 2012, il colosso svedese dell’abbigliamento low-cost, H&M, aprirà il suo centesimo punto vendita a Livorno!

L’evento che, in una grande città passerebbe quasi inosservato, ha attirato tanto la curiosità dei cittadini livornesi per due motivi in particolare:

1) Stasera è stata organizzata  una “private opening” riservata alle autorità e a pochi “fortunati”, molti ed inutili sono stati i tentativi di accaparrarsi i pochi inviti.
L’approccio proposto dal gigante svedese è, a mio avviso, degno di nota poichè oltre all’organizzazione di un aperitivo per l’occasione, oltre a offrire uno sconto del 20% ai selezionati è stato ideato un dj set labronico (Dj Mancio e Taster Peter), incarnando perfettamente il trend del glocal ( menatlità globale, sensibilità locale).

2) La location scelta per il nuovo punto vendita ha “diviso” il popolo livornese tra sostenitori e oppositori poichè: il centesimo punto vendita H&M ha sostituito  il Teatro Gran Guardia, inaugurato nel 1954, si affermò negli anni come un vero e proprio punto di riferimento per la cittadina toscana.

Anche a tal proposito la proposta di ristrutturazione è stata particolare in quanto sono stati mantenuti diversi elementi del foyer della Gran Guardia: i bassorilievi ai lati in marmo ad esempio, ma anche i palchi in legno che davano accesso alla galleria. H&M ha voluto conservare anche lo stemma della Gran Guardia che campeggia sul soffitto. Questo punto vendita, di tale importanza simbolica, si distingue dagli altri molto asettici.

 

 

 

 

 

 

 

 

Se ci saranno altri aspetti particolari o ulteriori curiosità prometto di aggiornare il post, per ora non vedo l’ora che arrivi sabato per potere andare a curiosare!!

 

 

 

I love Victoria’s Secret

23 ott

Ho sempre pensato… come si fa a non adorare Victoria’s Secret? La mia passione per questa azienda americana risale a svariati anni fa. Trascorrevo molto tempo incantata allo schermo del computer a guardare quelle fantastiche modelle che sfilavano durante lo show. Sicuramente la sfilata è uno dei momenti più attesi che avviene, non durante la settimana della moda, ma in un’apposita serata che manda in visibilio donne e uomini. E’ uno show in un cui vengono a combinarsi il fascino delle migliori top model del momento, i completini intimi più particolari, la molteplicità di super star che si alternano durante lo spettacolo e soprattutto le immancabili ” Ali di angelo “. Le ali vengono indossate in ordine di grandezza e di spettacolarità dalle top model più apprezzate e con più anni di esperienza.

 

Proprio pochi giorni fa è apparsa la notizia sui giornali della creazione del Fantasy Bra che sfilerà il
4 dicembre durante il nuovo show. Il Bra è composto di diamanti e pietre preziose del valore di 2.5 milioni di dollari in cui viene rappresentata una composizione floreale molto colorata. Questo sarà il ” punto forte” della nuova collezione, un vero e proprio gioiello da indossare a cui verrà abbinata anche una cinta sempre tempestata di pietre preziose.

 

 

Quest’ anno ad indossare il gioiello sarà la super top e mamma Alessandra Ambrosio che solo dopo pochi mesi dalla nascita del secondo figlio è già in gran forma e pronta ad esibirsi con questa strepitosa creazione.

Durante la serata si alterneranno Justine Bieber, Rihannna e Bruno Mars…

Qui sotto vi sono alcuni dei bozzetti che l’azienda ha deciso di pubblicare anticipatamente e guardandoli viene già voglia di iniziare lo shopping…

Non ci resta che aspettare e goderci lo spettacolo….

Bardot: il sexy gelato

22 ott

Se qualcuno si fosse mai domandato se un gelato potesse essere sexy, Bardot è in grado di rispondere affermativamente alla domanda in questione.
Questa catena di gelaterie di lusso, prende il nome da un preservativo, e assicura che tutti i gelati sono serviti su un bastoncino di differenti sapori, il tutto rigorosamente prodotto a mano.
L’idea di Bardot viene da Xavier Briseño, il fondatore di Mexico’s Neve Gelato che ha affermato: “Noi non vendiamo gelati, vendiamo l’amore su un bastoncino.”

Le fasce di prezzo sono due: una Classic collection che prevede gelati ai gusti di mascarpone e dulce de leche o alla menta, rispettivamente chiamati “Ebony and Ivory” e “Deep Thoughts”, l’altra, la Bardot collection, ai gusti sensuali di crema di formaggio e fragola, “New York, New York”, e un gelato ai lamponi e te verde denominato “La pace interiore”.

Le varianti sono differenti: in negozio si potrà usufruire dell’ausilio di un I-pad per scegliere il proprio gelato o un sorbetto di frutta, da gustare in coni di cialda, in piatti accompagnati da finte posate d’argento o da portare via in comode vaschette che mantengono il prodotto fresco fino ad 8 ore, il tutto in un ambiente sensuale e ammiccante.

Il concept è stato ideato da Landor Associates, vincitori del “Cannes Lions international festival of creativity” del 2012, complimenti alla loro creatività!

Giulia Saccardi

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